Fortunato Pio Castellani

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Fortunato Pio Castellani (Roma, 6 maggio 1794Roma, 1º gennaio 1865) è stato un orafo, antiquario e collezionista d'arte italiano, capostipite di una dinastia di orafi e antiquari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Orafo, nel 1814 aprì un laboratorio artigiano a Palazzo Raggi, in via del Corso a Roma. Nel 1815 prese la patente di "maestro" e il 26 novembre dello stesso anno sposò Carolina Baccani, dalla quale ebbe otto figli: tre maschi, i quali continuarono l'attività del padre, e cinque femmine.

Si interessò alle tecniche artistiche antiche e nel 1824 mise a punto una tecnica con la quale riuscì a ottenere il cosiddetto "oro giallone", l'oro di colore chiaro dei gioielli etruschi, che venne studiata assieme a Domenico Lino Morichini e all'abate Feliciano Scarpellini[1]. Una sua relazione del 10 agosto 1826 all'Accademia dei Lincei, di cui era membro, suscitò un notevole interesse[2].

Al 1826 risale anche l'amicizia del Castellani con Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta, che era fra l'altro un disegnatore di gioielli a imitazione di quelli antichi che venivano allora alla luce dalle necropoli etrusche e dagli scavi Pompei ed Ercolano; dietro consiglio del duca Caetani, Fortunato Castellani iniziò a riprodurre alcuni gioielli antichi tentando di imitarne la tecnica. Fortunato Pio scoprì inoltre alcuni contadini di Sant'Angelo in Vado che continuavano ad adoperare antiche tecniche nella lavorazione di gioielli popolari. Attorno al 1840 Fortunato fondò a Roma una scuola per addestrare i giovani orefici alle tecniche degli antichi[3]. Amico del marchese Giampietro Campana, cercò di evitare che la collezione di oreficeria del Campana uscisse fuori dall'Italia e costituì a questo scopo, col figlio Augusto, una società per azioni col compito di acquistare la collezione Campana. Dopo il fallimento di questo tentativo, spinse i suoi familiari a formare una propria collezione antiquaria.

Sebbene molto religioso (fu terziario dell'Ordine della Madonna delle Grazie a Porta Angelica[4]) Castellani era di sentimenti liberali. Suo figlio Alessandro, di sentimenti mazziniani, ebbe un ruolo di primo piano nella Repubblica romana e, con la restaurazione del governo di Pio IX, fu arrestato insieme col fratello Augusto. I due vennero rilasciati pochi giorni dopo, forse anche per l'intervento del padre; ma Alessandro venne incarcerato nuovamente nel 1854 e condannato all'esilio nel 1859 per cui fu esule dapprima a Parigi (1860) e poi a Napoli (1862). A causa di questo figlio "rivoluzionario", quando Fortunato Pio morì le autorità pontificie ne vietarono i funerali pubblici: "fu portato all'avello fra gendarmi e sbirri, non permettendo la politica autorità che l'esanime spoglia del grande artista ricevesse quei pubblici onori che l'arte romana dell'oreficeria aveva richiesto rendere al suo fondatore"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giornale arcadico di scienze, lettere, ed arti, Volume 124, 1851, pp. 91-94 (on-line)
  2. ^ Fortunato Pio Castellani, «Ricerche chimico-tecnologiche sul colorimento del giallone delle manifatture d'oro, con alcun cenno sulle dorature dei bronzi». "Giornale Arcadico di Scienze, Lettere ed Arti", XXXIII, Roma, ottobre 1826, pp. 62-90 (Google books)
  3. ^ Luigi Hütter, Iscrizioni della città di Roma : dal 1871 al 1920, Roma: Istituto di studi romani, Vol. III, 1962, p. 181
  4. ^ Archivio di Stato di Roma, Fondo Castellani, cart. 3
  5. ^ A. Sartirana, «Oreficerie della fabbrica Castellani», L'Arte in Italia, 1870, pp. 60-62; citato in G. Bordenache Battaglia, "Castellani", Op. cit., 1978

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Bordenache Battaglia, «CASTELLANI». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1978 (on-line)
  • Stefano Aluffi Pentini, «Fortunato Pio Castellani: fondatore della bottega e orefice dell'aristocrazia romana». In: Ministero per i Beni e le Attività culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, I Castellani e l'oreficeria archeologica italiana : New York, the bard graduate center for studies in the decorative arts, 18 novembre 2004-6 febbraio 2005; Londra, Somerset house, 5 maggio-18 settembre 2005; Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, 11 novembre 2005-26 febbraio 2006, Roma: "L'Erma" di Bretschneider, 2005, pp. 67-82, ISBN 88-8265-354-4 (Google books)
  • Sante Guido, L'oreficeria sacra dei Castellani in Vaticano, Città del Vaticano: Edizioni Capitolo Vaticano, 2011, - (Archivium Sancti Petri). - ISBN 9788863390223
  • Sante Guido, Il Calice Castellani nel Museo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore , Roma: Lisanti Editore, - (Studia Liberiana IV). ISBN 9788890583810

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]