Difesa Philidor

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Difesa Philidor
a b c d e f g h
8
Chessboard480.svg
a8 torre del nero
b8 cavallo del nero
c8 alfiere del nero
d8 donna del nero
e8 re del nero
f8 alfiere del nero
g8 cavallo del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
c7 pedone del nero
f7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
d6 pedone del nero
e5 pedone del nero
e4 pedone del bianco
f3 cavallo del bianco
a2 pedone del bianco
b2 pedone del bianco
c2 pedone del bianco
d2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
a1 torre del bianco
b1 cavallo del bianco
c1 alfiere del bianco
d1 donna del bianco
e1 re del bianco
f1 alfiere del bianco
h1 torre del bianco
8
7 7
6 6
5 5
4 4
3 3
2 2
1 1
a b c d e f g h
Mosse 1.e4 e5

2.Cf3 d6

Codice ECO C41
Origine del nome François-André Danican Philidor

La difesa Philidor è un'apertura di scacchi che prende il nome dall'omonimo scacchista francese del XVIII secolo che per primo la utilizzò a grandi livelli. Essa deriva dalle mosse:

1. e4(?) e5
2. Cf3 d6

Con la seconda mossa il Nero mira a difendere il pedone in e5, ma allo stesso tempo non sviluppa pezzi ed ostruisce la diagonale all'alfiere camposcuro, che mirerà a sviluppare in e7 oppure in fianchetto. Viene pertanto ritenuta una difesa piuttosto passiva ed è attualmente rara ad alti livelli.

Solitamente la partita prosegue con:

3. d4 Cf6

la partita, a gioco corretto, risulterà piuttosto equilibrata ma lo sviluppo dei pezzi del bianco e le sue catene di pedoni risulteranno più naturali rispetto al nero che, dalla sua, potrà contare sull'attività degli alfieri.

Prende il nome dal campione del diciottesimo secolo François-André Danican Philidor, che ne suggerì l'utilizzo al posto della più comune 2...Cc6.

Continuazioni[modifica | modifica wikitesto]

La più diffusa terza mossa del Bianco è sicuramente 3.d4; un'altra alternativa giocabile è 3.Ac4, che mira ad un gioco più posizionale.

Dopo 3.d4, sebbene non perfettamente coerente col piano del Nero, è diffusa la risposta 3...exd4, in seguito alla quale il Nero gioca 4...Cf6 e 5...Ae7; un altro piano è mirare a porre l'alfiere in fianchetto: questa linea fu sponsorizzata negli anni Sessanta da Bent Larsen, che vi ottenne anche una patta contro Mikhail Tal nel 1969.[1] Il Nero ottiene in questo modo una posizione solida, pur concedendo al Bianco un vantaggio di spazio.

Un altro piano (la variante Hanham, in onore dello statunitense James Moore Hanham, giocata da Aaron Nimzowitsch) è di mantenere la tensione centrale attraverso le mosse ...Cd7, ...c6 e ...Ae7; dopo 3...Cf6 4.Cc3 Ae7 5.Ac4 la posizione del Nero è solida, ma il Bianco può decidere di contrattaccare con 4.dxe5 Cxe4 5.Dd5 Cc5 Ag5, mantenendo un lieve vantaggio.

L'idea originale di Philidor era invece contrattaccare immediatamente con 3...f5, giocata (tra gli altri) da David Bronstein, a cui il Bianco può replicare in diversi modi, ad esempio con 4.Ac4 o con una della due catture di pedone, oppure con 4.Cc3, portando un cavallo al centro (e anche verso l'ala di re) dopo 4..fxe4 5.Cxe4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La partita

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Vladimir Barskij, La moderna difesa Philidor, Caissa Italia 2011, ISBN 9788888756967

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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