Stadio comunale di Chiavari

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Stadio comunale di Chiavari
Stadio Aldo Gastaldi
Campo sportivo Paolo Dall'Orso
Campo sportivo del Littorio
Stadio Comunale di Chiavari (Esterno).jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
Ubicazionevia Aldo Gastaldi 22
Chiavari
Inizio lavori1933
Inaugurazione10 marzo 1935
StrutturaPianta quadrangolare
CoperturaTribuna e Distinti centrali
Pista d’atleticaInagibile dal 2014
Costo500 000 Lire
Ristrutturazione1955, 2011, 2013
Costi di ricostr.2 000 000 Euro 2011
453 000 Euro 2013
Mat. del terrenoErba sintetica
Dim. del terreno105 x 65 m
ProprietarioComune di Chiavari
ProgettoAntonio Roffo 1935
Enrico Rocchi 2011,2013
Uso e beneficiari
CalcioVirtus Entella
(1935-)
Lavagnese
(1945-1946)
600px vertical HEX-1C903C HEX-100F82.svg Vecchia Chiavari
(2006-2010)
600px bisection vertical White HEX-78D3F7.svg Entella Femminile
(2008-2011)
Chiavari Caperana
(2010-2013)
Albissola
(2018-2019)
Capienza
Posti a sedere5 587
Settore ospiti1 700
Mappa di localizzazione

Coordinate: 44°18′56.16″N 9°20′14.35″E / 44.3156°N 9.33732°E44.3156; 9.33732

Lo stadio comunale di Chiavari è il principale impianto calcistico dell'omonima città, sede degli incontri interni della Virtus Entella[1].

Inaugurato come campo sportivo del Littorio nel 1935[2], nell'area in cui già nel 1933 era sorta una struttura provvisoria[3], venne intitolato campo sportivo Paolo Dall'Orso nel 1941[4] e ribattezzato stadio comunale nel 1945[5]. E' talvolta erroneamente definito stadio Aldo Gastaldi[6][7], dal nome della via in cui sorge l'impianto, dal 1982 intitolata al partigiano Aldo Gastaldi[8].

Il nucleo originario dell'edificio è la tribuna in stile razionalista italiano, soggetta alla tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona[9], cui vennero aggiunti nel tempo altri settori a formare l'attuale pianta quadrangolare[10]. L'impianto - che nel passato ha raggiunto la capienza di 10 000 posti[11] - è omologato per 5 587 spettatori[1].

Lo stadio ha ospitato le gare di tornei giovanili nazionali[12] e internazionali[13], tornei femminili nazionali[14], è stato utilizzato per altri sport quali l'atletica leggera, il judo, la lotta, la pallacanestro, il pugilato ed il sollevamento pesi[9], oltre che come sede di concerti musicali[15]. Per brevi periodi ha costituito il terreno di gioco casalingo di altre società calcistiche[16][17].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Entella: sulla sinistra l'area denominata nella prima metà del XX secolo Passatempo.

Agli inizi del XX secolo il calcio acquisì a Chiavari una crescente popolarità e l'assenza di spazi dedicati portò gli appassionati a praticarlo nelle vie e piazze cittadine, suscitando le proteste di parte della cittadinanza[18]. Il terreno di piazza Roma, sorta nel 1907, divenne luogo deputato alle manifestazioni[19] - non esclusivamente sportive[20] - e fu qui che l'Entella disputò il suo primo incontro nel 1914[21]. Nella stessa decade vennero allestiti in città i primi campi sportivi propriamente detti, come quello del quartiere Sampiderdicanne utilizzato dall'Ardita Juventus[22] che partecipò al campionato di Promozione 1914-1915 ed il campo sportivo di Corso Dante inaugurato nel 1915 e destinato alla Pro Chiavari[23], che pochi mesi prima aveva inglobato l'Entella facendone la propria sezione calcio[24].

Al termine della prima guerra mondiale il campo sportivo di Corso Dante dovette essere nuovamente allestito e l'Entella, tornata società indipendente[23], riprese ad utilizzarlo dal 1919[25] disputandovi alcune stagioni inclusa la Seconda Divisione 1922-1923, secondo livello assoluto del campionato italiano di calcio[26]. Dal 1931 la squadra avviò un contenzioso con i frati minori proprietari del terreno di gioco[27], che portò alla necessità di creare un nuovo impianto sportivo[28]. L'Entella e le autorità comunali presero in considerazione due aree cittadine per l'edificazione nuova struttura: una alla periferia orientale della città, vicina al fiume Entella e denominata Passatempo, l'altra all'estremità occidentale in prossimità del torrente Rupinaro e denominata La Franca[2]. La scelta ricadde sulla prima ipotesi e nel 1932 l'amministrazione comunale presieduta dal podestà Francesco Tappani acquistò un terreno sito in via Damiano Chiesa[28].

Il progetto e la costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio dotato di un unico settore: la tribuna. Sul lato sud era allestito un campo da pallacanestro.

Il progetto venne depositato l'11 settembre 1932, redatto dall'Ingegnere Antonio Roffo e basato sulle indicazioni del governo[2], che in quegli anni incentivava la costruzione di strutture dedicate alla pratica dello sport[3]. L'approvazione avvenne con delibera comunale del 14 ottobre 1933, attraverso uno stanziamento di 500 000 lire[2]. Pochi giorni dopo, il 1º novembre l'Entella disputò la sua prima partita su un campo da gioco provvisorio sito all'estremità settentrionale dell'area identificata per la costruzione del nuovo impianto[3]: nell'incontro valevole per la 7ª giornata della Prima Divisione 1933-1934 - terzo livello del campionato italiano di calcio - pareggiò 1-1 con l'Albingaunia[29]. L'impianto provvisorio era costituito da un terreno da gioco disposto in direzione est-ovest dotato di una singola tribuna scoperta costruita in legno e posizionata sul lato nord, oltre ad un fabbricato in mattoni atto ad ospitare gli spogliatoi[3]. Se ne rese necessaria la costruzione a causa del definitivo abbandono del campo sportivo di Corso Dante[3].

I lavori si protrassero per circa un anno e mezzo - durante il quale vennero effettuate numerose perizie ed alcuni espropri a privati[2] - ed il campo sportivo del Littorio fu ultimato nei primi mesi del 1935[30]. La struttura era dotata di un unico settore: la tribuna coperta realizzata secondo i canoni architettonici del razionalismo italiano, posta ad occidente del terreno di gioco orientato in direzione nord-sud[30]. La partita inaugurale si tenne il 10 marzo 1935 contro la Sanremese, alla 3ª giornata di ritorno della Prima Divisione 1934-1935[2].

Chiavari
10 marzo 1935
16ª giornata
Entella1 – 1SanremeseComunale
Arbitro:  Casati (Como)

Dal 1935 al 1944[modifica | modifica wikitesto]

16 aprile 1942: la Nazionale disputa una partita di allenamento con l'Entella

Dal 1939 la capienza dell'impianto venne indicata in 10 000 posti[11], superiore a quella della tribuna in considerazione della possibilità per gli spettatori di assistere agli incontri lungo tutto il periplo del campo, osservando in piedi la partita. Le dimensioni del terreno di gioco erano di 110x60 m e l'indirizzo ufficiale del campo sportivo posto in corso Lavagna[11].

Nel 1941 avvenne il cambio di denominazione in campo sportivo Paolo Dall'Orso[4] in seguito all'intitolazione al sottotenente di vascello chiavarese deceduto l'anno precedente nell'affondamento della torpediniera Ariel e insignito della medaglia d'argento al valore militare[31]. Nel 1942 l'impianto accolse le sessioni di allenamento della Nazionale italiana in preparazione alle amichevoli internazionali contro la Croazia e la Spagna tenutesi a Genova e Milano[32]. Nella sessione del 16 aprile gli azzurri disputarono un incontro di allenamento con l'Entella, vincendo 9-2[33].

La seconda guerra mondiale interruppe la disputa del campionato di calcio e nel 1944 venne organizzato al campo sportivo un torneo amichevole in memoria di Enrico Vassallo, tenente caduto in guerra[34], cui presero parte formazioni della provincia di Genova e che venne vinto dall'Entella[35]. Il bombardamento subito da Chiavari e Lavagna il 12 maggio 1944[36] coinvolse anche il terreno da gioco ed ogni attività sportiva venne sospesa[34].

Dal 1945 al 2001[modifica | modifica wikitesto]

9 marzo 1986: i settori Tribuna e Parterre in occasione di Entella Bacezza-Lucchese.

Nel 1945 il campo da gioco - brevemente occupato dalle forze armate britanniche[37] - venne risistemato dall'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Colombo Sannazzari e l'impianto ribattezzato stadio comunale[38]. Per la stagione 1945-1946 funse da campo interno sia per l'Entella sia per la Lavagnese[16], che dal 1946 tornò ad utilizzare il proprio campo sportivo a Lavagna.

Dalla stagione 1955-1956 lo stadio venne dotato di un secondo settore: una gradinata scoperta posta ad oriente del terreno da gioco[39], che nel tempo assunse la denominazione Gradinata est[40]. La strada di accesso alla tribuna venne battezzata "via del Campo Sportivo" ed al termine degli anni 1960 la capienza ufficiale dello stadio fu di 6 000 spettatori[41]. Nel decennio successivo si raggiunse il tutto esaurito per due partite: il 20 settembre 1970 in occasione della 2ª giornata di andata della Serie C Entella Chiavari-Genoa[42] ed il 14 agosto 1976 per l'amichevole estiva Entella Chiavari-Inter[43]. Al termine del decennio, la capienza massima dell'impianto venne ridotta a 3 000 spettatori[44].

Dal 1982 la strada di accesso venne intitolata ad Aldo Gastaldi[8] e la capienza aumentata a 4 000 spettatori[45]. In questo decennio in cui l'impianto ospitò alcune partite in notturna, come l'incontro Entella Bacezza-Spezia valevole per la Coppa Italia Serie C 1986-1987[46], furono ancora in uso i posti in piedi, limitatamente al settore Parterre ubicato ai piedi della tribuna. Nel 1992 a causa di un contenzioso tra il comune e l'Entella Bacezza, si paventò la possibilità che lo stadio potesse essere abbandonato dalla squadra, ma le parti si accordarono[47]. Nel 1999 fu sede di alcuni incontri del Torneo di Viareggio[13], mentre nel 2001 rimase inutilizzato in seguito alla revoca all'Entella Chiavari dell'affiliazione alla Federazione Italiana Giuoco Calcio[48].

Dal 2002[modifica | modifica wikitesto]

Murale raffigurante il logo storico dell'Entella, sito all'ingresso della tribuna negli anni 2000.
La tribuna dello stadio nel 2008

L'utilizzo dello stadio venne assegnato nel 2002 al rinato Vallesturla Entella[49]; in seguito alla posa di un manto erboso sintetico avvenuta nel 2006[50] il comune aumentò il numero delle società beneficiarie, concedendo il campo anche alla Vecchia Chiavari[51] e - due anni più tardi - all'Entella Femminile[52]. In quello stesso intervento venne creato un campo da calcio a 5 a nord del terreno da gioco e fu completamente rinnovata la pista di atletica[53]. Nel 2008 allo stadio vennero apportati alcuni interventi per l'omologazione per la Serie D[54], ottenuta per 1 368 spettatori[53]. Dal 2010 e per alcune edizioni lo stadio riprese ad essere incluso tra gli impianti del Torneo di Viareggio[55] e nello stesso anno venne adottato come terreno casalingo dal Chiavari Caperana[56], che subentrò di fatto nell'utilizzo alla Vecchia Chiavari[57].

Nel 2011 fu attuato il più importante progetto di ristrutturazione nella storia dell'impianto, affidato all'architetto Enrico Rocchi[53] coadiuvato dall'ingegnere Cristiano Riccamboni e costato 2 milioni di Euro, totalmente a carico della Virtus Entella[58]. Per ottenere l'omologazione dalla Lega Italiana Calcio Professionistico, stante la scadenza della deroga ottenuta dalla Virtus Entella che era già da un anno iscritta alla Lega Pro Seconda Divisione[59], venne aggiunto un terzo settore - la Gradinata nord dedicata ai tifosi ospiti - ampliata la Gradinata est, ristrutturato l'interno della tribuna, posato un nuovo manto in erba sintetica, ridotta la pista di atletica ed eliminato il campo da calcio a 5[53]. Lo stadio, nel contempo non più utilizzato dall'Entella Femminile[60], raggiunse così una capienza di 2 510 posti[61]. L'anno successivo venne realizzato un nuovo impianto di illuminazione e la struttura poté tornare ad ospitare incontri in notturna, il primo dei quali fu la partita di Coppa Italia 2012-2013 Virtus Entella-Verona[62].

Nel 2013, quando il Chiavari Caperana lasciò l'impianto[63] e la Virtus Entella rimase l'unica utilizzatrice, venne aggiunto un quarto settore: la Gradinata sud[64]. Il progetto, nuovamente affidato all'architetto Enrico Rocchi[65], previde anche la copertura della Gradinata est che assunse contestualmente la nuova denominazione Distinti[66] e la realizzazione di un parcheggio per gli ospiti, situato a nord dello stadio[67]. I lavori - che portarono la capienza complessiva a 4 154 posti[68] - ebbero un costo di 453 000 Euro suddiviso tra la Virtus Entella ed il comune[69]. Successivamente alla promozione dei biancocelsti in Serie B, tra il 2014 e il 2015 vennero effettuati ulteriori lavori a completamento di un decennio di trasformazione radicale dell'impianto[70], che inclusero l'allargamento del campo da gioco rendendo inagibile la pista di atletica[71], l'introduzione di un parapetto tra gli spalti e il campo, l'installazione di tornelli esternamente al perimetro dello stadio, l'ampliamento di Gradinata nord, Gradinata sud e Distinti, con installazione di seggiolini in questo settore[53]. Al termine degli interventi, la capienza omologata dello stadio fu di 5 500 posti[72].

Nel 2015 lo stadio ospitò la finale del Campionato Primavera[73] e nell'autunno dello stesso anno i funerali di Ermes Nadalin, primatista di presenze della squadra biancoceleste, deceduto all'età di 77 anni[74]. Ad inizio 2016 il comune accettò la richiesta della società di intitolargli la gradinata destinata ai tifosi locali[75], che assunse la denominazione Gradinata sud "Ermes Nadalin"[76]. Il 18 marzo lo stadio fece registrare il primo tutto esaurito dopo quaranta anni: 5.521 spettatori[77] in occasione di Entella-Spezia, 32ª giornata di Serie B 2015-2016.[78]. Per la Serie C 2018-2019, oltre che dalla Virtus Entella, venne utilizzato come impianto di casa anche dall'Albissola[79]. Il 16 agosto 2019 lo stadio fece registrare nuovamente il tutto esaurito per la partita di Coppa Italia Genoa-Imolese, disputatasi a Chiavari per inagibilità dello stadio Luigi Ferraris[80]. Nella corso della seconda metà degli anni 2010 avvennero inoltre ulteriori interventi strutturali quali la posa nel 2017 di un nuovo manto erboso sintetico[81] - che venne giudicato dalla Lega B il migliore della categoria[82] - e l'installazione di seggiolini in tutti i settori dello stadio, avvenuta nel 2019[83] raggiungendo la capienza di 5 587 spettatori[1].

All'inizio del corrente decennio l'impianto ospitò la Supercoppa italiana 2020 di calcio femminile[84][14].

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è situato in un'area fortemente urbanizzata[85] delimitata da via Aldo Gastaldi, corso Lavagna, viale Sergio Kasman e via Giannotto Bado. La densità abitativa dei dintorni richiede l'applicazione di particolari misure di sicurezza in occasione dello svolgimento delle partite[86]. Il quartiere, denominato nella prima metà del XX secolo Passatempo[2], è alla periferia orientale della città, a poca distanza dall'argine del fiume Entella: la zona è a rischio esondazione[87] e nel 2014 lo stadio subì un allagamento[88].

Lo stadio è a circa un chilometro dall'uscita autostradale di Lavagna dell'A12 Genova-Livorno-Rosignano Marittimo; si trova inoltre a 1 500 metri dalla stazione ferroviaria di Chiavari[89].

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso principale allo stadio è in via Aldo Gastaldi 22[1], area occidentale del complesso su cui affaccia la tribuna in stile razionalista italiano, nucleo originario dell'impianto[30] e soggetta alla tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona[9]. Sempre in via Aldo Gastaldi sono gli accessi alla Gradinata sud "Ermes Nadalin", al parcheggio per atleti e terna arbitrale[86] ed al centro polisportivo unito al corpo principale della tribuna[9].

Il settore Distinti - situato ad oriente del terreno da gioco - è raggiungibile dall'ingresso di viale Sergio Kasman[86], mentre la Gradinata nord è accessibile direttamente dal parcheggio dedicato alla tifoseria ospite[67].

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il settore Gradinata nord nel 2011, prima della sua ristrutturazione avvenuta nel 2015.

La tribuna è interamente coperta ed ospita al suo interno gli spogliatoi, la sala stampa[53], l'area Hospitality[90] la sala Gruppo Operativo Sicurezza[89] e la sede della Virtus Entella[1]. Unito al corpo principale della tribuna è il centro polisportivo, utilizzato per la pratica del judo, della lotta, del pugilato e del sollevamento pesi[9]. Il settore Distinti presenta una copertura sulla parte centrale, mentre le parti laterali - realizzate in struttura metallica - sono scoperte[53]. Questo settore venne edificato nel 1955 e radicalmente ristrutturato in più interventi avvenuti tra il 2011 e il 2015[53].

La Gradinata sud "Ermes Nadalin" e la Gradinata nord sono entrambe realizzate in struttura metallica e scoperte[64]: la prima venne edificata nel 2013, la seconda nel 2015 in sostituzione di una precedente struttura costruita nel 2011[53]. Tutti i settori dello stadio sono dotati di seggiolini[83], all'interno del complesso sono inoltre presenti alcune strutture di servizio prefabbricate[64].

Specifiche[modifica | modifica wikitesto]

Il terreno da gioco dello stadio misura 105 metri in lunghezza e 65 metri in larghezza[89]. Dal 2006 è in erba sintetica[50], il manto attuale è stato posato nel 2017[81] e giudicato dalla Lega B il migliore della categoria[82].

L'impianto è omologato per 5 587 posti[1], suddivisi nei settori[91]:

  • Tribuna, sottosettori centrale, semicentrale e laterale;
  • Distinti, sottosettori centrali e laterali;
  • Gradinata sud "Ermes Nadalin";
  • Gradinata nord adibita a settore ospiti.

Incontri di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio ha ospitato gli incontri casalinghi della Virtus Entella in Coppa Italia[62], Serie B[78], Serie C[42] e Lega Pro Prima Divisione[92] oltre che in serie minori e partite amichevoli. Ha anche ospitato un incontro del Genoa in Coppa Italia[80], gli incontri dell'Albissola in Serie C[17] ed inoltre incontri di altre squadre in serie minori[56] e amichevoli.

Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto fu sede degli allenamenti della Nazionale italiana nel 1942, in preparazione delle amichevoli con Croazia e Spagna[32]; gli azzurri disputarono in questo frangente anche una partita di allenamento contro l'Entella il 16 aprile, vincendola 9-2[33]. La Nazionale italiana Under-21 disputò nel 2016 un'amichevole presso lo stadio, contro la B Italia[93]. Nel 2014 la Nazionale italiana Under-20 disputò un incontro di allenamento contro la Virtus Entella - disputato il 21 maggio e terminato 2-2[94] - mentre la Nazionale italiana Under-17 scese in campo lo stesso anno contro i pari età della Spagna[95].

Italia Italia Under-17 - Spagna Spagna Under-17 1-1 (Amichevole, 22 gennaio 2014)[95]
Italia Italia Under-21 - Flag of Italy.svg B Italia 5-2 (Amichevole, 10 febbraio 2016)[93]

Tornei giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio ha ospitato in più edizioni alcune partite del Torneo di Viareggio, come quelle del 1999[13], 2010[55], 2011[96], 2012[97], 2013[98] e 2016[99], compresi incontri della fase a eliminazione diretta[97]. Nell'impianto si sono anche tenuti alcuni degli incontri della final eight del Campionato Primavera 2014-2015, inclusa la finale tra Torino e Lazio[73].

Calcio femminile[modifica | modifica wikitesto]

Con riguardo al calcio femminile ospitò le partite casalinghe dell'Entella Femminile in Serie A2[52] e la Supercoppa italiana 2020 di calcio femminile, vinta dalla Juventus sulla Fiorentina[14].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Record spettatori[modifica | modifica wikitesto]

14 agosto 1976: amichevole Entella Chiavari-Inter con 6 000 spettatori presenti.

Affluenza stagionale[modifica | modifica wikitesto]

Affluenza media stagionale relativa alle partite interne della Virtus Entella:[101]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è stato sede, opportunamente attrezzato, di incontri di pugilato quali quello del 25 luglio 1969 tra José Hernández e Giuseppe Muzio - cui assistettero 7 000 spettatori[102] - e quello del 25 agosto 1973 in cui Aldo Traversaro ottenne il titolo di Campione italiano contro Domenico Adinolfi[103]. Il neocampione si era formato nelle palestre della struttura stessa, in cui successivamente proseguì l'attività di istruttore[104].

Lo stadio ha ospitato nel 2011 e nel 2012 i Campionati regionali Special Olympics di atletica leggera, organizzati da Anffas Onlus[105]. Dal 2014 la pratica dell'atletica leggera nell'impianto non è più possibile, a causa dell'inagibilità della pista[71]. In passato lo stadio è stato dotato anche di campi da pallacanestro e da calcio a 5[53].

All'interno dell'impianto è presente un centro polisportivo, ristrutturato nel 2020, per la pratica del judo, della lotta, del pugilato e del sollevamento pesi[106].

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 giugno 1981 si tenne nell'impianto la finale del concorso musicale Discoboy 81[107], condotto da Federico l'Olandese Volante e Barbara D'Urso[108] e vinto da Alice[109]. Tra gli altri artisti che si esibirono in quella serata vi furono Luca Barbarossa, Alberto Camerini, Nada, Alberto Radius, Vasco Rossi e Michele Zarrillo[110].

Nel 1978 si era esibito allo stadio Antonello Venditti in una tappa del tour Sotto il Segno dei Pesci[111], mentre lo stesso Vasco Rossi fece il suo ritorno nel 1983 con una tappa di Bollicine Tour[15]. Fabrizio De André si esibì nel 1984 e nel 1991[112]: la registrazione del primo concerto venne successivamente pubblicata nell'album Crêuza de mä - Il concerto 1984 del 2012[113]. Nel 1993 Renato Zero vi tenne una tappa del tour ZerOpera Estate[114] e nel 1999 vi si esibì Anna Oxa[115].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Virtus Entella - Serie B ConTe.it, su Lega B. URL consultato l'11 novembre 2020.
  2. ^ a b c d e f g Giorgio Getto Viarengo, Entella, un secolo di calcio, su Il Secolo XIX, 14 marzo 2014. URL consultato il 14 novembre 2020.
  3. ^ a b c d e Costa, p. 23.
  4. ^ a b Rinaldo Barlassina, Agendina del Calcio 1941-1942, Venezia, Assicurazioni Generali, 1941, p. 119.
  5. ^ Fontanelli, p. 121.
  6. ^ Comunale Aldo Gastaldi - Serie B ConTe.it, su Lega B, 12 Aprile 2018. URL consultato il 14 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2018).
  7. ^ In 400 allo stadio Gastaldi per spingere la squadra verso gli spareggi salvezza, su Il Tirreno, 27 aprile 2019. URL consultato il 14 novembre 2020.
  8. ^ a b Almanacco illustrato del calcio 1982, Modena, Panini, 1982.
  9. ^ a b c d e Danilo Sanguineti, Palestre allo stadio "comunale": la diaspora continua, su Piazza Levante, 2 gennaio 2020. URL consultato il 14 novembre 2020.
  10. ^ Domenico Marchigiani, Il Comunale ora è un gioiellino, su Il Secolo XIX, 31 luglio 2013. URL consultato il 14 novembre 2020.
  11. ^ a b c Rinaldo Barlassina, Agendina del Calcio 1939-1940, Venezia, Assicurazioni Generali, 1939.
  12. ^ Calcio, campionato Primavera: martedì 16 giugno la finalissima al “Comunale” di Chiavari, su Genova24, 29 maggio 2015. URL consultato il 14 novembre 2020.
  13. ^ a b c Enrico Valente, All'Entella si balla il tango Sette argentini in squadra, su La Gazzetta dello Sport, 15 agosto 1999. URL consultato il 22 ottobre 2020.
  14. ^ a b c Alla Juve la Supercoppa femminile: stesa la Fiorentina 2-0, su Corriere dello Sport, 10 gennaio 2021. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  15. ^ a b Vasco Rossi spericolato al massimo, su La Stampa, 10 agosto 1983. URL consultato il 14 novembre 2020.
  16. ^ a b Gianluigi Raffo e Carlo Fontanelli, L'unione, che forza! 90 anni con l'U.S. Lavagnese, Empoli, Geo Edizioni, 2009, p. 77.
  17. ^ a b Chiavari ospita l'Albissola al Comunale, su la Repubblica, 18 giugno 2018. URL consultato il 14 novembre 2020.
  18. ^ Fontanelli, p. 23.
  19. ^ Piazza Roma, l'orgogliosa resistenza a un progetto insulso, su Piazza Levante, 16 agosto 2018. URL consultato il 1º ottobre 2020.
  20. ^ Costa, p. 5.
  21. ^ Fontanelli, p. 24.
  22. ^ Fontanelli, p. 26.
  23. ^ a b Fontanelli, p. 28.
  24. ^ Fontanelli, p. 27.
  25. ^ Fontanelli, p. 32.
  26. ^ Costa, p. 12.
  27. ^ Costa, p. 18.
  28. ^ a b Costa, p. 20.
  29. ^ Fontanelli, p. 79.
  30. ^ a b c Costa, p. 26.
  31. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia - Anno 83° Numero 42, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 20 febbraio 1942. URL consultato il 13 novembre 2020.
  32. ^ a b L'allenamento degli azzurri a Chiavari, in La Gazzetta dello Sport, 17 aprile 1942.
  33. ^ a b Costa, p. 39.
  34. ^ a b Costa, p. 41.
  35. ^ Fontanelli, p. 119.
  36. ^ Chiavari: 12 maggio 1944, le bombe colpiscono la sede dei vigili del fuoco, su Levante News, 26 luglio 2014. URL consultato l'11 ottobre 2020.
  37. ^ Costa, p. 42.
  38. ^ Fontanelli, p. 121.
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  41. ^ Almanacco illustrato del calcio 1969, Modena, Panini, 1969.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Carlo Fontanelli, 100 anni biancocelesti, Empoli, Geo Edizioni, 2014.

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