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Herleva

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Herleva di Falaise chiamata anche Arletta, in francese Arlette de Falaise (ou Herleva, Erlève, Herlève, Herlotte) (Florennes, 1010 circa – Normandia, 1050 circa) fu la moglie, alla maniera danese (more danico), secondo l'uso vichingo del Duca di Normandia, Roberto I il Magnifico.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Arletta era di umili origini; secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, Herleva o Herlotta, era la figlia di Fulberto o Herberto, un cameriere del duca (Herleva Fulberti cubicularii ducis filia)[1] e della moglie Duda o Duwa, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[2]. Di entrambi i genitori non si conoscono i nomi degli ascendenti[3]; secondo lo storico britannico, William John Corbett, professore a Cambridge era la figlia del conciatore Fulberto di Falaise[4], che secondo la professoressa britannica, Elisabeth M. C. van Houts pare fosse preparatore di salme[5] o come lo chiameremmo al giorno d'oggi, «impresario di pompe funebri». Herleva fu la madre di Guglielmo, duca di Normandia e re d'Inghilterra, che passò alla storia con il soprannome di Conquistatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nata forse in Normandia, ma molto più probabilmente, a Florennes, vicino a Namur, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[2] e trasferitasi, assieme ai genitori in Normandia[2], a Falaise (cittadina che a quei tempi era la capitale della contea di Hiesmois[6], di cui era conte Roberto, il figlio del duca di Normandia, Riccardo II), nei primi anni del secolo XI, tra il 1005 ed il 1010, dal borghese Fulberto che, secondo Orderico Vitale, divenne domestico del duca di Normandia, Herleva o Arletta di Falaise, durante il periodo giovanile, si legò in un'unione[7] secondo il more danico o uso vichingo, quindi, pagano, al giovane (circa suo coetaneo) conte di Hiesmois, Roberto[1], figlio maschio secondogenito del duca di Normandia Riccardo II il Buono, e della moglie, Giuditta[8](982-1017), figlia del duca di Bretagna Conan I e di Ermengarda[9](figlia del conte d'Angiò, Goffredo I Grisengonelle).

La fontana d'Arlette a Falaise

La leggenda narra che la relazione cominciò quando Roberto vide Arletta che lavava la sua biancheria nel fiume, vicino al castello, nel luogo denominato la fontaine d'Arlette. Pare che il conte di Hiesmois, Roberto, non resistette al suo fascino e ne fece la sua concubina.
Una variante della leggenda invece che Roberto la vide dalla sua finestra e ne fu colpito mentre Arletta danzava e cantava nei campi con altre giovani fanciulle.

Il padre di suo marito Roberto, Riccardo II il Buono, morì a Fecamp in Normandia, secondo gli Obituaires de Sens Tome I e secondo gli Obituaires de Sens Tome II, il 23 agosto (X.Kal.Sept.)[10][11] 1026, come confermano anche il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale[12]e l'Ademari Historiarum liber III[13], ed il figlio primogenito, Riccardo, gli subentrò nel titolo di duca di Normandia[12][13], come Riccardo III.
Il governo di Riccardo fu breve: Orderico Vitale sostiene che detenne il potere per un anno e mezzo (anno uno et dimidio)[12].

Secondo il cronista Guglielmo di Jumièges, suo marito, Roberto, conte di Hiesmois, nel 1028, si era ribellò al fratello Riccardo III[6], che, dopo aver obbligato Roberto alla pace[14], il 6 agosto di quello stesso anno, improvvisamente, morì avvelenato[14]. Anche Orderico Vitale ritiene che Riccardo fu avvelenato[15] (Richardus III veneno, non plene biennio peracto, periit)[16].
A Riccardo III, anche il cronachista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, conferma che succedette Roberto, conte di Hiesmois[17], oltre a Orderico Vitale[18] e Guglielmo di Jumièges[19].

Nel 1034 il duca Roberto decise di fare un pellegrinaggio a Gerusalemme; ma, prima di partire, in mancanza di eredi legittimi, avrebbe dovuto risolvere il problema della sua successione[4]; preoccupandosi per Herleva, la sua concubina, ed il figlio da lei avuto, Guglielmo, che era il proprio erede, convocò un consiglio generale dove tutti i nobili accettarono (ad alcuni risultò sgradita) la successione[4]. Allora, in quell'occasione, furono scelti, nel caso in cui Roberto non fosse tornato dalla Terra Santa (anche era considerato molto improbabile, in quanto Roberto godeva ottima salute e aveva solo circa 25 anni[20]), i quattro tutori del ducato[20]:

Il re di Francia, Enrico I, concesse il suo assenso[20], per cui, nel febbraio 1035, Roberto partì e, secondo Guglielmo di Jumièges, raggiunse Gerusalemme senza problemi. Sulla via del ritorno, a Nicea, si ammalò improvvisamente ed il 2 luglio (VI nonas iulij) morì[21]; la morte a Nicea di Roberto viene confermata anche da Orderico Vitale[22]. Roberto fu sepolto nella chiesa di Santa Maria a Nicea[21].
Gli succedette il figlio Guglielmo[23], di circa otto anni[22].

Il secondo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di ciò Arletta, verso il 1035, come ci confermano sia Guglielmo di Jumièges[1], che Orderico Vitale[24]ed anche Robert di Torigny[25], si sposò con un Cavaliere, Erluino di Conteville, che gli scritti dei cronisti a lui contemporanei non ci informano sui suoi ascendenti[26] e solo fonti successive ci informano che era figlio di Giovanni di Conteville[27], mentre la madre è rimasta sconosciuta, era un nobile di modesta importanza, che aveva una piccole signoria vicino alla foce della Senna e sposò Arletta solo perché era leale al duca Roberto[28]; la viscontea di Conteville gli fu assegnata dal figliastro, Guglielmo il Bastardo[28], solo dopo aver preso il pieno controllo del ducato. Ricevette inoltre la signoria di Sainte-Mère-Église, che faceva parte della contea di Mortain ed infine, verso il 1050, assieme al figlio, Roberto fece costruire l'abbazia di Grestain[29].
Qualcuno ipotizza addirittura che fu Roberto I il Magnifico a donare Arlette al Cavaliere, Erluino di Conteville, prima della sua partenza per Gerusalemme, come Guglielmo di Malmesbury, monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), nel suo de Gestis Regum Anglorum libri quinque, afferma che il matrimonio fu celebrato quando Roberto era ancora in vita[30]; comunque da questa unione nacquero tre figli di cui due maschi che furono molto vicini al fratellastro Guglielmo, soprattutto dopo la conquista dell'Inghilterra, del 1066.

Pare che Arletta profittasse della sua posizione per favorire i membri della sua famiglia, e come era già stato per il padre, anche due suoi fratelli entrarono al servizio del duca, Roberto e, secondo Orderico Vitale, uno dei due, Gualtiero, dopo la morte del duca, Roberto, nel periodo di torbidi[31], creato dai baroni normanni, divenne guardia del corpo del giovane nuovo duca, suo nipote, il figlio di Arletta, Guglielmo II e pare che una notte Gualtiero salvò la vita a Guglielmo II.

Rappresentazione dei tre figli di Arlette (de sinistra a destra: Oddone, Guglielmo, Roberto) sull'Arazzo di Bayeux

Non si conosce la data esatta della morte di Arletta: comunque morì prima del marito Erluino, come ci conferma il volume VII del Complete Peerage[32](non consultato)[30], e si presume verso il 1050, in quanto, secondo il III volume delle Europäische Stammtafeln[33] (non consultate), Erluino, in quella data, aveva fatto costruire l'abbazia di Grestain, e Arlette non viene citata[30].
Dopo la morte di Arletta, Erluino si sposò, in seconde nozze con Fredesenda, di cui non si conoscono gli ascendenti, che gli dette tre figli[30].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Arlette a Roberto il Magnifico diede un figlio[3]:

A Erluino di Conteville ne diede tre[30]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. III, pag 268
  2. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1032, Pag 784
  3. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: duchi di Normandia - HERLEVE (ROBERT)
  4. ^ a b c William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 17
  5. ^ Elisabeth M. C. van Houts, in «The Origins of Herleva, Mother of William the Conqueror», dal The English Historical Review, vol. 101, n°399 (aprile 1986), p. 399-404.
  6. ^ a b William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 16
  7. ^ Le notizie che noi abbiamo sono piuttosto scarse e sono tratte, oltre che dalla Historia di Guglielmo di Jumièges, contemporaneo ai fatti narrati, dalle cronache di Orderico Vitale e di Robert di Torigny, che le scrissero quasi un secolo dopo.
  8. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber V, cap. XIII, pag 255
  9. ^ (LA) Rodulfi Glabri Cluniacensis, Historiarum Sui Temporis, Libri Quinque, liber secundus, caput III, colonna 631
  10. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome I, Abbaye de Saint-Germain-des-Prés, pagina 270
  11. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome II, Abbaye de Saint-Père-enVallée, pagina 180
  12. ^ a b c (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 10
  13. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IV, Ademari Historiarum liber III, par. 64, Pag 145
  14. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VI, cap. II, pag 258
  15. ^ Secondo il Wace, XII secolo, nel suo Roman de Rou, l'avvelenamento di Riccardo III fu opera di suo fratello, Roberto, la persona che più aveva da guadagnare dalla sua morte.
  16. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, lpars II, iber V, par. X, colonna 403
  17. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1026, pagina 33
  18. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pagine 10 e 11
  19. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VI, cap. III, pag 258
  20. ^ a b c William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI, pag. 18
  21. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VI, cap. XIII, pag 267
  22. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. I, pag 11
  23. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. I, pag 267
  24. ^ a b c (LA) Historia Ecclesiastica, vol. III, liber VII, cap. XV, pag 246
  25. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. II, pagine 201 e 202
  26. ^ Hollister, C. Warren (1987). "The Greater Domesday Tenants-in-Chief". Domesday Studies; Novocentenary Conference: Papers. Boydell & Brewer. p. 235
  27. ^ Brian Golding, « Robert, count of Mortain (d. 1095) », Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  28. ^ a b Brian Golding, « Robert of Mortain », Anglo-Normans Studies : XIII. Proceedings of the Battle Conference, édité par Marjorie Chibnall, Boydell & Brewer Ltd, 1990, p. 119
  29. ^ Freeman, Edward A. (1902). William the Conqueror. New York: The Perkins Book Company. p. 276 e 277
  30. ^ a b c d e f (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: nobiltà normanna - HERLEVE (HERLUIN)
  31. ^ In quel periodo tre dei tutori del giovane duca Guglielmo II vennero assassinati: Gilberto di Brionne, il precettore Turoldo e il Siniscalco Osberno di Crepòn.
  32. ^ Il Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, extant, extinct and dormant by G. E. C, revised edition 1910-59, Vols. I to XIII, sono una raccolta di notizie delle più influenti famiglie britanniche
  33. ^ Le Europäische Stammtafeln (Schwennicke, D. (1984-2002) Europäische Stammtafeln, Stammtafeln zur Geschichte der europäischen Staaten ["ES"] (J. A. Stargardt, Marburg), Volumes I-XXI) sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  34. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1032, Pag 785
  35. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. II, pag. 202

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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