Monte Sant'Elia (Palmi)

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Monte Sant'Elia
Stato Italia Italia
Regione Calabria Calabria
Provincia Reggio Calabria Reggio Calabria
Altezza 582 m s.l.m.
Catena Appennino
Coordinate 38°20′45.6″N 15°50′27.6″E / 38.346°N 15.841°E38.346; 15.841Coordinate: 38°20′45.6″N 15°50′27.6″E / 38.346°N 15.841°E38.346; 15.841
Altri nomi e significati Aulinas
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Sant'Elia
Monte Sant'Elia
« Palmi ha un Dio dalla sua, il Monte Sant'Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo »
(Leonida Repaci[1])

Il monte Sant'Elia (582 slm) si trova nel comune di Palmi in provincia di Reggio Calabria. Crinale costiero del massiccio dell'Aspromonte, è definito "il balcone sul mar Tirreno"[2]. La montagna, nella quale insistono anche alcuni edifici residenziali, è anche uno dei tre centri abitati ufficiali di Palmi, secondo i dati Istat[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

carta fisica del comune di Palmi con evidenziate, nella parte meridionale, le altimetrie del Monte Sant'Elia.
« Ultimo anello di una catena, che si parte dalle selvagge alture degli Appennini per venire a specchiarsi sulle rive ridenti del Tirreno, esso da un lato giganteggia sopra una pianura lussureggiante che in talune ore del giorno sembra un mare lucente; dall'altro lato guarda coi mille occhi delle sue rupi l’immensa distesa del mare, che rumoreggia ai suoi piedi »
(Luigi Parpagliolo[4])

Il monte Sant'Elia occupa l'estremità meridionale del territorio comunale di Palmi, sovrastando il centro cittadino[4]. Con i suoi 579 metri s.l.m., la montagna risulta avere la massima altitudine comunale ed è il confine naturale a sud della Piana di Gioia Tauro. Inoltre, per la sua conformazione, è spesso descritto come un "braccio verso ponente" dell'Aspromonte[5], che degrada rapidamente verso il mar Tirreno[6] tramite un sistema di falesie[6], piccole spiagge e scogliere. Difatti, nel tratto di mare antistante il monte Sant'Elia e compreso nella Costa Viola[6], sono si trovano la baia della Marinella[7], la grotta delle Sirene[8], la grotta dell'Arcudace[8], la grotta Perciata[8] e lo scoglio di Pietra Galera.

La vegetazione del monte è composta prevalentemente da pini marittimi e castagni ed il suo territorio rientra, nella sua totalità, nell'elenco[9] delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

Il nome della montagna, prima del X secolo, era monte Salinas[11]. Il nome derivava dal toponimo dato all'attuale Piana di Palmi, cioè Turma delle Saline[11]. La Turma delle Saline era una suddivisione, in quel tempo, del tema[12] di Calabria[11].

A Partire dal XVII secolo al nome di Salinas venne affiancato anche quello di monte Aulinas[13]. Difatti è nel 1657 che il toponimo appare per la prima volta[14], per via di una errata trascrizione.

Successivamente la montagna venne intitolata a Elia di Enna[15], data la chiesa in suo onore collocata sulla cima e data anche la sua permanenza sulla montagna nel IX secolo.

La montagna, vista da Palmi, in un dipinto del 1847
La chiesa realizzata ad inizio del XX secolo e distrutta durante il secondo conflitto mondiale

Fin da prima del X secolo, la montagna era rinomata per l'esistenza di alcuni conventi di monaci basiliani[16]. Uno di questi venne fondato, nell'anno 884, da sant'Elia di Enna e le cronache riportano che nella chiesa del monastero vi venne sepolto in seguito anche san Filarete[17].

Prima di costruire il suddetto monastero, Elia di Enna per molto tempo fece penitenza in una umida e angusta grotta posta sulla stessa montagna[15]. Spesso Elia ricevette la visita di san Nilo[15].

I monaci basiliani, nell'XI secolo, ricostruirono sulla montagna l'abbazia di sant'Elia lo Juniore. Ruggero II di Sicilia la sottopose nel 1134, assieme alla chiesa di San Fantino che sorgeva vicino all'antica Tauriana, all'archimandrita del cenobio del Salvatore di Messina[18]. Nel monastero del monte Aulinas erano custodite anche le spoglie di Elia[19].

Il romitorio di basiliani dedicato a sant'Elia profeta fu l'unica chiesa che, nel XV secolo, scampò alle rovine delle incursioni saracene[20].

L'abbazia del monte, con il convento, venne distrutta dal terremoto del 1783 e, su quei ruderi, nel 1804 venne costruita una chiesetta[19]. La chiesa, di vetusta e cattiva costruzione in pietrame, fu rovinata dal terremoto del 1894, così come un piccolo corpo di fabbrica adiacente a sinistra della stessa fu interamente diroccato ed abbandonato[21].

La nuova chiesa di Sant'Elia, riedificata all'inizio del XX secolo, venne nuovamente distrutta nel corso dell'ultimo conflitto mondiale[22]. Fu ricostruita infine nel 1958, come appare ad oggi in tutta la sua raccolta semplicità.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Elia

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'unico luogo di culto della montagna è la Chiesa di Sant'Elia (1958), architettura moderna posta sulla sommità e costruita nell'area dove, fin dall'anno 884, vi furono edificati vari luoghi di culto[23] con conventi annessi, tra i quali una chiesa costruita da Sant'Elia lo Juniore. All'interno sono collocate le statue della Madonna della Montagna e di Sant'Elia profeta.

Punti panoramici[modifica | modifica wikitesto]

Vista delle "tre croci" sulla cima monte
« Dalla cima del Sant'Elia, dalla balconata a mare della Villa Comunale, dalla gradinata della Torre, si gode un panorama che non è secondo a nessuno dei più famosi centri della riviera amalfitana »
(Leonida Repaci[24])

I punti panoramici della montagna sono molti[25], grazie alla conformazione. Il punto panoramico principale è il Rocco Isola - Pelorosso, posto sulla sommità del monte[26], costituito da una serie di balconate realizzate con ringhiera e scale sopra i vari costoni della montagna[26]. Dalle suddette balconate è possibile ammirare tutta la costa tirrenica[25] da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, il mar Tirreno, le Isole Eolie[25], il vulcano Etna[27] e tutta la città di Palmi. Sulla cima dal belvedere, tra l'altro, sono collocate tre croci bianche, a ricordo del monte calvario dove Gesù fu crocifisso.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sentieri ed escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Sant'Elia è una meta privilegiata di escursionismo o trekking[4]. I due percorsi principali, effettuati dagli escursionisti, sono posti uno alle pendici della montagna, il "sentiero del Tracciolino", ed uno sulla cima della stessa[28]. Il "sentiero del Tracciolino", il cui percorso è posto a mezza costa lungo il fianco nord-est del monte[4], è inserito all'interno dei percorsi naturalistici della Calabria, e costituisce col suo itinerario a picco sul mare della Costa Viola, un richiamo per i turisti[4].

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Costa Viola e Monte S.Elia
Tipo di area Sito di interesse comunitario
Codice EUAP IT9350158
Regioni Calabria Calabria
Province Reggio Calabria Reggio Calabria
Comuni Palmi-Bagnara Calabra-Scilla
Superficie a terra 355,35 km²
Mappa di localizzazione

Tra le aree naturali, la montagna ricade in gran parte all'interno di due aree protette[9] della Regione Calabria, e cioè la Zone di Protezione Speciale denominata "Costa Viola"[29] ed il Sito di Interesse Comunitario denominato "Costa Viola e Sant'Elia"[30].

Escursionismo sulla cima della montagna

Il sito di Interesse Comunitario, denominato "Costa Viola e Sant'Elia", costituisce il tratto di costa compresa tra gli abitati di Scilla e Palmi[30]. I versanti della costa sono formati da rocce intrusive e metamorfiche, coperti da depositi di rocce sedimentarie e sedimenti sciolti di ambiente marino costiero e continentali sabbioso-conglomeratici[30]. Lungo i ripidi versanti vengono coltivate, attraverso terrazzamenti, uve pregiate di gaglioppo, malvasia e zibibbo[30]. Un tempo i vigneti venivano raggiunti dai contadini attraverso dei sentieri o addirittura con delle barche che costituivano anche il mezzo di trasporto dell'uva durante la vendemmia[30]. Le rupi costiere, formanti talora alte falesie, sono ricche di specie come la dianthus rupicola[30]. Sono presenti boschi di leccio, arbusteti termo-mediterranei e pre-steppici e vegetazione casmofitica tipica delle scogliere[30].

La Zona di protezione speciale denominata "Costa Viola", che comprende come detto gran parte della montagna, è una delle zone europee più importanti per la migrazione primaverile dei falconiformi e di altri grandi veleggiatori lungo la costa. La ZPS si estende dalla Marina di Palmi verso lo stretto. Queste zone includono, inoltre, siti montani con morfologie pianeggianti in cui sono presenti formazioni di ambienti umidi effimeri.

Tra le specie di fauna dell'area vi sono la sylvia undata[30], l'aquila reale[29], il nibbio bruno[29], alcune specie di falco[29], la balia dal collare[29], l'averla piccola[29] ed il gufo reale[29].

Mentre tra le specie di flora vi sono, oltre alla dianthus rupicola, la centaurea, l'erucastrum, il limonium ed il senecio gibbosus[30], alcune specie di felce[30], l'anagallis[30], la genista[30], lo juncus[30] e la stellaria[30].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Fiaccolata al rientro della processione della Madonna della Montagna
Statua di Sant'Elia, nell'omonima chiesa

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la religione, il centro abitato di Sant'Elia fa parte della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e del vicariato di Palmi. Il territorio rientra nella giurisdizione della parrocchia Santa Famiglia, eretta il 29 maggio 1994. In precedenza la montagna era rientrata nella giurisdizione della parrocchia di San Nicola vescovo (dal XIV secolo al 1733), della parrocchia di Maria Santissima del Soccorso (dal 1733 al 1937) e della parrocchia di Maria Santissima del Rosario (dal 1937 al 1994).

Nell'antico monte Aulinas, prima della fondazione di Palmi, sono nate o hanno vissuto personalità venerate quali santi dalla Chiesa cattolica. Queste figure sono sant'Elia lo Juniore[26][31] e san Filarete.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Delle numerose e antiche tradizioni che si conservano e si tramandano da secoli a Palmi[32], quella che si svolge sulla cima della montagna è la processione di Sant'Elia, la penultima domenica di luglio, che percorre antichi sentieri[33]. Gli stessi percorsi vengono effettuati anche dalla processione della Madonna della Montagna, la prima domenica di settembre.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

È sede di un ripetitore radiotelevisivo dal 1986[34], utilizzato da Rai Way per la diffusione del Rai Mux 1[35] ed anche dall'Internet Service Provider wical per la fornitura di servizi ADSL e HDSL[36].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate al Monte Sant'Elia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali personalità legate alla montagna sono:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Sul monte Sant'Elia sono svolti i seguenti eventi:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Profilo altimetrico della salita del Sant'Elia

La montagna sportivamente è da sempre legate soprattutto al ciclismo. In dodici edizioni del Giro d'Italia la città di Palmi è stata attraversata dalla carovana del Giro ed in tutte, ad eccezione della tappa del 25 maggio 1982 in cui Palmi era sede di partenza, i ciclisti hanno percorso in salita o in discesa la strada che collega la città alla sommità della montagna.

Ma la scalata del monte Sant'Elia è legata soprattutto al Giro della Provincia di Reggio Calabria[37]. Difatti la salita, con pendenze che arrivano anche al 12%, ha spesso fatto la differenza decidendo il vincitore finale della gara. La scalata del Sant'Elia venne percorsa fin dalla prima edizione del giro, nel 1920[37], e rimase fissa nei tracciati di gara fino all'edizione del 1969[37]. Anche successivamente, seppur non in modo continuativo, la salita è rimasta la scalata principale della corsa. Nel passato, i più grandi nomi del ciclismo italiano hanno dato spettacolo nell'ascesa alla vetta. Tra questi vi furono[37]: Fausto Coppi, Gino Bartali, Felice Gimondi, Fiorenzo Magni, Gastone Nencini e Vittorio Adorni.

Tra le scalate storiche va certamente citata quella del 1950, quando Fausto Coppi ascese la montagna staccando Gino Bartali di 5 minuti e 54 secondi[37]. La scalata del 1952 vide invece la lotta tra Fiorenzo Magni e Gino Bartali. Fausto Coppi tornò a legare il proprio nome alla salita nel 1954[37] e 1955[37] (anno in cui Gastone Nencini fu costretto a cedere il passo al campionissimo sulle ultime rampe). Però quest'ultimo arrivò prima alla vetta nel 1958[37]. Nella corsa del 1966 la scalata fu vinta dal celebre scalatore Vito Taccone[37], mentre nel 1969 arrivò primo alla vetta Vittorio Adorni con, alle sue spalle, Felice Gimondi[37]. Roger De Vlaeminck è il più noto ciclista straniero a legare il proprio nome alla scalate del Sant'Elia, arrivando primo in vetta nel 1974. L'ultimo campione che diede battaglia sulla salita è, probabilmente, Francesco Moser nell'edizione del 1976[37].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Ai piedi della montagna, verso l'interno, passano la strada statale 18 Tirrena Inferiore e l'autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria). Per toponomastica, la montagna ha uno svincolo autostradale della suddetta arteria che corrisponde allo svincolo di Bagnara Calabra-Sant'Elia[38]. Lo svincolo ricade nel territorio comunale di Seminara. Sul lato sinistro guardando la Sicilia si trova un macigno dove si trovano delle impronte detto "la pietra del diavolo" vedasi pubblicazione Bell'Italia, e il cantico Monte Aulinas di Nicola Oliva di Palmi (grandi biblioteche nazionali) considerato l'Ariosto calabrese, dove la leggenda dice che Sant'Elia vedendo che il diavolo sul detto sasso stava lasciando le sue impronte, lo scacciò verso le isole Eolie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina sdedicata alla Chiesa di Sant'Elia
  2. ^ Pouille-Calabre-Basilicate 2010-11 2009
  3. ^ Dati Istat 2001. Secondo l'ISTAT il nucleo abitato del Monte Sant'Elia è, con il capoluogo comunale e ed il nucleo abitato della Ciambra, uno dei tre centri abitati del territorio comunale. Va segnalato però che lo statuto comunale non prevede nessuna frazione ufficiale., dawinci.istat.it. URL consultato il 18 giugno 2013.
  4. ^ a b c d e "La Rivista del Trekking" - Itinerario 6 - CALABRIA La Costa Viola tra l’Aspromonte e il Mediterraneo (PDF), trekking.it. URL consultato il 4 maggio 2013. [collegamento interrotto]
  5. ^ Atti della Reale Accademia delle Scienze e delle Lettere di Napoli, 1787, books.google.it. URL consultato il 28 aprile 2013.
  6. ^ a b c Descrizione della Costa Viola, webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 5 aprile 2013.
  7. ^ Guida Blu, p. 179
  8. ^ a b c Elenco dei "Monumenti naturali della Provincia di RC", provaecomuseo.altervista.org. URL consultato il 25 aprile 2013.
  9. ^ a b Elenco delle Zone di protezione speciale della Regione Calabria
  10. ^ Clima e dati geografici del comune di Palmi, comuni-italiani.it. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  11. ^ a b c Leopardi, pag. 65
  12. ^ suddivisione amministrativa dell'Impero Bizantino istituita al tempo dell'imperatore Eraclio I
  13. ^ Capalbi, Appendice I
  14. ^ Gaietano, pag. 79
  15. ^ a b c Leopardi, pag. 66
  16. ^ De Salvo, pag. 10
  17. ^ Storia di san Filarete, sanfrancescosales.it. URL consultato il 5 maggio 2013.
  18. ^ De Salvo, pagg. 24 e 25
  19. ^ a b Leopardi, pag. 67
  20. ^ De Salvo, pag. 150
  21. ^ A. Riccò, E. Camerana, M. Baratta, G. Di Stefano - "Il terremoto del 16 novembre 1894 in Calabria, Relazione Scientifica della comm. incaricata degli studi dal Regio Governo" pag. 30
  22. ^ Notizie sulle chiese di Palmi (PDF), lavocedeltirreno.it. URL consultato il 5 maggio 2013.
  23. ^ breve descrizione delle principali chiese di Palmi, forcalsoftware.it. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  24. ^ Testo consultabile su "Calabria grande e amare" di Leonida Repaci, pubblicato da Rubbettino, 1997, pag. 206
  25. ^ a b c Guida illustrata d'Italia, p. 284
  26. ^ a b c Guida Touring, pag. 629
  27. ^ "In Italia con cane e gatto", Guide Accoglienza Touring Club Italiano 2005 pag. 277
  28. ^ Video: Escursione sul Sentiero del Tracciolino - Monte Sant'Elia di Palmi (RC), alltravels.com. URL consultato il 4 maggio 2013.
  29. ^ a b c d e f g Scheda della ZPS Costa Viola, webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 20 maggio 2013.
  30. ^ a b c d e f g h i j k l m n Scheda del SIC Costa Viola e Monte Sant'Elia, webgis.concorsionweb.com. URL consultato il 20 maggio 2013.
  31. ^ bios Elia lo Juniore, santiebeati.it. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  32. ^ Lovecchio, p. 11
  33. ^ Lovecchio, p. 12
  34. ^ Ponti Ripetitori Calabria (PDF), trasmissioni.net. URL consultato il 20 maggio 2013.
  35. ^ raiway.it. URL consultato il 20 maggio 2013.
  36. ^ Copertura WICAL - ADSL, HDS, wical.it. URL consultato il 20 maggio 2013.
  37. ^ a b c d e f g h i j k Storia del Giro della Provincia di Reggio Calabria, sc1917girodicalabria.it. URL consultato il 16 maggio 2013.
  38. ^ A3 SA-RC il tratto Bagnara/Sant'Elia–Campo Calabro, stradeanas.it. URL consultato il 20 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Guida d'Italia - Basilicata Calabria, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-3453-8.
  • AA. VV., Guida illustrata d'Italia, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1698-X.
  • Vincenzo Capalbi, Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Militese, Napoli 1835, ristampa anastatica a cura di V. F. Luzzi, Polistena 1980;
  • Ottavio Gaietano, Vitae Sanctorum Siculorum, Palermo;
  • Anselmo C. Leopardi, Novembre 1894: il Carmine di Palmi al centro di un evento storico, ed. Tipografia Marafioti - Polistena, 1988.

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