Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco[1]
Chiesa Immacolata e San Rocco.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
LocalitàPalmi-Stemma.png Palmi[1]
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareImmacolata Concezione
San Rocco[2]
Diocesi Oppido Mamertina-Palmi
Consacrazione30 maggio 1954
ArchitettoGiovanni Ammendolia[1]
Stile architettonicoArchitettura moderna
Inizio costruzioneXVI secolo (prima chiesa di cui si abbia documentazione)[1]
Completamento1951 (chiesa attuale)[1]
Sito webSito ufficiale della parrocchia

Coordinate: 38°21′26.89″N 15°50′55.14″E / 38.35747°N 15.84865°E38.35747; 15.84865

La chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco è un luogo di culto cattolico di Palmi. È ubicata nel centro storico e prospetta sulla piazza San Rocco. Chiamata anche chiesa dell'Immacolata o chiesa di San Rocco,[1] è sede dell'omonima confraternita. Al suo interno custodisce le venerate statue dei due santi titolari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza a Palmi di un luogo di culto dedicato a San Rocco è testimoniata fin dal 25 ottobre 1586,[3] quando la chiesa venne citata nel resoconto della visita ex limina pastorale del vescovo della diocesi di Mileto Marcantonio Del Tufo.[1][4] Sull'altare maggiore di tale chiesa vi era un quadro dipinto ad olio di San Rocco,[5] ed inoltre vi aveva sede una congrega di San Rocco.

La chiesa è ancora citata in un breve di papa Gregorio XV relativo agli altari privilegiati, datato al 12 maggio 1623,[6] ed è menzionata come «dentro le mura» nella deposizione del 1740 dell'arciprete di San Nicola don Bruno Trifiletti, per l'elevazione della chiesa madre a collegiata.[7] Nello stesso anno si ha notizia di una costruzione, l'oratorio dell'Immacolata, realizzata accanto alla chiesa di San Rocco.[1][8]

L'antica chiesa di San Rocco, danneggiata dal terremoto del 1908, con accanto l'oratorio dell'Immacolata.

Nel 1777 la devozione verso i due santi, con rispettivi luogo di culto adiacenti, venne unificata con un'unica confraternita.[9]

La chiesa di San Rocco venne distrutta dal terremoto del 1783[1] e fu riedificata nel 1788[1] dall'appaltatore don Fulvio Messina, con direttore dei lavori l'ingegner Pietro Galdo.[10] Nel 1803, data l'inagibilità della chiesa madre di San Nicola, le funzioni parrocchiali furono spostate nella chiesa dedicata al santo di Montpellier.[11]

Il terremoto del 1894 danneggiò nuovamente la chiesa di San Rocco e anche l'oratorio dell'Immacolata. Questi due luoghi di culto cittadini furono tra quelli maggiormente colpiti dal sisma. La chiesa perse per sempre l'antico orologio all'italiana che aveva collocato nella facciata.[12]

I due luoghi di culto vennero nuovamente colpiti dal terremoto del 1908.[1] La chiesa di san Rocco a seguito dell'evento venne demolita e ricostruita a poche decine di metri di distanza come cappella in legno e lamiere[1] che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa piazza. Fu ricostruita invece in muratura e legname, nel luogo primitivo, l'oratorio dell'Immacolata.[1] Quest'ultimo subì un incendio, il 30 dicembre 1924,[10] e venne demolito nel 1949.[1]

Nel 1951 venne infine realizzata, con progetto di Giovanni Ammendolia e costruita da maestranze locali[1], ed aperta al culto l'attuale chiesa che riunisce in un unico edificio il culto dell'Immacolata concezione e di San Rocco.

Nel 1962 la cappella laterale di San Rocco venne abbellita da opere dell'artista Alessandro Monteleone.[1]

A seguito della riforma liturgica, venne realizzato l'adeguamento liturgico con la rimozione del vecchio altare e l'aggiunta di una mensa marmorea, al centro del presbiterio, e due amboni ai lati.[1]

Il 10 giugno del 1979 la chiesa passò, come tutta la città di Palmi, dalla giurisdizione della diocesi di Mileto (alla quale era stata soggetta fin dalla fondazione), alla nuova diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.[13]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, di notte, nei giorni della festa di San Rocco.

La facciata della chiesa è di forma rettangolare e presenta un'ampia zoccolatura in pietra scura, che si sviluppa per tutta la larghezza della stessa,[1] raccordata con delle lesene decorative anch'esse in pietra scura, che la dividono in tre settori per tutta l'altezza.[1] Nel settore centrale è collocato un atrio,[1] in arretrato rispetto alla facciata e rialzato di tre gradini rispetto al sagrato, delimitato anch'esso da lesene. Nell'atrio si aprono tre ingressi, uno centrale di grandezza pari alla proiezione dell'apertura nella facciata, e due portoni laterali.[1] Completa la facciata un ampio cornicione aggettante.

Le facciate laterali non presentano alcun tipo di elemento architettonico, eccezion fatta per due ingressi secondari in quella destra.

La copertura, costituita da un solaio in cemento armato, è piana ed aggettante con un ampio cornicione.[1] Al centro della copertura si eleva una cupola a base quadrangolare, sorretta internamente alla chiesa da quattro pilastri, con finestre su tutte e quattro le facciate. La copertura della cupola è formata da un tetto a quattro falde.[1]

Sul lato destro è collocato, in arretrato e in aderenza rispetto alla chiesa, un campanile con copertura a quattro falde e finestre su tutte e quattro le facciate.[1] Davanti alla torre si trova un piccolo giardino, rialzato rispetto alla prospiciente via Guglielmo Oberdan e delimitato da recinzione, accessibile sia dall'interno della chiesa che dalla piazza San Rocco.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il mosaico della parete di fondo.
L'altare della cappella di San Rocco

Al suo interno la chiesa è formata da una sola navata nella quale, centralmente e ai lati, sorgono due absidi trapezoidali laterali sporgenti che corrispondono a due cappelle laterali.[2] Sia l'aula che il presbiterio, rialzato di quattro gradini, sono collocati all'interno della navata, che si conclude con una parete di fondo curvilinea.[1]

Navata[modifica | modifica wikitesto]

Nella controfacciata è posta, in corrispondenza dell'ingresso, una bussola centrale dalla quale si accede, ai due lati, ad altrettante bussole in legno di dimensione minore.

Le pareti laterali risultano scandite dalla struttura portante.[1]

Nella parete sinistra, partendo dall'ingresso, si trovano due basi processionali in legno, utilizzate per trasportare a spalla in processione delle due icone di San Rocco e di Maria Santissima Immacolata, un ingresso laterale alla chiesa, un dipinto in olio su tela raffigurante San Rocco che intercede presso la Madonna contro la peste (1981) realizzato dall'artista Maurizio Carnevali,[14][2] l'apertura della cappella di San Rocco e, in fondo alla parete, un ulteriore ingresso laterale.

Nella parete destra, sempre partendo dall'ingresso, è collocato un Crocifisso (1982) in legno, un dipinto in olio su tela raffigurante San Rocco tra gli appestati (1981) realizzato anch'esso dall'artista Maurizio Carnevali,[15][2] un confessionale in legno, l'apertura della cappella di Santa Rita e, in fondo alla parete, la porta d'accesso alla sacrestia preceduta da un secondo confessionale in legno.

Completano le pareti laterali le Stazioni della Via Crucis realizzate in ceramica.[2]

La parete di fondo curvilinea presenta un ampio mosaico (circa 50 m²),[2] di scuola fiorentina, raffigurante la colomba dello Spirito Santo tra angeli musicanti e angeli adoranti con la scritta <<tota pulchra es Maria>> (XX secolo),[16] realizzata con materiale proveniente da Murano e Ravenna[2] e al cui centro si apre una nicchia, semicilindrica e con volta a cupola,[2] contenente un gruppo scultoreo in gesso scolpito e dipinto rappresentate l' Immacolata Concezione e angeli (1927), di scuola romana.[17]

Il soffitto della chiesa è formato da una copertura piana costituita da un solaio in cemento armato.[1] Centralmente al solaio si innalza, sorretta inoltre da quattro pilastri, una cupola rettangolare nelle cui pareti sono posizionate cinque aperture lunghe e strette per ogni lato, dalle quali prende luce l'intero edificio.[1]

La pavimentazione è invece in lastre di marmo grigio.[1]

Cappella di Santa Rita da Cascia[modifica | modifica wikitesto]

Centralmente alla parete laterale destra si apre la cappella dedicata a Santa Rita da Cascia, di forma trapezoidale e rialzata di un gradino rispetto alla navata.

Addossato alla parete centrale della cappella è collocato laltare laterale di Santa Rita, rialzato di ulteriori due gradini e realizzato in marmo bianco e policromo con edicola soprastante, al cui interno è collocata una statua di Santa Rita da Cascia (XX secolo), in legno scolpito e dipinto. A lato destro dell'altare è posizionata una piccola colonna in legno che sorregge una statua del Sacro Cuore di Gesù, in gesso modellato e dipinto.

Cappella di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Centralmente alla parete laterale sinistra si apre invece la cappella dedicata a San Rocco, anch'essa di forma trapezoidale e rialzata di un gradino rispetto alla navata.

Addossato alla parete centrale della cappella è collocato l'altare laterale di San Rocco (1962),[2] rialzato di ulteriori due gradini e realizzato in marmo e bronzo sbalzato ad opera dello scultore Alessandro Monteleone.[2] Nel bronzo sono rappresentate dall'artista la Salita al Calvario, l’Orazione di Cristo nell'orto degli ulivi, il Volto di San Rocco, una figura maschile di offerente, la Crocifissione di Cristo, l' Ultima Cena, il Sacrificio eucaristico e angeli. Al centro dell'altare è collocata una nicchia contenente la statua di San Rocco (XVII secolo), realizzata in legno di tiglio scolpito e dipinto da artista ignoto.[18]

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è, da sempre, la sede della Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac Chiesa dell'Immacolata <Palmi>, su http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/. URL consultato il 18 settembre 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j La voce del Tirreno, 5 marzo 2009 anno 3 n. 3 (PDF), su lavocedeltirreno.it. URL consultato il 24 settembre 2016.
  3. ^ Le Chiese di Palmi nel 1586, Antonio Tripodi Archiviato il 17 settembre 2013 in Internet Archive.
  4. ^ La chiesa, retta dal sacerdote Pietro Hano e procuratore Scipione Lombardo, non era consacrata e nemmeno pavimentata. L'entrate era di 6,35 ducati annui che proveniva dai censi di dieci fondi rustici. Le due porte della chiesa avevano le serrature e le relative chiavi, non c'era l'acquasantiera e non era stata ancora posizionata la campana avente valore di 35,00 ducati.
  5. ^ Con cornice dorate e l'altare ornato con tre tovaglie, i candelieri e l'avantaltare di tela gialla.
  6. ^ Nello stesso viene riferito della presenza di cinque sacerdoti, officianti la chiesa.
  7. ^ De Salvo, pag. 237.
  8. ^ Ferraro, pag. 28.
  9. ^ De Salvo, p. 257.
  10. ^ a b LA FESTA DI SAN ROCCO A PALMI, su arteculturafotoin.it. URL consultato il 22 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2014).
  11. ^ Periodico "Madre Terra News" n. 34 - Ottobre 2012 Pag. 30-31
  12. ^ Calogero, pag. 10.
  13. ^ pag. 1361 (PDF), su vatican.va. URL consultato il 4 marzo 2013.
  14. ^ Carnevali M. (1981), San Rocco che intercede presso la Madonna contro la peste, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 13 giugno 2019.
  15. ^ Carnevali M. (1981), San Rocco tra gli appestati, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 13 giugno 2019.
  16. ^ Casa Rampini sec. XX, Colomba dello Spirito Santo tra Angeli, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 17 giugno 2019.
  17. ^ Bottega romana (1927), Madonna Immacolata, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 17 giugno 2019.
  18. ^ Bottega calabrese sec. XIX, San Rocco - Scheda su BeWeb, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 17 giugno 2019.
  19. ^ Contadini, su http://www.mbuttaturidellavaria.it/. URL consultato il 22 novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Fonte di San Rocco, Palmi, Associazione di volontariato "Prometeus", 2010.
  • Mario Bagalà, San Rocco, Napoli, Fuori Registro, 1995.
  • Rocco Calogero, Dopo dieci anni: la Madonna del Carmine e il terremoto del 16 novembre 1894 in Palmi, Messina, Tipografia Crupi, 1904.
  • Antonio De Salvo, Ricerche e studi storici intorno a Palmi, Seminara e Gioia Tauro, Napoli, Lopresti, 1889.
  • Domenico Ferraro, Palmi nella fede, Edizioni De Pasquale, 2002.
  • Domenico Ferraro, San Rocco, Polistena, Tipolitografia Varamo, 1993.
  • Domenico Guardata, Memorie sulla Città e territorio di Palme 1850-1858, Palmi, 1858.
  • Rocco Liberti, Le confraternite nella Piana di Gioia (diocesi di Oppido Mamertina-Palmi), Luigi Pellegrini Editore, 1985, Incontri meridionali.
  • Francesco Lovecchio, Palmi, I Giganti e la festa di San Rocco, Reggio Calabria, Jason Editrice, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]