Diocesi di Tauriana

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Tauriano
Sede vescovile titolare
Dioecesis Taurianiensis
Chiesa latina
Vescovo titolare Alessandro Staccioli, O.M.I.
Istituita 1968
Stato Italia
Regione Calabria
Diocesi soppressa di Tauriano
Eretta circa IV secolo
Soppressa circa 1080
unita alla diocesi di Mileto
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Tauriana (in latino: Dioecesis Taurianiensis), riportata nell'Annuario pontificio come diocesi di Tauriano, è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica, corrispondente all'antica città bruzia di Tauriana (in latino Taurianum), le cui rovine sono localizzate nel comune di Palmi, in corrispondenza dell'attuale frazione denominata Taureana di Palmi.

La sede episcopale era di rito greco, e suffraganea di Reggio Calabria. Originario della città era san Fantino il vecchio, morto nella prima metà del IV secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede vescovile è eretta attorno al III-IV secolo. Da quel periodo e fino all'istituzione nell'XI secolo della diocesi greca di Oppido Mamertina e latina di Mileto, la diocesi della Vallis Salinorum fu appunto quella di Tauriana[1]. L'episcopato garantiva, nonostante le numerose devastazioni e i vari sconvolgimenti, il perdurare del toponimo di Tauriana. Difatti la città seguiva il "suo" vescovo nelle traslazioni di sede o nell'identità culturale e religiosa[1].

Il vescovo di Tauriana Paolino è presente nell'epistolario di papa Gregorio Magno, in una lettera inviata nel suo primo anno di pontificato (591) al vescovo di Messina; infatti a causa delle scorrerie longobarde la popolazione ed il clero di Tauriana si erano rifugiati in Sicilia e da Messina il vescovo Paolino aveva inviato, di concerto con il presule messinese, una dettagliata relazione al pontefice. Gregorio Magno decretò di conseguenza che tutti i monaci taurinensi fossero riuniti nel monastero messinese di San Teodoro in modo tale che il vescovo potesse vigilare su di essi.[2]. L'anno successivo il papa diede a Paolino la cura della diocesi di Lipari raccomandandogli, appena possibile, di compiere delle visite apostoliche nella diocesi di Tauriana[2]. Nel 599 il vescovo fu incaricato, insieme ad altri presuli della regione, di investigare sulla lite sorta tra il vescovo di Reggio e il suo clero in modo tale che il pontefice potesse decidere sui provvedimenti da adottare. Questa è l'ultima notizia su Paolino che probabilmente spirò nel 600, infatti in quell'anno Gregorio I scriveva al clero e alla cittadinanza di Tauriana di prepararsi a riceve il vescovo di Vibona, Venerio, che doveva vigilare sull'elezione del nuovo vescovo[2].

Una successiva notizia, riguardante la diocesi, è del 649 e concerne il vescovo taurinense Lorenzo che partecipò a Roma, insieme ad altri otto presuli bruzi, al Concilio Lateranense che nello stesso anno condannò l'eresia monotelista[2].

Quando nell'VIII secolo fu istituita la chiesa greca di Calabria, la diocesi passò dal patriarcato di Roma a quello di Costantinopoli. Pertanto l'ellenizzazione dell'episcopato e del clero fu riflessa sulla popolazione e sulla città[1].

Tra il IX secolo ed l'XI secolo il vescovo risiedeva, probabilmente, nella chiesa di San Fantino, che era stata in precedenza un ninfeo romano e trasformata in luogo di culto cristiano, dedicandola al santo locale e conservandone le spoglie[3].

Nell'anno 875 il vescovo Pietro, autore del Bios di San Fantino, si reca a Costantinopoli presso l'imperatore, inviato dal comandante delle milizie della Sicilia.[4]

Nel 951, anno in cui la città viene distrutta dai Saraceni, è vescovo Vitale, rifugiatesi, a causa di ciò, nel castello di Seminara insieme al clero e ai nobili.[5] Da questo momento i vescovi spostarono la loro residenza a Seminara per quanto Tauriana rimanesse la sede titolare.[6]

Dopo che la Calabria venne conquistata dai Normanni, attorno al 1080 la diocesi di Tauriano fu soppressa ed il suo territorio, assieme a quello della diocesi di Vibona, ugualmente soppressa, fu incorporato in quello della nuova diocesi di Mileto, fondata da Ruggero I d'Altavilla e capitale del suo regno. Anche se l'aggregazione di Tauriano fu giustificata con il fatto che la città fosse stata devastata e che la cattedra vescovile fosse vacante da lungo tempo, ciò non sembra corrispondere esattamente al vero, infatti si officiava regolarmente la cattedrale ancora negli anni 1112-1113.[7] Le aggregazioni di Vibona e Tauriano alla sede di Mileto furono comunque convalidate da papa Urbano II nel 1093 con la bolla Potestas ligandi.

Oggi Tauriana sopravvive come sede vescovile titolare con il nome di Tauriano; l'attuale vescovo titolare è Alessandro Staccioli, O.M.I., già vescovo ausiliare di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Questa è la lista dei vescovi attribuiti alla diocesi di Taureana:[8]

Massimo ? † (menzionato nel 401/417)[10]
Severo ? † (V secolo)[11]
Giorgio ? † (V secolo)[12]
Giovanni ? † (menzionato nel 496)[12][13]
Longino ? † (VI secolo)[14]
Severino ? † (VI secolo)[15]
  • Paolino † (prima del 591 - prima di gennaio 603 deceduto)[16]
  • Giorgio † (620 circa)
  • Giovanni † (630 circa)[17]
Zosimo ? † (642 - 649)[18]
  • Lorenzo † (menzionato nel 649)
Giusto ? † (649 succeduto - ?)[19]
  • Giorgio † (menzionato nel 680)
Gregorio ? † (menzionato nel 680)[20]
Sergio (menzionato nel 681)[21]

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Mazza, pag. 18
  2. ^ a b c d Parisi
  3. ^ Mazza, pag. 19
  4. ^ Saletta, p. 259
  5. ^ Saletta, p. 261
  6. ^ Saletta, pp. 351-2
  7. ^ Minuto, p. 324
  8. ^ Vincenzo Saletta La Diocesi di Tauriana. Origini della Diocesi Vescovile, Roma, 1979, Biblioteca Comunale di Polistena.
  9. ^ Il vescovo Leucosio è ricordato in un'epigrafe ritrovata a Tauriana e descritta da Paolo Orsi in Iscrizioni cristiane di Tauriana nei bruzi, da A. Solano Bruttium Paleocristiano, Vibo Valentia 1976. L'epigrafe è datata al IV secolo: Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. II, Roma 2000, p. 1296; Giorgio Otranto, Per una storia dell'Italia tardoantica cristiana. Approcci regionali, Edipuglia, Bari 2010, p. 413; Marco Buonocore, Regio III. Regium Iulium, Locri, Taurianum, Trapeia, Vibo Valentia, Copia-Thurii, Blanda Iulia, Inscriptiones Christianae Italiae, vol. 5, Bari 1987, pp. 13-14.
  10. ^ Una epistola non datata di papa Innocenzo I (401-417) fu scritta a Massimo e Severo, episcopi per Brittios (Patrologia latina, vol. XX, col. 605, epistola XXXVIII); alcuni autori hanno voluto identificare Massimo con un vescovo di Tauriana, ma senza prove storicamente documentabili. Charles e Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), vol. II, p. 1471.
  11. ^ Un vescovo Severo di Tauriana avrebbe partecipato nel 434 ad un sinodo provinciale indetto dall'arcivescovo Ilario di Reggio, assieme ad altri dodici vescovi suffraganei (Ughelli, Italia sacra, vol. IX, seconda ed., 1721, col. 323). In realtà Ughelli confonde Regensis (Riez) con Rheginensis (Reggio Calabria) e un inesistente vescovo reggino con Ilario di Arles, che convocò un sinodo provinciale a Riez. Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, p. 338. Reggio inoltre fu elevata al rango di sede metropolitana solo dai Bizantini nell'VIII/IX secolo.
  12. ^ a b I vescovi Giorgio e Giovanni sono menzionati nella Vita di San Fantino scritta dal vescovo Pietro (prima metà del IX secolo), senza alcuna indicazione cronologica. Nella presente cronotassi, la sequenza di questi due vescovi è segnalata anche nel VII secolo, epoca in cui gli autori collocano Giorgio e Giovanni.
  13. ^ Il vescovo Giovanni, sarebbe ricordato in una lettera di papa Gelasio I scritta nel 496. Tuttavia, nella Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604) (vol. I, pp. 1063-1068), Pietri non censisce alcuna lettera di Gelasio I ad un vescovo di Tauriana, ma a vescovi Giovanni di Pisa, Sora, Spoleto, Vibona, Falerone e Rimini. Si vuole inoltre che Giovanni abbia partecipato al concilio di Roma del 499; gli atti di quel concilio editi da Theodor Mommsen nelle Monumenta Germaniae Historica non menzionano alcun vescovo di Tauriana.
  14. ^ Il vescovo Longino avrebbe partecipato ad un concilio indetto da papa Simmaco a Roma nel 504. In realtà questo concilio non è mai esistito ed appartiene a quella vasta produzione di falsi noti in storiografia come falsi simmachiani (A. Thiel, Epistolae Romanorum Pontificum, vol. I, Brunsbergae 1868, p. 738; Roberto Cessi, Lo scisma laurenziano e le origini della dottrina politica della Chiesa di Roma, in Archivio della Società Romana di storia patria, 42 (1919), pp. 5-230; Pier V. Aimone, Le falsificazioni simmachiane, in Apollinaris 68 (1995), pp. 205-220; Teresa Sardella, Società, chiesa e stato nell'età di Teoderico: papa Simmaco e lo scisma laurenziano, Soveria Mannelli-Messina 1996; Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894, pp. 399-415). Longino fu in effetti un vescovo, ma della diocesi di Orcisto, e prese parte al concilio di Calcedonia del 451 (Mansi, Sacrorum Conciliorum nova et amplissima collectio, VIII, col. 316 e nota a pié di pagina; Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, vol. I, Faenza 1927, p. 8).
  15. ^ Il vescovo Severino metauriense (Candido Zerbi, Della città, chiesa e diocesi di Oppido Mamertina e dei suoi vescovi, Roma 1876, p. 155), attribuito alla diocesi di Tauriana ma anche ad altre sedi calabresi, morì nel 594 ed è menzionato nell'epistolario di Gregorio Magno. Tuttavia nell'edizione critica delle lettere gregoriane pubblicata nelle Monumenta Germaniae Historica (vol. I delle epistole, p. 290), la sede di appartenenza di questo vescovo è quella Myriensis, ossia la sede a tutt'oggi sconosciuta di Myria (Giorgio Otranto, Per una storia dell'Italia tardoantica cristiana. Approcci regionali, pp. 422-423).
  16. ^ Pietri, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), vol. II, pp. 1667-1668.
  17. ^ I vescovi Giorgio e Giovanni sono menzionati nella Vita di san Fantino scritta dal vescovo Pietro (prima metà dell'VIII secolo); non essendoci riferimenti cronologici precisi, sono collocati dai vari autori al VII, all'VIII ed anche al IX secolo.
  18. ^ Questo presunto vescovo di Tauriana è stato confuso con l'omonimo santo vescovo di Siracusa, già abate del monastero di Santa Lucia a Siracusa e fatto vescovo all'epoca di papa Teodoro I (642-649). Vittorio G. Rizzone, L'apporto dell'epigrafia, della sfragistica e dell'archeologia alla cronotassi dei vescovi di Siracusa, in Vescovi, Sicilia, Mediterraneo nella tarda antichità, Atti del Convegno di studi (Palermo, 29-30 ottobre 2010), Caltanissetta 2012, pp. 324-325.
  19. ^ Alcuni autori antichi (Martire e Bisogni) hanno sostenuto che durante il concilio lateranense del 649 sia deceduto il vescovo Lorenzo e che nella stessa assise sia stato eletto il vescovo Giusto, basando la loro tesi sulla presenza di due vescovi taurianesi negli atti di quel concilio. In realtà Giusto non fu vescovo di Tauriana, ma della diocesi di Taormina. Vito Capialbi, Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Miletese, Napoli 1835, p. XXVII, nota 1.
  20. ^ Gregorio è un vescovo spurio, da identificarsi con il vescovo Giorgio che prese parte al concilio indetto da papa Agatone a Roma a marzo del 680; alcuni manoscritti infatti riportano Gregorio come variante di Giorgio (Ughelli, Italia sacra, X, col. 171: Georgius seu Gregorius). Capialbi, Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Miletese, p. XXVII.
  21. ^ Avrebbe preso parte al concilio di Costantinopoli del 680-681. In realtà a quel concilio ecumenico non prese parte alcun vescovo occidentale se non i tre inviati come legati pontifici, ossia Giovanni di Reggio in Calabria, Abbondanzio di Tempsa e Giovanni di Porto. Girolamo Arnaldi, v. Agatone, santo, Enciclopedia dei Papi, 2000.
  22. ^ Vescovo inserito da Ughelli nell'elenco dei vescovi di Tauriana senza alcuna indicazione documentaria: «Petrus florebat anno 695» (Italia sacra, vol. X, 1722, col. 171).
  23. ^ Un vescovo Opportuno è segnalato in questi anni anche nelle cronotassi dei vescovi di Monterano e di Martirano. Per il Capialbi (op. cit., pp. XXVIII-XXIX, nota 2) è da escludere che Opportuno sia stato vescovo di Tauriana.
  24. ^ Pietro è l'autore della Vita di San Fantino, scritta nell'anno terzo dell'imperatore Leone l'eretico. Secondo Minasi (Le Chiese di Calabria, p. 157), si tratterebbe di Leone V l'Armeno, il cui regno iniziò l'11 luglio 813. Altri autori identificano "Leone l'eretico" con altri imperatori omonimi precedenti e dunque collocano il vescovo Pietro nell'VIII secolo.
  25. ^ a b I vescovi Giovanni e Gregorio sono riportati da Ughelli (Italia sacra, vol. X, 1722, col. 171) e riferiti entrambi al IX secolo; la fonte di Ughelli è la Hipponii seu Vibonis Valentiae, vel Montisleonis, Ausoniae civitatis accurata historia di Giuseppe Bisogni (1710).
  26. ^ Un vescovo Vitale, senza indicazione della sede di appartenenza, fu presente alla morte di Elia Speleota, come racconta la Vita di questo santo. Essendo morto in un monastero di Tauriana, si presume che Vitale fosse vescovo di questa città. Capialbi, Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Miletese, p. XXXI.
  27. ^ Vescovo documentato in tre atti greci del fondo "Messina" dell'archivio Fondación Casa Ducal de Medinaceli di Toledo. Cristina Rognoni, Les actes privés grecs de l'Archivio Ducal de Medinaceli (Tolède), I. Les monastères de Saint-Pancrace de Briatico, de Saint-Philippe-de-Bojôannès et de Saint-Nicolas-des-Drosi (Calabre, XIe-XIIe siècles), Paris, 2004, nnº 25-27 pp. 189-207.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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