In the Mood for Love

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In the Mood for Love
In the Mood for Love (2000).png
Chow e la Signora Chan nel taxi
Titolo originale 花樣年華
花样年华
Huāyàng niánhuá
Fa yeung nin wa
Lingua originale cantonese, shanghainese, francese
Paese di produzione Hong Kong, Francia
Anno 2000
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere sentimentale
Regia Wong Kar-wai
Soggetto Wong Kar-wai
Sceneggiatura Wong Kar-wai
Produttore Wong Kar-wai
Fotografia Christopher Doyle, Pin Bing Lee
Montaggio William Chang
Musiche Michael Galasso, Shigeru Umebayashi, Nat King Cole
Scenografia William Chang
Costumi William Chang
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

In the Mood for Love (caratteri cinesi tradizionali: 花樣年華; caratteri cinesi semplificati: 花样年华; pinyin: Huāyàng niánhuá; cantonese: Fa yeung nin wa, titolo originale, letteralmente «l'età dei fiori / gli anni fioriti», metafora cinese sulla fugacità del tempo della giovinezza, della bellezza e dell'amore) è un film hongkonghese del 2000 diretto da Wong Kar-wai.

A differenza dei film precedenti del regista, ha una trama molto lineare, dove i sentimenti dei personaggi aumentano tra un incontro e un altro, la colonna sonora prende il sopravvento sulla parola e le emozioni traspaiono dagli sguardi e dai movimenti. La struttura è basata sulla staticità degli eventi e lo sguardo del regista si sofferma sulla ritualità dei gesti dei protagonisti. Il seguito ideale, 2046, invece è caratterizzato da bruschi passaggi tra la realtà e la fantasia del protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1962: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mowan e Su Lizhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirselo mai, finiscono per amarsi. Il film si basa soprattutto sulla lentezza dei movimenti, sulle riflessioni dei due personaggi che cercano di accettare il tradimento dei loro coniugi, cercando di capire all'inizio come sia potuto succedere, chi dei due abbia potuto iniziare, ma alla fine capiscono che queste cose sono inutili, anche perché sta accadendo anche a loro, anche se in modo molto velato. Un "amore" che non avrà mai né un inizio né una fine sia perché lei non ha il coraggio di lasciare il marito, sia perché entrambi temono di essere giudicati dagli altri.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il progetto originario, intitolato "Tre storie di cibo", era «di filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong e come innovazioni quali il bollitore per il riso, le tagliatelle istantanee e il fast food hanno cambiato la vita degli asiatici, sconvolgendo le loro relazioni sociali. [...] come il ruolo dell'uomo e della donna è cambiato a causa delle abitudini alimentari.»[1]

Dopo aver girato, in due sole notti, un primo cortometraggio di 8 minuti, che avrebbe dovuto costituire l'ultima storia, dedicata al dessert, nel quale Maggie Cheung mangia dolci in un fast food gestito da Tony Leung, la storia dedicata al piatto principale è diventata sempre più lunga, fino a diventare un intero lungometraggio.[2]

All'inizio Wong pensava di far interpretare ai protagonisti anche i ruoli dei coniugi adulteri, ma poi ha preferito lasciare quei personaggi fuori campo, per creare un certo mistero.[3]

Il film ha richiesto quindici mesi di riprese,[2] interrotte per la crisi economica in Asia, che ha messo in difficoltà i finanziatori asiatici ed ha reso necessario cercare fondi in Europa. Quando le riprese sono ricominciate, Wong aveva già cominciato quelle del film successivo, 2046, quindi si è trovato a girare due film contemporaneamente, che si sono influenzati a vicenda.[4]

Diventato sempre più lungo durante le riprese, il film al primo montaggio durava tre ore, comprendeva una scena d'amore, un passaggio negli anni settanta e un lungo finale a Singapore.[5]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato presentato in concorso al 53º Festival di Cannes, dove Tony Leung Chiu-Wai ha ricevuto il premio per la miglior interpretazione maschile.[6]

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.[7]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il numero della camera ripresa ad un certo punto della storia (la camera dove i due personaggi si incontrano) è proprio 2046, in riferimento alle riprese del film successivo con lo stesso titolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lezioni di cinema 2007, pp. 135-136
  2. ^ a b Lezioni di cinema 2007, p. 136
  3. ^ Lezioni di cinema 2007, p. 138
  4. ^ Lezioni di cinema 2007, p. 142
  5. ^ Lezioni di cinema 2007, p. 143
  6. ^ (EN) Awards 2000, festival-cannes.fr. URL consultato il 6 luglio 2011.
  7. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade. URL consultato l'8-6-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gilles Jacob at al., Lezioni di cinema, traduzione di Rosa Pavone, Milano, Editrice Il Castoro, 2007. ISBN 978-88-8033-428-6

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