Casa della cultura (Palmi)

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Casa della Cultura "Leonida Repaci"
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPalmi
Indirizzovia Felice Battaglia s.n.c.[1]
Via Francesco Carbone 3[2]
Caratteristiche
TipoBiblioteca,
Archivio di Stato,
Museo etnografico,
Antiquarium,
Museo Musicale,
Gipsoteca,
Pinacoteca
Apertura17 gennaio 1982

Coordinate: 38°21′18.47″N 15°51′15.12″E / 38.35513°N 15.8542°E38.35513; 15.8542

La Casa della cultura "Leonida Repaci" è un moderno edificio polifunzionale ubicato a Palmi, nel quale hanno sede:

La struttura inoltre è dotata di un ampio giardino dove sono collocate sculture in bronzo, due austere colonne d'età romana (provenienti dal sito archeologico dell'antica Tauriana) e una copia dell'antica Fontana della Palma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua costruzione iniziò nel 1968 per volontà dell'amministrazione comunale del tempo e sotto gli auspici dell'onorevole Giacomo Mancini, allora Ministro dei lavori pubblici. L'edificio venne inaugurato il 17 gennaio 1982[3] ed intitolato allo scrittore palmese Leonida Repaci nel novembre del 1984.[4] La struttura ha una superficie di oltre 2.000 m² e la sua costruzione fu finanziata dall'assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, progettata da tecnici del Provveditorato delle Opere Pubbliche di Catanzaro e realizzata da maestranze reggine.[5]

Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci[modifica | modifica wikitesto]

La pinacoteca "Leonida ed Albertina Repaci" conserva oltre 200 opere d'arte donate dallo scrittore Leonida Repaci e dalla moglie Albertina alla città di Palmi.[6] La preziosa collezione è, ad oggi, una delle più importanti pinacoteche d'arte moderna e contemporanea dell'Italia Meridionale.[7]

Molte sono le opere di artisti importanti conservate nella pinacoteca, fra questi vi sono Édouard Manet, Guercino, Tintoretto, Renato Guttuso, Giovanni Fattori, Amedeo Modigliani e Jean-Baptiste Camille Corot.[6]

Nel 2014 la pinacoteca ha aggiunto alla propria collezione alcuni quadri di valore appartenuti al senatore Emilio Argiroffi, donati al comune di Palmi dalla sorella del parlamentare.[8]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dipinti
Sculture

Museo di etnografia e folklore Raffaele Corso[modifica | modifica wikitesto]

Il museo etnografico fu fondato nel 1955[11] su iniziativa di Antonino Basile, Nicola De Rosa, Giuseppe Pignataro, Luigi Lacquaniti, Francesco Salerno, Francesco Cipri e Antonino Nasso, e venne collocato all'interno di Palazzo San Nicola.[12] Trasferito nel 1984 nella Casa della cultura, il museo al suo interno custodisce oggetti della quotidianità, delle fede, e del folclore della Calabria,[13] divisi in sezioni quali: il ciclo dell'anno, il ciclo della vita umana, l’agricoltura, la marineria,[14] la religiosità popolare, i costumi e l’arte popolare.[11]

Il museo è stato riconosciuto di importanza internazionale dall'UNESCO e, nel suo genere, è il più importante dell'Italia meridionale.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Modello di Spalas usata durante la processione di San Rocco a Palmi.

Biblioteca comunale Domenico Topa[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca comunale
"Domenico Topa"
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
CittàPalmi-Stemma.pngPalmi
Caratteristiche
TipoComplesso Bibliotecario
Numero opere122.000 circa[15]

La biblioteca Comunale "Domenico Topa" di Palmi venne istituita nel 1890,[15] per volontà di alcune personalità tra le quali l'onorevole Rocco De Zerbi.[16] La struttura fu distrutta dal terremoto del 1908 e dalla prima guerra mondiale,[16] pertanto venne ricostruita nel 1927 quando venne nominato direttore Luigi Lacquaniti.[15] La biblioteca venne collocata nel 1932 all'interno del nuovo Palazzo San Nicola,[12] ed il direttore della struttura chiese, ad alcuni intellettuali dell'epoca, di contribuire alla ricostruzione della biblioteca donandole dei volumi. Tale appello venne accolto da Francesco Cilea, Benedetto Croce, Francesco Pentimalli e Leonida Repaci.[16] Nel 1943 venne approvato uno statuto di regolamento della biblioteca[15] e, in quello stesso anno, la struttura si arricchì di una donazione fatta dal paletnologo Domenico Topa,[16] a cui venne intitolata in seguito la biblioteca.[16] La donazione di Domenico Topa era costituita essenzialmente da volumi sulla storia della Calabria e da un "fondo antico" comprendente volumi del XVI secolo, del XVII secolo e del XVII secolo, tra cui una copia del "Codice Purpureo" di Rossano.[17] Nel 1982 la biblioteca venne spostata dai piccoli locali di Palazzo San Nicola alla sua attuale sede della Casa della cultura.[16] Nel 2014 la biblioteca ha aggiunto altri 2.000 volumi, risalenti al XVI secolo ed al XVIII secolo ed appartenuti al senatore Emilio Argiroffi, donati al comune di Palmi dalla sorella del parlamentare.[8]

Oggi la biblioteca è dotata di circa 122.000 volumi[15] ed è uno dei 12 Distretti Bibliotecari della Calabria.[18] Le sezioni in cui è suddivisa la biblioteca sono le seguenti:[15]

La biblioteca inoltre è dotata di:

Antiquarium Nicola De Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antiquarium "Nicola De Rosa" sono custoditi dei reperti provenienti dall'antica città di Tauriana,[6][13] in un periodo compreso dal V secolo a.C. all'XI secolo,[6] oggetti ritrovati sui fondali del mare lungo la Costa Viola, materiali riferiti all'età del bronzo (provenienti dalla Grotta della Pietrosa di Palmi o da rinvenimenti sporadici nel territorio),[20] e materiale proveniente dall'area del Tempio di San Fantino e dalla località di Scinà, dove sorgeva una villa con la sua necropoli. Queste ultime due zone costituiscono il nucleo più consistente di materiale dell'antiquarium. Le epigrafi delle aree sepolcrali di San Fantino e di Scinà sono riferibili sia alla frequentazione pagana (I secolo d.C.-III secolo) che a quella cristiana (IV secolo-V secolo).[21]

Dai fondali del Lido di Palmi provengono le opere più importante dell'antiquarium è cioè un busto dell'imperatore Adriano, copia postuma e forse locale eseguita tra il 135 ed il 140 d.C., e due statue acefale di età ellenistica.[20]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Opere provenienti da Tauriana, nel dettaglio:

Opere provenienti dalla Grotta della Pietrosa

Opere provenienti dall'area del tempio di San Fantino, nel dettaglio:

Opere provenienti dalla necropoli di Scinà, nel dettaglio:

  • vasellame acromo;
  • oggetti in bronzo;
  • monete di età tardo-imperiale;
  • vasellame da mensa in sigillata africana (I secolo d.C.-IV secolo).

Opere provenienti dai fondali del Lido di Palmi, nel dettaglio:

  • contenitori di uso comune;
  • anfore da trasporto massaliote e bizantine (V secolo-VII secolo);
  • ancore;
  • contromarre;
  • ceppi di ancore in piombo.[21]

Museo musicale Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo musicale "Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce", inaugurato nel 1962 presso Palazzo San Nicola[12] e trasferito in seguito nella Casa della cultura, è collocato un gran numero di materiale che testimonia l'intensa attività artistica dei due musicisti nativi di Palmi. Il museo raccoglie spartiti, bozzetti di scena, manoscritti e documenti[6] relativi all'attività del maestro Francesco Cilea.[25] Importante è anche l'epistolario dell'artista, che consta di circa 5.000 lettere,[25] e la documentazione fotografica della vita di Cilea.[25] La struttura conserva inoltre alcune miniature eseguite da Michele Cilea, fratello del maestro, ed uno spazio dedicato all'altro compositore palmese, Nicola Antonio Manfroce,[25] nel quale è conservata la quasi totalità dell'intera produzione dell'artista.[26]

Completano il museo una biblioteca musicale,[27] dei libretti d'opera, dei dischi e dei cimeli[28] nonché ritratti e fotografie con dedica di artisti internazionali quali Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Puccini e Arturo Toscanini.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Francesco Cilea.

Gipsoteca Michele Guerrisi[modifica | modifica wikitesto]

La gipsoteca "Michele Guerrisi",[6] inaugurata nel 1960[30] presso Palazzo San Nicola[12] e trasferita in seguito nella Casa della cultura, è una sezione del complesso museale che accoglie i calchi in gesso delle opere (statue e ritratti) di ispirazione classica dello scultore Michele Guerrisi,[31] nonché i suoi ritratti e bozzetti.[14] Gli originali in bronzo dei calchi sono opere di patrimoni privati o dei monumenti che si trovano sparsi per il territorio nazionale.[31] La sezione conserva un totale di 78 scultore attribuibili al Guerrisi.[12] La gipsoteca conserva degli acquerelli dello stesso autore,[12] donati al Comune di Palmi dalla moglie Marta Rempte.[31] Inoltre nella struttura sono collocate alcune sculture realizzate da Francesco Jerace,[12] Vincenzo Jerace,[12] Nicola Gullì,[31] Alessandro Monteleone[12] ed alcune tele di Antonio Cannata,[31] Attilio Zagari[31] e Giuseppe Palumbo.[31]

La Sezione di Archivio di Stato di Palmi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sezione di Archivio di Stato di Palmi.

L'auditorium comunale[modifica | modifica wikitesto]

L'auditorium comunale è ospitato al piano terra dell'edificio ed è sede di concerti, conferenze, convegni, congressi, incontri, riunioni e dibattiti nonché di iniziative aventi finalità culturali patrocinate dal comune di Palmi o da altre istituzioni pubbliche. La sua capienza è di 260 spettatori.[32] Tra gli appuntamenti culturali vi sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ingresso principale.
  2. ^ Ingresso secondario.
  3. ^ Notizie sulla Casa della Cultura
  4. ^ Periodico Madre Terra News, Settembre 2011
  5. ^ Casa della Cultura nel sito del PIAR Archiviato il 28 settembre 2013 in Internet Archive.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Guida Touring 2003, pag. 155.
  7. ^ importanza nazionale della Pinacoteca Repaci, su areadellostretto.it. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
  8. ^ a b A Palmi le opere del poeta Emilio Argiroffi, su approdonews.it. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  9. ^ a b c Musei Diffusi Dolores Puthod, su doloresputhod.it. URL consultato il 26 novembre 2014.
  10. ^ Pinacoteca "Leonida e Albertina Répaci"
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Guida Touring, pag. 629.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Guida Touring, pag. 628.
  13. ^ a b Guida Blu 2005, pag. 167.
  14. ^ a b c d e f g Guida illustrata d'Italia, p. 284.
  15. ^ a b c d e f g h Storia e descrizione della Biblioteca Comunale "D. Topa", su comune.palmi.rc.it. URL consultato il 13 marzo 2013.
  16. ^ a b c d e f La biblioteca comunale di Palmi "Domenico Topa" di Domenico Ferraro, su sosed.eu. URL consultato il 13 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2014).
  17. ^ CULTURA E TRADIZIONE A PALMI - Casa della Cultura “Leonida Repaci”, su forcalsoftware.it. URL consultato il 13 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
  18. ^ Elenco dei 12 Distretti Bibliotecari della Calabria, su regione.calabria.it. URL consultato il 13 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2014).
  19. ^ Descrizione della Mediateca della Casa della cultura di Palmi, su comune.palmi.rc.it. URL consultato il 13 marzo 2013.
  20. ^ a b c d Mancuso, pag. 131.
  21. ^ a b Mancuso, pag. 132.
  22. ^ Di sigillata italica, quali esempi di coroplastica ellenistica (testina femminile, maschera teatrale, figura grottesca)
  23. ^ Di età romano-imperiale e reimpiegati in età bizantina
  24. ^ In caratteri greci e lingua osca che riportano l'etnico dei Tauriani
  25. ^ a b c d e f Storia e descrizione del Museo Musicale "Francesco Cilea e Nicola Manfroce", su comune.palmi.rc.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  26. ^ Touring Club Italiano - Museo Musicale "Francesco Cilea e Nicola Manfroce", su touringclub.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  27. ^ Turis Calabria - Museo Musicale "Francesco Cilea e Nicola Manfroce", su turiscalabria.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  28. ^ Musei Online - Museo Musicale "Francesco Cilea e Nicola Manfroce", su museionline.it. URL consultato il 21 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2006).
  29. ^ a b c d e f g h i j Cutulli, pag. 59.
  30. ^ Ministero per i Beni e la Attività Culturali, "I luoghi della cultura", su beniculturali.it. URL consultato il 22 marzo 2013.
  31. ^ a b c d e f g Storia e descrizione della gipsoteca "Michele Guerrisi", su comune.palmi.rc.it. URL consultato il 22 marzo 2013.
  32. ^ Regolamento d'uso auditorium comunale Casa della cultura "Leonida Repaci" - Palmi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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