Horemheb

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Haremhab)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Horemheb è stato un faraone della XVIII dinastia egizia.

Liste Reali[modifica | modifica sorgente]

Nome Horo Lista di Abydos Lista di Saqqara Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno
Ka-nekhet seped-kheru (nº74)
Hiero Ca1.svg
N5
D45
L1
Z2
U21
n
N5
Hiero Ca2.svg
dsr ḫpr w rˁ stp n rˁ
Djeserkheperura Setepenra
(nº55)
Hiero Ca1.svg
N5
D45
L1
Z2
N5 U21
N35
Hiero Ca2.svg
dsr ḫpr w rˁ stp n rˁ
Djeserkheperura Setepenra
Harmais 4 Armeris 5 Armais 5


Biografia[modifica | modifica sorgente]

Haremhab. Museo di Luxor

Ultimo sovrano della dinastia, anche se alcuni storici vorrebbero porlo di fuori di essa, non proveniva, come il suo predecessore, dalla famiglia reale, la cui linea di discendenza si perde con Tutankhamon, ma si ritiene fosse figlio di uno sconosciuto funzionario di provincia. Membro del consiglio di reggenza durante il regno di Tutankhamon, sotto il quale aveva ricoperto incarichi militari, giunse al potere dopo il breve regno di Ay probabilmente grazie all'appoggio del clero tebano di Amon.

Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi del generale Paatonenhab (Festosa presenza di Aton) la cui tomba è stata rinvenuta nella necropoli dei nobili ad Akhetaton (l'attuale Tell el-Amarna) ma tale identificazione non è supportata da prove oggettive. Comunque sia è nota l'attività di Haremhab, in qualità di scriba delle reclute, nell'area siro-palestinese. Il suo regno dovrebbe essere durato circa 33 anni ma alcune datazioni arrivano ad attribuirgli 59 anni di regno.

Di fatto, Haremhab, eseguendo una "damnatio memoriae" dei suoi predecessori (Akhenaton, Ankhtkheperura, Smenkhkhara, Tutankhamon, Ay), si "appropriò" dei loro anni di regno così da far apparire che la sua ascesa al trono seguisse direttamente dal regno di Amenhotep III (considerato l'ultimo sovrano non ancora in lotta aperta con il clero amoniano). In effetti con Haremhab si completa la totale restaurazione del potere del clero tebano di Amon dopo il periodo dell'eresia amarniana, è durante il suo regno che furono cancellati, a colpi di scalpello, i nomi e le effigi dei sovrani precedenti e vennero smantellati gli edifici di culto eretti in onore di Aton. Principali fonti su Haremhab sono la Stele dell'incoronazione, conservata al Museo Egizio di Torino, dove egli è rappresentato insieme alla Grande Sposa Reale Mutnodjemet (sorella di Nefertiti) e, forse più importante dal punto di vista storico, l'Editto dove vengono enumerati i provvedimenti presi per riordinare la politica interna dell'Egitto. Una stele particolarmente importante, la cosiddetta Stele della restaurazione , in cui si dà conto di quanto praticato per la restaurazione, appunto, degli antichi dei dopo il periodo dell'eresia amarniana, fu, di fatto, usurpata al suo legittimo titolare, il giovane Tutankhamon.

Haremhab di fronte al dio Atum. Museo di Luxor

A questo sovrano è attribuibile una rilevante attività edilizia che ebbe il suo centro a Karnak, dove, forse, venne iniziata la costruzione della Grande sala ipostila ma che riguardò anche altre località dove vennero restaurati ed ampliati i templi di varie divinità. Nel complesso templare di Karnak, edificò il IX ed il X pilone utilizzando, quale riempimento, talatat ricavate dallo smantellamento della città di Akhet-aton (l'attuale Tell el-Amarna) voluta da Akhenaton. Poco si conosce della politica estera di questo periodo; nell'area siro-palestinese il limite dell'influenza egiziana dovrebbe essere rimasto alla frontiera del Libano mentre si hanno accenni ad interventi in Nubia per sedare rivolte locali. Haremhab non ebbe figli e prima di morire associò al trono il generale Pramesse, il futuro Ramesse I. Di questo sovrano si conoscono due tombe: quella di Saqqara realizzata prima dell'ascesa al trono e mai utilizzata e quella, imponente e rimasta incompiuta, nella Valle dei Re (KV57) importante in quanto, per la prima volta, appare il Libro delle Porte, importante testo funerario.

Titolatura[modifica | modifica sorgente]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
E1
D44
O24 s Aa1
r
Y1
Z2
Srxtail.jpg
k3 nḫt spd ḫrw Ka-nekhet seped kheru
Toro possente, che si eleva in altezza
G16
nbty (nebti) Le due Signore
G36
r
U16
t Z2
m i p
t
Q1 Q1 Q1
wr bj3wt m ipt swt
Grande di bellezza in Karnak
G8
ḥr nbw Horo d'oro
O4
r
Y1
D2 Z1
C10 s L1 N17
N17
hrw hr m3՚t sḫpr t3wy Heru hor maat sheper tawy
Sotto di lui la Maat è contenta e le Due Terre rinascono
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5
D45
L1
Z2
N5 U21
N35
Hiero Ca2.svg
dsr ḫprw r՚ stp n r՚ Djeserkheperura Setepenra Divine sono le manifestazioni di Ra, prescelto da Ra.
G39 N5
 
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
M17 Y5
N35
U7
G5 S3 Aa13
W3
[1]
Hiero Ca2.svg
ḥr-m-ḥb mr-imn Horemheb meriamon Horo è in festa, amato da Amon.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ KV T57 di Horemheb,Parete Est

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Mursia, 1976 ISBN 88-425-3328-9
  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna, Bompiani, 2003 ISBN 88-452-5531-X
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi, 1997 ISBN 88-06-13913-4
  • Alfred Heuss et al., I Propilei. I, Verona, Mondadori, 1980
  • Università di Cambridge, Storia Antica. II, 3. Il Medio Oriente e l'area Egea 1380-1000 a.C., Milano, Il Saggiatore, 1975
  • Elio Moschetti, "Horemheb.Talento,fortuna e saggezza di un re" Torino, Ananke, 2001 ISBN 88-86626-86-X

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Ay 13191291 a.C. Ramses I