Partita catalana

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Partita catalana
a b c d e f g h
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
f6 cavallo del nero
d5 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del bianco
g3 pedone del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
g1 cavallo del bianco
h1 torre del bianco
8
7 7
6 6
5 5
4 4
3 3
2 2
1 1
a b c d e f g h
Mosse 1. d4 Cf6

2. c4 e6

3. g3 (d5)

Codice ECO E00 (E01-E09)
Origine Barcellona, 1929, da Savielly Tartakower
Origine del nome Catalogna
Evoluzione di Difesa indiana

La partita catalana è un'apertura degli scacchi di tipo posizionale, caratterizzata dalle mosse:

  1. d4 Cf6
  2. c4 e6
  3. g3

alla quale può seguire la risposta del nero

oppure


Questa apertura punta al controllo della grande diagonale bianca (a8-h1), mediante il fianchettamento dell'alfiere campochiaro del bianco; grazie a questa mossa, il Bianco si riserva di spingere il pedone e2 di due caselle sostenendolo, appunto, con l'alfiere fianchettato. L'apertura risulta meno sbilanciata ed aggressiva rispetto alle partite Indiane, ma più ambiziosa del gambetto di donna, e porta comunque ad un gioco piuttosto tranquillo e prettamente posizionale. Si tratta di un sistema di apertura elastico, che consente diverse varianti nel posizionamento dei pezzi. Il nero, nelle prime mosse, può scegliere tra due continuazioni principali:

  • 4. Ag2 dxc4 (variante aperta)
  • 4. Ag2 Ae7 (variante chiusa)

Nel primo caso la continuazione ha il difetto di aprire la grande diagonale all'alfiere del bianco. Ciononostante ambedue gli impianti sembrano offrire pari possibilità ad ambedue i giocatori.

Prende il nome dalla partita Tartakower-Font, giocata al 12º turno del torneo di Barcellona (la capitale della Catalogna, da cui il nome) del 1929, anche se in quella partita si ebbe uno sviluppo diverso da quello tipico (il Nero sviluppò l' Alfiere in f5 prima di giocare e6).

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