Satelliti naturali di Plutone

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Plutone
Pluto and its satellites (2005) without labels.jpg
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1leftarrow.pngVoce principale: Plutone (astronomia).

Il pianeta nano Plutone possiede cinque satelliti naturali conosciuti: Caronte, scoperto il 22 giugno 1978, con cui Plutone forma una sorta di sistema binario, e quattro satelliti minori, Notte e Idra, scoperti nel maggio 2005, Cerbero scoperto nel luglio 2011[1] e Stige scoperto nel luglio 2012[2]. I dati attualmente disponibili permettono di escludere la presenza di altri satelliti dal diametro superiore ai 20 km all'interno del sistema di Plutone.

I nomi dei corpi celesti che compongono il sistema di Plutone sono ispirati da divinità o figure mitologiche dell'Oltretomba.

La struttura del sistema[modifica | modifica sorgente]

Orbite dei cinque satelliti naturali di Plutone.

Le dimensioni di Caronte sono proporzionalmente più grandi rispetto a quelle di qualsiasi altro satellite conosciuto, in relazione a quelle del rispettivo corpo madre: la sua massa è circa un ottavo di quella di Plutone, il diametro è quasi pari alla metà. Di conseguenza Plutone stesso orbita attorno al baricentro del proprio sistema di satelliti, situato al di fuori della propria superficie. La coppia Caronte-Plutone è inoltre interessata da un fenomeno di rotazione sincrona: gli emisferi che i due corpi si rivolgono sono sempre i medesimi.

La formazione del sistema[modifica | modifica sorgente]

In passato è stata avanzata l'ipotesi di un grande impatto per spiegare la formazione di un corpo delle dimensioni di Caronte in prossimità di Plutone. La teoria è stata parzialmente invalidata dalle forti differenze cromatiche che si sono registrate fra Plutone e Notte, rossastri, e Caronte ed Idra, di colore grigiastro. Entrambe le colorazioni sono caratteristiche degli oggetti della fascia di Kuiper, ma la loro coesistenza rende difficile spiegare la formazione dell'intero sistema in conseguenza di un unico evento.

Cronologia delle scoperte[modifica | modifica sorgente]

  • 1930 - Clyde Tombaugh scopre Plutone, che viene classificato come pianeta; conseguirà l'attuale status ufficiale di pianeta nano solo il 24 agosto 2006.
  • 22 giugno 1978 - James Christy scopre il primo satellite, Caronte.
  • 15 giugno 2005 - Un team di astronomi statunitensi scopre Notte ed Idra, grazie alle immagini ricevute dal telescopio spaziale Hubble.
  • 20 luglio 2011 - Cerbero, provvisoriamente indicato come P4, viene scoperto ancora grazie alle immagini del telescopio spaziale Hubble[1].
  • 11 luglio 2012 - Sempre grazie ad Hubble viene scoperto Stige, il quinto satellite, provvisoriamente indicato come P5.[2].

Plutone e i suoi satelliti non sono finora stati raggiunti da nessuna sonda spaziale. La missione statunitense New Horizons sorvolerà il sistema plutoniano nel 2015.

Prospetto[modifica | modifica sorgente]

Segue un prospetto con i dati dei satelliti di Plutone conosciuti, ordinati per periodo di rivoluzione intorno al corpo madre. Sono evidenziati in violetto i satelliti abbastanza massicci da possedere una forma sferoidale, e in grigio scuro i satelliti irregolari, probabilmente catturati in un secondo momento dalla forza di gravità del pianeta.

Nome Diametro
medio
Massa Raggio
orbitale
medio
Periodo orbitale  Scoperta 
Plutone I Caronte 1207 ± 3 km 1,52 ± 0,06 ×1021 kg 19 571 ± 4 km 6,387230 giorni 1978
Plutone V Stige 5-13 km  ? ~45 000 km 20,2 ± 0,1 giorni 2012
Plutone II Notte 44-130 km < 5×1018 kg 48 675 ± 90 km 24,856 ± 0,001 giorni 2005
Plutone IV Cerbero 13-34 km  ? ~59 000 km 32,1 giorni 2011
Plutone III Idra 44-130 km < 5×1018 kg 64 780 ± 90 km 38,206 ± 0,001 giorni 2005

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) NASA's Hubble Discovers Another Moon Around Pluto, NASA, 20 luglio 2011. URL consultato il 20-07-2011.
  2. ^ a b (EN) Hubble Discovers a Fifth Moon Orbiting Pluto, NASA, 11 luglio 2012. URL consultato l'11-07-2012.

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