Sindrome di Wiskott-Aldrich

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Sindrome di Wiskott-Aldrich
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 279.12
ICD-10 (EN) D82.0
Eponimi
Robert Anderson Aldrich
Alfred Wiskott

La sindrome di Wiskott-Aldrich è una rara malattia ereditaria recessiva legata al cromosoma X dovuta a mutazioni del gene was che codifica per una proteina del citoscheletro nelle cellule prodotte dal midollo emopoietico[1], detta WASP.

La sindrome deve il suo nome a Alfred Wiskott (1898–1978), pediatra tedesco che per primo, nel 1937, ne descrisse le manifestazioni cliniche[2], e a Robert Anderson Aldrich (1917–1998), pediatra statunitense che descrisse la malattia nel 1954[3].

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Essendo una patologia recessiva legata al cromosoma X colpisce solo pazienti di sesso maschile, tipicamente in età infantile. La sua incidenza è 1 su 250.000 maschi nati vivi.

Fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

WASP è una proteina che ha 3 funzioni fondamentali:

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

È caratterizzata da eczema, piastrinopenia, immunodepressione con sensibilità spiccata alle infezioni. Può essere associata ad anemia emolitica, artrite reumatoide, vasculite e diarrea ematica, quest'ultima conseguente al basso numero di piastrine[1][2].

Si osservano:

Alla piastrinopenia possono conseguire ematemesi, melena e anche emorragia cerebrale, mentre l'eczema può evolversi in impetigine. L'immunodepressione facilita l'instaurarsi di infezioni tipicamente polmonari (comune è la polmonite da pneumococco), ma anche meningite e sepsi.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La malattia può essere trattata con splenectomia e trasfusioni di piastrine, mentre per le manifestazioni a livello cutaneo si somministrano steroidi topici; tuttavia solo il trapianto di midollo osseo può portare a una risoluzione definitiva[1][4].

La malattia è stata studiata per l'applicazione di una terapia genica basata sull'utilizzo di Lentivirus[5][6] e molti studi sono in corso di realizzazione per sviluppare vettori ottimizzati[5][6][7][8]. Nel 2013 un gruppo di studio italiano dell'Ospedale San Raffaele, guidato dal Prof. Luigi Naldini, annuncia di aver ottenuto il netto miglioramento della malattia in tre bambini mediante la somministrazione di cellule staminali ematopoietiche modificate con sostituzione del gene alterato utilizzando come vettore per quello corretto un virus[9].

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

L'aspettativa media di vita è soggettiva alla gravità delle manifestazioni della stessa. Se trattati bene, quando si presentano casi di disfunzione autoimmuni (vasculiti) e con regolari infusioni di immunoglobuline, i soggetti affetti possono avere un'aspettativa di vita nella media umana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Harrison, Principi di medicina interna, 16ª ed., Milano, McGraw-Hill, 2005, p. 2190, ISBN 88-386-2999-4.
  2. ^ a b (EN) Aldrich, et al, Pedigree demonstrating a sex-linked recessive condition characterized by draining ears, eczematoid dermatitis and bloody diarrhea. in Pediatrics, vol. 13, nº 2, 1954, pp. 133-9.
  3. ^ A Wiskott, Familiärer, angeborener Morbus Werlhofii? ("Familial congenital Werlhof's disease?") in Montsschr Kinderheilkd, vol. 68, 1937, pp. 212–16.
  4. ^ K. Boztug, M. Schmidt; A. Schwarzer; PP. Banerjee; IA. Díez; RA. Dewey; M. Böhm; A. Nowrouzi; CR. Ball; H. Glimm; S. Naundorf, Stem-cell gene therapy for the Wiskott-Aldrich syndrome. in N Engl J Med, vol. 363, nº 20, novembre 2010, pp. 1918-27, DOI:10.1056/NEJMoa1003548, PMID 21067383.
  5. ^ a b A. Galy, MG. Roncarolo; AJ. Thrasher, Development of lentiviral gene therapy for Wiskott Aldrich syndrome. in Expert Opin Biol Ther, vol. 8, nº 2, febbraio 2008, pp. 181-90, DOI:10.1517/14712598.8.2.181, PMID 18194074.
  6. ^ a b C. Frecha, MG. Toscano; C. Costa; MJ. Saez-Lara; FL. Cosset; E. Verhoeyen; F. Martin, Improved lentiviral vectors for Wiskott-Aldrich syndrome gene therapy mimic endogenous expression profiles throughout haematopoiesis. in Gene Ther, vol. 15, nº 12, giugno 2008, pp. 930-41, DOI:10.1038/gt.2008.20, PMID 18323794.
  7. ^ Y. Jin, C. Mazza; JR. Christie; S. Giliani; M. Fiorini; P. Mella; F. Gandellini; DM. Stewart; Q. Zhu; DL. Nelson; LD. Notarangelo, Mutations of the Wiskott-Aldrich Syndrome Protein (WASP): hotspots, effect on transcription, and translation and phenotype/genotype correlation. in Blood, vol. 104, nº 13, dicembre 2004, pp. 4010-9, DOI:10.1182/blood-2003-05-1592, PMID 15284122.
  8. ^ RA. Dewey, I. Avedillo Díez; M. Ballmaier; A. Filipovich; J. Greil; T. Güngör; C. Happel; A. Maschan; F. Noyan; U. Pannicke; K. Schwarz, Retroviral WASP gene transfer into human hematopoietic stem cells reconstitutes the actin cytoskeleton in myeloid progeny cells differentiated in vitro. in Exp Hematol, vol. 34, nº 9, settembre 2006, pp. 1161-9, DOI:10.1016/j.exphem.2006.04.021, PMID 16939809.
  9. ^ S. Scaramuzza, L. Biasco; A. Ripamonti; MC. Castiello; M. Loperfido; E. Draghici; RJ. Hernandez; F. Benedicenti; M. Radrizzani; M. Salomoni; M. Ranzani, Preclinical safety and efficacy of human CD34(+) cells transduced with lentiviral vector for the treatment of Wiskott-Aldrich syndrome. in Mol Ther, vol. 21, nº 1, gennaio 2013, pp. 175-84, DOI:10.1038/mt.2012.23, PMID 22371846.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Romagnani, Emmi Lorenzo, Almerigogna Fabio, Malattie del sistema immunitario seconda edizione, Milano, McGraw-Hill, 2000, ISBN 978-88-386-2366-0.
  • Harrison, Principi di medicina interna, 16ª ed., Milano, McGraw-Hill, 2005, ISBN 88-386-2999-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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