William Burges

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William Burges

William Burges (2 dicembre 182720 aprile 1881) è stato un architetto e designer britannico.

Neogotico, dal 1863 al 1870 lavorò alla costruzione della cattedrale di Cork e successivamente progettò il municipio di Dover.

Nel 1865 pubblicò il libro L'arte applicata all'industria.

Primi anni e viaggi[modifica | modifica wikitesto]

Burges è nato il 2 dicembre 1827[1], figlio di Alfred Burges (1796-1886), un benestante ingegnere civile. Alfred aveva accumulato una notevole fortuna, circa 113.000 sterline (equivalenti a 10.740.280 sterline nel 2015, al netto dell'inflazione)[2], fino alla sua morte[3], fortuna che permise al figlio di dedicare la sua vita allo studio e alla pratica dell'architettura, pur senza avere la necessità di guadagnarsi da vivere con tale mestiere.[4]

Soffitto della Camera Araba– Castello di Cardiff

Burges entrò nel King's College di Londra nel 1839 per studiare ingegneria, tra i suoi contemporanei si annoverano Dante Gabriel Rossetti e William Michael Rossetti[5]. Lasciò la scuola nel 1844, per unirsi allo studio del geometra Edward Blore[5][6], che lavorò anche presso l'Abbazia di Westminster. Blore era un architetto affermato, avendo lavorato sia per re Guglielmo IV che per la regina Vittoria, costruendosi una reputazione come sostenitore dello stile neogotico. Nel 1848 o 1849, Burges si spostò, andando a lavorare presso Matthew Digby Wyatt.[7][8] Wyatt era un promettente architetto, come Blore, come dimostrato dal suo ruolo di primo piano nella direzione della grande esposizione di Londra del 1851. Il lavoro di Burges con Wyatt, in particolare sulla Corte Medievale per l'esposizione, fu influente sul corso della sua carriera.[9] Durante questo periodo, lavorò anche su disegni basati su metalli medievali per il libro di Wyatt, Metalwork, pubblicato nel 1852[10], per cui fu assistito da Henry Clutton, che contribuì all'illustrazione delle sue opere.[7]

Di pari importanza per la carriera di Burges, furono i suoi viaggi.[11] Burges riteneva che tutti gli architetti avrebbero dovuto viaggiare, sottolineando che era "assolutamente necessario vedere come i vari problemi dell'arte sono stati risolti nelle epoche differenti e da diversi uomini."[11] Grazie al suo reddito privato, Burges viaggiò prima in Inghilterra, poi in Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Germania, Spagna, Italia, Grecia e infine in Turchia.[12] Complessivamente, impiegò circa 18 mesi all'estero a sviluppare le sue competenze e la sua conoscenza, creando schizzi e disegni.[13] Quello che vide e disegnò contribuì alla formazione di un proprio bagaglio di influenze e di idee, che usò e riutilizzò per tutta la sua carriera.[14]

Pur non essendo mai andato più ad est della Turchia, l'arte e l'architettura dell'Oriente, sia vicino che lontano, ebbe un impatto significativo su di lui[15]; rimase affascinato dallo stile moresco, fascino che espresse al meglio nella "Camera Araba" del Castello di Cardiff. Anche lo studio delle tecniche giapponesi influenzò il suo lavoro sui materiali metallici.[16] Burges aveva ricevuto il suo primo incarico importante all'età di 35 anni, ma la sua carriera successiva non si sviluppò secondo le aspettative. Il suo stile si era già formato negli ultimi vent'anni di studio, riflessione e viaggio. Il professor Joseph Mordaunt Crook, massima autorità accademica su Burges, scrisse che "una volta stabilito, dopo vent'anni di preparazione, il suo 'linguaggio stilistico' doveva solamente essere applicato, e lo fece e lo rifece con lo stesso vocabolario con crescenti finezza e gusto.[17]

I primi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Maison Dieu, Dover

Nel 1856 Burges fondò il proprio studio architettonico a Londra, al numero 15 di Buckingham Street, la Strand.[18] Alcuni dei suoi primi mobili sono stati creati per questo ufficio e successivamente spostati la Tower House, in Melbury Road, a Kensington, la casa che costruì per se stesso verso la fine della sua vita.[19] La sua precoce carriera architettonica produsse nessuna costruzione particolarmente importante. Pur avendo vinto prestigiose commissioni, come per la cattedrale di Lilla[20], per la Chiesa in memoria della guerra di Crimea[21], a Istanbul, e per la Scuola d'arte di Bombay[22]. Nessuno di questi edifici fu costruito sui progetti di Burges. Un suo progetto, non riuscito, avrebbe voluto trasformare il Palazzo di Giustizia di Strand in una Carcassonne londinese. I progetti in tal senso sono descritti dagli scrittori Dixon e Muthesius come: "una ri-creazione di un mondo da sogno del XIII secolo, con uno skyline di grande inventiva."[23] Nel 1859 Burges presentò un disegno di ispirazione francese alla Cattedrale di San Giovanni a Brisbane, Australia, che venne respinto.[24][25] Fornì anche disegni per la Cattedrale di Colombo a Ceylon e per la Cattedrale di San Francesco Saverio, Adelaide, senza successo.[26] Nel 1855 ottenne invece la commissione per la ricostruzione della sala capitolare della Cattedrale di Salisbury.[27] Henry Clutton era a capo del progetto, ma Burges, come assistente, contribuì al restauro di sculture al sistema decorativo generale.[27] Molto fu perduto nei restauri degli anni '60.[28] Più duratura è stato il lavoro di Burges nel 1858 di ristrutturazione della Gayhurst House, nella Buckinghamshire, per Robert Carrington, secondo barone Carrington.[29] Le camere contengono alcuni camini ad opera sua, oltre alle sculture di Thomas Nicholls, collaboratore di lungo corso di Burges, in particolare nel salotto sono presenti quelle che riprendono i motivi del Paradiso perduto e del Paradiso riconquistato.[29] Inoltre progettò un gabinetto circolare per i servi, che Jeremy Cooper descrive come "sormontato da un Cerbero ringhiante, ognuna delle sue tre teste sono incastonate con occhi iniettati di sangue, in vetro".[30]

Chiesa di Ognissanti, Fleet

Nel 1859 iniziò a lavorare con Ambrose Poynter alla Maison Dieu, a Dover, completata nel 1861.[31][32] Nel suo rinnovamento degli animali grotteschi e degli stemmi, incorporati nel suo nuovo progetto, è individuabile un'emulazione dell'originario stile medievale.[33] Successivamente Burges progettò la Camera del Consiglio, aggiunta nel 1867[33], e nel 1881 iniziò a lavorare su Connaught Hall di Dover, una sala da concerto nonché sede delle assemblee cittadine.[31] Il nuovo edificio conteneva sale da riunione e gli uffici del sindaco e dei funzionari. Sebbene Burges avesse disegnato il progetto, la maggior parte di questo fu completato dopo la sua morte, ad opera dei suoi soci, Pullan e Chapple.[33] Nel 1859-1860 Burges fu assunto per il restauro dell'Abbazia di Waltham da parte di Poynter, lavorando con il figlio Edward Poynter e con i creatori di mobili Harland e Fisher.[34] Commissionò Edward Burne-Jones, della James Powell & Sons, il lavoro sulle tre vetrare del lato est, rappresentative dell'Albero di Jesse.[35][36]

Nel 1861-62 a Burges fu commissionata, da Charles Edward Lefroy, segretario dello Speaker della Camera dei Comuni, la costruzione della Chiesa di Ognissanti, a Fleet, in memoria della moglie di Lefroy.[37] La donna era la figlia di James Walker, che aveva fondato la società di ingegneria marina "Walker e Burges", insieme ad Alfred, il padre di Burges, questo legame famigliare contribuì alla scelta di Burges per la commissione.[38] Nikolaus Pevsner dice di Fleet che "non ha forma, né edifici di carattere né notevoli, tranne uno"[37], questo uno sarebbe Ognissanti. La chiesa è in mattoni rossi, da Pevsner considerata come "sorprendentemente sobria".[37] La decorazione dell'interno è molto semplice, ma la presenza scultorea è massiccia, in particolare quellad ella tomba dei Lefroy e dell'arco al di sotto del quale si trovava in origine la tomba, è la quintessenza dello stile di Burges.[39]

Cattedrale di San Finbar, Cork[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Finbar.
Cattedrale di San Finbar, Cork

Nonostante le iniziati battute d'arresto, Burges fu sostenuto dalla sua convinzione che presto la Francia avrebbe fornito una risposta alla crisi dello stile architettonico, che affliggeva l'Inghilterra nel periodo medio-vittoriano. In merito scrisse: "sono cresciuto nella fede nel XIII secolo e in questa vede ho intenzione di morire."[40] Nel 1863, all'età di 35 anni, finalmente ottenne la sua prima commissione di rilievo, per la Cattedrale di San Finbar, a Cork.[41][42] Il diario di Burges riporta la sua soddisfazione a riguardo: "ho ottenuto Cork!"[43]

Il concorso per San Finbar si verificò in seguito alla diffusa insoddisfazione per la chiesa esistente, risalente al 1735, che la rivista Dublin Builder definì come "una malandata cattedrale che a lungo ha disonorato Cork."[44] Fu la prima cattedrale nuova costruita nelle isole britanniche dopo la Cattedrale di San Paolo.[39] Il bilancio proposto era basso, 15.000 sterline, ma Burges ignorò tale vincolo, creando un progetto che sarebbe costato il doppio.[45] Nonostante le proteste degli altri concorrenti, vinse, anche se il costo finale fu in eccesso di 100.000 sterline.[46]

Burges, che aveva lavorato in Irlanda precedentemente, presso la Chiesa di San Pietro a Carrigrohane, la Chiesa della Santissima Trinità, a Templebreedy, a Frankfield e a Douglas,[47] beneficiò di un forte sostegno locale, che comprendeva il vescovo, John Gregg. Inoltre Burges "univa il suo amore per il medievalismo con una significativa esibizione del benessere protestante",[48] elemento che al tempo fu un importante fattore, in un momento in cui la Chiesa Anglicana in Irlanda stava cercando di affermare il proprio predominio.[45]

Per l'esterno, Burges riutilizzò alcuni dei suoi progetti precedenti, mai eseguiti, come il disegno della Chiesa in memoria della guerra di Crimea e della Cattedrale di San Giovanni, a Brisbane e i prospetti della Cattedrale di Lilla.[49] Il problema principale dell'edificio consisteva nella sua dimensione. Nonostante gli sforzi per le raccolte di fondi, e considerando come Burges avesse superato il budget originario, Cork non era ancora in grado di permettersi una cattedrale tanto ampia.[50] Burges superò l'ostacolo sfruttando la grandezza delle tre guglie all'esterno, che compensavano le dimensioni minori del resto dell'edificio.[50]

Anche se la cattedrale è di modeste dimensioni, è riccamente ornata. Come era sua abitudine, dal suo ufficio a Buckingham street e nel corso delle numerose visite in loco, Burges curò tutti gli aspetti del progetto, tra cui le statue, le vetrate e gli arredi, raddoppiando il proprio onorario, a causa dell'alto livello del suo coinvolgimento personale. Disegnò i modelli per ognuna delle 1.260 sculture che adornano la facciata ovest e decorano l'edificio sia dentro che fuori.[51] Abbozzò dei disegni per la maggior parte delle 74 vetrate. Progettò il pavimento a mosaico, l'altare, il pulpito e il trono del vescovo.[52] Lawres e Wilson considerano il risultato "senza dubbio la più grande opera [di Burges] nell'architettura ecclesiastica",[43] con un interno che è "travolgente e inebriante."[53] Riuscì a fare il tutto grazie alla sua abilità, all'attenta guida del suo team, al controllo di ogni elemento artistico e al superamento, di gran lunga, del budget previsto di 15.000 sterline.[42] Burger creò un edificio che in termini di dimensioni risultò essere poco più di un'ampia chiesa parrocchiale, ma per l'impressione, descritta nello studio di Lawrence e Wilson, era come "una cattedrale che i posteri avrebbero potuto considerare come un monumento alla lode dell'Onnipotente."[54]

Team architettonico[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Cardiff, a cui hanno lavorato molti dei collaboratori di William Burges

Burges fu abile nell'instaurare relazioni durature con i propri assistenti, avvalendosi di collaboratori di alto livello.[55] John Starling Chapple ricopriva la carica di direttore dello studio, si era unito allo studio di Burges nel 1859.[56] Chapple fu il designer della maggior parte dei mobili di Castell Coch, completandone la restaurazione dopo la morte di Burges.[57] Il vice di Chapple fu l'architetto William Frame,[56] che agì in qualità di addetto ai lavori. Horatio Walter Lonsdale era a capo degli artisti di Burges,[58] che lavorarono agli estesi affreschi, sia di Castell Coch che del castello di Cardiff. Il suo principale scultore era Thomas Nicholls, che iniziò a lavorare con lui a Cork, completando centinaia di statue per la Cattedrale di San Finbar. Nicholls lavorò con lui nella realizzazione delle sue due chiese più importanti nello Yorkshire e realizzò tutte le sculture originali del Muro degli animali, a Cardiff.[59] William Gualbert Saunders si unì al team di Buckingham Street nel 1865 e lavorò con Burges allo sviluppo del progetto e alle tecniche di realizzazione dei vetri colorati artigianali, producendo la maggior parte delle migliori vetrate di San Finbar.[60] Ceccardo Egidio Fucigna fu un altro collaboratore di lunga data, che scolpì la Madonna con Bambino, al di sopra del ponte levatoio di Castell Coch, la figura di San Giovanni, sopra il caminetto nella camera da letto di Lord Bute nel castello di Cardiff, e il bronzo della Madonna, nel giardino pensile del castello. Altro collaboratore significativo fu Axel Haig, illustratore svedese, che preparò molte delle prospettive, in acquarello, con cui Burges era solito estasiare i clienti.[61] Crook definisce l'équipe come "un gruppo di uomini di talento, modella ad immagine del loro capo", indicandoli come "devoti più all'arte che al business."[62]

Il rapporto con il Marchese di Bute[modifica | modifica wikitesto]

Il Marchese John Crichton-Stuart

Nel 1865, Burges incontrò John Crichton-Stuart, III marchese di Bute. L'incontro potrebbe essere stato il risultato della collaborazione tra il secondo marchese di Bute e la società d'ingegneria del padre di Burges, Alfred, che si occupò dei lavori di costruzione della banchina Bute a Cardiff, per conto del nobile.[63] Il terzo marchese divenne il più grande patrono architettonico di Burges;[64] entrambi avevano padri i cui sforzi industriali avevano fornito loro i mezzi per cimentarsi in opere architettoniche, inoltre entrabi avevano cercato di "redimere i mali dell'industrialismo facendo rivivere l'arte del medioevo".[65]

Quando il marchese assunse il titolo, all'età di un anno, ereditò un reddito di 300.000 sterline annuali.[66] Quando incontrò Burges, il marchese era considerato l'uomo più ricco della Gran Bretagna,[67] se non del mondo.[68] La sua ricchezza su importante per il successo della loro partnership: come lo stesso Burges scrisse: "la buona arte è troppo rara e troppo preziosa per essere economica."[69] Ma il marchese portò nel rapporto ben più dei suoi soldi, contribuì come studioso, antiquario ed entusiasta medievalista. Le sue risorse e i suoi interessi, sommati al genio di Burges, crearono quella che è stata considerata come "la più memorabile realizzazione del marchese."[70] Il loro rapporto fu definita anche come: "un primo esempio di relazione tra un mecenate aristocratico e un talentuoso architetto, che produsse le meraviglie del Castello di Cardiff e di Castell Coch.[71]

La collaborazione durò per tutto il resto della vita di Burges e portò alla creazione delle sue opere più importanti. Per il marchese e sua moglie, Burges era "un'anima ispiratrice".[72] Lo studioso d'architettura Michael Hall considera la ristrutturazione del Castello di Cardiff e la completa ricostruzione delle rovine di Castell Coch, nel nord della città, ad opera di Burges, come rappresentative delle sue migliori realizzazioni.[66] In questi edifici Crook sostieneche Burges sia sfuggito in "un mondo di fantasia architettonica",[17] che Hall descrive a sua volta come "tra i più grandiosi mai realizzati in stile neo-gotico."[73]

Il castello di Cardiff[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Cardiff.

Nei primi anni del XIX secolo, l'originale castello normanno era stato ampliato e modificato da Henry Holland, per conto di John Stuart, I marchese di Bute. Il secondo marchese alloggiò nel castello visitava i suoi ampi possedimenti nella contea di Glamorgan; durante tali visite fece sviluppare la Cardiff moderna e creò le banchine di Cardiff., come sbocco per il carbone e l'acciaio prodotti nelle valli del Galles meridionale, tuttavia fece poco per il castello stesso, limitandosi al completamento dell'opera intrapresa dal primo marchese. Il terzo marchese invece aveva scarsa considerazione degli sforzi di Holland, descrivendo il castello come se fosse stato "vittima di ogni barbarie sin dal Rinascimento",[74] e, quando raggiunse la maggiore età, ingaggiò Burges, per intraprendere la ricostruzione.[70] Quasi tutti gli usuali collaboratori di Burges furono coinvolti, compresi Chapple, Frame e Lonsdale,[75] per la creazione di un edificio, che John Newman descrive come "il castello fantastico di maggior successo del diciannovesimo secolo."[67] Crook per spiegare l'eccezionalità dell'opera affermò: "il sogno di un grande mecenate e di un grande architetto è quasi diventato il simbolo di una nazione intera."[76]

La Torre dell'Orologio

I lavori iniziarono nel 1868, partendo dalla Torre dell'Orologio,[77] in concio della Foresta di Dean. La torre contiene una serie di stanze da scapolo, in quanto il marchese non si sposò fino al 1872. Le stanze comprendono una camera da letto, una camera per la servitù, una stanza estiva per fumatori e una invernale.[77] Esternamente la torre è una rielaborazione di un disegno di Burges, usato precedentemente per il concorso del palazzo del tribunale di Strand, che non essendo riuscito a realizzarlo allora. All'intenro, le camere sono sontuosamente decorate, con dorature, sculture e disegni, molti in stile allegorico, raffiguranti stagioni, miti e favole.[78] La stanza estiva per fumatori si trova nel punto più elevato della torre. Sorge su due piani di altezza e dispone di un balcone interno che, attraverso una fascia ininterrotta di finestre, offre una vista sulla banchina di Cardiff, fonte di ricchezza del marchese, sul canale di Bristol e sulle collini e valli gallesi. Sul piano si trova anche un mosaico raffigurante una mappa del mondo, ad opera di Thomas Nicholls.[79]

I lavori continuarono modificando l'impianto di Holland, di chiara ispirazione georgiana. Le modifiche coinvolsero la Torre Bute, la Torre Herbert e la Torre Beauchamp, furono costruite la Torre degli Ospiti e la Torre Ottagonale.[75] Nella pianta, il castello segue le disposizione tipiche delle abitazioni signorili vittoriane. La Torre Bute include la camera da letto del marchese e finisce nel Giardino Pensile, dove si trova una Madonna del Fucigna. La camera da letto del marchese è dotata di molte iconografie religiose e di un soffitto a specchio. Il nome del marchese, John, è ripetuto in greco (ΙΩΑИΣ) lungo le travi del soffitto.[80] La Torre Ottagonale fu costruita nel punto in cui il padre di John era morto, nella torre sono situati l'oratorio e la Sala Chaucher, il cui tetto Mark Girouard cita come "un superbo esempio del genio di Burges nella costruzione di tetti."[81] La Torre degli Ospiti contiene il luogo in cui si trovava originariamente la cucina, al piano inferiore, mentre di sopra si trova l'asilo, decorato con piastrelle raffiguranti le favole di Esopo e personaggi delle filastrocche cantate nell'asilo.[75]

Il blocco centrale del castello comprende la doppia sala dei banchetti, strutturata sui due piani. Entrambi gli ambienti sono di grandi dimensioni, il primo svolge la funzione di una sala da ricevimento, dove il marchese adempieva ai propri doveri civili, mentre nel secondo si trova parte della vasta libreria. Entrambi includono strutture e caminetti elaborati, quelli della sala dei banchetti raffigurano lo stesso castello ai tempi di Roberto I, Duca di Normandia, che fu lì imprigionato tra il 1126 e il 1134.[82] Il camino della biblioteca contiene cinque figure, quattro rappresentano gli alfabeti greco, egizio, ebraico ed assiro, mentre il quinto si dice rappresenti Bute come un monaco celtico.[83] Le immagini fanno riferimento allo scopo della stanza e al marchese, rinomato linguista. La decorazione di queste ampie stanze è meno efficace di quella delle stanzse più piccole; molte furono completate dopo la morte di Burges, Girouard ritiene al muralista, Lonsdale, "fu richiesto di coprire aree più grandi di quanto il suo talento meritasse."[81] La parte centrale del castello comprendeva anche la Grande Scalinata. A lungo si è pensaot che la scalinata, illustrata in una prospettiva ad acquerello preparata da Axel Haig,[84] non fosse mai stata costruita, ma una ricerca recente ha dimostrato la sua effettivamente costruzione, venendo poi rimossa negli anni '30 del XX secolo,[75] presumibilmente dopo che la terza marchesa "una volta scivolò sulla sua superficie levigata."[85] La Camera Araba nella Torre Herbert era l'ultima stanza a cui stava lavorando Burges quando morì per la malattia nel 1881. Il marchese appose le iniziali di Burges, insieme alle proprie e alla data, in suo ricordo, presso un camino nella stanza.[86] La stanza fu conclusa dal cognato di Burges, Richard Popplewell Pullan.[58]

Dopo la morte di Burges, ulteriori aree del castello furono sviluppate seguendo le sue linee guida, con cui aveva istruito i suoi collaboratori. In tale opera è inclusa la vasta ricostruzione delle mura dell'originario forte romano.[80] Il Muro degli Animali, completato negli anni '20 del Novecento dal IV marchese, originariamente sorgeva tra il fossato del castello e la città, è dotato di nove sculture di Thomas Nicholls e di altre sei, scolpite da Alexander Carrick intorno al 1930. Il Ponte Svizzero, che una volta attraversato il fossato portava al giardino preraffaellita racchiuso nel Muro degli Animali, fu rimosso durante i lavori degli anni '30.[87] Le stalle, che si trovano a nord, all'estremità di Bute Park, furono disegnate da Burges tra 1868 e 1869.[88]

Megan Aldrich sostiene che gli interni di Burges a Cardiff siano stati "raramente eguagliati",[89] che "le sue opere finite sono eccezionali monumenti del gotico ottocentesco"[90] e che le stanze create a Cardiff tra "le più grandiose che il neo-gotico abbia mai realizzato."[91] Crook va oltre, sostenendo che le stanze vanno oltre l'architettura, per creare "tre passaporti dimensionali per un regno fatato e per reami d'oro. Nel castello di Cardiff entriamo in una terra dei sogni."[92]

Il castello è stato donato alla Cardiff City Corporation da parte del V Marchese di Bute nel 1947.[86]

Castell Coch[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castell Coch.
L'ingresso di Castell Coch, con le sue caratteristiche tre torri di altezze differenti.

Nel 1872, mentre i lavori al Castello di Cardiff stavano ancora procedendo, Burges presentò un progetto per la completa ristrutturazione di Castell Coch,[76] un forte in rovina del XIII secolo, situato nella tenuta dei marchesi di Bute, a nord di Cardiff. Il progetto di Burges per la possibile ricostruzione fu consegnato nel 1872[93], ma l'inizio dei lavori fu ritardato fino al 1875, in parte a causa dell'entità dei lavori ancora in corso presso il Castello di Cardiff ed in parte a causa dell'infondata preoccupazione degli amministratori del Marchese, che ne temevano la possibile bancarotta.[94] L'esterno comprende tre torri, descritte da Newman come "quasi uguali tra di loro nel diametro, [ma] colpiscono per le differenze nell'altezza."[95] L'ispirazione principale di Burges fu il lavoro quasi contemporaneo dell'architetto francese Eugène Viollet-le-Duc,[96] che intraprese simili restauri e ricostruzioni per conto di Napoleone III. I lavori di Viollet-le-Duc presso il castello di Coucy, il Louvre e in particolare il castello di Pierrefonds sono ripresi nel Castell Coch. Il soffitto del salotto, disegnato da Burges, era largamente ispirato a quello ottagonale e con volta a crociera della stanza dell'imperatrice a Pierrefonds.[96] Altro modello significativo fu il castello di Chillon, da cui riprese la forma conica e le parti superiori delle torri.[96]

Gravemente danneggiato durante le ribellioni gallesi nei primi del XIV secolo,[97] Castell Coch cadde in disuso durante il periodo dei Tudor; l'antiquario John Leland lo descrisse come "tutto in rovina, non una cosa grande ma elevata."[98] La ricostruzione del castello, secondo i progetti di Burges, prevedeva tre torri con tetti conici, storicamente discutibili. Secondo Crook, Burges "sostenne i suoi tetti con un significativo corpus di esempi di dubbia validità; la verità era che li desiderava per il loro effetto architettonico."[99]

Le tre Moire

Le tre torri prendono il nome di Keep Tower, Well Tower e Kitchen Tower, comprendono una serie di appartamenti, il cui nucleo principale, le Stanze del Castellano, si trova nella Keep Tower. La Stanza dei Banchetti, completata ben dopo la morte di Burges, è stata descritta da Newman come "diluita e sfocata",[100] mentre Crook l'ha considerata "anemica".[101] La stanza contiene un colossale pezzo di camino, scolpito da Thomas Nicholls.[102] L'identità della figura centrale della soprapporta è incerta; Giroud afferma che sarebbe il Re Davide, mentre McLees suggerisce la figura di San Lucio. Il Salotto è una camera a doppia altezza, con una decorazione che Newman descrisse dicendo che illustra i "temi intrecciati (della) fecondità della natura e della fragilità della vita.[103]" Un camino in pietra, opera di Nicholls, mostra le tre Moire, mentre filano, misurano e tagliano il filo della vita.[104] Gli affreschi sulle mura attingono alle favole di Esopo, con delicati disegni di animali, secondo il gusto dell'estetismo.[105]

La camera ottagonale, con la sua grande volta a crociera, sul modello delle stanze di Viollet-le-Duc a Coucy e Pierrefonds, è decorata con disegni di farfalle e volatili.[106] Al di fuori della stanza, si trova la Stanza dell'Argano, in cui Burges pose l'apparato per il funzionamento del ponte levatoio, insieme a delle feritoie, per l'eventuale rovesciamento di olio bollente.[107] La stanza da letto del marchese è relativamente spartana,[108] precedendo il culmine del castello: la camera da letto di Lady Bute, la moglie del marchese. Crook considera la stanza "puramente Burges: un cerchio ad arcate, perforato da feritoie attraverso le finestre e sormontato da una cupola a sezione trilobata."[108] Il tema decorativo è l'"amore", simboleggiato da scimmie, melograni e uccelli con i nidi.[108] La decorazione è stata completata dopo la morte di Burges, ma continuò a seguirne le linee guida. William Frame, scrivendo a Thomas Nicholls nel 1887, domandò "il Signor Burges l'avrebbe fatto?". Il design originale del castello comprendeva una cappella da costruire nel tetto della Well Tower,[109] tuttavia non fu mai conclusa e i suoi resti furono rimossi alla fine del XIX secolo.[110]

Dopo la morte di Burges nel 1881, i lavori degli interni procedettero per altri dieci anni. Il castello fu poco utilizzato, il marchese non venne mai dopo il suo completamente, principalmente fu usato come luogo in cui i membri della famiglia si poteva ritirare per curare eventuali malanni. La marchesa e sua figlia, Margareth Crichton-Stuart, occuparono il castello per un periodo dopo la morte del marchese nel 1900. Nel 1950, il V Marchese di Bute consegnò il castello al Ministro dei Lavori.[111] McLees ritiene l'edificio "un dei più grandi trionfi vittoriani nella composizione architettonica";[111] Crook scrive di Burges "ha ricreato da un cumulo di macerie un castello fiabesco che sembra quasi essersi materializzato dai margini di un manoscritto medievale."[108]

Ultimi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Le commissioni del marchese costituirono la maggior parte del lavoro di Burges dal 1860 fino alla sua morte; tuttavia, continuò ad accettare altri incarichi.

Worcester College[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Worcester College.

Gli interni della Hall e della Cappella del Worcester College di Oxford furono designate da James Wyatt tra 1776 e 1790.[112] Nel 1864 Burges fu incaricato di revisionare i disegni di Wyatt per la Cappella; il compito gli fu assegnato dal reverendo H.C.O. Daniel, membro della Senior Common Room del College e futuro Rettore. Il reverendo aveva conosciuto Burges quando frequentavano insieme il King's College a Londra.[113] Le estese iconografie di Burges ricoprono l'edificio, con immagini di animali e uccelli,[114] mentre il pavimento a mosaico, sempre di Burges, stupì i suoi contemporanei. Basandosi sulla sua eccezionale conoscenza delle tecniche medievali e lavorando con meticolosa attenzione ai dettagli, Burges creò una cappella che Crook descrive come "quasi unica tra gli interni del periodo alto-vittoriano."[115] "L'iconografia è riccamente simbolica",[116] le influenze massoniche sullo schema decorativo sono significative; Gillingham suggerisce che le connessioni di Burges con la massoneria sono una parziale spiegazione della sua designazione per l'incarico, notando anche che "un commento simbolico-massonico pervade la Cappella."[117] Insolitamente, nella ristrutturazione della Cappella, Burges non si avvalse dell'aiuto dei suoi soliti collaboratori. Le vetrate e gli affreschi del soffitto sono opera di Henry Holiday, mentre le statue, il leggio e i candelieri sono di William Grinsell Nicholl.[118]

Nel 1873-1879 Burges intraprese i lavori per decorare nuovamente anche la Hall del Collegio. I fondi necessari per questo progetto furono raccolti tramite un appello, riportando gli stemmi dei donatori in appositi pannelli di legno decorati, posti lungo le pareti.i, i simboli dei donatori, evidenziandoli come doni individuali. Le ampie finestre in fondo alla sala sono anch'esse colme di stemmi che non avevano trovato posto nei pannelli sulle pareti.[119] Sulla pedana è stato inserito anche un camino.[120] Quasi tutta l'opera di Burges [121]nella stanza è andata persa durante la riqualificazione degli anni '60 del Novecento, in cui furono reintegrati i progetti di Wyatt; il camino è stato rimosso e trasferito nella Knightshayes Court, altro edificio di Bourges, mentre la finestra orientale, al di sopra del tavolo più elevato, fu restaurata all'incirca nel 2009.[121]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crook 1981, p.38
  2. ^ (EN) "Quali sono stati i guadagni britannici e i prezzi di allora?".
  3. ^ Crook 1981b, p.10
  4. ^ Crook 1981, p. 39
  5. ^ a b J. Mordaunt Crook, William Burges, Oxford Dictionary of National Biography, 2004.
  6. ^ Crook 1981, p.40
  7. ^ a b Smith 1984, p.53
  8. ^ Johnson, p.51
  9. ^ Crook 1981, p.42
  10. ^ William Burges: "An overview", Victorian Web.org, 2007.
  11. ^ a b Crook 1981, p.44
  12. ^ Crook 1981, p.45-50
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