Sindrome di Kawasaki
| Sindrome di Kawasaki | |
|---|---|
Lingua a fragola in un bambino, tipico segno della sindrome di Kawasaki |
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| Malattia rara | |
| Codici di esenzione | |
| SSN italiano | RG0040 |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 446.1 |
| ICD-10 | (EN) M30.3 |
| Sinonimi | |
| Malattia di Kawasaki Sindrome muco-cutanea dei linfonodi Sindrome dei linfonodi |
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| Eponimi | |
| Tomisaku Kawasaki | |
La sindrome di Kawasaki o sindrome muco-cutanea dei linfonodi è una vasculite infantile delle arterie di media e piccola dimensione a eziologia sconosciuta.
Indice |
Epidemiologia [modifica]
La sindrome di Kawasaki è una patologia che colpisce prevalentemente i bambini d'età inferiore ai 4 anni con un picco al secondo anno. È diffusa in tutto il mondo con andamento endemico e riaccensioni ogni 2-3 anni e picco in inverno e in primavera. È la seconda vasculite più frequente nel bambino dopo la porpora di Schonlein-Henoch.
Eziopatogenesi [modifica]
Si suppone una eziologia tossinfettiva e immunomediata che coinvolga superantigeni streptococcici e stafilococcici con successiva attivazione linfocitaria. Spesso la sindrome di Kawasaki esordisce dopo patologie virali non gravi.
Clinica [modifica]
La clinica è caratterizzata da tre fasi principali di malattia:
- Fase acuta febbrile (7-14 giorni)
Può durare fino a 3-4 settimane nei casi non trattati ed è caratterizzata da febbre elevata, aspetto sofferente, settico, anoressia, irritabilità, una presentazione atipica comprende il versamento pleurico. Dopo 8-10 giorni dall'inizio della febbre compare un rash polimorfo maculopapuloso morbilliforme o scarlattiniforme pruriginoso ed esteso a tutto il corpo. Segue iperemia congiuntivale non essudativa, lesioni della mucosa orale (lesioni crostose, lingua a fragola, eritema), cheiliti, presenza di linfonodi cervicali palpabili o dolenti, edema duro al dorso delle mani e dei piedi, tumefazioni fusiformi delle dita, eritema palmare e plantare rosso porpora. - Fase subacuta (2-4 settimane)
Caratterizzata da desquamazione a larghe lamelle e talvolta, da piastrinosi - Fase convalescenziale (3 mesi)
risoluzione della malattia con scomparsa dei segni clinici, normalizzazione della VES e presenza dei solchi ungueali trasversi caratteristici (linee di Beau).
Non essendo disponibili test di laboratorio specifici, la sindrome di Kawasaki viene diagnosticata in base ai criteri clinici e se presenti, all'osservazione degli aneurismi coronarici mediante ecocardiografia o angiografia coronarica.
Complicanze [modifica]
Generalmente la sindrome si risolve in maniera spontanea. Tuttavia, il 5-10% dei pazienti sviluppa complicanze gravi e l'1% è afflitto da complicanze letali. Nella prima fase si possono osservare miocardite e pericardite. Successivamente, possono comparire infarto del miocardio e rottura di aneurismi delle coronarie. Altre complicanze comprendono: uretrite, artropatie, meningite asettica, ittero ostruttivo.
Diagnosi [modifica]
Per fare diagnosi di sindrome di Kawasaki devono essere soddisfatti almeno 5 dei 6 criteri seguenti:
- febbre (elevata, per più di 5 giorni e che recidiva dopo la sospensione dell'antipiretico)
- iperemia congiuntivale (bilaterale e senza essudazione)
- lesioni boccali (arrossamento, secchezza delle labbra, lingua a fragola)
- rash (polimorfo e pruriginoso)
- edema, eritema, solchi ungueali alle estremità
- linfoadenomegalia
Esami di laboratorio [modifica]
- leucocitosi neutrofila
- aumento di VES e PCR
- aumento di AST e ALT
- aumento del fibrinogeno
- possibili anomalie all'ECG
- piastrinosi dopo 10 giorni
Diagnosi differenziale [modifica]
- scarlattina
- morbillo
- Sindrome di Stevens-Johnson
- rickettsiosi
- shock settico
- leptospirosi
- artrite cronica giovanile
- avvelenamento da Hg
Prognosi [modifica]
Segni prognostici negativi comprendono:
- sesso maschile
- età minore di 1 anno
- febbre per più di 10 giorni non trattata
- bassi livelli di albumina ed emoglobina
- segni clinici di interessamento cardiaco
Terapia [modifica]
Il trattamento consiste in un unico ciclo di immunoglobuline per via endovenosa e aspirina. Se avviato durante la fase acuta della malattia, il trattamento riduce la frequenza delle lesioni alle arterie coronariche a meno del 5%. Alcuni pazienti che non rispondono alla terapia standard possono essere trattati alternativamente con Infliximab.
Ricerche [modifica]
Una ricerca scientifica condotta dal Dipartimento di Informatica Biomedica della Columbia University di New York ha consentito di individuare una correlazione statistica significativa tra la sindrome di Kawasaki e l'autismo, utilizzando tecniche di data mining applicate ad un insieme eterogeneo di dati, tra cui oltre alle cartelle cliniche elettroniche erano presenti anche dati testuali come articoli di PubMed e Wikipedia.[1][2]
Note [modifica]
- ^ Holmes, AB. (2011). Discovering disease associations by integrating electronic clinical data and medical literature.. PLoS One 6 (6): e21132. DOI:10.1371/journal.pone.0021132. PMID 21731656.
- ^ (EN) PubMed Central, Figure 3: PLoS One. 2011; 6(6): e21132. Published online 2011 June 23. doi: 10.1371/journal.pone.0021132
Voci correlate [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Joseph C. Sengen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3
- Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 88-386-2459-3
Altri progetti [modifica]
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