Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco

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Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco[1]
Chiesa Immacolata e San Rocco.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàPalmi-Stemma.pngPalmi[1]
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareImmacolata Concezione[1]
San Rocco[1]
Diocesi Oppido Mamertina-Palmi
Consacrazione30 maggio 1954
ArchitettoGiovanni Ammendolia[1]
Stile architettonicomoderno
Inizio costruzioneXVI secolo (prima chiesa di cui si abbia documentazione)[1]
Completamento1951 (chiesa attuale)[1]

Coordinate: 38°21′26.89″N 15°50′55.14″E / 38.35747°N 15.84865°E38.35747; 15.84865

La chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco è un luogo di culto cattolico di Palmi.[1] È ubicata nel centro storico e prospetta sulla piazza San Rocco. L'edificio è noto anche sia come chiesa dell'Immacolata sia come chiesa di San Rocco.[1] La chiesa, che ricade nel territorio della parrocchia di San Nicola, al suo interno custodisce le venerate effigi dei due santi titolari ed è sede dell'omonima congrega.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza a Palmi di un luogo di culto dedicato a San Rocco è testimoniata fin dal 25 ottobre 1586,[2] quando la chiesa venne citata nel resoconto della visita ex limina pastorale del vescovo della diocesi di Mileto Marcantonio Del Tufo.[1][3] Sull'altare maggiore di tale chiesa vi era un quadro dipinto ad olio di San Rocco,[4] ed inoltre vi aveva sede una congrega di San Rocco.

La chiesa è ancora citata in un breve di papa Gregorio XV relativo agli altari privilegiati, datato al 12 maggio 1623,[5] ed è menzionata come «dentro le mura» nella deposizione del 1740 dell'arciprete di San Nicola don Bruno Trifiletti, per l'elevazione della chiesa madre a collegiata.[6] Nello stesso anno si ha notizia di una costruzione, l'oratorio dell'Immacolata, realizzata accanto alla chiesa di San Rocco.[1][7]

L'antica chiesa di San Rocco, danneggiata dal terremoto del 1908, con accanto l'oratorio dell'Immacolata.

Nel 1777 la devozione verso i due santi, con rispettivi luogo di culto adiacenti, venne unificata con un'unica confraternita.[8]

La chiesa di San Rocco venne distrutta dal terremoto del 1783[1] e fu riedificata nel 1788[1] dall'appaltatore don Fulvio Messina, con direttore dei lavori l'ingegner Pietro Galdo.[9] Nel 1803, data l'inagibilità della chiesa madre di San Nicola, le funzioni parrocchiali furono spostate nella chiesa dedicata al santo di Montpellier.[10]

Il terremoto del 1894 danneggiò nuovamente la chiesa di San Rocco e anche l'oratorio dell'Immacolata. Questi due luoghi di culto cittadini furono tra quelli maggiormente colpiti dal sisma. La chiesa perse per sempre l'antico orologio all'italiana che aveva collocato nella facciata.[11]

I due luoghi di culto vennero nuovamente colpiti dal terremoto del 1908.[1] La chiesa di san Rocco a seguito dell'evento venne demolita e ricostruita a poche decine di metri di distanza come cappella in legno e lamiere[1] che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa piazza. Fu ricostruita invece in muratura e legname, nel luogo primitivo, l'oratorio dell'Immacolata.[1] Quest'ultimo subì un incendio, il 30 dicembre 1924,[9] e venne demolito nel 1949.[1]

Nel 1951 venne infine realizzata, con progetto di Giovanni Ammendolia e costruita da maestranze locali[1], ed aperta al culto l'attuale chiesa che riunisce in un unico edificio il culto dell'Immacolata concezione e di San Rocco.

Nel 1962 la cappella laterale di San Rocco venne abbellita da opere dell'artista Alessandro Monteleone.[1]

A seguito della riforma liturgica, venne realizzato l'adeguamento liturgico con la rimozione del vecchio altare e l'aggiunta di una mensa marmorea, al centro del presbiterio, e due amboni ai lati.[1]

Il 10 giugno del 1979 la chiesa passò, come tutta la città di Palmi, dalla giurisdizione della diocesi di Mileto (alla quale era stata soggetta fin dalla fondazione), alla nuova diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[12]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, di notte, nei giorni della festa di San Rocco.

La nuova chiesa è un esempio di architettura moderna. La facciata presenta solamente un'ampia zoccolatura, che si sviluppa per tutta la larghezza della stessa, e delle lesene decorative in pietra scura che la dividono in tre settori per tutta l'altezza.[1] Centralmente è collocato un atrio, in arretrato rispetto alla facciata e delimitato anch'esso dalle lesene, nel quale vi sono tre ingressi, due laterali e uno centrale.[1]

Le facciate laterali non presentano alcun tipo di elemento architettonico, eccezion fatta per due ingressi secondari in quella destra.

La copertura, costituita da un solaio in cemento armato, è piana ed aggettante con un ampio cornicione.[1] Al centro della copertura si eleva una cupola a base quadrangolare, sorretta internamente alla chiesa da quattro pilastri, con finestre su tutte e quattro le facciate. La copertura della cupola è formata da un tetto a quattro falde.[1]

Sul lato destro è collocato, in arretrato e in aderenza rispetto alla chiesa, un campanile con copertura a quattro falde e finestre su tutte e quattro le facciate.[1] Davanti alla torre si trova un piccolo giardino, rialzato rispetto alla prospiciente via Guglielmo Oberdan e delimitato da recinzione, accessibile sia dall'interno della chiesa che dalla piazza San Rocco.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il mosaico della parete di fondo.
L'altare della cappella di San Rocco

Al suo interno la chiesa è costituita da un'unica navata nella quale, centralmente, sorgono due absidi trapezoidali laterali sporgenti che corrispondono a due cappelle laterali. Sia l'aula che il presbiterio, rialzato di tre gradini, sono collocati all'interno della navata, che si conclude con una parete di fondo curvilinea.[1]

Navata[modifica | modifica wikitesto]

Nella controfacciata è posta, in corrispondenza dell'atrio d'ingresso, una bussola in legno.

Nelle pareti laterali, oltre alle aperture verso l'esterno e ad una porta che conduce alla sacrestia, sono collocate le seguenti opere d'arte: un Crocifisso ligneo, posto a lato destro dell'ingresso, e due dipinti in olio su tela raffiguranti San Rocco tra gli appestati[13] e San Rocco che intercede presso la Madonna contro la peste,[14] entrambi del 1981 e realizzati dell'artista Maurizio Carnevali.[9]

La parete di fondo presenta un mosaico, di scuola fiorentina, raffigurante la colomba dello Spirito Santo tra angeli musici e angeli adoranti (XX secolo),[15] centralmente al quale si apre una nicchia contenente un gruppo scultoreo in gesso rappresentate l' Immacolata Concezione e angeli, (1927) di scuola romana.[16]

La pavimentazione interna della chiesa è in marmo grigio.

Cappella di Santa Rita da Cascia[modifica | modifica wikitesto]

La cappella che apre dalla parete laterale di sinistra è dedicata a Santa Rita da Cascia, con altare laterale in marmo policromo con edicola soprastante, al cui interno è collocata una statua lignea di Santa Rita da Cascia. A lato dell'altare è posizionata una piccola colonna di marmo che sorregge una statua lignea del Sacro Cuore di Gesù.

Cappella di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La cappella che apre dalla parete laterale di destra è invece dedicata a San Rocco, con altare laterale in marmo e bronzo (1962) opera dello scultore Alessandro Monteleone, al centro del quale è collocata la nicchia contenente la statua lignea di San Rocco (XVII secolo), realizzata da artista ignoto.[17]

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Come detto la chiesa sorge prospettando sull'omonima piazza San Rocco. La piazza, di forma quandrangolare, è ubicata in un settore del centro storico compreso tra il corso Giuseppe Garibaldi e la via Roma. È intersecata in direzione nord-sud dalla via San Rocco ed in direzione ovest-est dalla via Guglielmo Oberdan.

Oltre al suddetto luogo di culto, prospettano sulla piazza anche l'edificio sede della Congrega dell'Immacolata e San Rocco e la baraccata cappella di San Rocco. Al centro della piazza, pedonalizzata, sorge la Fonte di san Rocco.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Varia di Palmi.

Tra gli eventi svolti nella piazza vi sono alcune celebrazioni della Varia di Palmi, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, in quanto la stessa è il luogo di ritrovo della corporazione dei carrettieri per partecipare al corteo storico, ed è anche lo spazio prescelto per lo svolgimento della festa della corporazione.[18]

Fonte di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La statua bronzea di San Rocco della fonte.
Vista della parte della piazza nella quale è collocata la fonte di San Rocco.

La Fonte di San Rocco è una fontana monumentale dedicata all'omonimo santo. L'opera venne promossa, nel 2009, dall'associazione cittadina denominata "Prometeus",[19] per realizzare un nuovo monumento nello stesso luogo dove, fino al XIX secolo, sorgeva il "pozzo di San Rocco", fontana che serviva per l'approvvigionamento idrico di gran parte della città.

La fontana venne realizzata nel 2010 dall'artista Maurizio Carnevali su progetto dell'architetto Carmelo Bagalà.[20] I fondi vennero reperiti tramite donazioni volontarie della popolazione o grazie a iniziative di vario genere.[19] Lo slogan della raccolta fondi fu: «Quando il sogno di un piccolo gruppo diventa il sogno della collettività, è molto probabile che possa trasformarsi in realtà».[19] La sua inaugurazione avvenne il 12 agosto dello stesso anno,[19] all'interno degli eventi della festa di San Rocco.

La fontana riproduce una scultura bronzea di San Rocco adagiato, con il cagnolino, nell'atto di abbeverarsi.[19] La scultura è posizionata sopra una base di granito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Chiesa dell'Immacolata <Palmi>, su http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/. URL consultato il 29 novembre 2016.
  2. ^ Le Chiese di Palmi nel 1586, Antonio Tripodi Archiviato il 17 settembre 2013 in Internet Archive.
  3. ^ La chiesa, retta dal sacerdote Pietro Hano e procuratore Scipione Lombardo, non era consacrata e nemmeno pavimentata. L'entrate era di 6,35 ducati annui che proveniva dai censi di dieci fondi rustici. Le due porte della chiesa avevano le serrature e le relative chiavi, non c'era l'acquasantiera e non era stata ancora posizionata la campana avente valore di 35,00 ducati.
  4. ^ Con cornice dorate e l'altare ornato con tre tovaglie, i candelieri e l'avantaltare di tela gialla.
  5. ^ Nello stesso viene riferito della presenza di cinque sacerdoti, officianti la chiesa.
  6. ^ De Salvo, pag. 237
  7. ^ Ferraro, pag. 28
  8. ^ De Salvo, p. 257
  9. ^ a b c LA FESTA DI SAN ROCCO A PALMI, su arteculturafotoin.it. URL consultato il 22 settembre 2014.
  10. ^ Periodico "Madre Terra News" n. 34 - Ottobre 2012 Pag. 30-31
  11. ^ Calogero, pag. 10
  12. ^ pag. 1361 (PDF), su vatican.va. URL consultato il 4 marzo 2013.
  13. ^ Carnevali M. (1981), San Rocco tra gli appestati - Scheda su BeWeb
  14. ^ Carnevali M. (1981), San Rocco intecede presso la Madonna contro la peste - Scheda su BeWeb
  15. ^ Casa Rampini sec. XX, Colomba dello Spirito Santo tra Angeli - Scheda su BeWeb
  16. ^ Bottega romana (1927), Madonna Immacolata - Scheda su BeWeb
  17. ^ Bottega calabrese sec. XIX, San Rocco - Scheda su BeWeb
  18. ^ a b Contadini, su http://www.mbuttaturidellavaria.it/. URL consultato il 22 novembre 2014.
  19. ^ a b c d e Articolo sulla Fonte di san Rocco, su costaviolaonline.it. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  20. ^ eccellenzecalabresi.it Palmi: in soli otto mesi ideata progettata e realizzata la Fonte di San Rocco [collegamento interrotto], su eccellenzecalabresi.it. URL consultato il 16 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Fonte di San Rocco, Palmi, Associazione di volontariato "Prometeus", 2010.
  • Rocco Calogero, Dopo dieci anni: la Madonna del Carmine e il terremoto del 16 novembre 1894 in Palmi, Messina, Tipografia Crupi, 1904.
  • Antonio De Salvo, Ricerche e studi storici intorno a Palmi, Seminara e Gioia Tauro, Napoli, Lopresti, 1889.
  • Domenico Ferraro, Palmi nella fede, Edizioni De Pasquale, 2002.
  • Domenico Ferraro, San Rocco, Polistena, Tipolitografia Varamo, 1993.
  • Francesco Lovecchio, Palmi, I Giganti e la festa di San Rocco, Reggio Calabria, Jason Editrice, 1991.
  • Mario Bagalà, San Rocco, Napoli, Fuori Registro, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]