Augustus Welby Northmore Pugin

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Augustus Welby Northmore Pugin, c.1840

Augustus Welby Northmore Pugin (Londra, 1 marzo 1812Beddam, 14 settembre 1852) è stato un architetto, designer e tra i principali creatori dello stile neogotico inglese.

La sua opera più celebre è il Palazzo di Westminster.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Augustus conte di Pugin (di un'antica famiglia di Freiburg), che era fuggito da Parigi all'epoca della Rivoluzione ed aveva trovato lavoro nello studio dell'architetto John Nash proprio all'epoca della richiesta dello “stile merlato”, dove si impostava un primo approccio alla costruzione in stile. Nash detestava il gotico, ma doveva adempiere a certe esigenze goticheggianti della committenza, ed in quei casi lasciava che disegnasse in questo stile Augustus. Così il padre di Pugin divenne personaggio di riferimento in materia anche per altri architetti in materia di stile neogotico. Tra le varie committenze Giorgio IV gli mandò Monsieur Vilmet, il suo chef de cuisine, per decorare in gotico la tavola reale. Quanto alla teoria, Pugin Senior pubblicò vari Specimens ed Examples con Rowlandson al “Microcosm of London”.

Sotto l'impostazione definita dal padre, nel 1826 il giovane Pugin eseguì molti dei disegni per gli Specimens of the Architectural Antiquities of Normandy del padre.

Nel 1827 il capo della ditta Rundell & Bridge, orefici della casa reale, scoprì August mentre disegnava copie da Durer e ricorse a lui per dei disegni di vasellame (cinque dei quali sono conservati al Victoria and Albert Museum). Per conto di un'altra ditta disegnò nuovi mobili per il Castello di Windsor nello stile di Fonthill.

Lavorando per Windsor, Pugin si imbatté in George Dayes — persona di rango inferiore che la sera, in posizione subalterna, lavorava agli scenari del Covent Garden — il quale gli comunicò la passione del palcoscenico. Pugin trasformò un intero piano della sua casa in teatro di prova e per venti anni lavorò al Covent Garden realizzando sfondi per opere di soggetto medioevale. Nel 1831 gli scenari di Pugin riscossero un grande successo per l'opera Kemlworth.

Cosa all'epoca ritenuta incresciosa per la sua collocazione aristocratica, Pugin dopo il teatro si era comprato un battello da pesca, vestiva in modo eccentrico e spesso spariva intraprendendo dei viaggi nel Mare del Nord, in uno dei quali fece naufragio nei pressi di Leith. Privo di ogni mezzo si rivolse allora all'architetto di Edimburgo Gillespie Graham, ritornando a lavorare nel campo dell'architettura mettendo in piedi un'impresa che eseguiva intagli gotici. Ma l'impresa fallì e Pugin venne arrestato per debiti. Liberato da uno zio, Pugin sposò la figlia del suo vecchio amico Dayes, che però morì lasciandolo vedovo. Non ancora ventunenne Pugin si risposò e nel 1833 Pugin si costruì una curiosa casa presso Salisbury. Nel 1834, essendosi in lui acuita l'antipatia per la chiesa anglicana, si convertì al cattolicesimo, del quale apprezzava l'architettura e l'arte. Questa conversione fu anche una reazione provocata dal puritanesimo della madre, ma soprattutto da un'adesione allo spirito dell'entusiasmo. L'Act of Catholic Emancipation aveva provocato la richiesta di nuove chiese cattoliche e per un certo periodo la realizzazione delle più importanti furono affidate a lui. Prima della Convenzione, Pugin aveva conosciuto il cattolico conte di Shrewsbury, che rimase suo protettore per tutta la vita. Ebbe però anche incarichi dalla chiesa anglicana, nonostante i membri del Collegio di Balliol avessero rifiutato i suoi progetti a causa del suo antianglicanesimo convinto. Nel 1835, oltre ad eseguire molti disegni per mobili gotici e lavori in metallo, scrisse i “Contrasts”, frutto della sua conversione, che non trovando un editore pubblicò a sue spese nel 1836. L'edizione rappresentò una ulteriore perdita finanziaria, ma contribuì notevolmente alla sua fama: da quel momento, infatti, piovvero commissioni per cappelle, chiese, case private, collegi.

Nominato nel 1837 professore di architettura e di antichità ecclesiastiche allo Oscott College, vi tenne numerose conferenze, che furono pubblicate nel “True Principles of Christian Architecture” del 1841. Nel 1843 pubblicò l'“Apology” e l'anno successivo il “Glossary of Ecclesiastical Ornament and Costume”. Tra le chiese da lui progettate in quel periodo c'è la cattedrale di Saint George a Southwark. Trasferitosi da Salisbury a Ramsgate, dove si era costruito casa e chiesa privata, vi realizzò la chiesa di Saint Augustines, che considerò in seguito l'unica opera di cui poteva essere soddisfatto.

Risposatosi una terza volta dopo una bufera matrimoniale, nel 1851 fu incaricato della realizzazione del Salone Medioevale all'Esposizione Universale.

Pugin lavorava senza aiuti e considerava suoi svaghi la letteratura, la composizione di opere teologiche e la direzione di riti religiosi. Ma il sovraccarico di lavoro, il suo entusiasmo, il rapporto con burocratici comitati, commissari e organi collegiali, lo portarono alla “febbre nervosa” nel 1852 e alla pazzia nell'estate, con conseguente ricovero a Beddam, dove morì il 14 settembre, a soli 40 anni. In questa breve vita aveva però compiuto una enorme mole di lavoro.

La controversia per il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo di Westminster, con la torre dell'orologio

Subito dopo la morte di Barry, Pugin in un pamphlet attribuì a suo padre la riuscita dell'edificio gotico del Parlamento, pur riconoscendo i meriti di Barry (la pianta, la struttura “greca” celata sotto il rivestimento Tudor, la simmetria forzata) del quale ammetteva le capacità progettuali esplicate nella pianta; la cosa alimentò una poco simpatica disputa col figlio di Barry.

Delle chiese di Barry la King Edward's School a Birminghan (completata nel 1833) è del più piatto e minuto gotico dei Commissioners, mentre Pugin aveva realizzato un libro di disegni per un Collegio immaginario molto simile allo stile del Parlamento.

Pugin inoltre aveva lavorato per Barry in tempi precedenti all'incendio del Parlamento e subito dopo questo fatto Barry gli aveva fatto visita per farsi eseguire dei disegni sul nuovo Parlamento. Nel 1837 Pugin aveva rafforzato la sua notorietà e aveva cessato di essere l'architetto ombra di Barry, tanto che Barry lo supplicava di aiutarlo. Nel 1844 gli chiedeva ancora di incontrarlo per consulenze e alla fine Pugin aveva acconsentito alle proposte ottenendo la carica ufficiale di responsabile degli intagli in legno. Barry in seguito cercò di distruggere le lettere e le prove che attribuivano i meriti del gotico del Parlamento a Pugin. La collaborazione di Pugin era in sintonia col personaggio: poteva scomparire all'improvviso col suo battello e stare via per mesi, riapparendo poi stracciato come un marinaio naufrago, ma con i disegni perfetti.

Il Parlamento è il primo grande edificio neogotico, il cui primato di dimensioni resistette fino alla costruzione della cattedrale di Liverpool.

L'architettura di Pugin[modifica | modifica wikitesto]

Pugin sentiva la necessità di un artigianato di livello, e si deve a lui ed al suo entusiasmo il suo rifiorire. L'errore in architettura di Pugin era però di non pensare in termini di volumi: i suoi disegni, peraltro mirabili, andavano sciupati proprio perché lui non sognava in tre dimensioni. Era essenzialmente un sognatore e un disegnatore: la sua architettura più genuina sta non tanto nei suoi edifici realizzati, bensì nelle sue raffinatissime incisioni. I suoi disegni però miravano anche più a stimolare lo spirito che non a documentare. I particolari sono disegnativi e spesso da essi non ci si può rendere conto dei materiali che intendeva vi fossero impiegati; mancando il riferimento alla matericità dell'eseguito gli effetti del realizzato sfuggivano all'idea progettuale.

Nel frontespizio della sua “Apology” Pugin aveva disegnato 22 sue chiese e cappelle allineate di contro al sole sull'orizzonte, l'imponenza della Prioria di Downside di cui si provvide solo ai progetti e all'apprestare le pietre, e della chiesa di San Bernardo nel Leicestershire, quasi tutte portate a termine. Le romantiche prospettive di Pugin rivelano una forza di fantasia e una conoscenza dello spirito del gotico senza precedenti nel Revival. La fantasia va dalla solida chiesa di San Bernardo al modesto e incantevole ospedale di Alton. I suoi edifici non sono mai archeologia, poiché Pugin vuole dare invece corpo ed espressione alla struttura richiesta anziché mascherarla con forme d'accatto.

Geniali le soluzioni di Pugin nei particolari (tanto quanto scadenti i disegni di interni), ma preferendo la complicazione che richiede un più alto livello di esecuzione, l'accumularsi dei particolari caotici dà il senso del lavoro a vuoto. Pugin non sapeva comporre in unità i suoi particolari e il suo amore del particolare non era puramente architettonico. Sinceramente religioso il suo animo viveva il rituale come una sorta di piacere sensuale, il che lo faceva soffermare sui particolari: pile dell'acqua, crocifisso, lampade, immagini di vetrate, etc. Negli interni rimangono fragili archi e pilastri, i soffitti poveri; magro compenso ne è la ricca ornamentazione del tramezzo e gli arredi sfarzosi (Pugin sacrificava la trave del tetto per abbellire l'altare).

Più successo nel Gothic Revival ebbero pertanto le soluzioni decorative di Pugin mentre i suoi principi costruttivi per queste loro carenze di fondo rimasero senza importanza ancora per anni dopo la sua morte.

La scenografia costituì la parte più importante della visione di Pugin. I suoi edifici in tal modo rientrano nella tradizione scenografica di Wyatt, pur con tutte le differenze determinate dall'impegno “serio” della nuova accezione con lui assunta dal Neogotico.

Il contributo di Pugin al Neogotico è dato in assoluto, paragonato al gotico regge il confronto in qualche caso, come nel Parlamento. Valutandolo invece con criteri storici anziché assoluti le sue chiese, benché non proporzionate, sono solide, la loro decorazione è inerte ma quanto a conoscenza del gotico nel revival restano insuperate. Pugin è il Giano Bifronte del Revival: le sue fabbriche guardano indietro, i suoi scritti al futuro, al tempo dei nuovi significati annessi all'architettura gotica.
Il ritorno al gotico di Pugin è permesso solo dalla restaurazione dell'antica sensibilità e degli antichi sentimenti, Nel ‘700 invece si credeva che con adeguata abilità e opportune conoscenze l'uomo civile potesse fare ogni cosa (e rifare ogni stile, Palladiano come gotico e semmai raffinarlo).

Non si ritrova nel Settecento l'idea di stile come di un qualcosa organicamente connesso con la società, come un qualcosa che si sprigiona da un certo modo di vivere. Pugin riporta questo concetto anche nell'architettura (la letteratura romantica lo aveva già fatto suo). Secondo lui la buona architettura dipendeva dallo stato della società e dalla convinzione dell'architetto artefice.
Da qui l'architettura intesa eticamente.

I principi[modifica | modifica wikitesto]

Pugin aveva affermato due principi:

  • «In un edificio non ci devono essere elementi che non sono richiesti dalla convenienza, dalle esigenze costruttive o dal decoro».
  • «Tutti gli ornamenti devono essere un arricchimento della struttura essenziale dell'edificio».

Con ciò viene meno tutto il precedente Gothic Revival settecentesco. Al posto dei bislacchi oggetti goticizzanti vittoriani Pugin suggeriva, anticipando Morris, «in case d'uso corrente uno deve allontanarsi dai suoi criteri e fare qualcosa di brutto».

Nel rapporto con la natura (la natura come repertorio di forme di bellezza insuperabile), Pugin era riuscito ad identificare le piante originali che erano servite come punto di partenza per certi antichi temi decorativi e si era accinto a fare un libro in cui ogni disegno si basasse su un fiore reale. Nel manoscritto del Floriated Ornament molti disegni sono accompagnati da nomi o numeri riferiti all'opera botanica (il Tabanae Montanus Cicones Planatarum, Franckfurt 1590) su cui studiava.

Secondo il primo dei suoi principi Pugin voleva rendere funzionale il gotico (non lasciarlo come insulso ornamento inutile di facciata; non più uno stile ma un modo migliore e più semplice di costruire). Intendeva trattare l'architettura in modo naturale, senza camuffamenti o mascherature.

Nei “Contrasts” la dottrina centrale di Pugin è il rapporto diretto tra arte e moralità. Gli uomini buoni costruiscono buoni edifici; stessa cosa vale per la società. È a partire dai Contrasti che inizia la lunga serie dei tentativi per far giudicare un'opera d'arte in base al valore morale del suo autore.
Altra sua affermazione era che ogni tentativo di ingannare portava a un edificio architettonicamente deplorevole (per esempio il nascondere gli archi rampanti di St. Paul). L'architetto lo si doveva giudicare secondo due criteri autonomi: quello morale, il più importante, e quello estetico.
Con ciò Pugin prepara il terreno ai Seven Lamps of Architecture di Ruskin per mezzo dei suoi postulati:

  • valore di un edificio dipendente dal valore morale dell'artefice;
  • un edificio ha un valore morale indipendente e superiore a quello estetico.

Ogni volta che si perdono i caratteri estetici, il vuoto da essi lasciato viene colmato dai caratteri morali, l'interesse per i quali è perenne, e tale cosa vale esattamente per il caso di Pugin.

Un'altra teoria di Pugin era l'affermazione che un edificio deve esprimere il fine per cui è destinato, questo in conformità ad un rapporto - sempre morale - di sincerità/onestà. Nel caso di una chiesa si può:

  • disporre tutto l'edificio in funzione del culto;
  • esprimere in forma simbolica la fede della cristianità.

Pugin per le chiese esige un rispetto più stretto per le forme tradizionali e un simbolismo più sviluppato di quanto mai richiesto prima. Assegna all'ecclesiologia un ruolo preminente (ma questa era un'esigenza già largamente sentita, e già si erano criticati gli ordinamenti delle chiese dei Commissioners).

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