Lingotto (Torino)

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Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Lingotto
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Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Città Turin coat of arms.svg Torino
Circoscrizione Circoscrizione 8
Codice postale 10126
Abitanti 49 705 ab.[1] (2010)

Lingotto (Lingòt in piemontese) è un quartiere della VIII Circoscrizione della città di Torino, situato a sud-sud-est della città.
Fino al 2016 apparteneva alla IX Circoscrizione (con Nizza Millefonti e Borgo Filadelfia), poi è stato inglobato con la VIII (San Salvario, Borgo Po, Cavoretto), con l'applicazione del regolamento comunale n. 374/2016[2].

Collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere Lingotto di Torino è delimitato:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Lingotto nacque intorno al XV secolo come latifondo rurale tra Torino e Moncalieri, prendendo il nome dalla cascina agricola che sorgeva lungo l'antica strada di collegamento Grugliasco-Moncalieri, l'attuale via Passo Buole, 60, nella zona denominata Basse del Lingotto, che dà accesso al quartiere Mirafiori Sud. Chiamata anche Cascina Juva, nel XVI secolo prese il nome dai nobili Lingotto (o Lingotti), già signori di Moncalieri, di cui ultimo estinto della dinastia fu tal Melchiorre detto il Marchiò, sindaco moncalieriese fino al 1559. Il terreno passò poi al Cav. Emanuele Filiberto Panealbo fino al 1649, che la rivendette al Conte Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Mauriziano Giovan Battista Trucchi di Levaldigi (1617-1698), così come la più grande cascina della zona, detta La Generala, oggi sede del Carcere Minorile Ferrante Aporti (Strada Stupinigi, oggi Corso Unione Sovietica).

All'inizio del XVII secolo il borgo si ampliò, arricchendosi di artigiani e contadini protetti sia dal dominio feudale di Vittorio Amedeo II di Savoia, sia dalla diocesi cattolica del beato Valfré, che evangelizzò gran parte della zona sud della capitale sabauda. La piccola chiesetta del Lingotto, eretta nel 1686 a pochi metri dalla Cascina, fu dedicata a San Giovanni Battista, e successivamente distrutta dai bombardamenti aerei del 4 giugno 1944, quindi sostituita dall'attuale "Immacolata Concezione e San Giovanni Battista" (consacrata nel 1978[3] col nome di Immacolata Concezione e San Giovanni Battista). Prospiciente ad essa, in via Passo Buole 73, l'antica villetta di Emilio Borbonese (archivista storico di fine Ottocento), oggi pressoché inglobata nelle cosiddette case "Basse".

Nel 1765, la zona passò al Conte Carlo Pietro Avenati del ramo dei Rebaudengo di Mondovì, sotto la protezione dei Savoia[4]. Intorno al 1845-1850, l'area fu quindi sfruttata per la costruzione del passante ferroviario della linee ferroviarie verso sud. Quando Re Carlo Alberto di Savoia sovvenzionò la costruzione della linea ferroviaria per Genova, la zona fu successivamente popolata da pendolari e dipendenti della stessa. A tutt'oggi, il quartiere ospita la Stazione di Torino Lingotto, ristrutturata totalmente nel 1990.

Nel 1915 poi, la nascente industria Fiat impiantò il suo stabilimento di produzione di automobili sui resti dell'antico podere dei nobili Robilant (a ridosso col quartiere Nizza-Millefonti), e che prese il nome di Fiat Lingotto. Divenne così lo stabilimento ufficiale Fiat, trasferendo la produzione dalla precedente sede di Corso Dante[5]. Il comprensorio fu completato solo nel 1922; l'industria trasformò rapidamente il borgo, facendolo passare da luogo rurale a quartiere operaio. Dal 1922 al 1936, la presenza della Fiat Lingotto, prima della nascita dello stabilimento di Mirafiori, portò un rapido sviluppo economico in tutta la zona.
Famosa fu anche la sequenza cinematografica del film Un colpo all'italiana, del 1969, che immortalò la nota "pista" di collaudo automobili situata sul tetto dello stabilimento Fiat Lingotto, attualmente esistente sotto il ristorante a bolla di vetro panoramica.

Nel periodo fascista poi, sorsero i depositi dei Mercati Generali Ortofrutticoli di Torino sud, o altrimenti detti "Magazzini di vendita Ortofrutticola all'Ingrosso" (M.O.I.), un comprensorio dominato da una piccola torretta littoria sull'allora chiamata Piazza Balilla, poi rinominata Piazza Galimberti. Nello stesso periodo, sorse l'adiacente Stadio Mussolini (nell'adiacente quartiere di Santa Rita), sempre provvisto di Torre littoria (detta Torre Maratona), in stile razionalista, fu poi rinominato Stadio Monumentale, Municipale o Comunale dal 1945 al 2006, quindi rimodellato come complesso polifunzionale Olimpico, per via delle olimpiadi invernali del 2006.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Olimpico (Torino).

Negli anni 1928-1933, adiacente l'antico Corso Stupinigi, l'attuale Corso Unione Sovietica, sempre a ridosso del quartiere Santa Rita, fu eretto un centro studi cattolico domenicano, quindi la parte inferiore dell'attuale chiesa Madonna delle Rose,[6], entrambi adiacenti al vicino ex-ospizio di Carità, rinominato Istituto di Riposo per la Vecchiaia, oggi sede universitaria e di aziende private, già sotto il quartiere Santa Rita.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santa Rita (Torino).

Sempre nel periodo fascista, di forte espansione fu anche la zona nord del quartiere, detta Borgo Filadelfia, dal nome della via omonima. Nel 1925 ad esempio, sorse l'antica fabbrica del chinino (oggi sede della Polizia Municipale), e lo storico Campo (di calcio) Torino[7], poi ribattezzato Stadio Filadelfia, che servì per il Torino Football Club. In disuso da molti anni ed attualmente sottoposto a ricostruzione e riconversione funzionale, oggi la squadra utilizza il vicino Stadio Olimpico/Comunale.
Borgo Filadelfia inoltre, ospitava l'area dell'antica dogana ferroviaria di Torino sud. Ristrutturata, oggi è usata come sede di uffici amministrativi e parte della caserma della Finanza, che termina con un palazzo eclettico all'angolo con Via Giordano Bruno.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Filadelfia (Torino).

Un lungo tunnel stradale detto sottopassaggio (o sottopasso) del Lingotto, scorre da Corso Giambone sotto tutta la linea ferroviaria, fino a Via Ventimiglia nella zona Nizza Millefonti. Costruito nel 1930, fu allargato a due corsie nel 1979, quindi aggiunto di un raccordo per Corso Unità d'Italia e il polo fieristico-commerciale Lingotto nel 1997. Oggi è parzialmente interrotto sull'uscita in Via Nizza, a causa lavori del prolungamento della Metropolitana di Torino e del progetto del Grattacielo della Regione Piemonte.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Scalo ferroviario Lingotto ed Arco Olimpico sullo sfondo

Parte del quartiere fu rivalutato grazie al rifacimento del complesso multifunzionale Lingotto, sui resti degli ex stabilimenti Fiat.
Un'altra ristrutturazione del quartiere avvenne per le Olimpiadi Invernali Torino 2006; nelle aree di deposito degli ex-Mercati Generali (M.O.I.), furono creati dei nuovi edifici, più il cosiddetto "villaggio olimpico" per ospitare gli atleti, costituito da prefabbricati di molteplici colori. Sul retro, costeggiante la ferrovia, fu allargata tutta la Via Zini. L'ex "villaggio olimpico" oggi è abitato da extracomunitari, universitari, e da uffici dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Piemonte (ARPA). Fu inoltre piazzato un arco olimpico, in lamiera rossa, che spicca verso l'alto, con una passerella pedonale che scorre sotto per circa 400 metri, passando sulla ferrovia e sulla Via Zini, unendo pedonalmente la Piazza Galimberti (area ex Mercati Generali M.O.I.) col complesso polifunzionale Lingotto, verso il quartiere Nizza Millefonti.

Dal 2011 è[8] in corso una grande opera nell'area ex-Avio/ponte di Via Passo Buole, già sotto quartiere Nizza Millefonti, dove sta sorgendo il comprensorio torre-Grattacielo della Regione Piemonte.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

In data 22 dicembre 2015 il comune di Torino ha intitolato una via, dietro al comprensorio del Lingotto, al Farmacista e Chimico vercellese Carlo Martinotti, padre del chinino prodotto nello stabilimento del Monopolio di Stato, sito dal 1916 al 1931 in Via Giordano Bruno.[9]

Parchi[modifica | modifica wikitesto]

Parco Di Vittorio: il laghetto con i getti d'acqua

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metro[modifica | modifica wikitesto]

La Metropolitana di Torino è attiva nel territorio con l'omonima fermata di fronte al centro fieristico - commerciale del Lingotto, ma già sotto il quartiere Nizza Millefonti. I lavori sono programmati per il proseguimento a sud verso Piazza Bengasi.

Tram[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 = Via DELLE QUERCE - Strada DEL DROSSO

Bus urbani[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 = Via CORRADINO - Via PONCHIELLI
  • 14 = Piazza SOLFERINO - Piazza BARILE (Nichelino)
  • 17 = Ospedale RIVOLI - Via VENTIMIGLIA (C.T.O.)
  • 18 = Piazzale CAIO MARIO - Piazza SOFIA
  • 41 = OSP. SAN LUIGI (Orbassano) - STAZIONE LINGOTTO
  • 63 = Piazza SOLFERINO - Via NEGARVILLE
  • 66 = Via GORINI - Piazzale MARCO AURELIO
  • 74 = Via GORINI - Via VENTIMIGLIA (C.T.O.)

Inoltre è servito anche dalla Stazione ferroviaria di Torino Lingotto.

Tra il 1881 e il 1950 il quartiere fu servito anche dalla tranvia interurbana per Saluzzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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