Sergio D'Elia

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on. Sergio D'Elia
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Sergio D'Elia
Luogo nascita Pontecorvo, Lazio
Data nascita 5 maggio 1952
Professione dirigente di partito
Partito Radicali Italiani
Legislatura XV Legislatura
Gruppo Rosa nel Pugno
Coalizione L'Unione
Incarichi parlamentari
  • Segretario della Presidenza della Camera dei deputati
  • Membro della III commissione - Affari esteri e Comunitari
  • Membro del Comitato di vigilanza sulle attività di documentazione
Pagina istituzionale

Sergio D'Elia (Pontecorvo, 5 maggio 1952) è un politico ed ex terrorista italiano, dirigente dell'organizzazione extraparlamentare Prima Linea durante gli anni di piombo. Attualmente segretario di Nessuno Tocchi Caino.

Indice

[modifica] Biografia

Cresciuto in provincia di Lecce, luogo di origine dei suoi genitori, si trasferisce a Firenze per frequentare la facoltà di Scienze Politiche.

[modifica] Gli anni del terrorismo

Qui viene a contatto con gli ambienti anarchici ed entra in alcune formazioni extraparlamentari: prima in Potere Operaio, quindi in Senza tregua, infine in Prima Linea, l'organizzazione terroristica di estrema sinistra di cui diventa dirigente.[1]

Il 20 gennaio del 1978 alcuni appartenenti alla sua formazione, durante un tentativo di evasione dal carcere delle Murate di Firenze, uccidono l'agente Fausto Dionisi. In seguito a ciò viene arrestato ed infine condannato in primo grado a 30 anni, per banda armata e concorso in omicidio.
La condanna gli viene inflitta pur non avendo egli partecipato in prima persona al tentativo di evasione e alla sua pianificazione, ma in quanto ritenuto a conoscenza del piano, secondo i dettami delle legislazione anti-terroristica d'emergenza.
D'Elia, al momento dei fatti si trovava in un albergo di Roma. In appello si vede ridotta la pena a 25 anni, di cui sconta effettivamente solo 12, grazie alle riduzioni di pena per l’applicazione della legge sulla dissociazione dal terrorismo e di altri benefici di legge. Nel 2000 viene riabilitato dal tribunale di Roma, che cancella le pene accessorie, consentendogli l'eleggibilità.

[modifica] L'attività politica nei Radicali

Nel 1986, aderisce al Partito Radicale durante la campagna per i diecimila iscritti, abbracciando così le posizioni nonviolente del partito.

A partire dal 1987, viene nominato componente della segreteria del Partito Radicale, nell'ambito della quale si occupa soprattutto della riforma penitenzaria.

In seguito costituisce un'associazione per far riconoscere il voto ai detenuti e per la riforma delle pene supplementari.

Ha anche collaborato al progetto per il partito nuovo e fondato, insieme con la moglie Mariateresa Di Lascia, l'associazione Nessuno tocchi Caino per l'abolizione della pena di morte nel mondo, di cui è l'attuale segretario. Per tale attività ha ricevuto nel 1998 il Premio Nazionale Cultura della Pace[2].

[modifica] La polemica con Amnesty International

Nel 2003, riprendendo e facendo proprie le tradizionali critiche di Marco Pannella all'organizzazione umanitaria Amnesty International [3], Sergio D'Elia si rende protagonista di un'accesa polemica con la sezione italiana dell'organizzazione. L'esponente radicale accusa Amnesty International di non appoggiare la politica adottata da Nessuno tocchi Caino volta ad ottenere una risoluzione ONU per una moratoria della pena di morte, di essere "provatamente responsabile" della bocciatura in sede europea di tale politica per la moratoria, e di seguire piuttosto una linea abolizionista.[4][5]. Amnesty International, vincolata dai propri principi ad una rigida indipendenza da ideologie, gruppi religiosi, economici e governi[6][7] in caso di collaborazione con organismi terzi, afferma invece di essere favorevole alla moratoria, primo passo verso l'abolizione della pena di morte. La polemica non rientra negli anni successivi, ed ancora nel gennaio 2007 Amnesty International viene accusata da Nessuno tocchi Caino di osteggiare "presso le capitali europee, e non solo" le iniziative per l'ottenimento di una moratoria in sede ONU, e viene esortata ad appoggiare le iniziative di Marco Pannella [8].

[modifica] L'elezione alla Camera dei deputati

Nelle elezioni politiche di aprile 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati per la Rosa nel Pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera, suscitando accese proteste sia da parte dei familiari dell'agente Fausto Dionisi, sia da parte di alcuni sindacati delle forze di pubblica sicurezza. Inoltre, fa parte della III Commissione - Affari esteri e comunitari (dal 6 giugno 2006) e al Comitato di vigilanza sulle attività di documentazione (dal 29 giugno 2006).

Durante il periodo in cui è stato deputato, s'è distinto per aver sostenuto la proposta di liberalizzazione della professione di farmacista, a fianco del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (Mnlf) [9].

In occasione delle elezioni politiche del 2008, in seguito all'inserimento dei candidati radicali nelle liste democratiche, D'Elia non è stato candidato perché condannato in via definitiva. In realtà però il codice etico del PD stabilisce, al punto 5.3, che "le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso (...) di intervenuta riabilitazione"[10], cosa che non giustificherebbe l'esclusione sulla base della condanna, essendo stato Sergio D'Elia riabilitato nel 2000.

[modifica] La moratoria delle esecuzioni capitali

Dal 1993 si è impegnato - assieme al promotore Marco Pannella, ad Emma Bonino ed a migliaia di altri militanti ed iscritti radicali - per l'approvazione di una risoluzione Onu in favore della moratoria delle esecuzioni capitali. L'obiettivo, considerato il primo passo ed il punto di non ritorno nella battaglia verso l'abolizione della pena di morte nel mondo, è sembrato essere finalmente alle porte, dopo anni di scioperi della sete e della fame. Il 1 novembre 2007 è stato infatti depositato all'Onu il testo ufficiale della proposta di risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali, che è stato poi discusso ed approvato in via preliminare dal Terzo Comitato delle Nazioni Unite il 16 novembre 2007. Il 18 dicembre 2007 l'Assemblea Generale, riunita in plenaria, ha definitivamente approvato la risoluzione con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Moratoria universale della pena di morte.

[modifica] Intervento sul caso Eluana Englaro

Il 19 dicembre 2008 Sergio D'Elia, insieme ad Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani) e a Marco Cappato (segretario dell'Associazione Luca Coscioni), presenta denuncia verso il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, presso la Procura di Roma, per violenza privata ed intimidazioni [11], in seguito ad un atto d'indirizzo [12] di pochi giorni prima sulla vicenda di Eluana Englaro.

Il 17 gennaio 2009, in seguito alla sua denuncia, la Procura di Roma iscrive il ministro Maurizio Sacconi nel registro degli indagati [13].

[modifica] Promotore della norma anti-pianisti alla Camera

Il 10 marzo 2009 viene introdotto il sistema di riconoscimento biometrico per il voto elettronico alla Camera dei deputati, con il metodo anche detto anti-pianisti [14], la cui proposta di legge [15] era stata presentata nel settembre 2007 proprio dall'allora deputato Sergio D'Elia.

[modifica] Procedimenti giudiziari

[modifica] Assalto al carcere delle Murate

Il 20 gennaio 1978 viene assaltato il carcere delle Murate a Firenze e viene ucciso l'agente Fausto Dionisi. Il 24 aprile 1983, la Corte d’Assise di Firenze condanna Sergio D’Elia a 30 anni di reclusione per concorso in omicidio[16].

Il 1º febbraio 1985, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Firenze condannano Sergio D’Elia a 25 anni di reclusione sulla base di 31 capi di imputazione tra cui il concorso nel tentativo di evasione dal carcere delle Murate di Firenze[16].

[modifica] Dissociazione dal terrorismo

Il 27 gennaio 1988, con propria ordinanza, la Corte di Appello di Firenze afferma: A favore del D’Elia ricorrono le condizioni previste dalla legge n.34/1987 per la concessione dei chiesti benefici poiché il D’Elia si è definitivamente dissociato dal terrorismo, ha ripudiato la violenza come metodo di lotta politica, ha tenuto comportamenti univocamente ed obiettivamente incompatibili con il permanere del vincolo associativo[16].

[modifica] Vita privata

È stato sposato con Mariateresa Di Lascia, esponente radicale. Dopo essere rimasto vedovo, ha poi sposato Elisabetta Zamparutti, anch'ella dirigente radicale.

[modifica] Note

  1. ^ Prima linea
  2. ^ Premio Nazionale Cultura della Pace - Albo d'Oro
  3. ^ Nessuno tocchi Caino, La pena di morte nel mondo : rapporto 2002, Venezia, Marsilio, 2002; a cura di Elisabetta Zamparutti, con una introduzione a cura di Marco Pannella disponibile anche all'indirizzo http://www.nessunotocchicaino.it/bancadati/index.php?tipotema=arg&idtema=20102
  4. ^ CS95-2003 07/07/2003 Marco Bertotto (...) sulle dichiarazioni (...)(di) Marco Pannella (...) che citano Amnesty International, dal sito www.amnesty.it
  5. ^ Replica a Marco Bertotto, presidente di Amnesty International Italia di Sergio D'Elia, dal sito www.radicalparty.org
  6. ^ About Amnesty International, dal sito internazionale dell'organizzazione (documento in inglese)
  7. ^ Statuto della Sezione Nazionale italiana di Amnesty International; cfr. art. 1(3)
  8. ^ Pena di morte. Zamparutti: Amnesty International sostenga la lotta di Pannella per la moratoria ONU, dal sito www.radicalparty.org
  9. ^ Intervento per la liberalizzazione della professione farmacista
  10. ^ Testo del Codice Etico del PD dal sito www.pdcorsico.it
  11. ^ Il testo della denuncia presentata dai dirigenti del Partito Radicale
  12. ^ Sacconi: niente stop all'alimentazione di Eluana in ospedale
  13. ^ Corriere.it Sacconi indagato per violenza privata
  14. ^ IlTempo.it: Addio "pianisti", da oggi si vota con le impronte digitali
  15. ^ Sito web della Camera dei deputati: Ordine del giorno 9/DOC. VIII, N. 4/66 giovedì 20 settembre 2007 nella seduta n.208
  16. ^ a b c Dossier

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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