Chiesa di Maria Santissima del Soccorso (Palmi)

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Chiesa di Maria Santissima del Soccorso[1]
Chiesa del Soccorso Palmi.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàPalmi-Stemma.pngPalmi[1]
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMadonna del Soccorso[1]
Diocesi Oppido Mamertina-Palmi
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXVI secolo (prima chiesa di cui si abbia documentazione)[2]
Completamentoanni 1930 (chiesa attuale)[1]
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 38°21′19.08″N 15°50′41.17″E / 38.3553°N 15.84477°E38.3553; 15.84477

La chiesa di Maria Santissima del Soccorso è un luogo di culto cattolico di Palmi.[1] È ubicata nel centro storico e prospetta sulla piazzetta del Soccorso. Conosciuta come Chiesa del Soccorso, venne eretta a parrocchia il 30 maggio 1733[3] ed al suo interno è custodita e venerata la statua lignea settecentesca della Madonna del Soccorso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal XVI secolo a Palmi risulta presente una chiesa dedicata alla Madonna del Soccorso[2] e, nel 1533, all'interno di questo luogo di culto accadde un evento storicamente definito come «il miracolo di Palmi».[4] Inoltre le cronache del tempo riportano che, in quel periodo, la chiesa venne visitata dal beato cappuccino Lodovico Comi di Reggio Calabria, che predicò fuori l'edificio davanti ad una moltitudine di persone.[5]

La chiesa del Soccorso in un dipinto del 1847 di Edward Lear, inserito nell'opera Diario di un viaggio a piedi.

La chiesa è citata anche nella visita ex limina a Palmi di mons. Marcantonio Del Tufo, vescovo della Diocesi di Mileto, nel 1586.[6] Sopra l'altare maggiore[7] vi era un quadro della Madonna del Soccorso[8] e sette erano gli altari laterali dedicati rispettivamente a San Leonardo, a San Paolo, all'Angelo, a Santa Caterina[9], all'Annunziata[10], alla Madonna dell'Itria[11] ed uno senza titolo. All'interno della chiesa aveva già sede la congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso,[12] che risulta a tutt'oggi esistente e stabilita in questo luogo di culto.

Nel 1733 la chiesa fu elevata a parrocchia[3] ed è menzionata come «dentro le mura» nella deposizione del 1740 dell'arciprete di San Nicola don Bruno Trifiletti, per l'elevazione della chiesa madre a collegiata.[13]

A seguito del terremoto del 1783 la chiesa del Soccorso venne demolita e successivamente ricostruita nel 1788.[14]

La chiesa fu danneggiata nuovamente dal terremoto del 1894, risultando tra i luoghi di culto cittadini maggiormente colpiti dal sisma,[15] nonché dal terremoto del 1908.[14] L'edificio pertanto venne ricostruito e, durante il periodo dei lavori, la sede parrocchiale fu trasferita nella chiesa del Santissimo Crocifisso.[1] L'attuale chiesa risale quindi agli anni venti e trenta dello scorso secolo, ad opera di maestranze calabresi.[1]

Negli anni settanta la chiesa fu oggetto, per la prima volta, di lavori di ristrutturazione interna sotto la direzione dell'arch. Nino Bagalà.[1]

Il 10 giugno del 1979 la chiesa passò, come tutta la città di Palmi, dalla giurisdizione della diocesi di Mileto (alla quale era stata soggetta fin dalla fondazione), alla nuova diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[16]

Nuovi lavori di restauro di tutto l'edificio sono stati invece effettuati nel 2003.[1][17]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

All'esterno la chiesa presenta una facciata a capanna in stile neoclassico,[18] senza aperture, con due frontoni spezzati.[1] Il primo frontone spezzato, di forma curvilinea, è sorretto da due coppie di capitelli ionici festonati collocati ai lati di un portale d’ingresso incorniciato da un piccolo protiro lapideo formato da due semicolonne che sostengono la trabeazione.[1] Il secondo frontone, posto alla sommità della facciata, triangolare e di dimensioni minori, poggia su lesene composite che poggiano sul protiro. All'interno del secondo frontone è racchiusa una cornice sovrastata da stemma.[1] La facciata è conclusa all'estremità superiore da una croce in ferro.

Le facciate laterali non presentano elementi architettonici ad esclusione di monofore a semicerchio. L'abside, che si apre dalla parete di fondo della chiesa, non presenta invece nessun tipo di apertura.

La copertura, con manto in tegole portoghesi, è a doppia falda tranne per l'abside, nella quale risulta a padiglione.[1]

Il campanile è a vela, realizzato nella parte posteriore dell'edificio in corrispondenza dell'abside, ed è in cemento armato. La pianta della struttura è ennagonale con copertura piana, sormontata da alcune strutture cuspidate. La cella campanaria è formata da tre aperture a tutto sesto.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Complesso statuario della Pietà.
L'altare laterale di Santa Rita da Cascia.
La settecentesca statua di Maria Santissima del Soccorso.

Al suo interno la chiesa è formata da una sola navata,[14] che termina con un'abside curvilinea. L'aula corrisponde alla navata mentre il presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto al resto dell'edificio, è collocato nell'abside.[1]

Navata[modifica | modifica wikitesto]

Nella controfacciata è posta, in corrispondenza dell'ingresso, una bussola.[1]

Le pareti laterali sono divise da massicci pilastri rettangolari, che sorreggono arcate a tutto sesto e suddividono la navata in cinque campate entro le quali sono disposti gli altari laterali e le opere d'arte.[1] Sulla parete di fondo si apre centralmente l'abside curvilinea e, inoltre, è collocata la porta d'accesso alla sacrestia. Tutti gli altari laterali sono realizzati in marmo (bianco o policromo) scolpito e intarsiato, opera di maestranze locali.

Gli altari laterali della parete sinistra sono i seguenti:

Nella prima campata di sinistra è collocato invece un dipinto in olio su tela raffigurante il Battesimo di Gesù Cristo (2001), opera del pittore Antonio Gambacorta,[26] con sottostante fonte battesimale;[14]

Gli altari laterali della parete destra sono i seguenti:

Nelle campate di destra sono invece collocati: un dipinto in olio su tela raffigurante la Madonna del Rosario (XX secolo), opera di artisti dell'Italia meridionale,[33][14] con sottostante confessionale in legno; una immagine di Gesù Misericordioso (XXI secolo) e una Deposizione (2017) in terracotta realizzata da Achille Cofano.

Completano le pareti verticali le seguenti opere: le stazioni della via Crucis (1937), realizzate da Carmelo Tripodi,[24]; due dipinti raffiguranti rispettivamente San Paolo e San Pietro, realizzati nel XXI secolo, e posti sulla parete di fondo della navata, ai lati dell'apertura dell'abside.,

Il pavimento è formato da lastre di marmo beige, con zoccolatura sempre dello stesso materiale. Nella parte centrale vi sono inserimenti in marmo marrone a formare dei riquadri. Il tutto su progetto, negli anni settanta, dell'architetto Nino Bagalà.[14]

Il soffitto della navata è ligneo e a cassettoni, realizzato anch'esso negli anni settanta da Nino Bagalà.[14]

Abside[modifica | modifica wikitesto]

Nell'abside è collocato l'altare maggiore, in marmo bianco e policromo intarsiato, nel quale è posta un'edicola contenente al suo interno una statua lignea di Maria Santissima del Soccorso (XVIII secolo), realizzata dall'artista Domenico De Lorenzo.[14]

L'abside è invece coperta da una semi-cupola tinteggiata di celeste[1] e la pavimentazione è in marmo.

Festività e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Provvedimento di tutela tramite decreto della Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, n. 936 del 30 agosto 2011, per vincolo architettonico e monumentale.[38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Chiesa di Maria Santissima del Soccorso, su http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/. URL consultato il 29 novembre 2016.
  2. ^ a b Gualtieri, p. 303
  3. ^ a b c d De Salvo, pagg. 232-233
  4. ^ A spasso per un comune dal sapore antico, su rete.comuni-italiani.it. URL consultato il 29 settembre 2016.
  5. ^ De Salvo, pag. 155
  6. ^ Rettore e beneficiato era l'arciprete Minico Porfida, nominato con bolla pontificia. L'entrata era costituita da 7,00 ducati che si riscuotevano ogni anno da diciotto censi dovuti dallo stesso numero di debitori. Il sacro arredamento comprendeva due calici con le coppe e le patene d'argento, una pianeta di damasco bianco con la croce di raso rossa, due tunicelle, una pianeta di velluto rosso ed un'altra di tela gialla, sei avantaltari di diversi tessuti e colori, due camici con i cingoli e gli amitti e le stole ed i manipoli, venticinque tovaglie d'altare, tre messali, uno stendardo di damasco bianco con la frangia verde, una croce di legno dorata ed il velo di damasco rosso. La chiesa era pavimentata e coperta a volta con la cupola, vi erano le sepolture, un'acquasantiera di marmo fissata al muro con alcuni ferri, due campane e la porta con la serratura e la chiave.
  7. ^ Questo era provvisto di tre tovaglie e di due candelieri, e dell'avantaltare di seta rossa e bianca.
  8. ^ Dipinto ad olio con l'immagine della Madonna del Soccorso con le cornici e le colonne dorate.
  9. ^ Nell'altare di Santa Caterina si celebravano due messe alla settimana di lunedì e di venerdì per un legato di 2,40 ducati annui lasciato dal fu Giacomo Cernicola. Ridotta già all'epoca a metà la contribuzione, si celebrava una sola messa.
  10. ^ L'altare dell'Annunziata era di patronato di Giulio Cazzoia, che versava l'elemosina di 1,20 ducati all'anno per una messa ogni lunedì.
  11. ^ La devozione alla Madonna dell'Itria era mantenuta da mastro Giuseppe Cali, che per una messa ogni martedì 1,20 ducati ogni anno per un lascito del fu Geremia Cali, e dava anche mezzo cafiso d'olio perché si potesse tenere accesa la lampada.
  12. ^ LE CHIESE DI PALMI NEL 1586 (PDF), su lalbadellapiana.it. URL consultato il 24 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2016).
  13. ^ De Salvo, pag. 237
  14. ^ a b c d e f g h i j k La voce del Tirreno, 5 marzo 2009 anno 3 n. 3 (PDF), su lavocedeltirreno.it. URL consultato il 24 settembre 2016.
  15. ^ Calogero, pag.
  16. ^ pag. 1361 (PDF), su vatican.va. URL consultato il 4 marzo 2013.
  17. ^ Programma degli interventi in materia di edilizia di culto da ammettere a contributo regionale, Legge 12/04/1990, n. 21. Regione Calabria, giunta regionale seduta del 10/10/2000 (PDF), su consiglioregionale.calabria.it. URL consultato il 24 settembre 2016.
  18. ^ Guida Touring, pag. 629
  19. ^ Maestranze calabresi sec. XX, Altare di San Francesco da Paola
  20. ^ Bottega calabrese sec. XX, Sportello di tabernacolo con calice eucaristico
  21. ^ Ambito calabrese sec. XX, San Francesco di Paola
  22. ^ Maestranze calabresi sec. XX, Altare di Santa Rita
  23. ^ Bottega calabrese sec. XX, Sportello di tabernacolo ligneo
  24. ^ a b Carmelo Tripodi, in grande maestro calabrese che ha esaltato l’arte, su ilsudonline.it. URL consultato il 29 settembre 2016.
  25. ^ Stuflesser F. sec. XX, Santa Rita da Cascia
  26. ^ Gambacorta Morizzi A. (2001), Battesimo di Gesù Cristo
  27. ^ Maestranze calabresi (1940), Altare della Pietà
  28. ^ Tripodi C. (1940 circa), Sportello di tabernacolo
  29. ^ Bottega leccese sec. XX, Pietà
  30. ^ Maestranze calabresi sec. XX, Altare della Madonna del Rosario
  31. ^ Bottega calabrese sec. XX, Sportello di tabernacolo
  32. ^ Ditta Lamagna G. sec. XX, Sacro Cuore di Gesù
  33. ^ Ambito dell'Italia meridionale sec. XX, Madonna del rosario
  34. ^ Palmi festeggia la Madonna "Madre del perpetuo Soccorso", su www.filippo-marino.it. URL consultato il 24 febbraio 2013.
  35. ^ Marinai, su http://www.mbuttaturidellavaria.it/. URL consultato il 22 novembre 2014.
  36. ^ Lovecchio, pagg. 59-60
  37. ^ L'istituzione della nuova parrocchia è confermata anche nel memoriale del 1740 del parroco di San Nicola don Bruno Trifiletti, redatto per l'elevazione della chiesa madre cittadina a collegiata. Nel memoriale il parroco riferì di «una parrocchia intitolata all'Immacolata Concezione di Santa Maria del Soccorso, avente una popolazione di 670 abitanti su un totale di 6.270».
  38. ^ Regione Calabria Dipertimento Urbanistica - AGGIORNAMENTO QUADRO CONOSCITIVO QTRP, su burc.regione.calabria.it. URL consultato il 15 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]