Giuseppe Puca

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Giuseppe Puca (Sant'Antimo, 1 giugno 1955Sant'Antimo, 7 febbraio 1989) è stato un criminale italiano, uno dei bracci destri della NCO di Raffaele Cutolo.

Biografia [modifica]

Sin da giovanissimo, mostra un talento che non passa inosservato a Cutolo che lo arruola nella sua organizzazione nel carcere di Poggioreale, da lì la sua scalata al successo, diventa ben presto capozona di Sant'Antimo, suo paese natale, e sarà conosciuto negli ambienti criminali con il nome di O'Giappone, (per via dei suoi tratti orientali). In seguito viene accusato per numerosi omicidi, mandante o meno, estorsione e associazione di stampo mafioso.

Nell'81 in piena guerra di camorra tra NCO e la Nf, fu ucciso un fratello di Puca, Aniello Puca,e si apri una piccola ma feroce faida nel paese che lascio in pochi giorni diversi morti.

Fu arrestato nel Marzo 83 a Lecce, mentre era in compagnia dell'amante,in seguito alla maxi retata storica contro La Nuova Camorra Organizzata.

Viene sospettato di aver fatto evadere Cutolo dal manicomio criminale di Aversa, facendo saltare con la dinamite il muro dell'istituto, in seguito è sospettato dell'omicidio di Vincenzo Casillo per ordine di Cutolo, di cui ne eredità il posto nella gerarchia, come luogotenente del Professore, ma verrà assolto in seguito durante il processo omonimo.

È stato coinvolto nel caso "Tortora", perché si sospettava che il nominativo del famoso conduttore comparisse nell'agenda del Puca, in realtà si trattava di un certo Tortona, non Tortora.

Piu volte difese Enzo Tortora, dichiarando esplicitamente ,che se Tortora, fosse stato un camorrista l'avrebbe senz'altro saputo, dato l'alto grado che ricopriva nell'organizzazione.

Nonostante i torbidi precedenti, verrà assolto con formula piena dalla Corte di Assise di Roma

Il giorno 7 febbraio 1989, davanti ad un bar di Sant'Antimo, suo paese di origine, viene freddato a colpi d'arma da fuoco. L'omicidio è stato eseguito dal clan Verde, rivale storico dei Puca in quel di Sant'Antimo, ma l'agguato sarebbe diretto dai ben piu potenti Casalesi, interessati alla zona di Sant'Antimo e dintorni. Tre giorni prima aveva deposto in un processo in cui gli veniva contestata l'implicazione nell'omicidio di Vincenzo Casillo, camorrista recante tessera dei servizi segreti, amico e braccio destro di Raffaele Cutolo, capo della NCO (Nuova Camorra Organizzata). Nel processo respinge ogni addebito dell'uccisione di Casillo, avvenuta a Roma il 29 Gennaio del 1983. Anche Cutolo nega il proprio coinvolgimento nella faccenda, addebitando l'omicidio ad apparati dei servizi segreti dello stato italiano.

È citato nel film, Un uomo per bene, e sulla fiction, il caso di Enzo Tortora, dove eravamo rimasti?

Note [modifica]


Voci correlate [modifica]