Chiesa di Sant'Elia (Palmi)

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Chiesa di Sant'Elia
Chiesa di Sant'Elia profeta.jpg
La facciata della chiesa.
Stato Italia Italia
Regione Calabria Calabria
Località Palmi-Stemma.png Palmi
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Sant'Elia profeta
Sant'Elia Juniore[1]
Diocesi Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi
Stile architettonico Architettura moderna
Inizio costruzione 884 (chiesa costruita da Elia di Enna)
Completamento 1959 (chiesa attuale)[2]
Sito web Sito ufficiale

Coordinate: 38°20′47.87″N 15°50′28.75″E / 38.34663°N 15.84132°E38.34663; 15.84132

La chiesa di Sant'Elia[2] è un luogo di culto cattolico di Palmi, ubicato sulla sommità dell'omonimo monte. La prima chiesa realizzata su questo sito risale all'anno 884 mentre l'attuale edificio è del 1959.[1] La chiesa al suo interno custodisce le due venerate statue di sant'Elia e di Maria Santissima della Montagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 884 venne fondato da Elia di Enna un luogo di culto sulla sommità del monte Salinas, con annesso convento di monaci basiliani.[3] Nel convento visse gran parte della sua vita, e vi venne anche sepolto, san Filarete.[4]

L'abbazia fu ricostruita nell'XI secolo da alcuni monaci basiliani che la dedicarono a sant'Elia lo Juniore, e all'interno della quale erano custodite le spoglie del santo.[1]. Ruggero II di Sicilia sottopose il luogo di culto, nel 1134, all'archimandrita del cenobio del Salvatore di Messina.[5]

La chiesa realizzata ad inizio del XX secolo e distrutta durante il secondo conflitto mondiale

Il romitorio di basiliani dedicato a sant'Elia profeta fu l'unica chiesa che, nel XV secolo, scampò alle rovine delle incursioni saracene che devastarono Palmi.[6]

La Chiesa di sant'Elia «fuori le mura» è menzionata anche nella deposizione dell'arciprete della parrocchia di San Nicola, nel 1740, per l'elevazione della chiesa Madre a collegiata.[7]

L'abbazia ed il convento vennero distrutti dal terremoto del 1783[8] e, su quei ruderi, nel 1804[8] venne costruita una chiesetta ad opera del canonico Sollazzo.[2] La chiesa, di vetusta e cattiva costruzione in pietrame, fu rovinata dal terremoto del 1894, così come un piccolo corpo di fabbrica adiacente a sinistra della stessa venne interamente diroccato ed abbandonato.[9]

La nuova chiesa, riedificata all'inizio del XX secolo, venne nuovamente distrutta nel corso dell'ultimo conflitto mondiale.[8][2]

Nel 1959 venne ricostruito, ad opera di maestranze locali, l'attuale luogo di culto.[2] E da allora, negli anni, sono stati eseguiti alcuni lavori. Nel 1965 è stata aggiunta una mensa marmorea per l'adeguamento liturgico[2] mentre nel 2015 la chiesa, internamente ed esternamente è stata completamente restaurata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa esternamente presenta una facciata a capanna senza finestre e senza ornamenti, ad eccezione di due fasce di mattoni ad andamento zigzagante, collocate sopra il portone d'ingresso rialzato di tre gradini rispetto all'esterno.[2] La chiesa è coperta da un tetto a due falde, con manto di copertura in tegole portoghesi.[2]

Il campanile si trova sul lato sinistro, vicino ai locali accessori della chiesa. A base quadrata, mostra due aperture sovrapposte, arcuate a tutto sesto, e una copertura cuspidata.[2]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Al suo interno l'edificio risulta a navata unica, con le pareti laterali scandite dai pilastri della struttura portante in mezzo ai quali si aprono in alto coppie di finestre rettangolari.[2] L'aula termina con un presbiterio sopraelevato di un gradino e di larghezza maggiore rispetto al resto della chiesa.[2] Sul lato sinistro dello stesso vi è l'accesso alla sacrestia e al campanile.[2] Il soffitto di tutta la chiesa è piano.[2]

Le opere d'arte presenti nella chiesa sono le seguenti:

  • Stazioni della Via Crucis, in terracotta e collocate lungo le pareti laterali;
  • Statua di Maria Santissima della Montagna (1958), collocata in una nicchia sopra l'unico altare laterale della chiesa;[8]
  • Statua di Sant'Elia profeta (1945), collocata nell'edicola posta sopra l'altare maggiore della chiesa.[8]

Festa di sant'Elia[modifica | modifica wikitesto]

Festa di sant'Elia profeta
Tipo di festa Religiosa e civile
Data Penultima domenica di luglio
Celebrata in Palmi-Stemma.png Palmi
Religione Cattolicesimo
Tradizioni Processione[10]
Tradizioni profane Sagre,[11] "sfilata dei Giganti",[11] spettacolo musicale, spettacolo pirotecnico
Data d'istituzione XIX secolo[12]

La festa di Sant'Elia profeta, compatrono di Palmi,[1] è un evento religioso e civile che si svolge annualmente la penultima domenica di luglio,[13] nella chiesa ed in tutta l'area della sommità del monte. L'evento è organizzato dalla parrocchia Santa Famiglia[14] e richiama migliaia di fedeli e turisti dai centri della zona.[15]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti più antiche che attestano l'esistenza a Palmi di una festività dedicata a Sant'Elia, risalgono alla metà del XIX secolo, quando veniva celebrato l'evento al 21 luglio, nella «chiesuola sul monte dello stesso nome».[16] Inoltre le fonti riferiscono che in tale giorno, e nei seguenti fino all'ottavo, chiunque ascendesse a pregare il santo sulla montagna, secondo l'intenzione del pontefice, godeva di indulgenza plenaria concessa da papa Pio VII.[16]

Da una iscrizione posta su una lapide di marmo all'interno di quella chiesa, nel XIX secolo, è riportato che Elia di Enna era compatrono di Palmi.[1] L'iscrizione recitava:

« D.O.M. Ac divo Eliae Prophetae templum ad antiquissimo tempore dicavit, dotavitque, et in compatronum elegit civitas Palmarum jure suo patronus. Terraemotus vero diei V februari 1783. Partim collapsum, Pietas vero civitatis praedictae ac labore indefesso reverendi canonici Carmeli Sollazzo ad hanc venustionem formam reintegravit. A.D. 1804 »

Il culto locale verso la figura del santo è testimoniato invece ancor prima del XIX secolo. Difatti, già sul finire del XVII secolo, gli abitanti di Palmi rivolgevano le loro preghiere a sant'Elia in caso di perdurante siccità, e prelevavano la statua del santo dalla sua chiesa in cima al monte, scendendola in città per trattenerla fin quando non veniva concessa la grazia della pioggia.[17]

La statua[modifica | modifica wikitesto]

Altare maggiore della chiesa di sant'Elia

La statua policroma di Sant'Elia, ripercorre sia l'iconografia del profeta biblico, sia quella del santo di Enna, in quanto molti aspetti della vita di entrambi risultano sovrapponibili. Il santo, raffigurato con abiti tipici indossati dai monaci, tiene con la mano destra una spada rossa mentre ai suoi piedi, a lato sinistro, vi è un corvo poggiato su di un ramo, che porta in bocca una pagnotta.

La realizzazione dell'opera risale al 1945 e fino agli inizi del XXI secolo era ammirabile, nella navata destra del duomo di Palmi, una copia più antica della statua di sant'Elia.

Durante l'anno la statua è posta in una nicchia sopra l'altare maggiore della chiesa. Durante il periodo dei festeggiamenti di luglio invece l'icona viene scesa dalla suddetta nicchia per essere posta su di una vara in legno, che viene posizionata immediatamente sotto il presbiterio a lato sinistro. Questa base servirà principalmente per il trasporto processionale della statua per le vie del monte la sera della penultima domenica di luglio.

I festeggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

Le funzioni religiose della festa di sant'Elia cominciano con la celebrazione eucaristica svolta in mattinata nella chiesa. Sempre nella mattinata il programma civile prevede la "sfilata dei Giganti",[11] accompagnati dal tipico "complesso dei tamburinari", ed il passaggio di una banda musicale per le vie del monte nonché per le strade di Palmi. Nella zona adiacente la chiesa viene inoltre svolta una piccola fiera di venditori ambulanti.[18]

Dopo la celebrazione eucaristica delle 18.00 viene svolto l'evento principale della festa, che consiste nella processione della statua per le vie del monte. Per l'occasione la vara in legno sopra la quale è collocata la statua, viene addobbata di fiori e le vengono inserite alla base due stanghe in legno rivestite di cuscini, che servono a poter alzare e trasportare a spalla il fercolo.[10] Il compito del trasporto a spalla per le vie del monte della vara di sant'Elia spetta a diciotto portatori chiamati in gergo locale «'mbuttaturi».[19] Ai diciotto portatori sotto le due stanghe si aggiungono due "timonieri", uno davanti e uno dietro al fercolo ed entrambi al centro delle stanghe, che hanno il compito di indirizzare il cammino della base processionale guidando e correggendo con la forza delle braccia l'assetto di marcia della vara, per equilibrarla e distribuire equamente il peso sulle spalle di tutti i 'mbuttaturi.[10] I 'mbuttaturi appartengono principalmente alla parrocchia Santa Famiglia ed il loro abbigliamento, per la processione, consiste nell'indossare jeans ed una maglietta bianca con l'effigie di sant'Elia.[10]

La composizione della processione, elencata in ordine di sfilata, è la seguente:[10]

  • "complesso dei tamburinari". La processione è aperta, come spesso accade in Calabria, da un complesso di tamburinari che eseguono un ritmo scandito per tutto il percorso;
  • gonfalone della parrocchia Santa Famiglia;
  • parroco e clero;
  • vara con il simulacro di sant'Elia;
  • banda musicale. La banda esegue, lungo tutto il tragitto, delle marce militari, poiché questi brani hanno un ritmo ben scandito che serve a sincronizzare il passo dei 'mbuttaturi, che trasportano a spalla la vara a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro;
  • fedeli.

Il corteo percorre tutte le strade asfaltate della montagna, fino a raggiungere la Strada statale 18 Tirrena Inferiore. Il percorso risulta quindi avere una lunghezza di circa 3,9 km e la durata della processione è di quasi due ore.

Al rientro in chiesa della vara del santo per la conclusione della processione, completano la festa lo svolgimento di alcune sagre,[11] uno spettacolo musicale e, in tarda serata, viene effettuato uno spettacolo pirotecnico dal Belvedere Managò.

Festa di Maria Santissima della Montagna[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Madonna della Montagna
Tipo di festa Religiosa e civile
Data Prima domenica di settembre[20]
Celebrata in Palmi-Stemma.png Palmi[20]
Religione Cattolicesimo
Tradizioni Processione
Tradizioni profane Fiaccolata, spettacolo pirotecnico[21]

La festa di Maria Santissima della Montagna è anch'essa un evento religioso e civile che si svolge annualmente, la prima domenica di settembre,[20] nella chiesa ed in tutta l'area della sommità del monte con l'organizzazione da parte della parrocchia Santa Famiglia.[14]

La statua[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Maria Santissima della Montagna

La statua policroma della ripercorre l'iconografia tipica con la quale è rappresentata, in Calabria, la Madonna della Montagna.[22] Seduta su di una roccia, la Vergine indossa una veste di colore rosso ed è adornata da un manto di colore azzurro, che le copre le spalle e le ginocchia, e da un velo bianco che le copre in parte i capelli.[23] La Madonna, con la mano destra, sorregge la figura di Gesù Bambino, il quale è in piedi poggiato sulle sue ginocchia. Con la mano sinistra la Madonna stringe un rosario. Il Gesù bambino, a sua volta, sostiene con la mano destro un cuore.[23] A lato sinistro della Madonna vi è collocata la statua di un pastore che, anch'esso, stringe in mano un rosario. A lato destro della Vergine invece vi è un bue inginocchiato davanti ad una croce. Queste ultime due statue non mantengono le stesse proporzioni della Madonna e del Gesù Bambino.[23]

Le due figure sacre della Madonna e di Gesù Bambino vennero incoronate, il 1º settembre 2001, con due corone d'oro benedette da papa Giovanni Paolo II. La cerimonia di incoronazione fu celebrata dall'allora vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi Domenico Crusco.[24]

Durante l'anno la statua è posta in una nicchia sopra l'unico altare laterale della chiesa. Invece per il periodo dei festeggiamenti di settembre, l'icona viene anch'essa scesa dalla suddetta nicchia per essere posta su di una vara in legno,[21] che viene posizionata immediatamente sotto il presbiterio a lato sinistro. Anche questa base servirà principalmente per il trasporto processionale della statua per le vie del monte la sera della prima domenica di settembre.

I festeggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

La vara della Madonna in processione, durante la fiaccolata finale.

La festa della Madonna della Montagna viene celebrata con le stesse funzioni religiose e gli stessi eventi civili che contraddistinguono la festa di sant'Elia. Nella mattina vi è la celebrazione eucaristica in chiesa con il "complesso dei tamburinari" che suona per le vie del monte.[21] Nella zona adiacente la chiesa viene svolta, anche in questo caso, una piccola fiera di venditori ambulanti.[25]

Anche dopo la celebrazione eucaristica delle 18.00[21] viene svolta una processione della statua della Madonna della Montagna per le vie del monte. La modalità di trasporto della statua, i 'mbuttaturi (portatori), il percorso del corteo, nonché la sua composizione e durata coincidono con quelli della processione di sant'Elia.

L'unica differenza tra le due processioni avviene negli ultimi 250 metri del corteo della Madonna della Montagna, poiché viene svolta una fiaccolata, alla quale partecipano anche i portatori della statua tenendo ognuno di essi in mano una fiaccola. Lo spettacolo pirotecnico in questa festa viene svolto subito dopo il termine della processione.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Leopardi, pag. 67
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Chiesa di Sant'Elia <Palmi>, su http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/. URL consultato il 1 ottobre 2017.
  3. ^ De Salvo, pag. 10
  4. ^ Storia di san Filarete, sanfrancescosales.it. URL consultato il 5 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2012).
  5. ^ De Salvo, pagg. 24 e 25
  6. ^ De Salvo, pag. 150
  7. ^ De Salvo, pag. 237
  8. ^ a b c d e Notizie sulle chiese di Palmi (PDF), lavocedeltirreno.it. URL consultato il 5 maggio 2013.
  9. ^ Annibale Riccò, pag. 30
  10. ^ a b c d e Filmato audio Palmi Sant'Elia - Festa di Sant'Elia - La Processione, su YouTube, 23 luglio 2012, a 00 min 00 s. URL consultato il 21 luglio 2015.
  11. ^ a b c d Filmato audio Palmi Sant'Elia - Festa di Sant'Elia - Giochi popolari in Parrocchia, su YouTube, 23 luglio 2012, a 00 min 00 s. URL consultato il 21 luglio 2015.
  12. ^ Data più antica attestata da fonti.
  13. ^ Elenco delle feste della provincia di Reggio Calabria, italiaambulante.com. URL consultato il 21 luglio 2015.
  14. ^ a b Dal 1994, data d'istituzione della parrocchia Santa Famiglia di Palmi.
  15. ^ Festa al Monte Sant'Elia di Palmi con giochi popolari i Giganti Mata e Grifone e la Processione, ilgiornaledellapianadigioiatauro.it. URL consultato il 21 luglio 2015.
  16. ^ a b Guardata, pag. 36
  17. ^ Pacichelli
  18. ^ REGOLAMENTO COMUNALE PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE (Approvato con Del. C.P. n. 77 del 14/05/2007). Articolo 10 comma 2) punto h) Festa di Sant'Elia.
  19. ^ Nel dialetto calabrese meridionale il verbo «mbuttare» è traducibile in italiano con il verbo «spingere». Da qui la terminologia del nome «'mbuttaturi».
  20. ^ a b c PALMI PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA
  21. ^ a b c d e Filmato audio Festa di Maria ss.ma della montagna ,palmi 2014 -palmi forever, su YouTube, 25 novembre 2014, a 00 min 00 s. URL consultato il 21 luglio 2015.
  22. ^ Storia della nascita del culto della Madonna della Montagna
  23. ^ a b c Filmato audio Madonna della montagna a santelia, su YouTube, 6 settembre 2011, a 00 min 00 s. URL consultato il 16 giugno 2014.
  24. ^ Le celebrazioni del settembre mariano in Calabria.
  25. ^ REGOLAMENTO COMUNALE PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE (Approvato con Del. C.P. n. 77 del 14/05/2007). Articolo 10 comma 2) punto i) Festa della Madonna della Montagna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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