Nelumbo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – "Loto" rimanda qui. Se stai cercando il personaggio del manga e anime I Cavalieri dello zodiaco, vedi Loto (personaggio).
bussola Disambiguazione – "Fior di loto" rimanda qui. Se stai cercando il film del 1961 diretto da Henry Koster, vedi Fior di loto (film).
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Fior di loto
Nelumbo nucifera1.jpg
Nelumbo nucifera
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Nymphaeales
Famiglia Nelumbonaceae
A.Rich., 1827
Genere Nelumbo
Adans., 1763
Classificazione APG
Ordine Proteales
Famiglia Nelumbonaceae
Sinonimi

Nelumbium

Specie

Nelumbo Adans., 1763, è un genere di piante acquatiche, unico genere della famiglia delle Nelumbonaceae. Comprende due sole specie, originarie di America, Asia e Australia, con foglie molto decorative e grandi fiori di colore bianco, rosa, giallo e rosso, note col nome di fior di loto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La specie Nelumbo lutea (Willd.) è originaria dell'America centro-meridionale, ma viene coltivata anche nel Nord America da tempo immemorabile dai nativi per il consumo alimentare dei semi e dei rizomi.

La Nelumbo nucifera (Gaertn.) è una specie rustica originaria dell'Asia e dell'Australia, nota volgarmente col nome di Fior di loto asiatico. È una pianta acquatica a crescita rapidissima, tipica di stagni e invasi con acque stagnanti o quasi prive di corrente, profondi 5-50 cm ed oltre, fino a 250-300 cm.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le foglie raggiungono un diametro di 1 metro e oltre. Sono alte da 80 cm a oltre 1 m. Le foglie del Fior di loto hanno una struttura superficiale particolare che le rende estremamente idrofobiche e le mantiene costantemente pulite. Tale proprietà, che con la nanotecnologia si cerca di riprodurre per altri materiali quali tessuti e vernici, è chiamata effetto loto. Il fiore è composto da più di 20 petali di colori che vanno dal rosa scuro al bianco, il profumo è inebriante. La femmina del Fiore di Loto e il fiore di Lota, entrambi sono ermafrodite in quanto possono cambiare a loro volta sesso.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

In passato questa specie veniva inquadrata nella famiglia delle Nymphaeaceae♙. Da qualche anno la sua collocazione nella famiglia a sé stante delle Nelumbonaceae è universalmente accettata. Il Sistema Cronquist colloca la famiglia nell'ordine Nymphaeales mentre secondo la classificazione APG essa appartiene all'ordine Proteales.

Il genere Nelumbo comprende le seguenti due specie:

Sinonimi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Nelumbo caspica (DC.) Fisch. (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbo komarovii Grossh. (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbo nelumbo (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbo pentapetala (Walter) Fernald, 1934 (= Nelumbo lutea Willd. 1799)
  • Nelumbo rheedii C. Presl 1835
  • Nelumbo speciosa Willd. 1799 (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbo speciosum Willd. (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbo transversa C. Presl 1835

Il termine Nelumbium per designare il genere non viene più accettato dalla maggior parte degli autori, in quanto considerato un sinonimo:

  • Nelumbium luteum Willd. (= Nelumbo lutea Willd. 1799)
  • Nelumbium nelumbo (L.) Druce (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbium nuciferum Gaertn. (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)
  • Nelumbium speciosum Willd. (= Nelumbo nucifera Gaertn. 1788)

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Esigono molte ore di completo irradiamento solare, ed il terreno deve essere molto pesante misto ad argilla e limo, necessitano di una copertura di 15-20 cm d'acqua, per poter mantenere le radici a temperatura calda e costante, vi sono varietà rustiche che nella stagione invernale non occorre proteggere. Le due specie Nelumbo nucifera e lutea sono rustiche, resistendo bene anche al freddo ed al gelo. Queste piante producono frutti i quali, giunti a maturazione, lasciano cadere i semi nell'acqua; Si moltiplicano per divisione dei rizomi sotterranei, o con la semina primaverile che, in condizioni ottimali, darà la prima fioritura già dopo 4 mesi. Possono essere coltivate in un vaso capiente alto almeno 40cm e con diametro di 35cm.

Usi[modifica | modifica sorgente]

  • Come pianta ornamentale per decorare stagni, vasche e laghetti, o coltivata in vasche idroponiche
  • I particolari frutti, opportunamente essiccati, vengono utilizzati nelle composizioni floreali, per decorare saloni e appartamenti
  • Nel loto, i fiori, i semi, le foglie giovani e i rizomi sono tutti commestibili. In Asia, i petali vengono mangiati mentre le foglie sono solitamente utilizzate come piatto per il cibo. I rizomi (pning in Cinese, ngau in Cantonese, bhe in India e Pakistan, e renkon in Giapponese) sono utilizzati come condimento per una zuppa o fritti. Petali, foglie e rizomi possono essere consumati anche crudi, ma il rischio di trasmissione di parassiti ne consiglia una consumazione cotta.
  • In Cina tutti gli anni viene festeggiata in autunno la luna e il giorno delle torte della luna, in cui si mangia e regala tradizionalmente la torta della luna, fatta con pasta di semi di loto e rossi d'uovo di anatra salati.
    Il popolo cinese ritiene che il loto sia un cibo molto salutare e per questo esso è conosciuto e rinomato da molti secoli. Recenti[quando?] studi lo hanno confermato e hanno dimostrato che esso è ricco di fibre, vitamina C, potassio, tiamina, riboflavina, vitamina B6, fosforo, rame e manganese e contiene pochi grassi.[senza fonte]
  • I semi vengono mangiati assieme ad un'erba detta liánhuā cha o in particolare in Vietnam, gli stami essiccati vengono usati per la preparazione di un tè profumato. I semi del loto consistono in noccioline (dette liánzĭ, 蓮子; o xian liánzĭ, 鲜莲子, in cinese) e sono altrettanto versatili, e possono essere consumati freschi, essiccati o cucinati come i popcorn, se ne può ricavare inoltre una pasta utilizzata in pasticceria per la preparazione di dolciumi, o bolliti e ricoperti di zucchero per la preparazione di una tong sui (zuppa dolce).
  • Recentemente[quando?] la nota casa del lusso italiana Loro Piana ha avviato un progetto con le popolazioni dell'Ille Lake in Birmania per la realizzazione di tessuto per sartoria ricavato dai gambi del fiore di loto. Per evitare l'essiccamento, esso va raccolto, rullato e filato entro 24 ore con speciali tecniche delle popolazioni locali tramandate da secoli. Si potranno produrre massimo 50 metri al mese. Attualmente il prezzo al pubblico è di circa 2.500,00 euro al metro.

Proprietà medicinali[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • Il decotto della pianta intera, o delle radici, contenenti tra l'altro oli essenziali, tannini, nelumbina e zinco, vanta proprietà, antidiarroiche, febbrifughe, emollienti, catarrali e antitussigene.

L'essiccazione della pianta, se bruciata come incensi su speciali bracieri, può provocare effetti allucinogeni.

Simbolismo e curiosità[modifica | modifica sorgente]

I sette Chakra principali dell tradizione Indiana, raffigurati come fiori di Loto

La Nelumbo nucifera è il Loto indiano, fiore sacro per l'Induismo e il Buddhismo. È detto anche Loto blu, Giglio sacro o Fagiolo dell'India. È il fiore nazionale dell'India e del Vietnam. Il Loto ha tutto un complesso e antichissimo simbolismo filosofico e religioso, fra i quali il più noto è quello di rappresentazione dei centri energetici sottili nel corpo umano, detti chakra. È considerato anche simbolo di purezza, e questo probabilmente è dovuto al cosiddetto effetto loto, che è la capacità, osservata appunto nei Fiori di loto, di un materiale di mantenersi pulito autonomamente.

La setta del Loto Bianco[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione la setta del Loto Bianco fu fondata nel 1280 in Cina dall'ultimo discendente della dinastia Sung sterminata dai Mongoli di Kublai Khan. Il giovane principe auspicava che potesse diventare l'elemento catalizzatore di gruppi di ispirazione buddhista che si opponevano agli invasori. I membri prestavano un rigido giuramento e mantenevano la segretezza. Si cingevano il capo con una sciarpa di seta rossa prima della battaglia: furono perciò chiamati i Ribelli del Turbante Rosso. L'organizzazione, formata da monaci, contadini, banditi e corsari, contribuì non poco alla cacciata dei Mongoli e fu guidata da Chu Yuan-chang che nel 1368 assunse il nome di Hung wu e divenne il primo imperatore della dinastia Ming. Questo termine deriva da un vocabolo segreto del linguaggio del Loto e significa "Pace" e "Ordine". Dopo la cacciata dei nemici, alcuni membri dell'organizzazione giunsero ad occupare alte cariche di potere, mentre altri abiurarono il proprio credo. Per più di due secoli e mezzo non ci fu più notizia della setta che risorse alla metà del XVII secolo quando i Ming furono spazzati dai Manciù, provenienti da nord. Sorsero allora molti movimenti politico-insurrezionali coordinati dalla Setta Profumata dell'Incenso, ovvero il rinato Loto Bianco: la Società del Cielo e della Terra, la Società degli Otto Diagrammi, la Società delle Nove Dimore. Questi movimenti attuarono diverse insurrezioni contro gli impopolari invasori Manciù, incluse la grande rivolta del 1794 e il clamoroso assalto alla Città Proibita di Pechino nel 1814. Successivamente, ottenuta l'indipendenza, queste organizzazioni segrete mutarono in bande di briganti o in gruppi religiosi militanti e pacifisti. Ultime esperienze dei Ribelli del Turbante Rosso sarebbero state individute da alcuni studiosi nell'attività della Setta dell'Unità, che nel Novecento durante l'occupazione giapponese prima, e durante la Seconda guerra mondiale poi, avrebbero attuato le stesse tecniche del passato per favorire la fuga dalla Cina di importanti personalità della politica e della cultura, strappandole così alle persecuzioni e ai campi di concentramento. [1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fabrizio Gaudio, Società segrete, edizione Giunti, Atlanti del sapere, 2009, pag. 66-73.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica