Villa comunale Giuseppe Mazzini

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Villa comunale "Giuseppe Mazzini"
Affaccio villa comunale Palmi.jpg
Viale interno della villa con affaccio panoramico.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Palmi
Indirizzo Centro storico
Caratteristiche
Tipo Parco pubblico
Superficie 6.700 metri quadri
Inaugurazione 1870
Gestore Comune di Palmi
Apertura 1870
Ingressi via Roma
via Pietro Toselli
via Vito Nunziante
Realizzazione
Proprietario Comune di Palmi
Mappa di localizzazione

Coordinate: 38°21′24.48″N 15°50′39.84″E / 38.3568°N 15.8444°E38.3568; 15.8444

« Da questo posto c'è uno dei panorami per cui i pochi viaggiatori che passano da Reggio a Napoli per terra sono abituati a dare entusiasmatiche lodi; una piatta passeggiata o piattaforma, semi circondata da sedili e da una balaustrata, il ritrovo serale dove si ozia a Palmi, finisce da una parte con un gruppo di chiese e altre costruzioni della città, e dall'altra parte cala a picco nel mare blu, un perpendicolare precipizio coperto di cactus. »
(Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi – Reggio Calabria e la sua provincia, 1847)

La villa comunale "Giuseppe Mazzini" è un parco pubblico di Palmi, e rientra nell'elenco dei Monumenti nazionali. La villa sorge nel centro storico cittadino, tra la via Roma e la via Toselli, e dalla sua balconata sono ammirabili il mar Tirreno, lo stretto di Messina, le isole Eolie, Bagnara Calabra e Scilla.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il «Piano delle Muraglie» nel 1847, dipinto da Edward Lear.

L'idea di creare un giardino pubblico venne agli amministratori cittadini del XIX secolo, in seguito alla realizzazione di un terrapieno quale discarica delle macerie dei fabbricati rasi al suolo dopo il terremoto del 1783.[1] Per sostenere l'altipiano, che aveva anche creato un pericoloso strapiombo, e per rendere fruibile ai cittadini il luogo panoramico, si rese necessaria la costruzione di un grande muro di mattoni, sostenuto da imponenti arcate.[1] Per tale motivo, prima ancora che il manufatto venisse ultimato, il luogo venne chiamato dalla popolazione come «Piano delle Muraglie».[1]

La Villa comunale Giuseppe Mazzini, in pieno centro storico, vista dal Monte Sant'Elia.

Per la realizzazione del parco vero e proprio, l'amministrazione comunale guidata da Casimiro Coscinà incaricò della progettazione il botanico Enrico Fehr.[2][3] Nel 1871 la villa venne abbellita con degli alberi, un palco per la musica, una fontana collocata all'ingresso dalla strada dei Tribunali ed un muro di cinta in pietra granitica.[1] La villa inoltre fu dotata di illuminazione, per consentirne la frequentazione nelle ore notturne.[1] Il parco subì gravi danni ad opera del terremoto del 1894, che ebbe in Palmi il suo epicentro.[4][5]

Nel 1927 venne emanato un decreto di vincolo del parco per «scene panoramiche che da quel luogo si godono» e, sempre in quegli anni, fu intitolato al re d'Italia Umberto I.

Nel 1945 la villa venne intitolata invece a Giuseppe Mazzini. L'ultimo restauro della struttura avvenne nel 1998, sotto l'amministrazione comunale di Armando Veneto. Tra i lavori principali vi fu la pavimentazione, con sampietrini, di tutti i vialetti interni al parco.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica villa comunale di Palmi.jpg
Ingrandisci
Veduta panoramica dall'affaccio della Villa comunale

La villa è dotata di molte alberature di alto fusto, palme, aiuole e vialetti in sampietrini, panchine, giochi per bambini nonché un palco musicale fisso,[6] un bar-ristorante ed una fontana. Il viale centrale della villa è intitolato[7] ai due botanici Enrico Fehr ed Umberto Irrera[8].

All'interno del parco vi sono alcune opere d'arte, consistenti principalmente in busti di marmo di personalità locali e nazionali. A questi si aggiunge una statua di donna in marmo bianco (2012), realizzata dall'artista Maurizio Carnevali, ed un antico cannone rinvenuto nelle acque antistanti la costa palmese, poggiato su di una base di granito.[9]

Busti in marmo[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco delle personalità raffigurate nei busti di marmo è il seguente:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dei festeggiamenti della Varia di Palmi, dal 2013 inserita nel patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, la villa per due giorni viene trasformata in un "ufficio elettorale". Nel parco infatti vengono allestiti dei seggi, con cabine per la votazione a scrutinio segreto, nei quali la popolazione può esprimere la propria preferenza per l'elezione dell'Animella e per l'elezione del Padreterno, figure che troveranno posto in cima al carro votivo della Varia durante il trasporto dello stesso.[18] Il comitato Varia proclama poi i vincitori, al termine dello spoglio, dal palco fisso della villa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g periodico "Madre Terra News" n. 32 - Agosto 2012 Pagg. 26-27
  2. ^ In una seduta del Consiglio comunale del 1870, l'amministrazione Coscinà destinò la somma di 5.000 lire per completare la costruzione della villa.
  3. ^ Il 22 aprile 1871, sempre il suddetto sindaco certificava quanto segue: «Il sig. Enrico Fehr ha fatto la Villa pubblica in questo Comune, eseguendo i lavori con molta perizia e maestria e con soddisfazione della cittadinanza tutta».
  4. ^ Nella villa vi era una specie di baluardo che sosteneva un giardino pensile e terrazzo, circondato ai lati da una balaustrata di ferro con interposti tre pilastrini di pietra da taglio calcare. Si produsse un cedimento con frattura del terreno sotto il muro di sostegno, specialmente nel lato diretto E-W ed in questo lato la balaustrata fu molto smossa, tanto che spostò e ruppe negli incastri i pilastrini: questi spostamenti furono accompagnati da rotazione.
  5. ^ Annibale Riccò, pag. 31
  6. ^ Usato per spettacoli di vario genere all'interno delle manifestazioni dell'estate palmese.
  7. ^ A seguito di Delibera della Giunta Comunale n° 103 del 02/05/2014.
  8. ^ Il botanico Irrera, nato a Palmi il 06/03/1901 ed ivi deceduto il 21/11/1980, è stato per molto tempo il gestore del parco.
  9. ^ La base di granito prima del secondo dopoguerra serviva per sorreggere un busto, rimosso, di Michele Bianchi.
  10. ^ Subito dopo la morte dell'"eroe dei Due Mondi", la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palmi istituì un apposito comitato per raccogliere i fondi necessari per realizzare un busto marmoreo da collocare nella villa comunale. Per compiere l'opera venne scelto lo scultore Messinese Giovanni Belardinelli. Il busto di Garibaldi venne terminato dall'autore nel 1883, ma fu posto nella villa solamente nel 1885.
  11. ^ a b Periodico "Madre Terra News" n. 19 - Luglio 2011 Pag. 16
  12. ^ Il busto del re fu il primo monumento collocato nella villa, nel 1878, e venne scolpito da Rocco Larussa. L'opera fu realizzata con i contributi volontari della cittadinanza e con una somma di 2.000 lire stanziata dal comune.
  13. ^ Anche questo busto venne realizzato dal Belardinelli. In un primo tempo l'opera venne commissionata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palmi al pittore Domenico Augimeri, ma la consegna tardava in quanto l'artista dimorava a Napoli. Perciò la società incaricò del lavoro il Belardinelli, pagando l'Augimeri per il bozzetto che aveva realizzato.
  14. ^ L'immagine in marmo di Manfroce fu scolpita nel 1913 dall'artista Vincenzo Jerace di Polistena.
  15. ^ Il busto di Carbone venne realizzato nel 1963 da Antonio Badolati.
  16. ^ L'opera raffigurante Battaglia venne realizzata nel 2004.
  17. ^ Il busto in marmo di Cardone fu realizzato anch'esso nel 2004.
  18. ^ Lovecchio, pagg. 38-39

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]