Monte Sant'Elia (Palmi)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Monte Sant'Elia
Monte Sant'Elia (view from Torre Saracena) - Palmi, Reggio Calabria - Italy - 24 May 2009.jpg
682La montagna, sullo sfondo, fotografata dal Lido di Palmi.
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
ProvinciaReggio Calabria Reggio Calabria
Altezza582 m s.l.m.
CatenaAppennino
Coordinate38°20′45.6″N 15°50′27.6″E / 38.346°N 15.841°E38.346; 15.841Coordinate: 38°20′45.6″N 15°50′27.6″E / 38.346°N 15.841°E38.346; 15.841
Altri nomi e significatiAulinas
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Sant'Elia
Monte Sant'Elia
Veduta da Monte Sant'Elia sulla piana di Gioia Tauro, Calabria

«Palmi ha un Dio dalla sua, il Monte Sant'Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo»

(Leonida Repaci)

Il monte Sant'Elia si trova nel comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Crinale costiero del massiccio dell'Aspromonte, è definito il «balcone sul mar Tirreno».[1] La montagna, nella quale insistono anche alcuni edifici residenziali, è anche uno dei tre centri abitati ufficiali di Palmi, secondo i dati Istat.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

carta fisica del comune di Palmi con evidenziate, nella parte meridionale, le altimetrie del Monte Sant'Elia.

«Ultimo anello di una catena, che si parte dalle selvagge alture degli Appennini per venire a specchiarsi sulle rive ridenti del Tirreno, esso da un lato giganteggia sopra una pianura lussureggiante che in talune ore del giorno sembra un mare lucente; dall'altro lato guarda coi mille occhi delle sue rupi l’immensa distesa del mare, che rumoreggia ai suoi piedi»

(Luigi Parpagliolo[3])

Il monte Sant'Elia occupa l'estremità meridionale del territorio comunale di Palmi, sovrastando il centro cittadino[3]. Con i suoi 579 metri s.l.m., la montagna risulta avere la massima altitudine comunale ed è il confine naturale a sud della Piana di Gioia Tauro. Inoltre, per la sua conformazione, è spesso descritto come un "braccio verso ponente" dell'Aspromonte[4], che degrada rapidamente verso il mar Tirreno[5] tramite un sistema di falesie[5], piccole spiagge e scogliere. Difatti, nel tratto di mare antistante il monte Sant'Elia e compreso nella Costa Viola[5], sono si trovano la baia della Marinella[6], la grotta delle Sirene[7], la grotta dell'Arcudace[7], la grotta Perciata[7] e lo scoglio di Pietra Galera.

La vegetazione del monte è composta prevalentemente da pini marittimi e castagni ed il suo territorio rientra, nella sua totalità, nell'elenco[8] delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

Il nome della montagna, prima del X secolo, era monte Salinas.[10] Il nome derivava dal toponimo dato all'attuale piana di Palmi, cioè Turma delle Saline.[10] La Turma delle Saline era una suddivisione, in quel tempo, del tema di Calabria.[11][10]

A Partire dal XVII secolo al nome di Salinas venne affiancato anche quello di monte Aulinas.[12] Difatti è nel 1657 che il toponimo appare per la prima volta,[13] per via di una errata trascrizione.

Successivamente la montagna venne intitolata a Elia di Enna[14], in funzione della permanenza del santo sul monte nel IX secolo.

La montagna, vista da Palmi, in un dipinto del 1847

Le poche informazioni storiche pervenute sulla montagna riguardano quasi esclusivamente le vicende legate ai conventi e ai monaci[14][15][16] inerenti la chiesa di Sant'Elia, più volte distrutta e riedificata nel corso dei secoli per terremoti[17] o per conflitti bellici.[18]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Elia

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'unico luogo di culto della montagna è la Chiesa di Sant'Elia (1958), architettura moderna posta sulla sommità e costruita nell'area dove, fin dall'anno 884, vi furono edificati vari luoghi di culto[19] con conventi annessi, tra i quali una chiesa costruita da Sant'Elia lo Juniore. All'interno sono collocate le statue della Madonna della Montagna e di Sant'Elia profeta.

Punti panoramici[modifica | modifica wikitesto]

Vista delle "tre croci" sulla cima monte

«Dalla cima del Sant'Elia, dalla balconata a mare della Villa Comunale, dalla gradinata della Torre, si gode un panorama che non è secondo a nessuno dei più famosi centri della riviera amalfitana»

(Leonida Repaci[20])

I punti panoramici della montagna sono molti[21], grazie alla conformazione. Il punto panoramico principale è il Rocco Isola - Pelorosso, posto sulla sommità del monte[22], costituito da una serie di balconate realizzate con ringhiera e scale sopra i vari costoni della montagna[22]. Dalle suddette balconate è possibile ammirare tutta la costa tirrenica[21] da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, il mar Tirreno, le Isole Eolie[21], il vulcano Etna[23] e tutta la città di Palmi. Sulla cima dal belvedere, tra l'altro, sono collocate tre croci bianche, a ricordo del monte calvario dove Gesù fu crocifisso.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sentieri ed escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Sant'Elia è una meta privilegiata di escursionismo o trekking[3]. I due percorsi principali, effettuati dagli escursionisti, sono posti uno alle pendici della montagna, il "sentiero del Tracciolino", ed uno sulla cima della stessa[24]. Il "sentiero del Tracciolino", il cui percorso è posto a mezza costa lungo il fianco nord-est del monte[3], è inserito all'interno dei percorsi naturalistici della Calabria, e costituisce col suo itinerario a picco sul mare della Costa Viola, un richiamo per i turisti[3].

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Costa Viola e Monte S.Elia
Monte Sant'Elia12.jpg
Tipo di areaSito di interesse comunitario
Codice EUAPIT9350158
RegioniCalabria Calabria
ProvinceReggio Calabria Reggio Calabria
ComuniPalmi-Bagnara Calabra-Scilla
Superficie a terra355,35 km²
Mappa di localizzazione

Tra le aree naturali, la montagna ricade in gran parte all'interno di due aree protette[8] della Regione Calabria, e cioè la Zone di Protezione Speciale denominata "Costa Viola"[25] ed il Sito di Interesse Comunitario denominato "Costa Viola e Sant'Elia"[26].

Escursionismo sulla cima della montagna

Il sito di Interesse Comunitario, denominato "Costa Viola e Sant'Elia", costituisce il tratto di costa compresa tra gli abitati di Scilla e Palmi[26]. I versanti della costa sono formati da rocce intrusive e metamorfiche, coperti da depositi di rocce sedimentarie e sedimenti sciolti di ambiente marino costiero e continentali sabbioso-conglomeratici[26]. Lungo i ripidi versanti vengono coltivate, attraverso terrazzamenti, uve pregiate di gaglioppo, malvasia e zibibbo[26]. Un tempo i vigneti venivano raggiunti dai contadini attraverso dei sentieri o addirittura con delle barche che costituivano anche il mezzo di trasporto dell'uva durante la vendemmia[26]. Le rupi costiere, formanti talora alte falesie, sono ricche di specie come la dianthus rupicola[26]. Sono presenti boschi di leccio, arbusteti termo-mediterranei e pre-steppici e vegetazione casmofitica tipica delle scogliere[26].

La Zona di protezione speciale denominata "Costa Viola", che comprende come detto gran parte della montagna, è una delle zone europee più importanti per la migrazione primaverile dei falconiformi e di altri grandi veleggiatori lungo la costa. La ZPS si estende dalla Marina di Palmi verso lo stretto. Queste zone includono, inoltre, siti montani con morfologie pianeggianti in cui sono presenti formazioni di ambienti umidi effimeri.

Tra le specie di fauna dell'area vi sono la sylvia undata[26], l'aquila reale[25], il nibbio bruno[25], alcune specie di falco[25], la balia dal collare[25], l'averla piccola[25] ed il gufo reale[25].

Mentre tra le specie di flora vi sono, oltre alla dianthus rupicola, la centaurea, l'erucastrum, il limonium ed il senecio gibbosus[26], alcune specie di felce[26], l'anagallis[26], la genista[26], lo juncus[26] e la stellaria[26].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Fiaccolata al rientro della processione della Madonna della Montagna
Statua di Sant'Elia, nell'omonima chiesa

Religione[modifica | modifica wikitesto]

«Nel monastero di sant'Elia sul monte Aulina presso Palmi in Calabria, san Filarete, monaco, che fu molto dedito alla preghiera.»

(Martirologio Romano, al 6 aprile.[27])

Sulla sommità della montagna, nel primo millennio dell'era cristiana, hanno vissuto personalità venerate quali santi dalla Chiesa cattolica e dalla chiesa ortodossa. Queste figure sono sant'Elia lo Juniore[22][28] e san Filarete.[27]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

È sede di un ripetitore radiotelevisivo dal 1986,[30] utilizzato da Rai Way per la diffusione del Rai Mux 1[31] ed anche dall'Internet Service Provider wical per la fornitura di servizi ADSL e HDSL.[32]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Profilo altimetrico della salita del Sant'Elia

La montagna sportivamente è da sempre legate soprattutto al ciclismo. In dodici edizioni del Giro d'Italia la città di Palmi è stata attraversata dalla carovana del Giro ed in tutte, ad eccezione della tappa del 25 maggio 1982 in cui Palmi era sede di partenza, i ciclisti hanno percorso in salita o in discesa la strada che collega la città alla sommità della montagna.

Ma la scalata del monte Sant'Elia è legata soprattutto al Giro della Provincia di Reggio Calabria[33]. Difatti la salita, con pendenze che arrivano anche al 12%, ha spesso fatto la differenza decidendo il vincitore finale della gara. La scalata del Sant'Elia venne percorsa fin dalla prima edizione del giro, nel 1920[33], e rimase fissa nei tracciati di gara fino all'edizione del 1969[33]. Anche successivamente, seppur non in modo continuativo, la salita è rimasta la scalata principale della corsa. Nel passato, i più grandi nomi del ciclismo italiano hanno dato spettacolo nell'ascesa alla vetta. Tra questi vi furono[33]: Fausto Coppi, Gino Bartali, Felice Gimondi, Fiorenzo Magni, Gastone Nencini e Vittorio Adorni.

Tra le scalate storiche va certamente citata quella del 1950, quando Fausto Coppi ascese la montagna staccando Gino Bartali di 5 minuti e 54 secondi[33]. La scalata del 1952 vide invece la lotta tra Fiorenzo Magni e Gino Bartali. Fausto Coppi tornò a legare il proprio nome alla salita nel 1954[33] e 1955[33] (anno in cui Gastone Nencini fu costretto a cedere il passo al campionissimo sulle ultime rampe). Però quest'ultimo arrivò prima alla vetta nel 1958[33]. Nella corsa del 1966 la scalata fu vinta dal celebre scalatore Vito Taccone[33], mentre nel 1969 arrivò primo alla vetta Vittorio Adorni con, alle sue spalle, Felice Gimondi[33]. Roger De Vlaeminck è il più noto ciclista straniero a legare il proprio nome alla scalate del Sant'Elia, arrivando primo in vetta nel 1974. L'ultimo campione che diede battaglia sulla salita è, probabilmente, Francesco Moser nell'edizione del 1976[33].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La principale arteria stradale che passa vicino al monte Sant'Elia è la strada statale 18 Tirrena Inferiore, dalla quale inizia l'ex strada provinciale che percorre la sommità della montagna fino alla chiesa e al belvedere.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i trasporti urbani la montagna è collegata al centro cittadino di Palmi dall'azienda municipale di trasporti, denominata Piana Palmi Multiservizi, tramite la linea Palmi-Sant'Elia.[34]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pouille-Calabre-Basilicate 2010-11 2009
  2. ^ Dati Istat 2001. Secondo l'ISTAT il nucleo abitato del Monte Sant'Elia è, con il capoluogo comunale e ed il nucleo abitato della Ciambra, uno dei tre centri abitati del territorio comunale. Va segnalato però che lo statuto comunale non prevede nessuna frazione ufficiale., su dawinci.istat.it. URL consultato il 18 giugno 2013.
  3. ^ a b c d e "La Rivista del Trekking" - Itinerario 6 - CALABRIA La Costa Viola tra l’Aspromonte e il Mediterraneo (PDF), su trekking.it. URL consultato il 4 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2013).
  4. ^ Atti della Reale Accademia delle Scienze e delle Lettere di Napoli, 1787, su books.google.it. URL consultato il 28 aprile 2013.
  5. ^ a b c Descrizione della Costa Viola, su webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 5 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
  6. ^ Guida Blu, p. 179.
  7. ^ a b c Elenco dei "Monumenti naturali della Provincia di RC", su provaecomuseo.altervista.org. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2013).
  8. ^ a b Elenco delle Zone di protezione speciale della Regione Calabria (PDF), su assagri.regione.calabria.it. URL consultato il 28 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2006).
  9. ^ Clima e dati geografici del comune di Palmi, su comuni-italiani.it. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  10. ^ a b c Leopardi, pag. 65.
  11. ^ Il tema era una suddivisione amministrativa dell'Impero Bizantino istituita al tempo dell'imperatore Eraclio I.
  12. ^ Capalbi, Appendice I.
  13. ^ Gaietano, pag. 79.
  14. ^ a b Leopardi, pag. 66.
  15. ^ Storia di san Filarete, su sanfrancescosales.it. URL consultato il 5 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2012).
  16. ^ Leopardi, pag. 67.
  17. ^ A. Riccò, E. Camerana, M. Baratta, G. Di Stefano - "Il terremoto del 16 novembre 1894 in Calabria, Relazione Scientifica della comm. incaricata degli studi dal Regio Governo" pag. 30
  18. ^ Notizie sulle chiese di Palmi (PDF), su lavocedeltirreno.it. URL consultato il 5 maggio 2013.
  19. ^ breve descrizione delle principali chiese di Palmi, su forcalsoftware.it. URL consultato il 10 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2013).
  20. ^ Testo consultabile su "Calabria grande e amare" di Leonida Repaci, pubblicato da Rubbettino, 1997, pag. 206
  21. ^ a b c Guida illustrata d'Italia, p. 284.
  22. ^ a b c Guida Touring, pag. 629.
  23. ^ "In Italia con cane e gatto", Guide Accoglienza Touring Club Italiano 2005 pag. 277
  24. ^ Video: Escursione sul Sentiero del Tracciolino - Monte Sant'Elia di Palmi (RC), su alltravels.com. URL consultato il 4 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  25. ^ a b c d e f g Scheda della ZPS Costa Viola, su webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2014).
  26. ^ a b c d e f g h i j k l m n Scheda del SIC Costa Viola e Monte Sant'Elia, su webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
  27. ^ a b San Filarete di Calabria, su santiebeati.it. URL consultato il 12 settembre 2020.
  28. ^ bios Elia lo Juniore, su santiebeati.it. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  29. ^ Lovecchio, p. 12.
  30. ^ Ponti Ripetitori Calabria (PDF), su trasmissioni.net. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2014).
  31. ^ raiway.it. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2014).
  32. ^ Copertura WICAL - ADSL, HDS, su wical.it. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2012).
  33. ^ a b c d e f g h i j k Storia del Giro della Provincia di Reggio Calabria, su sc1917girodicalabria.it. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2012).
  34. ^ orari e linee di trasporti dell'Azienda di trasporti municipale PPM (PDF), su ppmspa.it. URL consultato il 14 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Guida d'Italia - Basilicata Calabria, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-3453-8.
  • AA. VV., Guida illustrata d'Italia, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1698-X.
  • Vincenzo Capalbi, Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Militese, Napoli 1835, ristampa anastatica a cura di V. F. Luzzi, Polistena 1980;
  • Ottavio Gaietano, Vitae Sanctorum Siculorum, Palermo;
  • Anselmo C. Leopardi, Novembre 1894: il Carmine di Palmi al centro di un evento storico, ed. Tipografia Marafioti - Polistena, 1988.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]