Sweyn I di Danimarca

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Sweyn I di Danimarca
Sweyn I di Danimarca partecipa ai funerali di Harold, dipinto di Lorenz Frølich.
Sweyn I di Danimarca partecipa ai funerali di Harold, dipinto di Lorenz Frølich.
Re di Danimarca
In carica 986-1014
Predecessore Harald "Denteazzurro"
Re d'Inghilterra
In carica 999-1014
Predecessore Elteredo "lo Sconsigliato"
Re di Norvegia (de iure)
In carica 1013-1014
Predecessore Olaf Tryggvason
Nascita Danimarca, 960 circa
Morte Inghilterra, 3 febbraio 1014
Luogo di sepoltura Cattedrale di Roskilde
Dinastia Dinastia dei Knýtlinga
Padre Harald "Denteazzurro"
Madre Gyrid Olafsdottir
Coniugi Gunhild di Venedia
Sigrid la Superba
Figli * Harald II di Danimarca, Canuto I d'Inghilterra, Gytha, Gunnhild, Santslaue, Thyra, Estrid Svendsdatter
Religione cattolica

Sweyn I Barbaforcuta (in danese Svend Tveskæg, in inglese Sven il Danese, in antico norvegese Sveinn Tjúguskegg) (960 circa – 3 febbraio 1014) fu re di Danimarca, Inghilterra e di gran parte della Norvegia.

Condottiero vichingo e padre di Canuto il Grande, succedette a suo padre Harold Dente Azzurro sul trono danese alla fine del 986 o all'inizio del 987. Attorno al 1000 acquistò il controllo di gran parte della Norvegia e attorno al 1013 divenne sovrano d'Inghilterra, dando vita per un breve periodo a un dominio danese del Mare del Nord.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sweyn I fu uno dei primi sovrani di Danimarca a coniare delle monete, recanti l'iscrizione Zven, Rex ad Dener ovvero Sweyn re dei Danesi. Suo padre, Harald, fu il primo sovrano scandinavo ad accettare ufficialmente il Cristianesimo, facendosi battezzare attorno al 960. Lo storico dell'XI secolo Adamo di Brema scrive che quando la sua famiglia si convertì alla religione cristiana Sweyn fu battezzato col nome di Ottone in onore del primo imperatore tedesco Ottone I, a cui avrebbe pagato un tributo[1]. Tuttavia nei documenti ufficiali Sweyn non usa mai il suo nome cristiano. Molti altri dettagli sulla sua vita sono controversi. Esiste ancora una disputa tra gli studiosi sul grado di veridicità delle testimonianze storiche su questo sovrano come la Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum dell'autore di XII secolo Adamo di Brema o l'Heimskringla del cronachista islandese di XIII secolo Snorri Sturluson, che spesso sono tra di loro contraddittorie[2]. Resoconti contraddittori su Sweyn si trovano anche nellʾEncomium Emmae (XI secolo) in onore della regina di Normandia come anche nell'opera di Giovanni di Worcester (XI secolo).

La battaglia di Svolder secondo Ottone Sinding (1842-1909).
Immagine di Sweyn da un elemento architettonico nella Swansea Guildhall, Swansea, Galles.

Alcuni storici, tra cui Lauritz Weibull, ritengono che anche la moglie di Sweyn di cui parlano le saghe, Sigrid la Superba sia del tutto fittizia. C'è chi invece ritiene che questa figura vada identificata con Gunhild di Wenden. In alcune antiche saghe nordiche come la Jómsvíkinga si afferma che Sweyn fosse un figlio illegittimo di Harald rapito dalla leggendaria Jomsviking e da Palnatoke, jarl di Jomsborg. Sweyn è anche raffigurato come un ribelle che organizzò una sommossa contro suo padre nel 987, costringendo suo padre a fuggire dal paese e a trovare asilo nello Wendland, nell'odierna Germania[3].

Una moneta di Sweyn con la scritta in latino ZVEN REX DAENOR, cioè "Sweyn, re dei Danesi"

Molti aspetti negativi della sua figura sono attribuibili alla cronaca di Adamo di Brema, che per molti studiosi non guarda con occhio benevolo a Sweyn e alla Scandinavia[4]. Adamo accusa Sweyn di essere un ribelle pagano che scacciò il padre, perseguitò i Cristiani ed esiliò dalla Scania e dalla Zelanda i vescovi germanici. Sempre secondo Adamo fu infine punito giustamente dagli alleati germanici del padre e deposto in favore Erik il Vittorioso di Svezia, che Adamo afferma abbia regnato sulla Danimarca fino alla sua morte (994 o 995). Tuttavia gli storici hanno di solito ravvisato diversi problemi in questa narrazione, come il fatto che Sweyn fu esiliato in Scozia per 14 e più anni e che durante questo periodo condusse dei raid in Inghilterra. Costruì inoltre chiese in Danimarca, come a Lund e a Roskilde[5]. Il nonno di Sweyn, Gorm il Vecchio, padre di Harald Dente blu è il sovrano che ha fondato una monarchia centralizzata in Danimarca. Eppure simili fondamenta non furono sufficienti quando Sweyn dovette contendere il trono di Danimarca al sovrano svedese Erik il Vittorioso. Dopo aver perso il confronto egli si dedicò alle scorrerie in territorio inglese dal 991 al 995, combattendo come uno tra i tanti leader di razziatori in cerca di fortuna e ricchezza. Nel 994 venne assoldato da Aethelred II come mercenario.

La suddivisione della Norvegia dopo la battaglia di Svolder secondo lʾHeimskringla: Eiríkr Hákonarson regnò sull'area indicata in rosso porpora come feudatario di Sweyn. L'area indicata in giallo fu invece sotto il controllo del fratellastro Sveinn Hákonarson come feudatario di Olof Skötkonung re di Svezia. L'area in rosso fu invece sotto il controllo diretto dei Danesi di Sweyn.

Alla morte di Eric il Vittorioso nel 995 l'autorità di Sweyn in Danimarca crebbe. Nello stesso anno egli diede vita a un feudo in Norvegia sotto l'egida di Olav Tryggvason di Norvegia. Con l'aiuto del re svedese Olof il Tesoriere e di quello norvegese Eiríkr Hákonarson conte di Lade, sconfisse Olav nella battaglia di Svolder nell'anno 1000. Dopo la morte Olav in battaglia Sweyn condivise il regno con i suoi alleati, estendendo il dominio danese su gran parte della Norvegia e scegliendo Eiríkr Hákonarson come suo vassallo. Molti studiosi sono concordi nell'affermare che Sweyn fece uso di forze combinate di danesi e norvegesi per la sua invasione dell'Inghilterra.

Sovrano d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Secondo le cronache di Giovanni di Wallingford, Sweyn fu coinvolto in scorrerie contro l'Inghilterra per molti anni dopo il 1000, come ritorsione per il massacro del giorno di San Brizio degli abitanti danesi dell'Inghilterra, perpetrato il 13 novembre del 1002 festa di San Brizio di Tours. Si crede che Sweyn avesse anche un coinvolgimento personale in questi raid, avendo perso sua sorella Grunilde nel massacro. Secondo gli storici quel massacro fu una sorta di pulizia etnica degli abitanti danesi del regno d'Inghilterra, voluta dal re anglosassone Ethelred l'Irresoluto. In realtà altri studiosi sottolineano il fatto che il massacro fu un mero pretesto e che i raid fossero dettati dal bisogno di Sweyn di denaro, dopo essere stato costretto a pagare un esoso riscatto. Così riuscì a ottenere una grande ricchezza riscuotendo numerosi Danegeld (riscatti pagati dagli abitanti delle regioni vittime dei raid delle popolazioni nordiche con lo scopo di scongiurare nuovi assalti) e nel 1013 guidò personalmente le forze scandinave verso l'Inghilterra, riuscendo nello stesso anno a conquistare Londra.

Soprannome[modifica | modifica sorgente]

Il soprannome Barbaforcuta, che probabilmente usò durante la sua vita, diversamente da molti soprannomi reali deriva dall'abitudine di dividere la barba al centro. Cosa molto di moda in quei tempi, soprattutto in Inghilterra, dove Sweyn potrebbe aver ripreso l'idea. Questo tipo di acconciatura è forse ravvisabile nell'Arazzo di Bayeux.

La famiglia[modifica | modifica sorgente]

La figura della, o delle mogli, di Sweyn rimane avvolta nell'ombra tradizionalmente gli si attribuiscono due mogli:

Gunhild di Venedia[6] da cui ebbe:

e Sigrid la Superba la cui autenticità storica è tuttavia messa in dubbio da alcuni storici[7] secondo la tradizione da lei ebbe:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Adamo di Brema, Gesta, II.3, ed. Schmeidler, trad. Tschan, pag. 56
  2. ^ Ian Howard, Swein Forkbeard's Invasions and the Danish Conquest of England, 991– 1017, I^ edizione, Woodbridge&Boydell, 2003. ISBN 0-85115-928-1
  3. ^ Sweyn I, 2006, in Encyclopædia Britannica.
  4. ^ M. P. Sørensen, Religions Old and New in The Oxford Illustrated History of the Vikings. Ed. P. H. Sawyer, Oxford University Press (2001), 2001, pag. 202
  5. ^ Niels Lund, The Danish Empire and the End of the Viking Age, in The Oxford Illustrated History of the Vikings. Ed. P. H. Sawyer, Oxford University Press, 2001, pp. 167-181. ISBN 0-19-285434-8.
  6. ^ Lars O. Lagerqvist Kings and Rulers of Sweden
  7. ^ Birgitta Fritz (2004), "Sigrid Storråda", Svenskt Biografiskt Lexikon 32

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mike Ashley, British Monarchs, Robinson Publishing, 1998.
  • Niels Lund, Harald Blåtands Død (The Death of Harold Bluetooth), Roskilde Museum's publishing house, Denmark, 1997.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Danimarca Successore
Aroldo I 986-1014 Harald II
Predecessore Re di Inghilterra Successore
Etelredo II 1013-1014 Etelredo II

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