Filippo I di Fiandra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
moneta raffigurante Filippo I

Filippo d'Alsazia o Filippo I di Fiandra (1143Acri, 1 giugno 1191) fu conte di Fiandra dal (1157-1191), e conte di Vermandois per matrimonio dal 1167 al 1185, e poi a titolo putativo fino alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I domini[modifica | modifica wikitesto]

Filippo di Fiandra nacque nel 1143, primogenito di Teodorico di Alsazia e Sibilla d'Angiò. La sua carriera cominciò presto, già nel 1157 Filippo agiva infatti da reggente e da "vice-conte" per conto del padre che era spesso assente per combattere nelle Crociate. Circa un decennio dopo si adoperò per fermare la pirateria che flagellava le coste di Fiandra e quando scoppiò una guerra fra le Fiandre e l'Olanda Filippo prese prigioniero a Bruges Floris III, Conte d'Olanda (1141-1 agosto 1190) liberandolo solo nel 1167 dietro il riconoscimento della sovranità delle Fiandre sulla Zelanda.

Nel 1159 Filippo sposò Elisabetta di Vermandois figlia di Raul I di Vermandois e Petronilla d'Aquitania sorella della più famosa Eleonora. Suo suocero era morto nel 1152 e l'Aquitania era passata al cognato Raoul II che morì di lebbra nel 1167 senza lasciare eredi. Il ducato andò quindi ad Elisabetta e, jure uxorio, a Filippo che vide l'influenza delle Fiandre spingersi prepotentemente verso sud raggiungendo la sua massima estensione e minacciando di sbilanciare i delicati equilibri di potere della Francia.

Il governo di Filippo fu saggio ed egli, insieme al suo "primo ministro" Robert d'Aire, stabilirono un vero e proprio sistema di amministrazione del territorio e i loro rapporti con l'estero furono eccellenti. Filippo si trovò a mediare fra Enrico II d'Inghilterra e Tommaso Becket, fra Enrico II e Luigi VII di Francia e riuscì anche a organizzare un buon matrimonio per la sorella Margaretha I delle Fiandre (morta 15 novembre 1194) con Baldovino V di Hainaut. Introdusse dapprima nella città di Arras, poi in tutte le più importanti città fiamminghe, un marchingegno istituzionale per la repressione dei delitti fondato sull'inchiesta. Al centro dei nuovi procedimenti si pose un gruppo di uomini probi e saggi di ciascuna città (scabini, aldermen), sotto la guida di un ufficiale regio (bailiff). La prova era totalmente fondata sull'inchiesta degli scabini, veritas scabinorum.

Il matrimonio di Filippo ed Elisabetta si rivelò sterile: nel 1175 Elisabetta fu accusata di adulterio e il suo amante Walter de Fontaines venne picchiato fino alla morte. L'adulterio della moglie rese facile per Filippo chiedere ed ottenere da Luigi VII il controllo del Vermandois e, poiché entrambi i suoi fratelli Mathieu di Lorena e Pierre Vescovo di Cambrai morirono rispettivamente nel 1173 e 1176 senza figli, Filippo decise, prima di partire per la crociata nel 1177, di nominare la sorella Margaretha e suo marito quali suoi successori ed eredi.

La crociata[modifica | modifica wikitesto]

Filippo prese parte alla Terza crociata: arrivando in Terra Santa, sperò di poter prendere parte alla pianificata invasione contro l'Egitto, scopo per il quale i crociati avevano stretto alleanza con l'Impero bizantino. Una flotta bizantina di 150 galee stava aspettando ad Acri quando Filippo arrivò, tuttavia i suoi piani sembravano destinati a dover cambiare.

In Terra Santa egli incontrò il suo primo cugino Baldovino IV di Gerusalemme, entrambi erano nipoti di Folco V d'Angiò padre di Sibilla nata dal suo secondo matrimonio con Melisenda di Gerusalemme. Baldovino era lebbroso e senza figli e per questo offrì a Filippo la successione al Regno di Gerusalemme quale suo erede maschio più vicino. Filippo comunque non accettò e Baldovino nominò allora Rinaldo di Châtillon per il quale Filippo agì da assistente. Secondo Guglielmo di Tiro Filippo non era comunque così disinteressato, poiché sperava di poter far sposare uno dei propri vassalli alla sorella di Baldovino, Sibilla di Gerusalemme o alla sua sorellastra Isabella di Gerusalemme. Sibilla era rimasta vedova nel 1177 di Guglielmo Spadalunga, perito dopo un breve matrimonio, al momento era incinta e Guglielmo di Tiro, negoziatore in questa trattiva, osservò che sarebbe stato assai improprio farla risposare così presto.

Secondo le cronache di Ernoul Filippo fu osteggiato anche da Raimondo III di Tripoli, che reclamò la reggenza per sé, oltre che dagli Ibelin, stretti sostenitori di Raimondo, che speravano di poter far maritare Sibilla con qualcuno della propria famiglia. Filippo lasciò Gerusalemme ad ottobre per andare a combattere al nord nel Principato d'Antiochia prima di tornare a casa dopo un fallimentare assedio ad Harim. Nel frattempo l'alleanza con i Bizantini si era rotta e Baldovino e Rinaldo sconfissero il Saladino alla Battaglia di Montgisard.

La guerra contro il re di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo tornò in patria nel 1179 e trovò Luigi VII malato e debole al punto che scelse di nominarlo guardiano del suo erede Filippo, un anno dopo, nell'aprile 1180 sua nipote Isabella di Hainaut sposò il quindicenne Filippo che pochi mesi dopo venne incoronato re di Francia come Filippo II di Francia. In dote ella aveva portato la Contea d'Artois e altre terre di Fiandra con grande costernazione di suo cognato Baldovino[1]. Luigi VII morì il 18 settembre 1180 e subito dopo Filippo II cominciò a rivendicare la propria indipendenza e fra i due scoppiò una guerrà che portò devastazione sia in Piccardia che nell'Île-de-France. Baldovino V all'inizio supportò suo cognato Filippo, ma nel 1184 cambiò bandiera destinando il proprio appoggio al genero in nome degli interessi della figlia[2]. Nel 1183 era intanto deceduta sua moglie Elizabeth e il Vermandois sarebbe dovuto essere erdeditato da sua sorella Eleonora di Vermandois, Filippo si oppose arrivando ad assediare la provincia e il conflitto fra i due venne mediato da Filippo II che impose che Eleonora potesse prendere per sé il Valois e parte del Vermandois. Quel che rimaneva andò a Filippo, ma quando egli morì anche quelle terre andarono alla cognata. Attorno all'agosto 1183 Filippo si risposò con Teresa del Portogallo, figlia di Alfonso I del Portogallo e Mafalda di Savoia. Alla nuova moglie egli donò un gran numero di grosse città del territorio delle Fiandre in un apparente affronto al cognato Baldovino[3]. Col passare del tempo Filippo temette di arrivare ad essere circondato da terre in mano al re di Francia o ai sovrani di Hainaut e per questo il 10 marzo 1186 strinse infine un accordo di pace col cognato e con Filippo II i cui termini prevedevano, appunto, la consegna di gran parte del Vermandois al sovrano, che li girò ad Eleonora, anche se gli venne permesso di fregiarsi del titolo di conte di Vermandois per il resto della vita.

La morte e i lasciti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1190 Filippo prese di nuovo la croce e tornò in Terra Santa al seguito di un contingente fiammingo. Quando arrivò era in corso l'assedio di San Giovanni d'Acri e rimase vittima di un'epidemia di Peste che devastò il campo morendo nell'estate del 1191. Il suo corpo venne riportato in patria dalla moglie, che aveva agito da reggente in sua assenza, e venne sepolto nell'Abbazia di Clairvaux. Poiché anche questo matrimonio fu senza figli egli fu succeduto dalla sorella e dal cognanto che incorporarono le Fiandre nei loro domini. Si pensa che Filippo abbia avuto un figlio illegittimo da una sua amante: Thierry di Fiandra, forse sposo della Dama di Cipro, figlia di Isacco Comneno di Cipro. Filippo sembra rappresentare uno degli ultimi re tipicamente feudali destinato a soccombere sotto un nuovo tipo di autorità rappresentata, in questo caso, da Filippo II di Francia, per la prima volta infatti un sovrano francese riuscì a imporre la propria autorità sopra un conte di Fiandra. Nonostante le guerre che imperversarono durante il suo regno il suo paese non cessò di crescere economicamente, come dimostrano i numerosi documenti di tipo commerciale da lui firmati e, dopo la sua morte, le Fiandre conobbero un periodo di grande prosperità. Si pensa che Filippo possa essere stato il mecenate di Chrétien de Troyes mentre scriveva il suo ultimo romanzo Perceval o il racconto del Graal[4]. L'opera iniziata prima della morte di Filippo rimase incompiuta giacché lo stesso autore morì prima del 1190.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wolff, Robert Lee (July 1952), "Baldwin of Flanders and Hainaut, First Latin Emperor of Constantinople: His Life, Death, and Resurrection, 1172–1225", Speculum 27
  2. ^ Wolff, Robert Lee (July 1952), "Baldwin of Flanders and Hainaut, First Latin Emperor of Constantinople: His Life, Death, and Resurrection, 1172–1225", Speculum 27
  3. ^ Wolff, Robert Lee (July 1952), "Baldwin of Flanders and Hainaut, First Latin Emperor of Constantinople: His Life, Death, and Resurrection, 1172–1225", Speculum 27
  4. ^ Lacy, Norris J. (1991). "Chrétien de Troyes". In Norris J. Lacy, The New Arthurian Encyclopedia, pp. 88–91. New York: Garland
Predecessore conte di Fiandra Successore Blason comte-des-Flandres.svg
Teodorico I 1157 - 1191 Margherita I

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edward Le Glay, Histoire des comtes de Flandre jusqu'à l'avènement de la Maison de Bourgogne, Paris, 1843
  • Henri Platelle et Denis Clauzel, Histoire des provinces françaises du Nord, 2. Des principautés à l'empire de Charles Quint (900-1519), 1989; ISBN 2-87789-004-X
  • Georges-Henri Dumont, Histoire de la Belgique, Bruxelles 1977, ISBN 2-87106-182-3
  • Cécile et José Douxchamps, Nos dynastes médiévaux, Wepion-Namur 1996, ISBN 2-9600078-1-6
  • Robert Lee Wolff, Baldwin of Flanders and Hainaut, First Latin Emperor of Constantinople: His Life, Death, and Resurrection, 1172–1225, in Speculum XVII (1952), pp.281–322.
  • Steven Runciman, Storia delle Crociate, Torino, Einaudi, 1966 (4ª ed.). Trad. it. dell’originale A History of the Crusades, Londra, Cambridge University Press, 1951.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie