Festival di Berlino 2018

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Il team di Ognuno ha diritto ad amare - Touch Me Not, film vincitore dell'Orso d'oro

La 68ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino si è svolta a Berlino dal 15 al 25 febbraio 2018.[1]

L'Orso d'oro è stato assegnato al film Ognuno ha diritto ad amare - Touch Me Not della regista rumena Adina Pintilie, che si è aggiudicato anche il premio come miglior opera prima.

L'Orso d'oro alla carriera è stato assegnato all'attore statunitense Willem Dafoe, al quale è stata dedicata la sezione "Homage" con film quali Vivere e morire a Los Angeles (1985), L'ombra del vampiro (Satellite Award 2001), Auto Focus (2002), Antichrist (Premio Bodil 2010) e Pasolini (2014).[2]

Altri riconoscimenti onorari sono stati assegnati al regista ceco Jiří Menzel, al produttore e direttore dell'Israel Film Fund Katriel Schory e a Beki Probst, presidentessa dello European Film Market.[3]

Il festival è stato aperto dal film L'isola dei cani di Wes Anderson.

La retrospettiva di questa edizione, intitolata "Weimar Cinema Revisited", è stata dedicata alle produzioni tedesche negli anni della Repubblica di Weimar (1919-1933), una delle fasi più produttive e influenti del cinema tedesco. Il programma ha incluso lungometraggi, corti e documentari, alcuni recentemente restaurati, da La grande conquista di Mario Bonnard e Nunzio Malasomma (1928) a Opium di Robert Reinert (1919) e due pellicole di Urban Gad a lungo considerate perdute, Weltbrand (1920) e Christian Wahnschaffe, 2. Teil - Die Flucht aus dem goldenen Kerker (1921). Le proiezioni dei film muti sono state accompagnate dalle note di musicisti come Maud Nelissen, Stephen Horne, Günter Buchwald e il giovane pianista Richard Siedhoff.[4]

Nella sezione "Berlinale Special", oltre alle première di Viaje a los Pueblos Fumigados di Fernando E. Solanas e Das schweigende Klassenzimmer di Lars Kraume e alla presentazione in anteprima di serie televisive tra cui Bad Banks, The Looming Tower e The Terror, è stata ricordata la recente scomparsa del cineasta tedesco Ulli Lommel con la proiezione del documentario AMERICA Land of the FreeKS.[5]

La sezione speciale "NATIVe - A Journey into Indigenous Cinema" è stata dedicata in questa edizione ai Paesi e alle isole del Pacifico (Polinesia, Melanesia e Micronesia), con film e documentari tra cui Fata Morgana di Anastasia Lapsui e Markku Lehmuskallio, presentato nel 2004 al Festival du Cinéma Nordique di Rouen.[6]

Giurie[modifica | modifica wikitesto]

Giuria internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Tom Tykwer, presidente della giuria internazionale
Adele Romanski, membro della giuria internazionale

Giuria "Opera prima"[modifica | modifica wikitesto]

Giuria "Documentari"[modifica | modifica wikitesto]

Giuria "Cortometraggi"[modifica | modifica wikitesto]

Giurie "Generation"[modifica | modifica wikitesto]

Nella sezione "Generation", gli Orsi di cristallo sono stati assegnati da due giurie nazionali, la Children's Jury Generation Kplus e la Youth Jury Generation 14plus, composte rispettivamente da undici membri di 11-14 anni e sette membri di 14-18 anni.

I Grand Prix e gli Special Prize sono stati assegnati da due giurie internazionali: la Generation Kplus International Jury, composta dalla regista e sceneggiatrice svedese Sanna Lenken, la regista e sceneggiatrice spagnola Carla Simón e la scozzese Amanda Duthie, direttrice del Festival di Adelaide, e la Generation 14plus International Jury composta dal regista e sceneggiatore brasiliano Felipe Bragança, il fotografo australiano Mark Rogers e dalla curatrice di eventi cinematografici tedesca Verena von Stackelberg.

Selezione ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

In concorso[modifica | modifica wikitesto]

Fuori concorso[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Fuori concorso[modifica | modifica wikitesto]

Programma speciale "1968 - Red Flags for Everyone"[modifica | modifica wikitesto]

Berlinale Special[modifica | modifica wikitesto]

Panorama[modifica | modifica wikitesto]

Forum[modifica | modifica wikitesto]

Proiezioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Generation[modifica | modifica wikitesto]

Generation 14plus[modifica | modifica wikitesto]

Generation Kplus[modifica | modifica wikitesto]

Proiezioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Perspektive Deutsches Kino[modifica | modifica wikitesto]

Retrospettiva[modifica | modifica wikitesto]

Berlinale Classics[modifica | modifica wikitesto]

Homage[modifica | modifica wikitesto]

Culinary Cinema[modifica | modifica wikitesto]

NATIVe - A Journey into Indigenous Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Adina Pintilie, vincitrice dell'Orso d'oro per Ognuno ha diritto ad amare - Touch Me Not
Wes Anderson, Orso d'argento per il miglior regista per L'isola dei cani
Ana Brun, Orso d'argento per la miglior attrice per Las herederas
Anthony Bajon, Orso d'argento per il miglior attore per La Prière
Alonso Ruizpalacios, Orso d'argento per la migliore sceneggiatura (con Manuel Alcalá) per Museo
Marcelo Martinessi, premio FIPRESCI e premio dei lettori di Mannschaft per Las herederas

Premi della giuria internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Premi onorari[modifica | modifica wikitesto]

Premi della giuria "Opera prima"[modifica | modifica wikitesto]

Premi della giuria "Documentari"[modifica | modifica wikitesto]

Premi della giuria "Cortometraggi"[modifica | modifica wikitesto]

Premi delle giurie "Generation"[modifica | modifica wikitesto]

- Children's Jury Generation Kplus

- International Jury Generation Kplus

- Youth Jury Generation 14plus

- International Jury Generation 14plus

Premi delle giurie indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi dei lettori e del pubblico[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio del pubblico (sez. Panorama):
Film: Profile di Timur Bekmambetov
2º posto: Styx di Wolfgang Fischer
3º posto: L'Animale di Katharina Mückstein
Documentario: The Silence of Others di Almudena Carracedo e Robert Bahar
2º posto: Partisan di Lutz Pehnert, Matthias Ehlert e Adama Ulrich
3º posto: O Processo di Maria Ramos

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Welcome To the Berlinale, su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  2. ^ Homage, su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2017).
  3. ^ The Berlinale Camera, su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2015).
  4. ^ Retrospective 2018: "Weimar Cinema Revisited", su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  5. ^ Jan 22, 2018: Competition and Berlinale Special: Soderbergh, Diaz, Padilha, Ruizpalacios, and Lazarov in the Competition - Everett, Fischer Christensen, Lommel, Brinkmann, Nomura Schible, and Šulik in the Berlinale Special, su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2018).
  6. ^ NATIVe - A Journey into Indigenous Cinema, su berlinale.de, www.berlinale.de. URL consultato il 6 febbraio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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