Raul I di Vermandois

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Rodolfo I di Vermandois

Rodolfo I di Vermandois detto il Prode o il Guercio, conosciuto anche come Raul di Crépy , in francese: Raoul Ier de Vermandois le Vaillant, o anche le Borgne (cioè cieco da un occhio), (108514 ottobre 1152) fu conte di Vermandois e di Valois dal 1102 alla sua morte e, dal 1134, fu Siniscalco di Francia.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del conte e della contessa di Vermandois, Ugo di Francia e Adelaide di Vermandois. I suoi nonni paterni erano Enrico I di Francia e Anna di Kiev, quelli materni Erberto IV di Vermandois e Alice di Valois

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rodolfo sostenne suo cugino re Luigi VI il Grosso e poi il figlio di questi Luigi VII il Giovane contro i nobili ribelli.

Verso il 1120, Rodolfo aveva sposato in prime nozze Eleonora di Blois, la figlia ultimogenita del conte di Blois, Châteaudun, Chartres e Meaux, oltre che signore di Sancerre, Stefano II di Blois, e di Adele d'Inghilterra, figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083).

Nel 1124, il re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc si alleò col proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V, che invase la contea di Champagne, arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito[1], di cui faceva parte anche Rodolfo di Vermandois e che lo costrinse a rientrare in Germania.

Nel 1129, alla presa di Livry, perse un occhio.
L'anno seguente, all'assedio di Coucy, ferì a morte Tommaso di Marle, che aveva ucciso suo fratello minore Enrico (1091-1130).

Nel 1134, Rodolfo venne nominato Siniscalco di Francia, il comandante dell'esercito francese, da Luigi VI, dopo quattro anni che il titolo era vacante.

Nel 1138, arrivarono alla corte di Francia, la nuova regina, la moglie del re di Francia, Luigi VII, Eleonora d'Aquitania (Bordeaux, 1122 – Fontevrault, 1204), duchessa d'Aquitania e Guascogna, e la sua giovane sorella, Petronilla d'Aquitania (1125-1153), che si invaghì del maturo Rodolfo, che fu sollecitato dalla regina a ripudiare la moglie Eleonora di Blois, con tanta insistenza che, nel 1142, Rodolfo si fece convincere, ripudiò così Eleonora di Blois e sposò Petronilla, figlia secondogenita del duca Guglielmo X il Tolosano e di Aénor di Châtellerault, figlia del viscomte Americo I di Châtellerault e della Maubergeon, l'amante di suo nonno Guglielmo IX il Trovatore.
Il re convinse tre arcivescovi del regno di Francia a sciogliere il matrimonio di Rodolfo ed Eleonora di Champagne, per motivi di consanguineità, permettendo così il matrimonio tra Rodolfo e Petronilla. Ma non molto tempo dopo in un concilio a Lagny-sur-Marne, i tre arcivescovi, troppo accomodanti vennero scomunicati e la loro decisione annullata, il nuovo matrimonio considerato non valido e le contee furono sotto interdetto. Il papa Innocenzo II, visto che continuavano a non separarsi li scomunicò.

Siccome Lagny-sur-Marne era nel territorio di Tibaldo IV di Blois, il re prese la cosa come un'offesa personale e decise di intervenire in favore di Petronilla e Rodolfo invadendo la contea di Champagne.
Nello stesso anno (1142), il fratello di Eleonora di Blois, Tebaldo IV di Blois, per cercare di far recedere dalla sua decisione Rodolfo, entrò in conflitto contro di lui, che si era alleato al re di Francia, Luigi VII[2].
Durante il conflitto, a seguito della conquista della città di Vitry-en-Perthois[3], anche sul regno di Francia e sulla coppia reale, ancora senza figli, cadde l'Interdetto della Chiesa.
Nel 1143, si arrivò alla pace, su consiglio di Bernardo di Chiaravalle, la contea di Champagne fu evacuata e gli interdetti furono ritirati, ma dato che Rodolfo e Petronilla rifiutarono di separarsi, vennero scomunicati per la seconda volta.
Luigi VII e Rodolfo allora invasero nuovamente la contea di Champagne, mentre il conte Tebaldo dette vita a una lega antimonarchica con i conti di Fiandra e Soissons ed il conflitto divenne sempre più aspro.
Dopo la morte di Innocenzo II, con la nomina di papa Celestino II (26 settembre 1143), Bernardo di Chiaravalle ed il consigliere politico di Luigi VII, l'abate dell'Abbazia di Saint-Denis, Sigerio cominciarono a far pressione sul giovane re affinché mettesse fine al conflitto. Alla fine del conflitto, nel 1144, l'esercito di Rodolfo con le truppe reali avevano occupato la contea di Champagne.

Ma dopo che la contea di Champagne era stata restituita a Tebaldo, e nello stesso tempo il vescovo Pietro della Châtre aveva riavuto il vescovato di Bourges, in quanto i reali di Francia avevano seguito il consiglio di Sigerio e di Bernardo di Chiaravalle, a Rodolfo e Petronilla, che non erano tornati sulla loro decisione, continuando a convivere nonostante che il loro matrimonio fosse stato annullato, fu confermata la scomunica.

Quando Luigi VII, nel 1147, partì per la seconda crociata, Rodolfo, assieme a Sigerio, fu reggente e governò il regno di Francia sino al rientro del re, nel 1149.

Il matrimonio con Petronilla terminò nel 1151, contemporaneamente al raffreddarsi del rapporto tra la sorella di Petronilla, Eleonora ed il re di Francia, con la separazione ed il divorzio tra Petronilla e Rodolfo.

Nel 1152 Rodolfo si sposò, in terze nozze, con Loretta d'Alsazia, figlia di Teodorico d'Alsazia, conte delle Fiandre.
Rodolfo morì in quello stesso anno, lasciando il titolo di conte di Vermandois al figlio di primo letto, Ugo.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Rodolfo da Eleonora ebbe un figlio:

Da Petronilla ebbe due figli:

Da Loretta ebbe una figlia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc.
    Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros asserisce che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna.
  2. ^ Il re di Francia, Luigi VII aveva un altro motivo per combattere il conte di Champagne e di Blois, Tebaldo in quanto aveva anche dato rifugio al vescovo di Bourges, Pietro della Châtre, che il re aveva scacciato dalla sua diocesi per divergenze col papa Innocenzo II.
  3. ^ Durante i combattimenti per la conquista della città di Vitry-en-Perthois, le truppe reali unite a quelle del conte di Vermandois dettero fuoco alla chiesa della città in cui si erano rifugiati molti abitanti della città, sembra ca. 1300, che perirono tra le fiamme.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 705–739
Predecessore Conte di Vermandois e di Valois Successore
Ugo I 1102-1152 Ugo II