King Kong

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King Kong
King Kong 2005.png
King Kong (Andy Serkis) nel film del 2005
Lingua orig. Inglese
Autori
1ª app. 2 marzo 1933
Voce orig. Seth Green (LEGO Batman - Il film)
Specie Megaprimatus Kong
Sesso Maschio
Abilità
  • Forza sovrannaturale
  • Grande resistenza fisica
  • Buona agilità
  • Capace di manipolare l'elettricità (TOHO)

King Kong è un mostro cinematografico immaginario dall'aspetto di un gorilla gigante, protagonista di numerosi film, originario dell'isola leggendaria nota come Isola del Teschio. King Kong è l'ultimo rimasto di una gigantesca specie di primate nota come Megaprimatus Kong. Nella pellicola originale, il suo nome è Kong: il prenome King (re, sovrano) venne poi aggiunto in suo onore. È anche definito "l'ottava meraviglia del mondo", tanto che uno dei titoli proposti per il film del 1933 fu The Eighth Wonder.[1]

Il personaggio è considerato una delle icone cinematografiche più famose al mondo, e i suoi film hanno dato origine a numerosi seguiti, imitazioni, parodie, libri, e anche un musical.[2] Il suo ruolo nelle numerose apparizioni varia, portandolo da una belva furiosa a un tragico antieroe.

Creazione[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Merian C. Cooper

Il personaggio fu realizzato da Merian C. Cooper. L'idea gli venne parlando con l'esploratore scientifico del Museo americano di storia naturale W. Douglas Burden, che era rientrato da una piccola isola dell'Estremo Oriente dalla quale aveva portato il più grande rettile vivente mai trovato, il drago di Komodo.[3] Cooper adattò l'idea della spedizione rimpiazzando il rettile con un gorilla. Fece quindi vedere a David Selznick un lungometraggio incompiuto, Creation del 1931, dedicato alla vita nell'epoca dei dinosauri e il film Il mondo perduto (The Lost World, 1925), realizzati con la tecnica del passo uno, convincendo il produttore (insieme con Willis H. O'Brien) della bontà del loro progetto. Selznick acconsentì a realizzare una bobina di prova. Quando la bobina fu pronta si riunirono tutti gli azionisti della RKO e assistettero alla scena del rovesciamento del tronco di albero da parte di King Kong. Il regista e il produttore ottennero subito l'autorizzazione a procedere e il film entrò in lavorazione.

Kong era un pupazzo articolato alto circa 45 centimetri, con uno scheletro di acciaio ricoperto di lattice e pelliccia di coniglio. Fu filmato, immagine per immagine, da Willis O'Brien e dalla sua équipe, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York, nelle cui riprese in tali ambientazioni furono usati dei pupazzi di Kong di diversa grandezza rispettiva di sei e otto metri.[4] La tecnica del passo uno era già utilizzata da più di un decennio, ma O'Brien e gli altri tecnici degli effetti speciali hanno saputo miscelarla per la prima volta con altre tecniche, come la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata, per mettere gli attori in scene mai viste prima. Per le riprese in primo piano furono utilizzati anche numerosi accessori a grandezza naturale, come una mano articolata lunga 2,50 metri, un piede e una testa del mostro in grandezza naturale ricoperta da 40 pelli d'orso e manovrata da degli uomini all'interno, due busti di una cinquantina di centimetri ciascuno e uno anch'esso di grandezza naturale. Il ruggito di Kong fu ottenuto registrando quello di un leone, abbassato poi di un'ottava.

Carlo Rambaldi realizzò gli effetti speciali del film del 1976 e del suo sequel, vincendo per il primo film un Oscar ai migliori effetti speciali

Nel remake del 1976 e il suo sequel del 1986, Kong è stato impersonato con un costume e un animatrone. Gli effetti speciali furono realizzati da Carlo Rambaldi, che per il primo film vinse il premio Oscar Special Achievement Award creando un animatrone alto 12 metri[5]. Il robot gigante venne tuttavia usato in poche scene: nella maggior parte delle inquadrature in cui si vede il gorilla nella sua interezza, esso è impersonato dallo stunt-man Rick Baker con un costume, attore per il quale furono anche realizzate delle maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni di King Kong. Rambaldi realizzò inoltre il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong usato per le riprese ravvicinate con Jessica Lange. Il doppiatore veterano Peter Cullen realizzò i versi mostruosi del gorilla gigante, il quale si infortunò gravemente nello sforzare la propria gola per produrre versi tanto potenti e inumani e arrivò a sputare sangue nella cabina di registrazione; tuttavia non fu inserito nei titoli di coda.

Nel remake del 2005, Kong è stato realizzato tramite motion capture. Per dare i movimenti in digitale al personaggio, l'attore britannico Andy Serkis ha utilizzato la tuta dotata di sensori per i movimenti, la stessa usata nella trilogia de Il Signore degli Anelli per interpretare Gollum. Per realizzare i versi del gigante sono stati utilizzati ruggiti di leoni e tigri riprodotti al rovescio.

Tale tecnica è stata usata anche per il reboot del 2017, Kong: Skull Island, in cui Kong è stato impersonato da Terry Notary.[6]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel film originale, Kong appare come una scimmia bipede dai tratti antropomorfi, e si comportava più come una bestia che una creatura umana; nelle versioni successive, a cominciare dalla versione del 1976, invece comincia a sorgere qualcosa di umano nell'animale, trasformandolo da una bestia furiosa ad un tragico antieroe.

Nel film del 2005 il personaggio ha assunto un aspetto e un comportamento di un normale gorilla (se non palesemente per le enormi dimensioni e la forza sovrumana). Infatti aveva la tipica grande pancia da erbivoro, camminava sulle sue nocche, senza alcun postura eretta, aveva la schiena da Silverback e si batteva anche il petto con i pugni proprio come un vero gorilla (non a caso Jackson e la sua troupe fecero un viaggio in Africa per osservare e studiare i comportamenti dei gorilla per la realizzazione del film). Kong appare come un animale piuttosto vecchio con la pelliccia brizzolata, e con segni di battaglia consistenti in cicatrici, ferite, e una mascella storta a causa delle sue numerose lotte contro le creature rivali. Egli è l'essere dominante dell'isola, il re del suo mondo. Come i suoi predecessori (e come tutte le scimmie antropomorfe), egli possiede una notevole intelligenza e una grande forza fisica, nonché una notevole resistenza fisica (infatti resisteva, seppur con evidente dolore, ai morsi dei V-rex e ai proiettili dei biplani, grazie alle braccia possenti con cui parava i colpi delle pallottole) e appare anche molto più agile e scattante di un normale gorilla. In questa versione, Kong è alto 7 metri quando cammina a quattro zampe ma quando si alza in piedi su due zampe raggiunge i 10 metri.
Peter Jackson descrive così il suo personaggio centrale, svelando così ciò che si conosce della sua storia inedita nel film:

« Abbiamo presunto che Kong è l'ultimo sopravvissuto della sua specie. Aveva una madre e un padre e forse fratelli e sorelle, ma sono morti. È l'ultimo dei grandi gorilla che vivono sull'Isola del Teschio, e quando l'ultimo se ne andrà... non ci saranno più. È una creatura molto sola, estremamente solitaria. Deve essere una delle esistenze più solitarie che si possa immaginare. Ogni giorno, deve combattere per la sua sopravvivenza contro i dinosauri molto forti sull'isola, e non è facile per lui. Porta le cicatrici di molti incontri precedenti con i dinosauri. Sto immaginando che probabilmente ha 100-120 anni, al momento in cui inizia la nostra storia. E lui non ha mai sentito un singolo attimo di empatia per un altro essere vivente nella sua lunga vita. È stata una vita brutale quella che ha vissuto. »

Tale descrizione rende il personaggio molto più umano e dotato di sentimenti molto profondi, rispetto agli altri film precedenti.

Sulla base delle abitudini di altre scimmie, si può presumere che la specie di Kong viveva in piccoli gruppi familiari, con le femmine e i loro piccoli, custoditi dai maschi molto più grandi e più forti che avrebbero garantito la sicurezza del gruppo. Avrebbero vissuto in particolare nelle zone dove il cibo era abbondante, avventurandosi giù dalle alture ed entrando nella giungla, per alimentarsi della vasta gamma di piante lussureggianti. La specie di Kong si nutriva di frutta, germogli e foglie di tutti i tipi, mentre nei videogiochi e in King Kong 2 è mostrata anche nutrirsi di carne.

Kong assume varie dimensioni:

La mossa più potente e micidiale usata spesso da Kong è la Spaccafauci (così viene chiamata nelle istruzioni del videogioco, in inglese "Jaw-break"), una tecnica efficace e cruenta che consiste nell'afferrare entrambi i lati delle mascelle dell'avversario per aprirle fino a rompergliele. Kong usa molto spesso questa mossa: nel film del '33 contro il Tirannosauro e lo Pteranodonte, nel film King Kong, il gigante della foresta di nuovo contro un Gorosaurus, nel film King Kong del 1976 contro un serpente gigante preistorico (probabilmente un Gigantophis). Nel film non ufficiale Super Kong (1976) la usa contro un gigantesco squalo bianco, e infine nel film King Kong del 2005 la usa contro un V-rex per annientarlo definitivamente. È presente anche nel videogioco Peter Jackson's King Kong come mossa finale per sconfiggere i V-rex. Non si sa se questa mossa sia stata usata solo da Kong, o se sia tipica anche della sua specie. Tuttavia tale abilità non viene mostrata nello scontro finale contro Ramarack, la matriarca degli striscia teschi mostrata in Kong: Skull Island, optando per eliminarla in maniera differente.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dell'immaginaria Isola del Teschio, usata per il film del 2005

King Kong è l'ultimo esemplare della sua specie. A causa del fatto che sull'Isola del Teschio lo sviluppo delle creature preistoriche non si è mai fermato, poiché a quanto pare le misteriose cause dell'estinzione dei dinosauri non raggiunsero mai l'Isola del Teschio, i dinosauri e altre creature preistoriche continuarono la loro evoluzione e tra questi la specie Gigantopiteco si è evoluta in una forma di primate molto più grande e robusta, in grado di raggiungere dimensioni colossali.[7] Mentre nei film precedenti non veniva data nessuna spiegazione su quale fosse la specie a cui Kong apparteneva, né come avessero, di fatto, potuto delle creature preistoriche sopravvivere all'estinzione, la versione di King Kong di Peter Jackson propone una spiegazione più o meno verosimile: l'Isola del Teschio (che in origine era molto più grande) si distaccò dal subcontinente indiano milioni di anni fa e, a causa della sua posizione particolare nei mari dell'Indonesia, non solo non subì eccessivamente l'impatto del meteorite che estinse i dinosauri ma i vulcani sotterranei mantennero la temperatura sufficientemente alta da permettere ai dinosauri che la abitavano di sopravvivere e non morire di freddo per la nube di polvere che coprì l'atmosfera uccidendo i dinosauri superstiti (essendo animali a sangue freddo i dinosauri hanno bisogno di essere costantemente scaldati dal sole).[7] Quanto a Kong, la sua specie (battezzata da Jackson "Megaprimatus Kong") discende dal Gigantopiteco, animale comparso milioni di anni più tardi e, infatti, non originario dell'Isola. Il Gigantopiteco arrivò sull'Isola del Teschio insieme agli uomini primitivi che abitano l'Isola. Esse, infatti, veneravano i Gigantopitechi come dei e ne tenevano diversi in cattività per venerarli (come gli antichi Egizi con i babbuini). Gli uomini tentarono di insediarsi sull'Isola ma vennero presto sopraffatti dai dinosauri e i pochi sopravvissuti furono costretti a ritirarsi sulla costa. I Gigantopitechi fuggirono nella giungla dove, per sopravvivere, dovettero adattarsi dando origine alla specie del Megaprimatus Kong.[7]

Gli esemplari della specie di Kong un tempo dominavano l'isola ed erano i signori incontrastati del loro mondo, ma a causa della predazione dei carnivori (primo fra tutti il Vastatosaurus rex), dovuta allo sprofondamento naturale dell'isola (che costrinse gli animali, trovandosi in uno spazio ristretto, ad aumentare la loro aggressività e ad adattarsi al nuovo ambiente, uccidendo gli animali più deboli), la specie non riuscì a competere con i predatori o con i disastri naturali dell'isola come terremoti o tsunami, e il loro numero si ridusse spaventosamente, tanto che alla fine di tutti gli esemplari ne rimase solo uno che è appunto King Kong.

Probabilmente Kong, a differenza degli altri suoi simili, è l'esemplare perfetto della sua specie, il che spiegherebbe il perché sia stato l'unico Megaprimatus Kong abbastanza forte da poter riuscire ad adattarsi alle nuove condizioni del suo habitat e quindi a sopravvivere sull'Isola del Teschio; inoltre possiede una forza straordinaria, una caratteristica apparentemente non comune per gli altri Megaprimatus Kong, che lo rende in grado di sconfiggere facilmente gli altri predatori (nel film del 2005 uccise ben tre V-rex che sono i discendenti del T-rex e quindi molto più forti) e ciò lo rende uno degli animali terrestri più forti. Fin dalla scomparsa dei suoi simili, Kong ha vissuto una vita molto triste, solitaria e brutale, lottando ogni giorno per la sua sopravvivenza, ritrovandosi ora a dover contare solo su sé stesso. A causa della sua ferocia, dovuta alla scomparsa della sua razza, e della sua leggendaria potenza diventa in breve tempo l'essere più temuto dell'intera isola da molti dinosauri (tranne i V-rex) e specialmente dai nativi, i quali gli offrono periodicamente una donna in sacrificio per placarne la solitudine. In genere però le donne non sopravvivono a lungo perché oppongono troppa resistenza o forse il gorilla non le trova sufficienti a placare il suo dolore e finisce spesso per ucciderle; questo fino all'arrivo di Ann Darrow sull'isola. Tuttavia non è chiaro se fosse stato Kong a uccidere le donne offertegli in sacrificio o se semplicemente le abbandonasse a se stesse sull'Isola dove finivano divorate dai dinosauri.

Nel film Kong: Skull Island (2017), la storia di Kong è raccontata in maniera più diretta. Viene infatti specificato che la sua specie fu sterminata da dei superpredatori noti come Strisciateschi, creature rettiloidi a due zampe striscianti scavatrici. La razza degli scimmioni era l'unica in grado di tenergli testa ed evitare che gli Strisciateschi proliferassero senza controllo. Sull'isola è anche presente una tribù di indigeni presumibilmente di origine sud-est asiatica, che si proteggono dalle creature dell'isola con enormi palizzate di legno armate di spunzoni affilati, e considerano la razza di Kong come loro dei e salvatori, gli unici in grado di tenere a bada gli Strisciateschi.

RKO (1933)[modifica | modifica wikitesto]

Foto promozionale per il primo film, con Kong e Fay Wray nei panni di Ann Darrow
Kong nella celebre scena finale del film, scontrandosi con dei biplani in cima all'Empire State Building

Quando una compagnia cinematografica diretta da Carl Denham arriva sull'Isola del Teschio, nel 1933, Kong si innamora di Ann Darrow, giovane attrice bionda, che i nativi gli offrono in sacrificio e la porta con sé all'interno dell'isola per tentare di avverare il suo sogno: avere una compagna con sé per placare la sua eterna solitudine. Il rapporto tra i due inizialmente è molto complicato e lei tenta di scappare, ma verrà salvata dal gorilla che impedisce ai mostri dell'isola di ucciderla (cosa che renderà King Kong una figura positiva ed eroica). Tuttavia l'enorme bestia viene catturata dalla troupe cinematografica per essere usata come attrazione dopo che Ann viene salvata da Jack Driscoll. Arrivato quindi negli Stati Uniti ed esposto come un animale da circo a New York, Kong riesce però a liberarsi e semina il panico in tutta la città: egli cerca infatti Ann. Una volta trovata, l'istinto lo porta a salire sull'Empire State Building, unico posto in cui secondo lui, egli ed Ann saranno salvi, in quanto gli ricorda la montagna dell'isola su cui viveva. Ma non ha fatto i conti con la tecnica umana e alla vista dei biplani, il gorilla mette giù Ann per evitare che possa morire mitragliata nella battaglia, affrontando i biplani che subiscono anche delle sconfitte poiché Kong riesce a sconfiggerne alcuni abbattendoli (nel film originale ne abbatte uno soltanto, nel primo remake abbatte due elicotteri e in quello del 2005 ne abbatte addirittura tre). Ma nonostante gli sforzi del gorilla per resistere King Kong soccombe e precipita giù al suolo. La sua morte porterà all'estinzione totale della sua specie. Davanti al suo corpo ormai senza vita, la stampa attribuisce la vittoria ai biplani, ma Carl Denham controbatterà con questa frase:

« Non sono stati loro... È stata la bellezza che ha sconfitto la Bestia. »

Sicuramente Kong aveva già avuto una compagna della sua specie, in quanto possiede un figlio, Kiko, protagonista del film Il figlio di King Kong (in realtà nel film non è confermato ufficialmente se è suo figlio, ma è solo una supposizione dei protagonisti). È quasi identico al padre, se non per il colore bianco, probabilmente perché è albino, e la giovane età. Salvato da Carl prima di affondare in alcune sabbie mobili, Kiko si mostrerà un gorilla molto affettuoso, ingenuo e curioso, difendendo il gruppo da un gigantesco orso delle caverne e un mostro simile ad un Protorosaurus. L'isola viene però colpita da un tremendo nubifragio, causandone l'affondamento. Kiko rimane col piede incastrato in cima alla montagna del padre, e salverà Carl tenendolo in superficie, finché il gruppo non lo preleva con la barca di salvataggio, mentre l'isola e i suoi abitanti, Kiko compreso, scompare nell'oceano, causando l'estinzione completa della razza di Kong.

Paramount (1976 e 1986)[modifica | modifica wikitesto]

Nel remake del 1976, l'ambientazione cambia dagli anni trenta agli anni settanta. Carl Denham prende il nome di Fred Wilson ed è il capo di una compagnia petrolifera, intenta a trovare l'Isola del Teschio per prelevare i suoi presunti giacimenti di petrolio. Qui Jack è un archeologo imbarcatosi clandestinamente sulla sua nave, e Ann Darrow, chiamata in questa occasione Dwan, viene trovata come unica sopravvissuta di un naufragio. Tra Dwan e Jack nasce della tenera amicizia mentre la nave approda sull'isola. Essa è però abitata da indigeni ostili che necessitano di una donna per dei loro misteriosi riti così una notte rapiscono Dwan, e la offrono al loro dio, King Kong. Dwan è molto spaventata, ma una volta soli, il gorilla si mostra affettuoso e premuroso; Dwan comincerà a ricredersi sull'animale e ad accorgersi che lui vuole solo avere qualcuno accanto a lui per placare la sua solitudine, cominciando anche lei ad amare la creatura. Jack parte con altri marinai alla ricerca di Dwan, ma Kong, pur di difendere lei uccide parte della spedizione. Successivamente Kong affronta un enorme Gigantophis garstini che ha tentato di attaccare Dwan, e durante lo scontro arriva Jack che riesce a fuggire con la ragazza. Kong li insegue inferocito, ma Fred lo attira in una trappola per essere narcotizzato e trasportato negli Stati Uniti (vuole farne la mascotte della società dopo aver appreso dai petrografi che il petrolio sull'isola non è sfruttabile). Durante la prima newyorchese dello spettacolo farsesco, che lo dovrebbe vedere protagonista, Kong si libera dalla gabbia in cui è tenuto prigioniero causando caos e morte nella metropoli, uccidendo tra gli altri lo stesso Fred. Jack e Dwan fuggono in una New York militarizzata e deserta ma Kong riesce a trovare la ragazza recandola con sé sulla cima delle Torri Gemelle, in quanto gli ricordano l'aspetto allucinante del suo habitat naturale. Jack concorda con le autorità per la cattura dell'animale vivo con delle grosse reti ma queste optano per l'abbattimento con le mitragliatrici degli elicotteri SH3. Kong si difende arrecando perdite ma nonostante gli sforzi di Dwan per salvarlo, erigendosi a scudo umano, l'animale soccombe e precipita giù.

Nel film King Kong 2, sequel del remake del 1976, dopo dieci anni da quando King Kong è stato abbattuto, si scopre che è ancora vivo, in coma in un ospedale della Georgia. L'esploratore Hank Mitchell, durante una sua caccia nel Borneo, trova un esemplare femmina della stessa razza di Kong, denominata appunto Lady Kong, e questa viene portata in Georgia per fornire il sangue e utilizzarlo per l'operazione, che consiste nel trasferire a Kong un cuore di plastica. L'operazione ha buon termine, però la gorilla viene imprigionata, e Kong, ormai innamorato, la libera e i due scappano sui monti. L'esercito però gli sta alle calcagna, e Kong farà di tutto per proteggere la "sposa" e dopo essersela veduta più volte coi militari intenti a farlo fuori, tenterà nuovamente di proteggere Lady Kong. Ormai ad uno stato agonizzante, Kong viene abbattuto e cade su una stalla, non prima di riuscire a mantenersi in vita, e con tutta la sua forza, uccide il capo dell'operazione schiacciandolo con un pugno. Kong muore, ma felice, in quanto il frutto dell'amore tra lui e Lady Kong gli ha fatto avere un figlio, riportato in Borneo con la madre.

Universal (2005)[modifica | modifica wikitesto]

La versione del 2005 di Peter Jackson è più fedele alla versione del 1933, ma in essa è ridotta l'aria un po' horror data da Kong presente nel primo film, rendendolo per l'amore di Ann una creatura affettuosa e premurosa. Kong è così determinato a proteggere Ann che in questo film sconfigge ben tre Tirannosaurus rex ( i più forti predatori dell'isola) che la volevano divorare, rischiando più volte di essere ucciso dai mostri. La sera Jack raggiunge la tana del gorilla e ritrova Ann, che viene liberata mentre Kong combatte contro un branco di Terapusmordax, dei pipistrelli giganti. Afferrando una delle bestie alate, Jack e Ann fuggono dalla tana di Kong e si tuffano in un fiume, raggiungendo la muraglia gigante. Un furibondo Kong riesce a penetrare il muro ma Carl ha fatto posizionare una trappola cosicché anche Kong viene legato a terra ma, vedendo Ann trascinata via da Jack, si libera e inizia a inseguirli uccidendo dei marinai. Infine Carl riesce a tendergli un ultimo tranello e gli scaraventa in faccia una bottiglia di cloroformio, addormentandolo.

Tornati a New York, con dura opposizione di Ann (la quale non tollera che a Kong venga fatto del male), Carl presenta il gigantesco gorilla a Broadway durante il periodo natalizio denominandolo "l'ottava meraviglia del mondo". Infuriato dai flash delle macchine fotografiche, Kong si libera dalle sue catene e inizia a sgominare ogni cosa che incontra nel suo cammino. Il gigantesco gorilla focalizza Jack (in quanto ha capito che lui è il suo rivale per Ann) e lo insegue per le strade della metropoli, seminando panico e distruzione. Si ferma quando Ann lo raggiunge e si lascia portare con lui. Quando vengono improvvisamente interrotti dal fuoco dell'esercito americano, Kong si arrampica sull'Empire State Building, che gli ricorda la montagna su cui lui abitava sull'isola, dove si scontra con i biplani dell'esercito. Nonostante riesca ad abbatterne alcuni, salvando anche Ann che stava per cadere nel vuoto, Kong alla fine deve soccombere e dopo aver guardato per l'ultima volta la sua Ann, si lascia cadere nel vuoto, sotto lo sguardo addolorato della ragazza.

Legendary Pictures: il MonsterVerse (2017)[modifica | modifica wikitesto]

La versione del 2017, Kong: Skull Island, presenta il più grande Kong visto in un film americano (è alto 31,8 m, quindi più delle versioni americane ma meno di quella giapponese che era alta 45 m): non è propriamente un gorilla ma più un primate generico con la capacità di camminare bipede. Nel film viene detto che la razza di Kong è nativa dell'Isola dei Teschi ed era la razza dominante di quel luogo. Adorati come dei dagli indigeni locali, la razza di Kong era l'unica in grado di competere con i superpredatori dell'isola, gli Strisciateschi, enormi creature rettiloidi a due zampe striscianti scavatrici, che senza di loro avrebbero proliferato senza controllo. Tuttavia alla fine la razza di Kong venne sterminata dagli Strisciateschi, e gli stessi genitori di Kong vennero uccisi da uno Strisciateschi Alpha (un esemplare più grande degli altri). Nella timeline del film viene detto che Kong è l'ultimo sopravvissuto della sua razza e che, nonostante la sua mole, sta ancora crescendo. Quando la spedizione della Monarch arriva sull'isola e sgancia delle bombe per tracciare una mappa dell'isola, Kong li attacca distruggendo tutti gli aerei e uccidendo molti uomini. Tuttavia viene spiegato che Kong ha attaccato gli elicotteri solo per difendere il territorio ed evitare che le bombe risvegliassero lo Strisciateschi Alpha.

Durante il film il tenente colonnello Preston Packar, volendo vendicare la morte dei suoi uomini, decide di uccidere Kong, pur sapendo della sua importanza sull'isola. Così lo attira in una trappola e, tramite un incendio, riesce a tramortirlo. Mentre Kong è incosciente il colonnello fa piazzare delle cariche esplosive per finire l'animale ma il gruppo di superstiti, guidati da Conrad, ferma Packard prima che uccida Kong. Tuttavia, durante la situazione di stallo, il gruppo è improvvisamente colto di sorpresa dal risveglio dello Strisciateschi alpha, soprannominato "Ramarak". Packard rimane indietro mentre gli altri fuggono e tenta di uccidere Kong ma quest'ultimo lo schiaccia prima che possa innescare le cariche. Kong, ferito, è sopraffatto dallo Strisciateschi Apha che insegue i sopravvissuti nella loro corsa verso la riva. Ripresosi, Kong torna a salvarli ingaggiando un terribile scontro con lo Strisciateschi Apha che tuttavia sembra avere la meglio. Il gruppo di superstiti cerca di distrarre il mostro per aiutare Kong il quale, nel frattempo, riesce a rialzarsi e, dopo aver immobilizzato la bestia, la uccide strappandogli direttamente le viscere dalla bocca. Durante la battaglia la giornalista Weaver è violentemente gettata in un fiume ma viene salvata da Kong. Finita la battaglia, gli uomini sopravvissuti lasciano finalmente l'isola vedendo gli elicotteri da soccorso, mentre Kong li osserva da lontano, ruggendo.

Gli eventi del film proseguiranno con Godzilla vs. Kong (2020) film che prevede un nuovo scontro tra Kong e Godzilla (già avvenuto nel 1962 in Il trionfo di King Kong).[8]

Versione giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Una rara immagine del film perduto Wasei Kingu Kongu

Di Kong esiste anche una versione giapponese. Le prime due versioni giapponesi compaiono in due film nipponici, intitolati Wasei Kingu Kongu e Edo ni arawareta Kingu Kongu, entrambi prodotti sulla via del successo del primo film americano. Il primo fu distribuito nel 1933, stesso anno del primo film americano, il secondo nel 1938. La trama del primo è molto diversa: esso infatti era una commedia muta a 3 rulli che utilizzava il film del 1933 "King Kong" solo come sfondo alla storia; parlava di Santa, un giovane vagabondo squattrinato, che, per diventare ricco e sposare la sua fidanzata Omitsu, metteva su uno spettacolo su King Kong. Il secondo film invece è ambientato nel medioevo, nell'antica città di Edo, e "King Kong" era il nome di una scimmia ammaestrata simile ad uno yeti. Dei due film non si conosce altro poiché non uscirono mai dal Giappone, e tutte le copie furono perdute a causa dei bombardamenti atomici statunitensi nel 1945.

Un'altra versione nipponica del personaggio venne realizzata dalla compagnia cinematografica Toho e compare in due pellicole. In questa versione Kong è molto più imponente dell'originale, difatti è alto 45 metri e pesa 25.000 tonnellate. La sua maggiore dimensione viene giustificata dal fatto che il mostro si nutre di bacche contaminate dalle radiazioni. La ragione di ciò è far raggiungere all'animale le dimensioni necessarie per affrontare Godzilla (nel film del 1933 non raggiunge i 10 metri contro i 50 del sauro atomico).

King Kong affronta Godzilla nel film Il trionfo di King Kong

Nel film King Kong vs Godzilla (uscito in Italia col nome Il trionfo di King Kong), Kong viene catturato e portato a Tokyo da un'industria farmaceutica per usarlo come testimonial pubblicitario. Kong però scappa e si incontra con Godzilla, che nel frattempo si era risvegliato e aveva ricominciato a spargere il terrore nel Giappone. I due mostri si azzuffano dando vita a uno scontro furibondo che termina con la caduta di entrambi in mare. Kong tuttavia fuoriesce trionfante.

Nel film King Kong, il gigante della foresta (dove Kong è alto il doppio dell'originale, cioè circa 20 metri, stando a quanto detto dal capitano Nelson, uno dei protagonisti del film) Kong viene portato al Polo Nord e ipnotizzato dal perfido Dottor Who per usarlo nella ricerca di un elemento atomico. Kong si ribella e fugge dal Giappone, dopo aver sconfitto Mechani-Kong (un clone robotico del gigantesco gorilla creato dal Dottor Who), Gorosaurus (un kaiju simile a un Tirannosauro) e un serpente marino.

Scalatore di edifici[modifica | modifica wikitesto]

In diversi film Kong scala vari palazzi tra cui:

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il film originale di King Kong, uscito nel 1933, è oggi visto con occhio diffidente a causa dei numerosi messaggi di velato razzismo contenuti nella pellicola. Nel film, i soli personaggi di colore sono gli uomini primitivi caratterizzati come bruti cannibali e selvaggi proprio come lo stereotipo coloniale degli uomini bianchi dipingeva i "selvaggi" autoctoni dei territori esotici occupati e scoperti dai "bianchi civilizzati". Lo stesso Kong nel primo film aveva i tratti facciali (soprattutto quando sorrideva) di una persona di colore e, soprattutto in quegli anni, era tipico insultare le persone di colore paragonandoli a scimmie o gorilla appunto. L'immagine di Kong che viene portato via dalla sua isola, incatenato e poi ucciso rappresenta un'immagine metaforica della sorte dell'uomo africano fatto schiavo dai colonizzatori. E il desiderio di Kong per Ann, infine, è visto come metafora dell'idea, sempre molto diffusa in quegli anni, che gli uomini di colore fossero sempre lascivi e desiderosi di violentare le donne bianche.[9][10]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del romanzo omonimo, rilasciato due mesi prima dell'anteprima del film originale.

Nel 1933, anno di uscita del film originale, venne pubblicato un romanzo omonimo basato sul film e sulla sceneggiatura di Merian C. Cooper e Edgar Wallace, scritto da Delos Lovelace e rilasciato due mesi prima del l'anteprima del film. Nel 2005 uscì un secondo romanzo, basato sul remake di Peter Jackson e scritto da Christopher Golden.

Dal personaggio furono realizzate due serie televisive, entrambe trasmesse in Italia col titolo King Kong. La prima è The King Kong Show del 1966, serie per bambini di produzione giapponese e statunitense, in cui Kong fa amicizia con la famiglia Bond con il quale è coinvolto in varie avventure e peripezie, in particolare quella di salvare il mondo da mostri, robot, alieni, scienziati pazzi e altre minacce.
La seconda è Kong: The Animated Series del 2000, il cui protagonista è un clone di Kong, realizzato dalla dottoressa Jenkins sfruttando il suo DNA unito a quello del nipote Jason; qui Kong e i suoi nuovi compagni devono recuperare 13 pietre mistiche provenienti dalla sua isola, rubate dal malvagio Ramon De La Porta, causando la liberazione di demoni forti quanto Kong, detti Chiros. Per fermarli, Jason ricorrerà spesso allo speciale potere dei cyber-link, affinché lui e Kong possano fondersi e dare vita ad un furioso eroe combattente.

Oltre ad un gioco omonimo uscito per Atari 2600 basato sul primo film, dal film King Kong 2 furono ispirati due videogiochi (distribuiti solo in Giappone) chiamati King Kong 2: Ikari no Megaton Punch e King Kong 2: Yomigaeru Densetsu, entrambi sviluppati dalla Konami. Alcune settimane prima dell'uscita europea del film, fu pubblicato un videogioco ufficiale della Ubisoft, ispirato al film, chiamato Peter Jackson's King Kong: The Official Game of the Movie: il titolo fu nominato uno dei più lunghi nella storia dei videogiochi.

Nel 1998 fu messa in commercio dalla Bowen Designs una statua di un'immaginaria fusione tra Kong e Godzilla, chiamata Kongzilla. Sulla scatola appaiono delle vignette che mostrano come tale creatura sia nata dalla fusione del DNA tra i due mostri da parte di uno scienziato.[11]

Dal 2005 uscì anche una collana di giocattoli, distribuiti in Italia da Giochi Preziosi, tra cui tre pupazzi di Kong con grandezze diverse, e delle action figure dedicate a lui, i protagonisti del film di Peter Jackson e le creature dell'Isola del Teschio.

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Locandine e foto di Kong nell'Empire State Building

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Principali[modifica | modifica wikitesto]

Film correlati[modifica | modifica wikitesto]

Nei titoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni uscirono diversi film il cui titolo conteneva il nome di King Kong ma non avendone a che fare. Il professional wrestler indiano Emile Czaja era noto con lo pseudonimo King Kong e ha recitato in due film intitolati King Kong (1962) e Tarzan and King Kong (1965), che non vedevano la presenza del celebre gorilla gigante.

Diversi film di kaiju furono distribuiti in Italia con un titolo che richiamasse a King Kong: Kong, uragano sulla metropoli (o Katango, i personaggi principali sono due umanoidi giganti chiamati Sanda e Gaira, il primo appunto chiamato in italiano Kong), Gli eredi di King Kong, King Kong contro Godzilla (i protagonisti sono invece Gamera chiamato Grande King e Guiron chiamato Godzilla), Kinkong - L'impero dei draghi, e Distruggete Kong! La Terra è in pericolo! (in realtà riferito a Titano-Kong).

Il film italiano Eva la Venere selvaggia uscì nei paesi anglosassoni come Kong Island e King of Kong Island.

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del tempo sono stati pubblicati numerosi adattamenti del personaggio da diverse case editrici.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.imdb.com/title/tt0024216/trivia "King Kong (1933) - Did You Know?" sull'Internet Movie DataBase
  2. ^ Global Creatures takes on "Kong"
  3. ^ Rony, Fatimah Tobing, The third eye: race, cinema, and ethnographic spectacle, Durham, N.C, Duke University Press, 1996, p. 164, ISBN 0-8223-1840-7.
  4. ^ Antonello Sarno, Il cinema dell'orrore, Tascabili Economici Newton/Enciclopedia tascabile
  5. ^ Carlo Rambaldi, Mostri C. corriere.it
  6. ^ Kong: Skull Island: Toby Kebbell reveals who is playing King Kong
  7. ^ a b c Skull Island: A Natural History, falso documentario di Peter Jackson
  8. ^ Max Borenstain scriverà il sequel di Godzilla, badtaste.it. URL consultato il 19 settembre 2014.
  9. ^ http://atlantablackstar.com/2013/11/22/11-of-the-most-racist-movies-ever-made/3/
  10. ^ http://raceandkingkong.blogspot.it/
  11. ^ Kongzilla, Bowen Designs

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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