Roberto I di Normandia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roberto I di Normandia
Robert magnificent statue in falaise.JPG
Duca di Normandia
In carica 1027 –
1035
Predecessore Riccardo III di Normandia
Successore Guglielmo II di Normandia
Nascita Normandia, 22 giugno 1000
Morte Nicea, 3 luglio 1035
Dinastia Dinastia normanna
Padre Riccardo II di Normandia
Madre Judith di Bretagna
Consorte Herleva (secondo il More danico)
Figli Guglielmo II di Normandia
Adelaide di Normandia
entrambi considerati illegittimi
Religione cattolica

Roberto'I di Normandia, detto Roberto il Magnifico in francese Robert Ier de Normandie, dit Robert le Libéral ou plus couramment Robert le Magnifique (Normandia, 22 giugno 1000Nicea, 3 luglio 1035) fu il sesto signore della Normandia con il nome di Roberto I', dal 1027 al 1035, e fu il quarto ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era il figlio maschio secondogenito del duca di Normandia Riccardo II il Buono, e della moglie, Giuditta (982-1017), figlia del duca di Bretagna Conan I e di Ermengarda (figlia de conte d'Angiò, Goffredo I Grisengonelle). Roberto era il fratello del duca Riccardo III di Normandia

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in Normandia da Riccardo II di Normandia, in gioventù il padre lo creò conte di Hiesmois, e sempre durante il periodo giovanile Roberto si legò in un'unione secondo il more danico o uso vikingo, quindi, pagano, ad una giovane, la figlia del conciatore[1], Fulberto, Herleva o Arletta di Falaise (ca. 1010-1050).

Nel 1026 alla morte del padre, il fratello primogenito, Riccardo, che era già stato associato nel governo del ducato dal padre, gli subentrò nel titolo di duca di Normandia, come Riccardo III.
Secondo il cronista Guglielmo di Jumièges Roberto si ribellò al fratello, ma fu presto circondato nella città di Falaise e dovette sottomettersi.

Nello stesso anno, probabilmente Roberto accompagnò il fratello, Riccardo III, in Borgogna per liberare il cognato, il conte di Borgogna (Franca Contea), Rinaldo I, prigioniero del vescovo di Auxerre e conte di Chalon-sur-Saône, Ugo[2].
Nel 1027, secondo il cronista Guglielmo di Jumièges, Riccardo III entrò nella contea di Chalon, e in poco tempo, la occupò ottenendo la sottomissione[3] del vescovo, Ugo e la conseguente liberazione del conte Rinaldo I.

Il 6 agosto 1027, il giovane duca Riccardo III morì improvvisamente, a circa 20 anni, forse avvelenato[4], secondo Roberto di Torigni, autore di cronache del XII secolo, e Roberto gli succedette.

Inizialmente Roberto organizzò un'invasione dell'Inghilterra, per difendere gli interessi dei suoi cugini, Edoardo il Confessore e Alfred Aetheling, esiliati in Normandia, che ebbe esito negativo a causa di una tempesta che impedì alle navi di raggiungere la costa inglese. La flotta si raccolse allora a Mont-Saint-Michel, per dirigersi in Bretagna, dove Roberto impose la sua supremazia al duca di Bretagna, Alano III.
Poi, migliorati i rapporti col re d'Inghilterra, Cnut o Canuto il Grande, la leggenda dice che Roberto rifiutò il matrimonio con la sorella di Canuto e vedova di suo padre, Riccardo II, Astrid, di circa dieci anni più vecchia di Roberto.

Nel 1031, alla morte del re di Francia, Roberto II il Pio, la moglie, Costanza, ora regina madre, spalleggiata dal conte Oddone II di Blois, capeggiò una rivolta contro il figlio, il nuovo re di Francia, Enrico I[5] per poter mettere sul trono l'altro figlio, il più giovane, Roberto. Roberto I il Magnifico accorse in sostegno di Enrico I, che nel frattempo aveva perso diverse città[6] e castelli, ed insieme riuscirono a riconquistare alcune città e costrinsero alla pace la madre e il fratello di Enrico I che così mantenne il trono, cedendo però al fratello, Roberto, il ducato di Borgogna.

Roberto, come suo padre, Riccardo II, fu seguace della riforma ecclesiastica, protesse i monaci e fondò alcuni monasteri, come Saint-Vigor a Cerisy o il primo monastero femminile della Normandia, Montevilliers, presso la foce della Senna e approvò la costruzione di monasteri anche da parte dei suoi feudatari.
Questo fervore religioso lo portò a decidere, nel 1034 di fare un pellegrinaggio a Gerusalemme e, prima di partire, preoccupandosi per la sua concubina, Herleva ed il figlio da lei avuto, Guglielmo, che era il proprio erede, convocò un consiglio generale dove tutti i nobili accettarono (ad alcuni risultò sgradita) la successione[7] di Guglielmo, nel caso in cui Roberto non fosse tornato dalla Terra Santa. Furono scelti in quell'occasione i quattro tutori del ducato:

Il re di Francia, Enrico I, concesse il suo assenso, per cui, nel febbraio 1035, Roberto partì e raggiunse Gerusalemme senza problemi. Sulla via del ritorno, a Nicea, in luglio, si ammalò improvvisamente e morì (forse avvelenato). Gli succedette il figlio Guglielmo di circa sette anni. Il corpo di Roberto fu inumato a Nicea. Il figlio, Guglielmo, secondo lo storico del XII secolo, Guglielmo di Malmesbury, inviò, nel 1086, una missione a Costantinopoli, per recuperare i resti del padre e tumularli in Normandia. Ottenuto il permesso dal Basileus Isacco II Angelo, i resti di Roberto furono trasportati in Puglia dove gli inviati, nel 1087, appresero della morte del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo, per cui decisero di seppellire i resti di Roberto in Italia, nei domini del Duca di Puglia e Calabria, il normanno, Ruggero Borsa.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Roberto non ebbe discendenza legittima perché non si sposò mai, ma dalla concubina (frilla; moglie secondo il more danico), Herleva di Falaise, ebbe due figli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Herleva o Arletta di Falaise pare fosse figlia di un conciatore o preperatore di salme o come lo chiameremmo al giorno d'oggi, «impresario di pompe funebri».
  2. ^ Rinaldo I, conte di Borgogna (Franca Contea), avanzava rivendicazioni sul ducato di Borgogna, che, nel 1004, era stato annesso alla corona di Francia da Roberto II di Francia, e poi, nel 1016, dato al figlio primogenito del re, Enrico. Per questo pare che il vescovo di Auxerre e conte di Chalon-sur-Saône, Ugo, lo avesse catturato e imprigionato.
  3. ^ Robert Wace, poeta del XII secolo, nel suo Roman de Rou, epopea sui duchi di Normandia, descrisse la sottomissione di Ugo, obbligato a presentarsi davanti al duca Riccardo III ed al fratello Roberto, a quattro zampe con una sella sul dorso; siccome Ugo aveva la barba più che a un cavallo assomigliava ad una capra.
  4. ^ Secondo il Wace, XII secolo, nel suo Roman de Rou, l'avvelenamento di Riccardo III di Normandia fu opera di suo fratello, Roberto, la persona che più aveva da guadagnare dalla sua morte.
  5. ^ Enrico I era stato incoronato re di Francia nella cattedrale di Reims il 14 maggio 1027 e fino al 1031 aveva regnato assieme al padre.
  6. ^ La regina madre, Costanza, si era impossessata di Senlis, Dammartin, Le Puiset, Poissy e Sens, donata per metà a Oddone II (come compenso per l'appoggio ricevuto).
  7. ^ Roberto era giovane (circa 25 anni), robusto e in buona salute per cui si presumeva che sarebbe tornato.
  8. ^ Qualche storico mette in dubbio la maternità di Arletta e attribuisce questa figlia ad un'altra amante di Roberto.
Predecessore Duca di Normandia Successore
Riccardo III di Normandia 1027–1035 Guglielmo II di Normandia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • François Neveux, La Normandie des Ducs aux Rois. Xe-XIIe siècle, Ouest-France Université, Rennes, 1998.
  • David Douglas, he Earliest Norman Counts EHR 61 (1946), 129-156.
  • Eleanor Searle, Predatory Kinship and the Creation of Norman Power, 840-1066 (Berkeley, Los Angeles, London, 1988).
  • Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770-806.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.

Controllo di autorità VIAF: 8933932 LCCN: n88102092