Jill Pole

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jill Pole
Universo Le cronache di Narnia
Lingua orig. Inglese
Autore C. S. Lewis
1ª app. in La sedia d'argento
Ultima app. in L'ultima battaglia
Sesso Femmina

Jill Pole è un personaggio della saga di sette libri de Le cronache di Narnia scritta da C. S. Lewis. Ella compare per la prima volta nel 6° libro della seria 'La sedia d'argento' e si ripresenta nel 7° 'L'ultima battaglia'.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

« Era una giornata d'autunno triste e piovigginosa, e Jill Pole piangeva a dirotto dietro la palestra. Piangeva, la poverina, perché erano stati prepotenti con lei. »
(da Dietro la Palestra, La sedia d'argento)

Jill è una giovane alunna di un istituto polivalente, ovvero dove studiano sia maschi che femmine, chiamata da tutti 'lo Sperimentale'.
Sempre vittima di prepotenze e prese in giro, la giovane ancora un'altra volta si ritrova dietro alla palestra della scuola a piangere. La trova per caso Eustachio Scrubb, strano compagno di scuola, che come ammette lui stesso è molto cambiato dal disonesto, spione ed insopportabile ragazzo quale era. Egli le rivela il suo più grande segreto: l'esistenza di un altro mondo nel quale era possibile andare. Subito Jill desidera molto andarci ed allontanarsi una volta per tutte da quella scuola, alla ricerca di mille avventure ed un po' di libertà.
L'occasione ideale nasce subito, quando entrambi sono costretti a fuggire da 'i quelli', i bulli della scuola, in direzione di una porta che dava sulle colline dietro la scuola, la quale però non era mai aperta. Ma per magia Jill ed Eustachio riescono ad aprire la porta ed inaspettatamente entrano a Narnia.
Lì Jill fa subito la conoscenza del leone Aslan, creatore e protettore di Narnia, il quale le affida il compito importantissimo di trovare e ricondurre in patria il principe Rilian, disperso già da dieci anni nelle terre selvagge del nord. Lei avrà a disposizione i quattro segni insegnatile da Aslan, che però avrebbe dovuto sempre pensare e ripetersi nella memoria, per assicurarsi di saperli alla perfezione.
In seguito con Eustachio e Pozzanghera, intraprenderà questo viaggio insidioso e faticoso verso le terre del Nord, nel quale non mancheranno pericoli e spiacevoli incontri. Jill, inoltre, scorderà i quattro preziosissimi segni dati da Aslan necessari al compimento dell'impresa, che già di per sé sembrava disperata.
Al termine del duro e lungo viaggio, tutto si risolverà per il meglio.
Il ricordo di quest'impresa resterà sempre nella memoria della giovane Jill, racconterà la sua esperienza anche gli altri amici di Narnia e poco tempo dopo, secondo i parametri del nostro mondo, sarà costretta a far ritorno nel mondo magico. Lì, ne L'ultima battaglia, sarà di nuovo in compagnia del suo carissimo amico e compagno d'avventure Eustachio, con il quale dovrà liberare Tirian, l'ultimo re di Narnia ed aiutarlo in una pazzesca opera difensiva di Narnia contro le truppe dei Calormeniani e a combattere contro l'orribile credenza diffusa dalla scimmia Cambio la quale affermava che il benevole leone Aslan e il crudele dio calormeniano Tash in realtà fossero la stessa entità dal nome Tashlan.

Il ruolo nella saga[modifica | modifica sorgente]

In base allo Schema di Propp, il quale elabora una teoria schematizzata e particolareggiata sulla logica e la struttura delle fiabe, Jill Pole ne 'La sedia d'argento' ricopre un ruolo decisivo ed importante per la dinamica della storia, mentre ne 'L'ultima battaglia' è più un importante aiutante e sostenitore del vero eroe del romanzo.

  • Ne 'La sedia d'argento': Jill è senza dubbio l'eroina protagonista col suo nuovo compagno d'avventure Eustachio Scrubb, determinata e coraggiosa supera prove difficili, peripezie ed esplora per la prima volta il mondo magico di Narnia.
  • Ne 'L'ultima battaglia' : Jill interviene nel ruolo dell'aiutante, compare insieme ad Eustachio a Narnia in soccorso del re Tirian. In questa storia sfodera doti speciali e utilissime nella battaglia contro i Calormeniani, inoltre si scoprirà essere più forte e audace di quanto avrebbe immaginato.