Festival di Berlino 1963

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La 13ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino si è svolta a Berlino dal 21 giugno al 2 luglio 1963.[1]

L'Orso d'oro fu assegnato ex aequo al film italiano Il diavolo di Gian Luigi Polidoro e al film giapponese Bushidô zankoku monogatari di Tadashi Imai.

Le retrospettive di questa edizione furono dedicate all'attrice Elisabeth Bergner e ai registi E.A. Dupont, Karl Grune e Yasujirō Ozu.[2]

In questa edizione furono introdotti per la prima volta il premio INTERFILM, assegnato da una giuria internazionale per richiamare l'attenzione sul rispetto tra diverse tradizioni religiose e filosofiche, e il premio UNICRIT assegnato dalla Union de la Critique de Cinéma.

Un'altra novità di questa edizione fu il cosiddetto "ponte-TV", un programma giornaliero per i residenti di Berlino Est moderato dal critico Friedrich Luft. Il tentativo di superare simbolicamente la divisione della città e trasmettere parte del programma della rassegna via etere fu visto dai contemporanei come un gesto politico esplosivo.[1]

Dal punto di vista artistico, la crisi di contenuti già evidenziata nell'edizione precedente continuò anche in quella del 1963 e nonostante le decisioni della giuria la critica ritenne L'immortale di Alain Robbe-Grillet, Giovani prede di Nikos Koundouros e I gigli del campo di Ralph Nelson le pellicole più interessanti.[1]

Il numero di film in concorso venne ridotto e si parlò anche della proposta di tenere il festival solo ogni due anni, suggerimento che fu respinto da una risoluzione del Senato che ritenne necessaria una "documentazione ininterrotta di film", soprattutto in un periodo in cui la concorrenza della televisione e lo sviluppo di una nuova generazione di registi stavano riportando il cinema alla sua "entelechia artistica".[1]

Le difficoltà nel guidare il festival su una nuova rotta, tra interessi politici ed economici e esigenze artistiche, furono espresse in un articolo scritto da Alfred Bauer su Der Tagesspiegel poco prima dell'inaugurazione. Oltre a difendere i successi del passato, Bauer insistette sulla "natura ideale" del suo compito di organizzare un evento artistico come la Berlinale e sottolineò l'importanza cruciale della continuità, ricevendo le critiche dei giovani registi tedeschi che continuavano a mantenere la loro distanza dal festival e l'avrebbero boicottato negli anni successivi.[1]

Giurie[modifica | modifica wikitesto]

Giuria internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Giuria "Documentari e cortometraggi"[modifica | modifica wikitesto]

Selezione ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

In concorso[modifica | modifica wikitesto]

Documentari e cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premi della giuria internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Premi della giuria "Documentari e cortometraggi"[modifica | modifica wikitesto]

Premi delle giurie indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e 13th Berlin International Film Festival - June 21 - July 2, 1963, www.berlinale.de. URL consultato l'11 febbraio 2017.
  2. ^ Retrospectives Before 1977, www.berlinale.de. URL consultato il 2 marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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