Gnomo

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Uno gnomo nascosto dietro ad un'amanita

Il termine gnomo venne introdotto nella magia rinascimentale e nell'alchimia per indicare uno spirito ctonio, mentre in seguito il termine è stato adottato nel folklore europeo ed utilizzato nella letteratura fantasy per designare spiritelli legati alla terra.

Paracelso fu il primo a menzionare gli gnomi, facendone derivare il nome dalla radice greca gnosis ("conoscenza"). Paracelso considerava gli gnomi spiriti della terra e del sottosuolo, e sosteneva che potessero spostarsi all'interno del terreno con la stessa facilità con cui gli uomini camminano sopra di esso. Inoltre, sempre secondo Paracelso, i raggi del sole hanno il potere di trasformare gli gnomi in pietra. Tutti questi elementi sono anche tipici dei nani della mitologia nordica; queste due figure sono in effetti spesso sovrapposte e difficilmente distinguibili anche nel folklore e nella letteratura fantasy. Talune fonti confondono anche gli gnomi con altre creature fantastiche (soprattutto dei boschi), per esempio elfi e goblin.

Nel folklore europeo, gli gnomi (detti anche folletti o piccolo popolo) sono creature fatate simili a uomini minuscoli. Sono tradizionalmente rappresentati come baffuti e barbuti, e a volte dotati di caratteristici cappelli a cono, spesso di colore rosso. Abitano nei boschi, e sono (come fate, nani ed elfi) strettamente legati alla natura in cui abitano.

Gli gnomi appaiono frequentemente nelle fiabe della tradizione folcloristica germanica (e, per esempio, nei racconti dei fratelli Grimm); sono generalmente rappresentati come vecchietti minuscoli e burberi, che vivono sottoterra e custodiscono tesori.

Uno dei testi moderni più celebri sugli gnomi è il libro Gnomi (Leven en werken van de Kabouter) pubblicato nel 1976 dall'illustratore naturalistico olandese Rien Poortvliet e di Wil Huygen, che ne descrisse minuziosamente ("pseudoscientificamente") usi e costumi, corredando la sua opera di illustrazioni che sono entrate nell'immaginario collettivo come rappresentazioni tipiche del "piccolo popolo". Secondo Poortvliet, gli gnomi costruiscono case sotto le radici degli alberi, si dedicano a curare gli animali della foresta, conoscono gli usi medicinali delle erbe. Da Gnomi e dai successivi libri di Poortvliet fu tratto il cartone animato David Gnomo amico mio.

Gnomi moderni[modifica | modifica sorgente]

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

In diversi libri di Oz, a partire da Ozma di Oz appare un malvagio "re degli gnomi".

Tolkien ha usato il termine "gnomo" in alcune opere giovanili per indicare la seconda delle tre schiere degli elfi che intrapresero il loro viaggio verso Valinor; nelle successive stesure dei suoi racconti Tolkien attribuì alla seconda schiera il nome di Ñoldor. Un'eco di tale precedente denominazione del popolo Noldor si ritrova nelle appendici del romanzo Il Signore degli Anelli nelle quali Dama Galadriel viene definita la più grande tra le donne gnomiche.

Gnomi moderni, estremamente comici, sono quelli della trilogia del Piccolo Popolo dei Grandi Magazzini, di Terry Pratchett, anch'essi di provenienza extraterrestre. Gli gnomi appaiono anche nel ciclo di Discworld, ancora di Pratchett; in queste opere, essi sono anche detti goblin.

Nella saga di Shannara di Terry Brooks, le creature chiamate "gnomi" non corrispondono assolutamente all'immagine tradizionale del piccolo popolo.

Nel racconto esoterico I Tarocchi degli Gnomi (Torino 1988) di Giordano Berti, il protagonista è uno gnomo chiamato Sichen, la cui avventura si sviluppa in dieci luoghi diversi, corrispondenti alle Sephiroth dell'Albero della Qabbalah.

Gli gnomi appaiono anche nella serie di libri di Harry Potter, in particolare nel romanzo Harry Potter e la camera dei segreti.

Gli gnomi sono presenti anche nelle tre trilogie fantasy create da Licia Troisi Cronache del Mondo Emerso, Guerre del Mondo Emerso e Leggende del Mondo Emerso, in esse gli gnomi vivono insieme agli umani e hanno anche delle loro terre natie, la Terra delle Rocce e la Terra del Fuoco. Dalla descrizione fatta gli gnomi del Mondo Emerso arrivano come altezza al seno delle donne e le donne gnomo, a differenza degli gnomi o nani di Tolkien le quali hanno la barba, le gnome del Mondo Emerso invece sono belle, lo gnomo più famoso di tutte e due le trilogie è Ido, il maestro della protagonista della prima trilogia, Nihal.

Gli gnomi sono citati anche da Bertold Brecht nella sua opera teatrale Vita di Galileo; nella quattordicesima e ultima scena l'autore fa pronunciare a Galileo la frase:

« Il massimo cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo »
(Galileo, scena 14)

In questa frase gli scienziati sono associati in maniera dispregiativa agli gnomi, visti come semplici esecutori materiali di ricerche e invenzioni delle cui ricadute etiche si disinteressano.

L'espressione "progenie di gnomi inventivi" è stata ripresa da Franco Laner e Vittorio Manfron nel titolo di un saggio del 1978 (La progenie degli gnomi inventivi) per sottolineare l'uso acritico dell'insegnamento delle materie tecniche e scientifiche nelle facoltà di architettura italiane.

Gnomi italiani[modifica | modifica sorgente]

Molte razze di gnomi italiani sono descritte nel libro Il fantastico mondo degli gnomi di Dario Spada.

Nel libro Ardusli e gli gnomi dell'Appennino, Giovanni Zavalloni descrive un piccolo popolo che vive in una valle segreta dietro una cascata dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Gnomi molto primitivi sono quelli "di caverna" raccontati da [Francesca D'Amato nei libri Gnomi di caverna: i custodi dei tesori del sottosuolo e Avventure sotterranee per gnomi di caverna. Questi gnomi, ispirati al folklore alpino italiano, vivono sottoterra, coltivano radici, custodiscono tesori, sono coperti di pelliccia e non usano vestiti.

Guido Gozzano racconta di gnomi in La danza degli Gnomi. Il racconto viene inizialmente pubblicato sul Corriere della Sera e poi nel libro La danza degli Gnomi e altre fiabe. Nella danza degli Gnomi due sorellastre danzano con loro, una graziosamente, ricevendo in dono "bellezza e ricchezza, una con malagrazia, venendo trasformata in un mostro".

Celebre poi il Dialogo di un folletto e di uno gnomo, dalle Operette morali di Giacomo Leopardi (1827).

Nel Bellunese si tramandano le storie legate al mazaròl, un benevolo ma altrettanto suscettibile e vendicativo gnomo. Ad Asiago (VI) e in tutto l'Altopiano dei Sette Comuni da secoli vivono i sanguinelli o salvanelli, creature accomunabili agli gnomi e ai folletti che vivono tra le rocce e nelle tane ricavate alla base degli alberi. Esseri positivi e amichevoli, i sanguinelli di Asiago e dei Sette Comuni si limitano a fare degli scherzi agli esseri umani. "Pèrdarse nela pèca del sanguinèlo" significa "smarrire la strada dopo aver calpestato l'impronta del sanguinello". Gli gnomi dell'Altopiano rappresentano il collegamento tra i sanguinelli e le altre creature fantastiche dei boschi con il genere umano, anche con un'azione tesa alla riscoperta della fantasia e al rispetto dell'ambiente naturale.

Sull'Appennino bolognese, in particolare tra Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro, si narravano leggende di piccoli esseri, chiamati Barabén, oppure Barabanén, o anche Mazapécc, Sèltapécc o più semplicemente spìrit, che avevano l'abitudine di giocare scherzi do ogni genere ai viandanti sui sentieri boschivi. Ispirandosi parzialmente a quelle leggende, lo scrittore Giordano Berti ha pubblicato Il Monte dei Folletti, romanzo fantasy ambientato sull'Alpe di Monghidoro.

In Val Cavargna, in Provincia di Como si sono conservate nella tradizione popolare alcune leggente sui folletti locali, chiamati Bragola e Pelus di Kongau. Questi folletti sono esseri di piccola statura dalle lunghe braccia, pelosi, simili a scimmie, velocissimi ad intrufolarsi ovunque, coperti da pochi abiti a brandelli e con occhi piccoli e scintillanti. Per ricordare questa tradizione è sorto un villaggio degli gnomi presso l'Istituto Comprensivo di Como-Prestino posto nei pressi del Parco Metropolitano Spina Verde. Ogni anno vengono effettuate diverse attività all'interno di questo percorso di GnomoTino che è gemellato con quello di Gnomo Mentino a Bagno di Romagna nell'Appennino Tosco-Romagnolo. Esiste un sito di riferimento sugli Gnomi del Lario realizzato senza scopi di lucro ma solo per attività didattiche ([1]).

A Paola, un comune della Calabria in provincia di Cosenza che si affaccia sul Mar Tirreno, vive il Baganiedd anche conosciuto come Baganiello, un omino tarchiato dalle fattezze primitive. Porta un cappello ed ha le due mani fatte una di paglia ed una di ferro. Custodisce un grande tesoro e si dice che chi riesca a catturarlo riceverà in dono tutto il suo oro.

Nell'isola di Sardegna le tradizioni e leggende legate all'arcano, agli spiriti e alle creature fantastiche sono numerose, e quelle che riguardano gli gnomi si perdono nella notte dei tempi. Tra queste, si ricorda la foresta degli gnomi nel paese di Villacidro, che prende forma durante i 24 giorni dell'Avvento. I nomi degli gnomi di Sardegna inoltre variano da paese a paese: a Sassari si trova il Pindacciu di li setti barretti, mentre nel Logudoro si incontra la creatura detta Ammuttadore. Altri spiritelli associati agli gnomi sono i Mazzamurreddus, i Baottus, i Maschingannas (questi ultimi spesso confusi con i Tialus, i demoni), gli Arestes e così via.

Nei giochi e nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Gli gnomi sono una delle razze del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

Gli gnomi svolgono un ruolo importante nella serie di videogiochi Warcraft, dove sono rappresentati come leggermente più bassi dei nani e sviluppatori delle tecnologie più improbabili e distruttive.

Altri giochi e videogiochi in cui appaiono gli gnomi includono Mana/Seiken Densetsu, Palladium Fantasy, EverQuest, Horizons, Molehill Empire e 2 fast 4 Gnomz.

Nel gioco arcade Centipede il giocatore impersona uno gnomo che difende il suo territorio da centopiedi e ragni.

Nel videogioco "Overlord II" il Signore del Male protagonista dichiara guerra agli gnomi, che appaiono come una razza parassitaria e sottosviluppata, il cui compito è rubacchiare in giro ciò che il protagonista potrebbe accumulare.

Gli gnomi nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Celebre è la canzone di David Bowie, the laughing gnome, che racconta appunto la storia di uno gnomo sghignazzante.
  • L'opera del gruppo musicale progressive dei Gong racconta una storia psichedelica fra i cui protagonisti ci sono una razza di alieni simili a gnomi e che comunicano telepaticamente attraverso lo spazio per mezzo di una radio pirata dal nome "Radio Gnome Invisible".
  • I primi album dei Pink Floyd contengono diversi riferimenti al "piccolo popolo", in particolare proprio "The Gnome", dall' album di esordio del 1967 composto quasi interamente da Syd Barrett, "The Piper At The Gates Of Dawn".

Altre fonti[modifica | modifica sorgente]

Nel manga Memole dolce Memole appaiono creature simili a gnomi, che sono in realtà alieni provenienti dal pianeta Rilulu e finiti sulla Terra per un guasto alla loro astronave.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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