Sistema solare interno

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema solare.
Il sistema solare interno con il piano dell'orbita della Terra e degli altri pianeti interni.
Immagine in scala dei pianeti terrestri. Da sinistra a destra: Mercurio, Venere, Terra, Marte

Il sistema solare interno è la parte interna del Sistema solare, cioè lo spazio che va dal Sole alla cintura asteroidale.[1]

Esso è costituito, oltre che dal Sole, dai quattro pianeti terrestri: Mercurio, Venere, la Terra con la Luna e Marte, con i suoi due piccoli satelliti Phobos e Deimos. Si tratta di corpi composti per lo più di silicati nella crosta e metalli nel nucleo, hanno al massimo un paio di satelliti naturali, nessun anello planetario e sono compresi in una regione il cui diametro è inferiore alla distanza tra Giove e Saturno.

Sono ancora in corso studi sulla regione compresa tra Mercurio ed il Sole.[2]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente nella cosmografia del sistema tolemaico si consideravano "pianeti interni" o "inferiori" solamente Mercurio e Venere mentre Marte era catalogato fra gli esterni, basandosi sull'osservazione astronomica dalla Terra per cui i suddetti pianeti, interni rispetto alla Terra, erano per questo osservabili con un moto apparente sulla sfera celeste differente dai pianeti "al di fuori" della fascia occupata dall'orbita terrestre. Per la precisione Tolomeo faceva distinzione fra i pianeti situati fra la Terra e il Sole (considerato orbitante), e quelli al di là del Sole. In seguito, Niccolò Copernico modificò questa definizione per adattarla alla sua teoria eliocentrica, per cui era la Terra ad orbitare attorno al Sole.

Con i progressi dell'astronomia moderna, si mutò la definizione in base al "confine" convenzionale segnato dalla fascia degli asteroidi e soprattutto alla maggiore affinità di Marte con gli altri pianeti interni, rocciosi e relativamente piccoli (altre similitudini sono presenti in altri fattori, come nei moti millenari), rispetto ai successivi giganti gassosi. Vi si incluse inoltre anche la Terra. La vecchia definizione invece è stata associata ai termini "pianeti inferiori" e "pianeti superiori", che non vanno confusi con i "pianeti interni" e i "pianeti esterni" termini relativi al pianeta di riferimento (per esempio, la Terra è un pianeta inferiore rispetto a Marte, Giove è inferiore rispetto a Saturno, e così via).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I quattro pianeti del sistema solare interno hanno al massimo due satelliti naturali e nessun anello planetario. La composizione è densa e quasi totalmente rocciosa e sono pertanto detti pianeti terrestri o tellurici.
La crosta e il mantello sono costituiti da minerali refrattari come i silicati, mentre il nucleo è formato prevalentemente da ferro e nichel.

Sono caratterizzati da una temperatura superficiale relativamente alta, dovuta alla vicinanza del Sole. Tre dei quattro pianeti interni (Venere, Terra e Marte) hanno un'atmosfera abbastanza densa da generare delle condizioni atmosferiche variabili, tuttavia molto sottile se confrontata con quella di Giove o Saturno; la temperatura elevata e l'attrazione gravitazionale del Sole hanno infatti spazzato via gli elementi più volatili (idrogeno ed elio) durante le prime fasi della formazione planetaria.

Tutti presentano crateri da impatto e caratteristiche superficiali legate ad assestamenti tettonici come rift, fosse tettoniche e vulcani.

Le dimensioni dei pianeti interni sono relativamente piccole (meno di 15.000 chilometri di diametro) e rispetto ai pianeti giganti del sistema solare esterno il loro moto di rivoluzione è più veloce, mentre quello di rotazione è più lento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inner Solar System, NASA Science (Planets). URL consultato il 9 maggio 2009 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2009).
  2. ^ Durda D.D.; Stern S.A.; Colwell W.B.; Parker J.W.; Levison H.F.; Hassler D.M., A New Observational Search for Vulcanoids in SOHO/LASCO Coronagraph Images, su ingentaconnect.com, 2004. URL consultato il 23 luglio 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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