Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina
entità
Република Српска
Republika Srpska
Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina – Stemma Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Amministrazione
Capoluogo Coat of arms of Banja Luka.svg Banja Luka[1]
Presidente Milorad Dodik
Primo ministro Željka Cvijanović
Lingue ufficiali serbo, bosniaco, croato[2][3]
Data di istituzione 1992
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°46′27″N 17°11′44″E / 44.774167°N 17.195556°E44.774167; 17.195556 (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina)Coordinate: 44°46′27″N 17°11′44″E / 44.774167°N 17.195556°E44.774167; 17.195556 (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina)
Superficie 24 857,2 km²
Acque interne Trascurabili
Abitanti 1 326 991 (2013)
Densità 53,38 ab./km²
Comuni 63
Entità confinanti Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Distretto di Brčko
Altre informazioni
Prefisso +387
Fuso orario UTC+1
Inno Moja Republika
(Italiano: "La mia Repubblica")
Cartografia

Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina – Localizzazione

La Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (serbo: Република Српска, Republika Srpska) è l'entità serba della Bosnia ed Erzegovina. Da non confondersi con la Repubblica di Serbia.

Occupa circa il 49% del territorio della Bosnia ed Erzegovina e ne ospita il 40% circa della popolazione. La sua popolazione è di 1.326.991 abitanti al censimento 2013[4], di cui 1,1 milioni serbi. La popolazione non-serba è calata drasticamente dopo il 1991, a seguito della guerra e della pulizia etnica che si è accompagnata al conflitto.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome ufficiale Republika Srpska è traducibile in italiano come Repubblica Serba, anche se vengono preferite di solito altre varianti del nome; ad esempio molte volte la denominazione ufficiale del paese non viene tradotta[5][6] dai media o governi esteri nei documenti ufficiali, altre volte viene usato il termine Repubblica Serba di Bosnia[7][8] o anche l'abbreviazione RS[5][9], quest'ultima usata soprattutto dai media bosniaci. Inoltre, le autorità della Repubblica Serba usano spesso nella traduzione ufficiale inglese il termine semi-anglicizzato[10] Republic of Srpska, equivalente dell'italiano Repubblica Srpska o Repubblica di/della Srpska.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Bosnia ed Erzegovina.

La creazione della Repubblica Serba avvenne a seguito dello smembramento della Jugoslavia iniziato nel giugno del 1991. Nei mesi seguenti i rappresentanti politici dei serbo bosniaci - circa il 33% della popolazione dello stato - si opposero all'idea di diventare parte della Bosnia Erzegovina come stato sovrano senza che prima si fosse deciso in che modo sarebbe stato diviso il potere tra le varie etnie. Rivendicavano anche il diritto di separare i territori a maggioranza serba dalla Bosnia ed Erzegovina, sulla base del diritto all'autodeterminazione dei popoli.

Il principale partito politico serbo della Bosnia ed Erzegovina, il Partito Democratico Serbo, guidato da Radovan Karadžić organizzò la costituzione delle "province autonome serbe" e la fondazione di un parlamento che le rappresentasse. Nel novembre del 1991 un referendum tenuto tra i serbi bosniaci confermava con una grande maggioranza il desiderio dei serbi bosniaci di restare parte della federazione jugoslava, ai tempi ancora considerata essere la Jugoslavia. Tale idea all'epoca era condivisa dalla maggioranza della popolazione della Bosnia ed Erzegovina, ma non da una parte della popolazione cattolico-croata che si identificava con le aspirazioni d'indipendenza della Croazia. Nell'agosto 1991 si tennero a Sarajevo manifestazioni in favore della pace e di una Jugoslavia multietnica. Pochi mesi dopo, il 9 gennaio 1992, senza alcun fondamento giuridico e contro la costituzione vigente all'epoca, venne proclamata la "Repubblica del popolo serbo di Bosnia e Erzegovina".

Sia il referendum che la creazione dello stato autonomo furono dichiarati incostituzionali dal governo della Bosnia ed Erzegovina, che non li riconobbe né legali né validi. Nel febbraio-marzo del 1992, vista l'evoluzione del conflitto in Croazia e la situazione politica, il governo democraticamente eletto della Bosnia ed Erzegovina tenne a sua volta un referendum per l'indipendenza, come garantito dalla Costituzione della Jugoslavia del 1974. Boicottato dalla comunità serba, si registrò un'affluenza compresa tra il 64% ed il 67% degli aventi diritto, di cui il 98% si espresse a favore dell'indipendenza. Votarono a favore in maggioranza bosgnacchi (bosniaci musulmani), croati e serbo bosniaci favorevoli ad una Bosnia multietnica ed indipendente. Visto l'esito del referendum, la Bosnia ed Erzegovina dichiarò l'indipendenza nel marzo 1992, e in breve periodo ottenne il riconoscimento dalla comunità internazionale, nonché, con Slovenia e Croazia, divenne membro delle Nazioni Unite. Nel periodo seguente tuttavia, la parte serba scatenò una sanguinosa guerra. Nel territorio oggi comprendente la Repubblica Serba, si attuò una sistematica politica di pulizia etnica e di eliminazione fisica della popolazione non serba. Nel periodo compreso tra il 1992 ed il 1995 vennero commessi su tale territorio i peggiori crimini dalla fine della seconda guerra mondiale culminati con il Genocidio nella città di Srebrenica. Vennero aperti campi di concentramento per non-serbi, promulgate leggi speciali limitanti i diritti civili dei non serbi e distrutta la maggioranza dei luoghi di culto musulmani. Tra il 1992 ed il 1995 l'esercito serbo, composto da serbo bosniaci e cittadini della Serbia, assediò la città di Sarajevo facendo 10.000 vittime tra i civili. Nella guerra intervenne anche la NATO, che nell'Operazione Deliberate Force bombardò il territorio della Repubblica Serba. La guerra venne fermata nel 1995, con la firma degli accordi di Dayton.

Dalla fine della guerra, la Repubblica Serba ha subito molte trasformazioni. Molti dei suoi leader in tempo di guerra sono stati arrestati o sono latitanti a seguito delle accuse di crimini di guerra loro rivolte, anche se Radovan Karadžić ha continuato per alcuni anni dopo la fine della guerra ad esercitare una certa influenza sulla politica interna della repubblica. Alcuni dei non-serbi espulsi hanno fatto ritorno alle loro case, la popolazione non-serba è attualmente intorno all'11% del totale. Tuttavia, come altre nazioni post-comuniste avviate verso l'economia di mercato, anche le due entità della Bosnia ed Erzegovina attraversano un periodo di profonda crisi economica e diffusa corruzione.

Si considera che attualmente risiedano sul territorio della Repubblica Serba l'11% di non-serbi (situazione 1991: 40-45%).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Paesaggio montano nei pressi di Mrkonjić Grad.

Il territorio della Repubblica Serba copre una superficie di 24.617 km², situata tra 42°33' e 45°16' di latitudine nord e 16°11' e 19°37' longitudine est, senza alcun sbocco sul mare e si estende sul 49% del territorio della Bosnia ed Erzegovina. Il paese confina a nord-ovest con la Croazia, ad est con la Serbia e a sud con il Montenegro, inoltre la linea di Confine Inter-Entità (IEBL), misurante 1.080 km, istituita con l'accordio di pace di Dayton separa amministrativamente la Repubblica Serba dalla Federazione di Bosnia ed Erzegovina e rispecchia in buona parte il confine di guerra anche se con alcune sostanziali modifiche come nella parte occidentale della Bosnia e nella regione di Sarajevo.

La forma del paese, che ricorda a grandi tratti il numero arabo sette, è dovuta alla guerra a motivazioni etnico-religiose scoppiata in ex-Jugoslavia a inizio anni novanta. La parte settentrionale si estende verso occidente-oriente mentre la parte orientale si estende verso settentrione e meridione, occupando buona parte dei territori a maggioranza etnica serba a ovest della Drina escludendo però parte della Krajina, Ozren, Posavina e della regione di Sarajevo che sono passati alla Federazione di Bosnia ed Erzegovina. Questa conformazione territoriale rende difficili la comunicazione e la integrazione economica tra la parte occidentale e la parte meridionale del paese. La parte settentrionale, verso l'area Pannonica, presenta terreni ondulati costituiti da depositi risalenti al Cenozoico che lentamente scendono in spazi pianeggianti a formazione alluvionale. Sempre a nord sono presenti pianure e terrazze fluviali che insieme costituiscono il terreno più fertile del paese, in questa parte si alzano molte cime come la Kozara, Prosara, Motajica, Vučijak, Ozren, Trebovac e parte nord-est della catena montuosa della Majevica. Scendendo verso sud i terreni ondulati lasciano spazio ad aree montuose e paesaggi montani che costituiscono la maggioranza del territorio della Repubblica Serba e della Bosnia ed Erzegovina.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo documento ufficiale riguardante la composizione demografica del territorio data dal 1991. Bosgnacchi e croato-bosniaci si oppongono infatti ad un censimento ufficiale che di fatto istituzionalizzerebbe la politica di pulizia etnica degli anni 90. Alcune stime del 2010 affermano che la popolazione dell'entità ammontava a 1.439.673 unità, la grande maggioranza dei quali Serbi (circa il 88,5%), seguiti dagli altri due popoli costitutivi dell'entità: i Bosgnacchi (7,5%) e i Croati (3,0%). Tra le minoranze i più numerosi sono gli Ebrei (soprattutto a Doboj e Banja Luka), Ucraini, Slovacchi. A Prnjavor vive una piccola comunità italiana (trasferitasi in questi luoghi ai tempi della dominazione Asburgica) e una comunità di Cechi. L'entità presenta una densità demografica piuttosto bassa di 58 persone per chilometro quadrato, inoltre la disposizione della popolazione sul territorio non è affatto omogenea; ad esempio in Erzegovina è di 20 ab./km² mentre in Posavina e Semberija è pari a 150 ab./km², che rappresenta un ulteriore problema per lo sviluppo economico.

Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.

La Repubblica Serba è formata da 63 municipalità, delle quali, 57 hanno lo status di "Comune", mentre 6 lo status di "Città": Banja Luka, Prijedor, Doboj, Bijeljina, Trebigne e Istočno Sarajevo, quest'ultima costituita dai seguenti comuni: Istočni Stari Grad, Istočna Ilidža, Istočno Novo Sarajevo, Pale, Sokolac e Trnovo.
Quello che segue è un elenco delle prime 15 più popolose secondo stime del 2004.

Banja Luka
Banja Luka
Prijedor
Prijedor
Doboj
Doboj

Posizione Municipalità Abitanti

Gradiška
Gradiška
Trebinje
Trebigne
Pale
Pale

1 Banja Luka 224.647
2 Bijeljina 109.211
3 Prijedor 98.570
4 Doboj 80.464
5 Gradiška 61.440
6 Zvornik 51.688
7 Prnjavor 49.821
8 Teslić 49.021
9 Derventa 42.747
10 Laktaši 40.311
11 Kozarska Dubica 34.916
12 Trebigne 31.299
13 Novi Grad 31.144
14 Modriča 28.581
15 Pale 26.959

Il 48% del territorio della municipalità di Brčko che spettava alla Repubblica Serba secondo gli accordi di Dayton è stato sottratto alla giurisdizione dell'entità (come il 52% spettante alla Federazione) e nel 2000 ed è andato a formare il Distretto di Brčko di fatto sotto la giurisdizione diretta della Bosnia ed Erzegovina, anche se ufficialmente secondo un recente accordo è considerato da entrambi i governi delle entità come un condominio.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assemblea Nazionale della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina e Presidenti della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Primi ministri della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina e Governo della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.

La Repubblica Serba ha una propria assemblea, un consiglio dei popoli, un presidente, un governo, simboli nazionali, polizia e sistema postale.

L'Assemblea Nazionale si compone di 83 seggi ed insieme al Consiglio dei Popoli forma il corpo legislativo della Repubblica Serba. Alle ultime elezioni la maggioranza dei seggi dell'assemblea è andata al SNSD con 37 deputati eletti, seguiti dal Partito Democratico Serbo (SDS) con 18 seggi. I partiti bosgnacchi hanno conquistato in tutto 5 seggi mentre nessun partito croato ha superato lo sbarramento. Il Presidente dell'Assemblea è Igor Radojičić (SNSD) e la maggioranza parlamentare è composta dalla coalizione tra SNSD, Partito Socialista e DNS. Rispetto alle elezioni precedenti del 2006 si è visto un calo del partito maggiore, l'Alleanza dei Social Democratici Indipendenti (SNSD), che perde 4 seggi (da 41 agli attuali 37), comunque controbilanciato da una prova positiva dei partner di governo: il Partito Socialista, che ottiene 4 seggi (+1 rispetto alla legislatura precedente) e l'Alleanza Democratica del Popolo (DNS) con 6 (+2 seggi). Si rafforza anche il Partito Democratico Serbo (+3 seggi), che si riconferma maggior forza d'opposizione insieme al PDP, che però perde un seggio passando da 8 deputati eletti a 7. II 15 novembre l'assemblea ha iniziato la sua VIII Legislatura.

Nel 2002 venne creato il Consiglio dei Popoli della Repubblica Serba, che si affiancò all'Assemblea nell'esercizio del potere legislativo,[11] senza partecipare alla stesura delle leggi, ma col compito primario di difendere l'interessi di ciascun popolo costitutivo della Repubblica Serba e bloccare, quando necessario, l'emanazione di leggi reputate fortemente lesive per una delle etnie del paese; svolgendo quindi, una funzione di controllo.[12] Si compone di 28 membri, 8 a testa per i popoli costitutivi[13] della Repubblica Serba: bosgnacchi, croati, serbi e altri 4 seggi ripartiti dalle minoranze. Il Consiglio dei Popoli ha 1 presidente e 3 vicepresidenti e viene eletto dai rispettivi gruppi parlamentari (a base etnica) dell'Assemblea Nazionale.

Il Presidente della Repubblica svolge prettamente un ruolo di rappresentanza. Ottavo presidente e ultimo detentore finora della carica è Milorad Dodik del SNSD, già presidente del governo, che succede al compagno di partito Rajko Kuzmanović. Il governo è guidato da Aleksandar Džombić, è formato dalla coalizione tra SNSD, Partito Socialista e Alleanza Democratica del Popolo, uguale a quella del precedente esecutivo, anche se con un'influenza maggiore dei 2 partiti minori sull'azione di governo, forti dei buoni risultati elettorali. Si compone di 16 ministri, due vicepresidenti e un presidente. Inoltre nell'assegnazione dei ministeri è necessario rispettare il principio di corretta rappresentanza[14] delle varie comunità etniche, infatti per legge 8 ministeri spettano agli esponenti dell'etnia serba, 5 ai bosgnacchi e i restanti 3 ai croati. Dopo la conclusione della guerra in Bosnia, la Repubblica Serba mantenne il controllo sull'esercito e di conseguenza possedeva anche un ministero della difesa, che rimase in funzione fino al 1 gennaio 2006, quando l'Assemblea Nazionale decise di trasferire il controllo delle forze armate al Ministero della Difesa della Bosnia ed Erzegovina, in quanto condizione vincolante per la continuazione delle trattative della Bosnia per accedere alla NATO.

Il 26 settembre 2006 i vertici politici di Serbia e della Repubblica Serba firmarono un "trattato speciale di cooperazione" che mirava a promuovere la collaborazione a livello istituzionale ed economico tra le due parti. Il documento non faceva altro che consolidare i punti chiave del precedente accordo, risalente al 2001, tra la Repubblica Federale di Jugoslavia e la Repubblica Serba, tra i quali vi sono: cooperazione economica, nel settore della difesa, nell'educazione e la possibilità per i residenti della Repubblica Serba di usufruire della doppia cittadinanza (oltre a quella bosniaca, hanno diritto a quella della Serbia). La fattibilità di quest'accordo è garantita dal trattato di Dayton, risalente al 1995, che pose fine alla guerra in Bosnia e garantì alle 2 entità della Bosnia ampie autonomie.

La Repubblica Serba, benché senza alcuna personalità giuridica internazionale, dispone di rappresentanze diplomatiche a Brussel, Stoccarda, Belgrado, Gerusalemme e Mosca, inoltre i vertici politici hanno annunciato la volontà di aprire nuovi uffici di rappresentanza a Zagabria e Washington, sottolineando l'importanza del loro ruolo di promotori della cultura e delle tradizioni della Repubblica Serba all'estero.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei presidenti della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina dall'anno della sua fondazione nel 1992.

Nome Inizio mandato Termine mandato Partito politico
Radovan Karadžić 7 aprile 1992 19 luglio 1996 Partito Democratico Serbo
Biljana Plavšić 19 luglio 1996 4 novembre 1998 Partito Democratico Serbo (fino al luglio 1997)
Alleanza Nazionale Serba della Repubblica Serba (da luglio 1997)
Nikola Poplašen 4 novembre 1998 2 settembre 1999 Partito Radicale Serbo della Repubblica Serba
Mirko Šarović 26 gennaio 2000 28 novembre 2002 Partito Democratico Serbo
Dragan Čavić 28 novembre 2002 9 novembre 2006 Partito Democratico Serbo
Milan Jelić 9 novembre 2006 30 settembre 2007[15] Alleanza dei Social Democratici Indipendenti
Igor Radojičić[16] 1 ottobre 2007 28 dicembre 2007 Alleanza dei Social Democratici Indipendenti
Rajko Kuzmanović 28 dicembre 2007 15 novembre 2010 Alleanza dei Social Democratici Indipendenti
Milorad Dodik 15 novembre 2010 in carica Alleanza dei Social Democratici Indipendenti

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della guerra dei primi anni novanta, il paese ha subito forti contraccolpi sul piano economico come tutta la Bosnia ed Erzegovina, infatti dei 100 miliardi di danni patiti dalla Bosnia un terzo sono della Repubblica Serba. I danni maggiori sono stati registrati nelle infrastrutture, già carenti prima degli eventi bellici e nell'industria, penalizzata anche dal passaggio da un'economia di stampo socialista a una di mercato; quest'ultimo un passo insostenibile per le imprese bosniache, spesso inefficienti e con evidenti surplus di manodopera impiegata. Dalla fine della guerra nel 1995, si è avuta una timida ripresa dell'economia che si accelerò nel biennio 2006-2007 per poi interrompersi nel 2008 a seguito degli effetti della crisi economica globale, anche se i ricavi delle privatizzazioni della Telekom Srpska e della raffineria di Brod permettono al governo dell'entità di mantenere costante il welfare state e avere un bilancio economico decisamente più sano di quello della Federazione. Il salario medio dell'ottobre 2010 ammonta a 779 marchi[17] (circa 398 euro), molto vicino alla media nazionale anche se rappresenta il 70-80% di quello prebellico[18].

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il territorio della Repubblica Serba passa l'importante ferrovia che collega Zagabria e Sarajevo attraversando i comuni di Novi Grad (Bosanski Novi), Doboj e la città di Banja Luka. La Repubblica Serba possiede una rete stradale di 3964 km,[19] gestite dalla compagnia pubblica "Putevi Republike Srpske", mentre la rete autostradale è ancora in fase embrionale, infatti è in costruzione la prima autostrada, della lunghezza di 37 km, da Banja Luka a Gradiška che collega la RS alla rete autostradale europea e prevede inoltre, la costruzione di un imponente ponte sulla Sava al confine tra Bosnia e Croazia. Iniziata nel 2005, la sua costruzione ha subito nel tempo notevoli ritardi e la data della sua inaugurazione è stata oggetto di molte speculazioni. Oltre alla tratta Banja Luka-Gradiška è prevista anche la tratta Banja Luka-Doboj della lunghezza di 72 km, la cui data di inizio dei lavori è incerta, dopoché il governo dell'entità ha rescisso i contratti con le compagnie di costruzioni Strabag e CPM, poiché entrambe non erano riuscite a presentare le necessarie garanzie bancarie per l'inizio dei lavori. Il paese dispone inoltre di una compagnia aerea di bandiera: "Sky Srpska", che opera nell'aeroporto di Mahovljani, vicino a Banja Luka.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Banja Luka ufficialmente capitale della RS, articolo su caffe.ba
  2. ^ LXXI emendamento alla Costituzione della RS, sito dell'OHR
  3. ^ LXXI emendamento alla Costituzione della RS, sito dell'Assemblea Nazionale della RS
  4. ^ Popolazione al censimento 2013 dal sito ufficiale. URL consultato il 9 novembre 2013.
  5. ^ a b Articolo sul Sole 24 Ore
  6. ^ Articolo del New York Times che usa la dicitura "Republika Srpska"
  7. ^ Articolo di La Repubblica con l'uso del termine Repubblica Serba di Bosnia
  8. ^ Recenti sviluppi della situazione politica nei Paesi aderenti all'Iniziativa adriatico-ionica, Camera dei Deputati, maggio 2010
  9. ^ Articolo del Dnevni Avaz dove viene utilizzato frequentemente il termine RS
  10. ^ Pagina web della presidenza che nella versione inglese utilizza la dicitura "Republic of Srpska"
  11. ^ LXXVI emendamento alla Costituzione della RS, sito dell'Assemblea Nazionale della RS
  12. ^ Pagina di presentazione del Consiglio dei Popoli
  13. ^ LXVII emendamento alla Costituzione della RS, sito dell'Assemblea Nazionale della RS
  14. ^ LXXXIV emendamento alla Costituzione della RS, sito dell'Assemblea Nazionale della RS
  15. ^ Morto durante il mandato.
  16. ^ Ad interim.
  17. ^ Pubblicazione mensile ISRS, ottobre 2010, pag.40
  18. ^ Pubblicazione Banca Mondiale, 1997, pag.4 N.B. Gli indici monetari sono in USD
  19. ^ Dati sulla lunghezza della rete stradale in Bosnia, Automoto club BiH, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]