Palazzo Querini Dubois

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Palazzo Querini Dubois
Palazzo Querini Dubois (Venice).jpg
La facciata anteriore
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Coordinate 45°26′10.9″N 12°19′49.94″E / 45.43636°N 12.33054°E45.43636; 12.33054Coordinate: 45°26′10.9″N 12°19′49.94″E / 45.43636°N 12.33054°E45.43636; 12.33054
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XV secolo
Ricostruzione 1560
Stile Rinascimentale
Uso Poste Italiane
Piani cinque
Area calpestabile ca. 4000 m²
Realizzazione
Proprietario Poste Italiane
Proprietario storico Famiglia Zen

Palazzo Querini Dubois, noto anche con il nome di palazzo Giustinian Querini, è un importante edificio veneziano collocato nel sestiere di San Polo la cui facciata principale insiste sul Canal Grande e la cui facciata secondaria insiste sul rio delle Erbe. Nella successione dei palazzi affacciati sul Canal Grande, è affiancato da Palazzo Bernardo e da Palazzo Grimani Marcello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originale dell'edificio fu eretto negli ultimi anni del Quattrocento per la famiglia Zane: era costituito da piano terra, piano nobile e due mezzanini. Nel 1560 fu completamente ristrutturato: in quest'occasione venne edificato il secondo piano nobile per farne una sontuosa dimora di rappresentanza. Il palazzo è di proprietà di Poste Italiane, che l'ha ristrutturato durante gli anni '80 del Novecento.[1] Dopo aver ospitato la sede della Biennale, il palazzo appare sfitto dopo che se ne era ipotizzata la conversione alberghiera.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata principale costituisce un ottimo esempio di architettura rinascimentale veneziana, nonostante non presenti elementi monumentali; gli spigoli sono segnati da decorazioni in pietra d'Istria. Tipicamente tripartita, presenta al pianterreno un grande e severo portale ad acqua centrale affiancato da altre due entrate laterali. Sopra al mezzanino insistono due piani nobili, ai quali corrispondono due quadrifore, l'una in stile dorico e l'altra in stile ionico, numerose monofore e svariati balconi aggettanti. La facciata si conclude con un ammezzato sottotetto. È stata ipotizzata la presenza di una decorazione ad affresco.

La facciata secondaria, dall'aspetto molto semplice, è interessante per la presenza di un portale ad acqua archiacuto. Gli interni mostrano importanti decorazioni quali stucchi e affreschi parietali. È presente una corte interna dalla caratteristica forma allungata, che collega le due facciate: su di essa si affacciano delle trifore rinascimentali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brusegan, p. 316.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]