101955 Bennu

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Bennu
(101955 Bennu)
BennuAsteroid.jpg
Immagine dell'asteroide ripresa da OSIRIS-REx
Stella madreSole
Scoperta11 settembre 1999
ScopritoreLINEAR
ClassificazioneAsteroide Apollo
Classe spettraleB[1]
Designazioni
alternative
1999 RQ36
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458000,5
4 settembre 2017)
Semiasse maggiore168 447 865 km
1,1259884 UA
Perielio134 127 470 km
0,896574 UA
Afelio202 768 259 km
1,3554028 UA
Periodo orbitale436,41 giorni
(1,19 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
6,03494°
Eccentricità0,2037449
Longitudine del
nodo ascendente
2,02958°
Argom. del perielio66,29018°
Anomalia media312,63673°
Par. Tisserand (TJ)5,527 (calcolato)
Ultimo perielio19 agosto 2016
Prossimo perielio29 ottobre 2017
MOID da Terra0,00310699 UA[2]
Dati fisici
Dimensioni565 m × 535 m × 508 m
Diametro medio0,492 km
Periodo di rotazione4h 17min 16s[2]
Dati osservativi
Magnitudine app.22,28
Magnitudine ass.20,9

101955 Bennu è un asteroide Apollo. Scoperto nel 1999, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,1259884 UA e da un'eccentricità di 0,2037449, inclinata di 6,03494° rispetto all'eclittica.

Le sue caratteristiche spettrali ne permettono la classificazione tra gli asteroidi carbonacei di tipo B.[1] L'asteroide ha una forma sferoidale con un diametro medio di circa 500 metri. È stato estensivamente osservato attraverso i radiotelescopi di Arecibo e di Goldstone.[3][4] È stato selezionato quale obiettivo della missione OSIRIS-REx della NASA che prevede, tra le altre cose, il recupero di campioni dalla superficie dell'asteroide ed il loro trasporto a Terra. Il lancio è avvenuto il 9 settembre 2016 e l'arrivo sull'asteroide, con l'inserimento in orbita, è avvenuto il 3 dicembre 2018, mentre il ritorno dei campioni a Terra è previsto per il 2023.[5] [6]

Inizialmente identificato con la designazione provvisoria 1999 RQ36, nell'aprile 2013, a seguito della scelta di porlo come obiettivo della missione OSIRIS, ha ricevuto la denominazione definitiva con riferimento all'omonima divinità minore egizia.

Orbita[modifica | modifica wikitesto]

L'asteroide percorre un'orbita moderatamente eccentrica, inclinata di circa 6° rispetto al piano dell'eclittica. L'afelio, esterno all'orbita della Terra, è a 1,35 UA dal Sole; il perielio, interno all'orbita terrestre, è a 0,89 UA dal Sole. Ciò lo caratterizza come un asteroide Apollo. Completa un'orbita in un anno e 73 giorni.[2]

Il nodo ascendente dell'orbita è prossimo all'orbita della Terra[2] e l'asteroide ha ripetuti incontri ravvicinati con il nostro pianeta, che potrebbero condurre ad un impatto.

Rischio d'impatto con la Terra[modifica | modifica wikitesto]

In uno studio di dinamica orbitale del 2009 Andrea Milani, professore presso la Facoltà di Matematica dell'Università di Pisa, e collaboratori hanno individuato una serie di otto potenziali impatti con la Terra tra il 2169 ed il 2199. La probabilità d'impatto collettiva dipende dalle proprietà fisiche dell'oggetto, al momento poco conosciute, ma non sarebbe superiore allo 0,07% per tutti gli otto incontri.[7] Per valutarla con maggiore accuratezza è necessario acquisire maggiori informazioni sulla forma dell'asteroide e determinare l'intensità dell'accelerazione cui 1999 RQ36 è soggetto per l'effetto YORP. Uno degli obiettivi della missione Osiris-Rex è proprio quello di stimare con precisione tale effetto ricavando informazioni morfologiche più dettagliate dell'asteroide.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Dante Lauretta, The OSIRIS mission (PDF), Marco Polo Workshop - giugno 2008. URL consultato il 28 maggio 2011.
  2. ^ a b c d I dati di 101955 Bennu dal sito JPL.
  3. ^ Michael C. Nolan, Chris Magri, Lance Benner, et al., 2009, Radar observations of 1999 RQ36, in prep.
  4. ^ (EN) R. S. Hudson, Ostro, S.J.; Benner, L.A.M., Recent Delay-Doppler Radar Asteroid Modeling Results: 1999 RQ36 and Craters on Toutatis, in Bulletin of the American Astronomical Society, vol. 32, American Astronomical Society, p. 1001. URL consultato il 28 maggio 2011.
  5. ^ (EN) nasa.gov (a cura di), About OSIRIS-REx, su nasa.gov. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  6. ^ OSIRIS-REx arrives at Bennu
  7. ^ (EN) A. Milani et al., Long term impact risk for (101955) 1999 RQ36, in Icarus, vol. 203, nº 2, 2009, pp. 460–471, DOI:10.1016/j.icarus.2009.05.029. URL consultato il 28 maggio 2011.
  8. ^ Marco Malaspina, Bennu, la minaccia si chiama Yarkovsky, su media.inaf.it (a cura di), media.inaf.it, 7 dicembre 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

V · D · M
L'asteroide 4 Vesta

Precedente: (101954) 1999 RY33      Successivo: (101956) 1999 RS36


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