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Il ritorno di Godzilla (film 1984)

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Il ritorno di Godzilla
IRDG.jpg
Titolo originale ゴジラ, Gojira
Paese di produzione Giappone
Anno 1984
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Koji Hashimoto
Sceneggiatura Shuichi Nagahara
Produttore Tomoyuki Tanaka
Montaggio Yoshitami Kuroiwa
Musiche Reijiro Koroku
Interpreti e personaggi

Il ritorno di Godzilla (ゴジラ Gojira?) è un film del 1984, sedicesimo sequel di Godzilla del 1954. Il film è il primo della serie Heisei che ignora la continuità stabilita dai precedenti film di Godzilla da Il re dei mostri in poi, riportando la serie al tono oscuro e anti-nucleare del film del 1954 e ribattezzando Godzilla come un antagonista. Con l'eccezione di Tomoyuki Tanaka e Teruyoshi Nakano, poche persone legate alla serie furono coinvolte nella produzione.

Per il mercato degli Stati Uniti venne realizzata una versione dal titolo Godzilla 1985, della durata di 87 minuti e includendo nuove scene con Raymond Burr, tornando nei panni di Steve Martin, un personaggio di Godzilla, King of the Monsters, la versione statunitense del primo film.

Il Italia il film è rimasto inedito fino alla pubblicazione della vhs negli anni 90 e successivamente in DVD fatta dalla Yamato Video.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1984: sono trascorsi esattamente trent'anni dal primo raid di Godzilla su Tokyo, conclusosi fortunatamente con la morte del re dei mostri per mano del distruttore d'ossigeno. In apertura di pellicola un peschereccio incontra un ostacolo: l'isola di Daikoku si apre. Improvvisamente, l'isola si disintegra e da esso i marinai possono sentire un familiare ruggito.

La mattina seguente, il giovane reporter Goro Maki, in vacanza a bordo di una barca a vela, incontra il peschereccio della notte precedente alla deriva. Salito a bordo, lo spettacolo che gli si presenta è agghiacciante: tutti i marinai sono stati privati dei liquidi vitali e ridotti a gusci morti. Goro sta per subire la stessa sorte, attaccato da un copepode gigante, ma viene salvato da Hiroshi Okumura, unico marinaio sopravvissuto.

Ricoverato in ospedale, Okumura identifica il mostro che ha attaccato il peschereccio come Godzilla. Gli esponenti del governo, di fronte a questa situazione, sono impotenti, avendo creduto per trent'anni che Godzilla fosse morto per mano di Serizawa. Per impedire il panico collettivo, il governo proibisce a Goro di pubblicare la sua scoperta: irritato, il giornalista si reca dal dottor Hayashida, che sta studiando varie armi sonore. Il professore ritiene che Godzilla sia dotato di poteri autorigeneranti e che nessuna arma possa batterlo.

Goro fa conoscenza della giovane assistente di Hayashida, Naoko, nonché sorella di Hiroshi, il marinaio sopravvissuto. Grazie al nuovo amico, Naoko apprende con gioia che il fratello è vivo. Intanto, un sottomarino russo nei pressi di Tokyo viene attaccato e distrutto, inasprendo i rapporti tra il Giappone e l'URSS. Il ministro della difesa a questo punto ammette pubblicamente il ritorno di Godzilla.

Durante la notte, Godzilla distrugge una centrale nucleare e assorbe le scorie radioattive liberatesi. Durante un dibattito tra le forze russe, giapponesi e americane, le prime sono scettiche riguardo alla ricomparsa del re dei mostri ed affermano di tener puntato su Tokyo un satellite dotato di una testata nucleare.

Viene comunicato pubblicamente che Godzilla sta puntando verso Tokyo, e mentre la popolazione fugge dalla capitale, Goro e Hayashida stanno sviluppando una frequenza sonica in grado di allontanare Godzilla, mentre il geologo Minami mina la cima del vulcano Mihara ad Oshima. L'esercito si mobilita per arrestare la venuta di Godzilla, ma invano.

Godzilla attacca poi la nave russa dove si trova il comando remoto per il lancio della testata, attivando il conto alla rovescia. Godzilla comincia a demolire Shinjuku, ma prima che possa distruggere il laboratorio di Hayashida, questo trova la frequenza per allontanarlo. Hayashida, Goro e Naoko però rimangono chiusi dentro l'edificio.

A questo punto entra in azione la fortezza volante Super X, che bombarda Godzilla con missili al cadmio. Questo metallo, immune agli effetti del nucleare, sconfigge Godzilla, che perde conoscenza. Un elicottero comincia le procedure di recupero, ma l'unico che può essere portato via è Hayashida con la sua scoperta e Hiroshi Okumura. La testata nucleare russa intanto viene sganciata, gli americani lanciano un loro missile per intercettarla e ci riescono: l'impatto avviene nei cieli di Tokyo, colorandoli di rosso. Prima che possano far danni, le radiazioni vengono assorbite da Godzilla, che si rimette completamente e attacca il Super X, facendogli crollare sopra un palazzo.

Intanto Goro e Naoko riescono ad uscire dall'edificio, per poi trovarsi ancora di fronte a Godzilla. Grazie all'arma di Hayashida, però, Godzilla viene dirottato verso Oshima. Salito sulla cima del vulcano, Minami fa esplodere le mine, facendo cadere Godzilla nel cratere infuocato.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

"Siamo tornati al tema delle armi nucleari, siccome fosse il tema del film originale. Il giappone ha ora imparato ben tre volte cosa sia un disastro nucleare, ma all'epoca ne aveva già avuti due. Il problema fu che la società giapponese stava gradualmente dimenticando di questi disastri. Stavano dimenticando quanto erano dolorosi. Tutti i giapponese sapevano quanto erano terrificanti le armi nucleari quando fu girato il primo film, ma non fu così negli anni ottanta. Così, durante le riunioni, avevamo deciso di rammentarlo a tutta la gente che si era dimenticata."
 — Teruyoshi Nakano[1]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento di Distruggete Kong! La Terra è in pericolo!, Toho tentò ripetutamente di rinvigorire la serie negli ultimi anni settanta e i primi anni ottanta. Il primo tentativo era stato l'annuncio d'un remake a colori del primo film intitolato La rinascita di Godzilla nel 1977, ma il progetto fu scartato. Un anno dopo, fu annunciato che Toho avrebbe girato insieme all'United Productions of America Godzilla contro il Diavolo, ma anch'esso, assieme al proposto Godzilla contro Gargantua di Henry G. Saperstein, non materializzò.[2]

Tomoyuki Tanaka, uno dei creatori di Godzilla, s'incaricò a resuscitare la serie nel 1979, il venticinquesimo anniversario di Godzilla, intento a ritornarlo alle sue radici anti-nucleari dopo l'avvento dell'Incidente di Three Mile Island.[2] Sperando di attrarre il publico adulto allontanato dall'approcio infantile preso dai film di Godzilla degli anni settanta, Tanaka fu incoraggiato nella sua visione dal successo contemporaneo di vari film di fantascienza/orrore, inclusi King Kong, Terrore dallo spazio profondo, Alien e La cosa.[3] Un abbozzo intitolato Il ritorno di Godzilla fu consegnato da Akira Murao nel 1980, e parlava di Godzilla imbattendosi contro un mostro mutaforme chiamato Bagan, con un sito di discariche nucleari come campo di battaglia. Il progetto fu cancellato senza spiegazione. Nel 1983, il regista americano Steve Miner propose di registare un film di Godzilla a sua spesa. Toho appoggiò il progetto, e Miner incaricò a Fred Dekker di scrivere un copione, e al paleoartista Steve Czerkas di scolpire il mostro. Il progetto però fu rifiutato dagli studi cinematografici statunitensi, siccome Miner insisteva nell'usare la tecnica costosa del passo uno e di girare il film in 3d. Sotto pressione da un fan club chiamato "il comitato della resurrezione di Godzilla", Tanaka decise di girare un film per puro consumo domestico da essere proiettato insieme al film di Miner.[2]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo tentativo di porre fine alla raffigurazione eroica ed antropomorfa di Godzilla nei film precedenti, Tanaka era deciso di girare un sequel diretto del film del 1954. Assunse lo scrittore Shuichi Nagahara, che scrisse un copione che combinava elementi de Il ritorno di Godzilla di Akira Murao e il film di Miner ancora non prodotto, inclusi un'intensificazione delle ostilità nella Guerra fredda e una fortezza volante che sparava missili nella bocca del mostro.[4] Koji Hashimoto fu incaricato come regista, siccome Ishiro Honda era occupato nell'assistere Akira Kurosawa con Kagemusha - L'ombra del guerriero e Ran, ed era dell'opinione che la serie avrebbe dovuto concludersi dopo la morte di Eiji Tsuburaya. Il compositore Akira Ifukube rifiutò di partecipare, essendo stato ammareggiato col declino in qualità della serie e, dopo aver sentito che Godzilla sarebbe stato più alto di prima, dichiarò "Io non scrivo musica per mostri alti 80 metri."[3]

Gli effetti speciali furono ancora sotto la direzione di Teruyoshi Nakano, che fu coinvolto in molti dei film precedenti. La decisione di Tanaka di aumentare l'altezza di Godzilla dai 50 ai 80 metri fu fatta per evitare che Godzilla apparisse troppo diminuitivo in confronto ai nuovi edifici di Tokyo. Ciò necessitò costruire i set a una scala du un quarantesimo, così aumentando il budget a $6.25 milioni. Tanaka e Nakano gestirono la fabbricazione del costume di Godzilla, incorporando orecchie e quattro dita posteriori, tratti non visti sin da Il re dei mostri.[4] Nakano era insistente nell'aggiungere elementi nel costume che suggerivano la tristezza del personaggio, inclusi occhi rivolti in giù e spalle inclinate.[1] La costruzione del costume durò due mesi, e consisteva nel stampare le componenti uretane del corpo su una scultura di grandezza naturale prefabbricata. Yasamaru prese il completo controllo della fabbricazione, in contrasto ai film precedenti dove le varie parti del corpo furono costruite da diversi artisti.[4] Il costume finale era fabbricato per accomodare lo stuntman Hiroshi Yamawaki, ma lui lasciò il progetto improvvisamente, e fu rimpiazzato con Kenpachiro Satsuma, che in precedenza aveva raffigurato i mostri Hydrax e Gigan. Siccome il costume di 110 chili non fu fatto a sua misura, Satsuma ebbe difficoltà nel rappresentare il personaggio, potendo entrare in scene per solo dieci minuti e perdendo cinque chili alla conclusione delle riprese.[3] In un tentativo rendere i movimenti di Godzilla meno antropomorfi, Nakano chiese a Satsuma di modellare le sue azioni al , una danza tradizionale giapponese.[1]

Traendo ispirazione dalla publicità attorno il modello di dodici metri di King Kong dal film omonimo del 1976, Toho spese $475,000 su un Godzilla robot di cinque metri nominato "Cybot" per le riprese ravvicinate. Il Cybot consisteva d'un endoscheletro idraulico ricoperto d'una pelle di uretano, contenente 3.000 componenti mecchanici che lo permettevano a inclinare la testa e muovere le braccia e le labbra.[4] Al contrario dei costumi precedenti, le cui mandibole consistevano semplicemente di linguette operate con i fili, le mascelle del Cybot erano incardinati come quelli d'un animale reale.[1] Un piede operato con una grù fu fabbricato per le scene ravvicinate di distruzione.[4]

Godzilla 1985[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che il film fallì nei botteghini giapponesi, e il progetto di Steve Miner, Godzilla 3D, fu scartato, Toho decise di distribuire il film all'estero per riprendere i profitti persi. I diritti di distribuzione statunitensi furono presi da New World Pictures, che rititolarono il film Godzilla 1985 e riassumendo Raymond Burr, protagonista della versione americana del primo film, nei panni di Steve Martin. New World inizialmente intendeva riscrivere il dialogo per renderlo un film comico con Leslie Nielsen (nello stile di Che fai, rubi?), ma il piano fu scartato, siccome Burr insisteva nel prendere il messaggio anti-nucleare del film sul serio. Tutte le scene di Burr furono girate in un solo giorno per accomodare la sua scheda. Uno dei cambiamenti più controversi fu di modificare la scena dove il colonnello sovietico Kashirin tenta di impedire il lancio del missile nucleare, modificandolo in modo che sembrasse che lo lanciasse deliberatamente. Il regista R. J. Kizer attribuì questo cambiamento ai sentimenti conservatori dei direttore di New World.[5]

Il film modificato includeva numerosi esempi di pubblicità indiretta per Dr Pepper, che aveva già usato Godzilla due volte nelle sue pubblicità. Il direttore del marketing di Dr Pepper insisteva nel includere una scena dove Raymond Burr beve da una lattina, e il suggerimento fu fatto all'attore da Kizer. Secondo la testimonianza di Kizer, Burr rispose "dandomi uno di quegli sguardi raggelanti senza dire niente."[5]

Roger Ebert e altri critici diedero il film modificato recensioni negativi,[6][7] e Gene Siskel lo descrisse come "noioso".[8]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d "EXTRA: The Return of Godzilla 30th / ゴジラ('84) 30周年スペシャル〜EXTRA〜 (SciFi JAPAN TV #36)", CHO Japan (December 11, 2014)
    We went back to the theme of nuclear weapons, since that was the theme of the original film. Japan has now learned three times what a nuclear disaster is, but at that time Japan had already had two. The problem was Japanese society was gradually forgetting about these disasters. They were forgetting how painful it had been. Everyone in Japan knew how scary nuclear weapons were when the original movie was made, but it wasn't like that by the 1980s. So in those meetings, we decided to remind all those people out there who had forgotten.
  2. ^ a b c S. Ryfle, Japan’s Favorite Mon-Star: The Unauthorized Biography of the Big G, Toronto: ECW Press, 1998, pp. 215–28, ISBN 1-55022-348-8.
  3. ^ a b c David Kalat, A Critical History and Filmography of Toho's Godzilla Series, 2nd, Jefferson, N.C., McFarland & Co., 2010, pp. 156–161, ISBN 978-0-7864-4749-7.
  4. ^ a b c d e S. Ryfle, Japan’s Favorite Mon-Star: The Unauthorized Biography of the Big G, Toronto: ECW Press, 1998, pp. 229–35, ISBN 1-55022-348-8.
  5. ^ a b S. Ryfle, Japan’s Favorite Mon-Star: The Unauthorized Biography of the Big G, Toronto: ECW Press, 1998, pp. 237–41, ISBN 1-55022-348-8.
  6. ^ Roger Ebert, Review, in Chicago Sun-Times, 20 settembre 1985.
  7. ^ Vincent Canby, Review, in New York Times.
  8. ^ http://siskelandebert.org/video/UBRY82H14W81/Godzilla-1985--Creator--Wetherby--Key-Exchange-1985
  9. ^ (EN) Nomination Razzie Awards 2012, Razzies.com Official Site. URL consultato il 31 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]