Ronald Coase

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Ronald Harry Coase
Medaglia del Premio Nobel Nobel per l'economia 1991

Ronald Harry Coase (Willesden, 29 dicembre 1910) è un economista inglese, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 1991, «per la scoperta e la spiegazione dell'importanza che i costi di transazione e i diritti di proprietà hanno nella struttura istituzionale e nel funzionamento dell'economia».[1]

Indice

[modifica] La teoria dell'Impresa

Nel 1937 Coase scrive un saggio destinato a una lunga fortuna e a far nascere l'approccio neo-istituzionalista alla teoria dell'impresa, cui ha contributo anche Oliver E. Williamson.

Il punto di partenza dell’analisi coasiana è semplice: se realizzare transazioni di mercato non comportasse alcun costo, ognuno potrebbe lavorare per conto suo, scambiare i beni e i servizi che produce ed essere completamente "padrone di se stesso". Ma se, d’altra parte, esistono imprese di enormi dimensioni, ciò deve dipendere dal fatto che "internalizzare" le relazioni fra gli individui all'interno delle imprese presenta dei vantaggi rispetto al loro esclusivo coordinamento sul mercato. La risposta di Coase è la seguente: "all’esterno dell’impresa i movimenti dei prezzi dirigono la produzione che viene coordinata da una serie di scambi sul mercato. All’interno dell’impresa, queste transazioni di mercato sono eliminate e al posto della complicata struttura di mercato con transazioni di scambio viene posto l’imprenditore/coordinatore che dirige la produzione". Coase propone una teoria dell’impresa basata sul confronto tra costo d’uso del mercato e costo d’uso dell’impresa per il governo di una determinata transazione. Le imprese esistono dunque perché riescono a realizzare alcune transazioni ad un costo minore di quello associato alla contrattazione di mercato. Risparmiando questi costi e affidando la direzione gerarchica delle risorse all'imprenditore, l'organizzazione di impresa si caratterizza per una maggiore efficienza rispetto al mercato.

D’altra parte, si chiede Coase, "perché se uno con l’organizzazione di impresa può eliminare taluni costi e di fatto ridurre il costo di produzione, continuano comunque a sussistere le transazioni di mercato? Ovvero, perché l’intera produzione non viene effettuata da una sola grande impresa?". La risposta di Coase è che anche all’interno di una data impresa deve essere raggiunto un punto in cui "i costi di organizzare una transazione in più all'interno dell'impresa sono uguali ai costi che comporta l'effettuazione della transazione nel mercato aperto". Questa soglia indica il limite del processo di internalizzazione delle transazioni, la dimensione ottima dell'impresa e i rapporti intercorrenti tra dimensione dell'impresa e dimensione del mercato rispetto a ogni data transazione. All'aumentare delle transazioni internalizzate dall'impresa, il conseguente incremento della dimensione dell'impresa può implicare rendimenti decrescenti per la funzione imprenditoriale e dunque rendere sempre più costoso organizzare ulteriori transazioni all'interno dell'impresa. La dimensione ottimale dell'impresa è dunque, per Coase, quella che consente, per converso, di ottenere anche la dimensione ottima del mercato: "abbiamo dunque una teoria dell'equilibrio mobile" tra i confini dell’impresa e quelli del mercato.

Sintetizzando, un’impresa tende ad essere più grande (Coase, 1988): quanto minori sono i costi di organizzazione e quanto più lentamente questi costi crescono all’aumentare delle transazioni organizzate; quanto meno è probabile che l’imprenditore commetta errori e quanto minore è l’incremento negli errori all’aumentare delle transazioni organizzate; quanto maggiore è la diminuzione (o quanto minore è l’aumento) del prezzo di offerta dei fattori di produzione per le imprese di grandi dimensioni.

[modifica] Il problema del costo sociale

Nel 1960 Coase estende la precedente analisi basata sui costi di transazione al caso più generale in cui l'uso dei diritti di proprietà sul mercato comporta dei costi di transazione. Se i diritti fossero ben definiti e non vi fossero costi di transazione, il meccanismo di mercato farebbe sì che i diritti di proprietà finirebbero nelle mani dei soggetti che li valutano di più (Teorema di Coase). Si raggiungerebbe cosi l'allocazione efficiente delle risorse, indipendentemente dall'allocazione iniziale dei diritti proprietari.

Quando tuttavia i costi di transazione sono significativi, l'allocazione iniziale dei diritti e il loro uso influenzano l'allocazione finale e non è detto che il mercato permetta l'allocazione efficiente delle risorse. In presenza di costi di transazione, la definizione e la concentrazione dei diritti proprietari dipende dai costi di transazione stessi.

Al fine di promuovere l'uso e l'allocazione efficiente delle risorse occorre comparare le istituzioni (scambio di mercato, intervento pubblico) che permettono di conseguire la migliore allocazione possibile, dati i vincoli esistenti. Ciò significa che in presenza di conflitti sull'uso di diritti proprietari, l'intervento pubblico (ad esempio attraverso la tassazione pigouviana) è desiderabile solo se comporta un'allocazione più efficiente dello scambio di mercato.

[modifica] Note

M. Vatiero (2010), "Ronald Coase at 100", chicago-blog.it

  1. ^ (EN) Il premio Nobel per l'economia del 1991. URL consultato il 7 febbraio 2008.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

The Ronald Coase Institute, www.coase.org

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