Thomas Schelling

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Thomas Crombie Schelling
Medaglia del Premio Nobel Nobel per l'economia 2005

Thomas Crombie Schelling (Oakland, 14 aprile 1921) è un economista statunitense, professore per gli affari esteri, sicurezza nazionale, strategie nucleari e controllo degli armamenti all'Università del Maryland.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 gli è stato conferito il premio Nobel condiviso con Robert Aumann per "per aver fatto avanzare la nostra comprensione del conflitto e della cooperazione tramite la Teoria dei giochi" [1].

Schelling ha ricevuto la sua laurea (bachelor's degree) in economia all'Università della California, Berkeley, nel 1944. Ha ricevuto il PhD in economia all'Università Harvard nel 1948 [2].

Ha lavorato per il Piano Marshall in Europa, alla Casa Bianca, e all'Ufficio Esecutivo del Presidente dal 1948 al 1953. Scrisse gran parte della sua tesi sugli introiti nazionali lavorando di notte mentre era in Europa. Lasciò il governo per entrare nella facoltà di Economia dell'Università Yale, e nel 1958 divenne professore di Economia ad Harvard. Nel 1969 entrò nella John F. Kennedy School of Government, parte dell'Università Harvard. Il presidente Jimmy Carter, nel 1980, lo inserì nella Commissione per lo studio del riscaldamento globale [2].

Il libro più famoso di Schelling, La strategia del conflitto (The Strategy of Conflict, 1960), è stato il primo studio sulla contrattazione e sui comportamenti strategici ed è considerato uno dei cento libri che hanno avuto maggiore influenza sull'Occidente dopo il 1945.[senza fonte] In questo libro introduce il concetto di "punto focale", detto anche "punto di Schelling".

La teoria economica di Schelling sulla guerra è stata estesa in Arms and Influence (1966).

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • National income behavior; an introduction to algebraic analysis, New York, McGraw-Hill, 1951.
  • International economics, Boston, Allyn and Bacon, 1958.
  • The Strategy of Conflict , Cambridge, Harvard University Press, 1960. Trad. it.: La strategia del conflitto, Milano, Bruno Mondadori, 2008. ISBN 978-88-615-9164-6.
  • Strategy and arms control, con Morton H. Halperin, New York, The twentieth century fund, 1961. Trad. it.: Strategia e controllo degli armamenti, Bologna, Il mulino, 1962.
  • Arms and Influence, New Haven, Yale University Press, 1966. Trad. it.: La diplomazia della violenza, Bologna, Il mulino, 1968.
  • Models of segregation, Santa Monica, Rand Corporation, 1969.
  • Micromotives and Macrobehavior, New York, W. W. Norton and Co., 1978. Trad. it.: Micromotivazioni della vita quotidiana, Milano, Bompiani, 2008. ISBN 978-88-452-6114-5.
  • Thinking through the energy problem, New York, Committee for Economic Development, 1979.
  • Incentives for environmental protection, Cambridge, Mass., MIT Press, 1983.
  • Choice and consequence, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1984.
  • Strategies of commitment and other essays, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi l'annuncio del Premio Nobel e la sua motivazione sul sito ufficiale Nobelprize.org
  2. ^ a b Fonte: Treccani.it L'Enciclopedia Italiana, riferimenti in Collegamenti esterni.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Schelling ‹šèlin›, Thomas Crombie la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana, URL visitao il 23 ottobre 2012.
  • (EN) Thomas C. Schelling autobiografia in The Official Web Site of the Nobel Prize, sito "Nobelprize.org". URL visitato il 23 ottobre 2012
  • (EN) Greenhouse Effect articolo di Schelling in The Concise Encyclopedia of Economics, sito "Library of Economics and Liberty". URL visitato il 23 ottobre 2012

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