Moratoria universale della pena di morte

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La campagna per una moratoria universale della pena di morte[1] è partita dall'Italia nel 1993 con la fondazione dell'associazione Nessuno Tocchi Caino di Sergio D'Elia, ed e' stata portata avanti negli anni dalla stessa organizzazione e dal Partito Radicale Transnazionale di Marco Pannella, fino all'approvazione finale del 18 dicembre 2007 da parte dell'Onu

Nel 1994, per la prima volta, una risoluzione fu presentata all'Assemblea Generale dell'ONU dal primo governo Berlusconi[2]. Perse per otto voti. Dal 1997 su iniziativa italiana e dal 1999 su iniziativa europea, la Commissione dell'ONU per i Diritti Umani ha approvato ogni anno una risoluzione che chiede "una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della completa abolizione della pena di morte"[3].

Nel 2006 il Governo Prodi ha riproposto la mozione che è stata in questa occasione accettata.[4]

Il 15 novembre 2007 la Terza commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti la risoluzione per la moratoria universale sulla pena di morte[5].

Il 18 dicembre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni unite ha ratificato, 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti, la moratoria approvata dalla commissione[6].

Indice

[modifica] Voti espressi

Paesi che hanno votato a favore
Paesi che si sono espressi contrari
Paesi astenuti
Paesi assenti

[modifica] Note

  1. ^ Il testo della risoluzione sulla moratoria sulla pena di morte, Wikisource
  2. ^ http://www.nessunotocchicaino.it/chisiamo/index.php?iddocumento=8337272
  3. ^ PENA DI MORTE: COMMISSIONE DIRITTI UMANI ONU DICE SI A MORATORIA 24/4/03, Lettera 22, 24 aprile 2003
  4. ^ http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/moratoria_pena_morte/
  5. ^ "Pena di morte, sì alla moratoria", Il Sole 24 ORE, 16 novembre 2007
  6. ^ "L'Onu approva la moratoria sulla pena di morte", Wikinews, 18 dicembre 2007

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