Vivere e morire a Los Angeles

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Vivere e morire a Los Angeles
Vivere e morire a Los Angeles.png
William Petersen in una scena del film
Titolo originaleTo Live and Die in L.A.
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1985
Durata116 min
Genereazione, poliziesco, drammatico, thriller
RegiaWilliam Friedkin
SoggettoGerald Petievich
SceneggiaturaWilliam Friedkin, Gerald Petievich
FotografiaRobby Müller
MontaggioM. Scott Smith
MusicheWang Chung
ScenografiaLilly Kilvert
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Vivere e morire a Los Angeles (To Live and Die in L.A.) è un film del 1985 diretto da William Friedkin, tratto dall'omonimo romanzo scritto da Gerald Petievich, ex agente dell'United States Secret Service, il corpo di polizia federale che si occupa anche del contrasto alla contraffazione delle banconote.

È considerato dalla critica come uno dei migliori film del regista statunitense e come uno dei polizieschi che hanno riscritto le regole del genere[1][2][3].

La colonna sonora è stata composta dagli Wang Chung.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'agente federale Chance è sulle tracce del pittore e falsario Eric Masters, che ha assassinato un suo anziano collega. Ed è pronto a tutto pur di catturare questo feroce criminale, anche ad infrangere regole etiche proprie del lavoro di federale. Il suo nuovo compagno Vukovich è invece restio a infrangere la legge. Tuttavia, per procurarsi i soldi necessari per intrappolare il falsario-assassino, i due poliziotti rapinano un certo Thomas Ling di cui hanno saputo che trasporta una somma consistente in contanti e sfuggono avventurosamente agli inseguitori. Ling rimane ucciso nelle sparatorie. In seguito si viene a sapere che Ling era un agente dell'FBI, l'altra polizia federale, impegnato in una azione sotto copertura. All'incontro-trappola però i due agenti non riescono ad arrestare Masters, anzi Chance viene ucciso. Dopo un altro inseguimento, Vukovich uccide Masters.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il regista trovò il romanzo di Petievich, che gli fu consegnato come manoscritto, molto realistico, restando affascinato soprattutto dalla "surrealistica natura" del lavoro di agente dell'United States Secret Service al di fuori di Washington DC. Decise perciò di riadattare il romanzo, scrivendo la riduzione di proprio pugno con la collaborazione di Petievich. Benché la maggior parte dei personaggi e dei dialoghi siano tratti dal libro, ci sono state alcune aggiunte: la scena terroristica dell'inizio, l'inseguimento automobilistico, la resa dei conti tra Chance e Masters. L'accordo iniziale di produzione era di cento milioni di dollari da parte della 20th Century Fox, ma quando fu comprata da Rupert Murdoch uno dei produttori si fece indietro e la produzione passò alla MGM.

Il budget con cui Friedkin poteva lavorare era di soli 6 milioni di dollari, mentre il cast e la troupe godevano di salari relativamente scarsi. Friedkin decise perciò di non assumere star per questo film. Incontrò William Petersen a New York e, dopo sola mezza paginata di lettura, gli assegnò la parte, considerandolo perfetto per il ruolo. Allo stesso modo, assunse larga parte della troupe prediligendo professionisti veloci e alla mano, tra cui Robby Müller come direttore della fotografia (che non era iscritto al sindacato). Friedkin girava perlopiù sul posto, molto velocemente e tenendo spesso il primo ciak, per conferire un maggior senso di immediatezza. Finse talvolta di fare una prova con gli attori, mentre stava effettivamente girando il film.

Il ruolo di Petersen venne originariamente offerto a Gary Sinise, che però rifiutò. Fu il primo ruolo per Gary Cole (non accreditato, interpreta l'uomo inseguito da Chance). Anche Kristy Swanson parteciò alle riprese interpretando la figlia di uno dei protagonisti (presumibilmente di Stockwell), ma la sua scena venne poi eliminata nel montaggio finale.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

È stata scritta, composta e interpretata dal gruppo inglese dei Wang Chung, il disco To Live and Die in L.A. soundtrack è stato il loro terzo album e il secondo con la Geffen Record. La canzone To Live and Die in L.A. si è piazzata al 41º posto della classifica americana Billboard Hot 100 del 1985.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film segna il debutto cinematografico di John Turturro.
  • Nella scena della fuga in auto contromano, in realtà l'auto dei protagonisti percorre la strada nel verso giusto, sulla destra, e tutte le altre auto al contrario, sulla sinistra. Si tratta di una scelta effettuata perché lo spettatore, inconsciamente, avverta come ancora più angoscioso il flusso anomalo delle auto che si affollano contro l'auto in fuga.
  • Nelle scene della stampa delle banconote contraffatte dove non si vede Masters, furono impiegati veri falsari.
  • Furono stampati oltre un milione di dollari in banconote false, ma con tre errori per evitare che potessero essere usate realmente.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«Noir metropolitano tra i più violenti e pessimisti ... per questo non ha mai sfondato col grande pubblico... un bombardamento di immagini senza precedenti... Il braccio violento della legge, in confronto, è un film per bambini... fondamentale l'apporto della fotografia iperrealista di Robby Müller e della musica martellante dei Wang Chung.» ***½ [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione de Il Morandini, dizionario dei film 2011, su mymovies.it. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  2. ^ Dal sito filmfilm.it, recensione a cura di Mario Sesti e Massimo Sebastiani, su filmfilm.it. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  3. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti, dizionario dei film 2011, B.C. Dalai.
  4. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, Baldini&Castoldi, ed. 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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