Ponte della Libertà

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Ponte della Libertà
Venise Aero Pont de la Liberté.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàVenezia
AttraversaLaguna di Venezia
Coordinate45°26′41.78″N 12°18′49.85″E / 45.444939°N 12.313848°E45.444939; 12.313848Coordinate: 45°26′41.78″N 12°18′49.85″E / 45.444939°N 12.313848°E45.444939; 12.313848
Dati tecnici
Tipoponte ad arco
Materialecalcestruzzo e mattoni
Lunghezza3 850 m
Larghezza22 m
Realizzazione
ProgettistaEugenio Miozzi
Costruzione1931-25 aprile 1933
Mappa di localizzazione

Il ponte della Libertà è il ponte stradale di circa quattro chilometri (3 850 m circa) che collega il centro storico di Venezia con la terraferma.

Costituisce l'unica via d'accesso per il traffico veicolare a piazzale Roma e all'isola del Tronchetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di unire Venezia alla terraferma fu esposta nel 1823 da Luigi Casarini, mentre risalgono al 1830 i primi progetti moderni per la realizzazione di un ponte di collegamento tra il centro storico di Venezia e la terraferma,[1] anche se i primi studi del progetto dell'attuale ponte ferroviario furono compiuti nel dicembre 1836 dall'ingegnere Tommaso Meduna,[2] con qualche modifica apportata dagli ingegneri Giovanni Milani e Luigi Duodo. I lavori vennero affidati all'imprenditore Antonio Busetto-Petich il 7 aprile 1841, previo versamento di una fidejussione di trecentomila lire austriache a garanzia della corretta esecuzione del contratto, da concludere entro quattro anni e mezzo.[3] La realizzazione dell'opera prevedeva anche la posa di un nuovo acquedotto che portava l'acqua del fiume Sile fino al centro di Venezia, per risolvere definitivamente i problemi di approvvigionamento idrico della città.

Ponte ferroviario sulla Laguna in un'immagine storica

Il 25 aprile 1841 si tenne dal lato della terraferma la cerimonia della prima pietra, che venne benedetta dal patriarca di Venezia e posata, insieme a due monete d'oro, dal viceré del Regno Lombardo-Veneto arciduca Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena. Peraltro, a seguito di variazioni del progetto, il punto di inizio del ponte risultò spostato di circa 30 metri dalla posa della prima pietra.[1].

I lavori di costruzione del ponte, che comportarono la fissazione di 75.000 pali di pilotaggio e 222 arcate in muratura,[1] iniziarono ufficialmente il 10 maggio 1841 e vennero conclusi il 27 ottobre 1845 e in seguito si procedette all'attrezzaggio ferroviario di due binari. Il 4 gennaio 1846 venne effettuato il primo viaggio ferroviario di prova[4], mentre l'inaugurazione ufficiale del "gran ponte della laguna veneta"[5] avvenne il giorno 11 gennaio 1846.[6][7] Il 14 gennaio partì il primo treno dalla stazione di Santa Lucia a Vicenza.[8]

Nel giugno 1849, in occasione dell'assedio austriaco a Venezia, il ponte della laguna fu luogo di duri scontri presso la batteria di Sant'Antonio. In memoria dei caduti venne realizzato un monumento con due cannoni dell'epoca, tutt'ora presenti.

Alle 23:50 (circa) dell'8 ottobre 1920 il treno diretto 184, partito da Venezia per Milano, venne tamponato dal treno direttissimo 619 Trieste-Venezia-Roma, partito a seguito, in prossimità di Mestre, sul ponte; nell'incidente ferroviario del ponte sulla Laguna di Venezia morirono 25 persone e oltre 30 furono i feriti[9].

Negli anni 1970 i binari del ponte ferroviario vennero raddoppiati, da due agli attuali quattro.[10]

Il ponte stradale[modifica | modifica wikitesto]

1933 - Inaugurazione dell'allora Ponte Littorio a Venezia.

Il ponte stradale sulla laguna Veneta oggi chiamato "ponte della Libertà" parte dal progetto del 1931 dell'ingegnere Eugenio Miozzi, che lo disegnò affiancato al preesistente ponte ferroviario sulla Laguna[11][12][13][14]; tale progetto riprese quello dell'ingegner Vittorio Umberto Fantucci, con ovvie e opportune modifiche e rimaneggiamenti. La costruzione, larga 22 metri, fu realizzata in cemento armato e pietra, dalla Ferrobeton con grande rapidità, in soli 18 mesi[15]

Il Ponte della Libertà, in direzione Venezia

Venne inaugurato nell'anno 1933 con il nome di "ponte Littorio" da Umberto II di Savoia insieme alla consorte Maria José del Belgio, nel giorno della festa di san Marco, tradizionale festività Veneziana del 25 aprile (con presente anche Benito Mussolini). Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946[16] fu ribattezzato con l'odierno nome in relazione alla nuova celebrazione istituita sempre il 25 aprile, in avversione ai richiami al fascismo e - per collegamento, dopo il referendum del 2 giugno che portò alla fine della monarchia - all'era pre-repubblicana.

Dal punto di vista dell'odierna rete stradale italiana, il ponte rientra nel tratto finale della SR 11 Padana Superiore ed è gestito da Veneto Strade. È costituito da due corsie per senso di marcia affiancate da due larghi marciapiedi con funzione anche di pista ciclabile; l'ultimo tratto dalla parte di Venezia presenta un solo marciapiede (manca quello del lato ferrovia) in quanto la carreggiata in direzione Venezia diventa a tre corsie, con una corsia riservata al trasporto pubblico. Dal 2016 la pista ciclabile continua su una passerella a sbalzo affiancata al ponte. La sede stradale ospita inoltre i binari della linea tranviaria che collega Venezia al centro di Mestre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Emmanuele Antonio Cicogna, Saggio di bibliografia veneziana, vol. 1, p. 724.
  2. ^ Carlo Cattaneo, Primi studi dell'ingegnere Tomaso Meduna di Venezia, intorno al Progetto di un Ponte sulla veneta laguna ad uso della strada ferrata tra Venezia e Milano, 1836.
  3. ^ Venezia e il "miracolo" del ponte, in Messaggero Veneto, 12 dicembre 2009. (archiviato il 19 gennaio 2018).
  4. ^ Bullettino di notizie statistiche et economiche. Italiane e Straniere, vol. 13, p. 280.
  5. ^ Gran ponte della laguna veneta, in Poliorama Pittoresco, Napoli, Litografia di S. Puglia, 1846.
  6. ^ Luigi Basso, A Venezia per l'apertura del ponte sulla laguna. Ode dell'avvocato Luigi dott. Basso, Padova, Coi Tipi del Seminario, 1846.
  7. ^ Giovanni Gerlin, Il gran ponte sulla veneta laguna che congiunge Venezia colla terraferma fatto costruire dalla Società dell'I.R. Privilegiata Strada Ferdinandea Lombardo-Veneta. Inaugurato il giorno 11 gennaio 1846. Cenni storici ed artistici di G. G., Venezia, Dalla tipografia di Giovanni Cecchini, 1846.
  8. ^ Adolfo Bernardello, Venezia nel Regno Lombardo-Veneto: Un caso atipico (1815-1866), Milano, FrancoAngeli, 2015, p. 50, ISBN 8891731641.
  9. ^ Il disastro ferroviario sul Ponte della Laguna, in Gazzetta di Venezia, 9 ottobre 1920, p. 2.
  10. ^ Cisalpino a Venezia, su Ferrovie online, 31 ottobre 2005.
  11. ^ Nel 1846, quando Venezia era inclusa nel Regno Lombardo-Veneto degli Asburgo, venne realizzato il ponte ferroviario sulla laguna, quale parte della costruenda Ferrovia Ferdinandea che nel 1857 collegò Milano con Venezia (allora forzatamente via Bergamo, e dal 1878 direttamente da Treviglio a Brescia). Tale ponte ferroviario venne inaugurato il giorno 11 gennaio 1846 e aperto al pubblico il giorno 14 successivo. L'ingegnere Noale ha diretto i lavori del ponte. L'ingegnere Bermani quelli dell'armamento. Per l'esecuzione dei lavori il Petich fu assistito dall'amicizia dell'ingegnere Pietro Modulo, parente del celebre giurista di Padova, Antonio Modulo, autore, assieme a Gio. Batta Cavalini, del famoso Notarelon, primo inventario alfabetico analitico degli atti civili esistenti in città. Al tempo della sua costruzione era il ponte più lungo del mondo. Già originariamente a due binari, venne ampliato negli anni settanta del XX secolo per accogliere quattro binari. I due binari nuovi furono attivati il 20 novembre 1978, ma subito dopo vennero chiusi quelli vecchi per risanare la struttura; l'esercizio su tutti i quattro binari iniziò nel 1984.
  12. ^ Il Veneto e i beni culturali Patrimonio Mondiale Unesco, 2012, Touring Editore, p. 21
  13. ^ Del Zotto, op. cit., p.21
  14. ^ Märklinfan Club Italia - Ponte lagunare fra Venezia e terraferma http://www.marklinfan.com/f/topic.asp?TOPIC_ID=3036
  15. ^ G. Krall, The Bridge over The Lagoon at Venice, in atti del congresso dell'IABS (International Association for Bridge and Structural), 1936
  16. ^ Omad – Ponte della Libertà a Venezia http://www.omad.it/omad-ponte-della-liberta-a-venezia/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]