Olocausto (miniserie televisiva)

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Olocausto
Holocaust serie TV.png
La scena della sinagoga data alle fiamme
Titolo originale Holocaust
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1978
Formato miniserie TV
Genere Dramma
Durata 475 min.
Lingua originale Inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore colore
Audio mono
Crediti
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi

Doppiaggio originale:

Ridoppiaggio (edizione del 1986):

Produttore NBC
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 16 aprile 1978
Al 19 aprile 1978
Rete televisiva NBC
Premi

Olocausto (Holocaust) è una miniserie televisiva statunitense del 1978, diretta da Marvin J. Chomsky, vincitore di un Emmy Award.

La miniserie racconta l'olocausto attraverso il vissuto di due famiglie tedesche, una ebrea, i Weiss, ed una, i Dorf, il cui padre di famiglia, a causa della disoccupazione, si arruola nelle SS, fino a diventare uno spietato criminale di guerra al fianco di Hitler

L'argomento era un'occasione per rappresentare sullo schermo l'atrocità e la follia dei crimini nazisti contro gli ebrei, trattando direttamente argomenti come la creazione dei ghetti e l'uso delle camere a gas. Lo sceneggiato all'uscita fece il giro del mondo, innescando una serie di dibattiti sull'argomento, in un periodo in cui non veniva trattato apertamente dall'opinione pubblica. La sua proiezione in Germania fornì l'occasione per una revisione delle posizioni sulle responsabilità del popolo tedesco.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Berlino, 1935, la famiglia Weiss vive una vita serena ed agiata: il padre Josef è un affermato chirurgo, il cui figlio Karl, un giovane pittore, è appena convolato a nozze con Inga, una ragazza cattolica, che assiste la moglie di Erik Dorf, un avvocato disoccupato che, conoscendo il capo della Gestapo Reinhard Heydrich, viene da questi convinto ad entrare come ufficiale nelle SS, come suo attendente.

Le leggi razziali e le mire espansionistiche di Adolf Hitler faranno tuttavia precipitare la Germania dapprima in una limitazione dei diritti civili agli Ebrei, quindi in una serie di violenze nei loro confronti, culminate nella notte dei cristalli, e successivamente, dopo l'Anschluss e l'occupazione della Cecoslovacchia, nell'eliminazione sistematica.

Il conflitto devasterà il destino delle due famiglie. Karl Weiss viene imprigionato nel campo di concentramento di Buchenwald per "spionaggio", subendo torture. Suo fratello Rudi, fugge da Berlino riparandosi in Cecoslovacchia, e poi tra i partigiani sovietici, dopo l'invasione nazista del suolo russo nella famigerata operazione Barbarossa. La figlia minore dei Weiss, caduta in stato catatonico a seguito di uno stupro, sarà tra le prime vittime della camera a gas, applicata inizialmente sui disabili. Stessa sorte per i suoi genitori, suo padre Josef, oramai malato ed inabile al lavoro, nel campo di concentramento di Auschwitz e sua madre Berta; suo zio Moses morirà durante la rivolta del ghetto di Varsavia e Karl di stenti poco prima dell'evacuazione del campo.

Erik Dorf diventerà un freddo burocrate della morte, attraversando, ed essendo costantemente presente, tutte le fasi dello sterminio, dal massacro di Babij Jar, alla conferenza di Wannsee, fino all'attuazione della soluzione finale, venendo arrestato alla fine della guerra dagli Alleati e, scoperta la sua complicità ai crimini nazisti, morendo suicida con del cianuro. Suo fratello Kurt, ex militante socialista, terrà un duro discorso ai suoi nipoti orfani comunque leali all'ideologia paterna.

Rudi, oramai solo, noto per il suo eroismo anti nazista, viene arruolato da un'organizzazione sionista per la costituzione delle forze armate del nascente stato israeliano e si incontrerà fortuitamente alla fine della guerra con Inga, che cresce da sola il figlio avuto da Karl.

Critica[modifica | modifica sorgente]

La miniserie venne anche criticata. Famoso l'intervento del regista e giornalista Claude Lanzmann, che dalle pagine di Les Temps Modernes accusa Olocausto di rappresentare la Shoah adottando gli schemi classici del dramma americano, volti a creare partecipazione emotiva nello spettatore, e quindi non adatti in quanto si rischiava di appiattire l'enormità del dramma dello sterminio degli ebrei, giudicata irrappresentabile, e quindi di toglierle importanza.

Nonostante le critiche, la miniserie ha sicuramente il merito di aver avvicinato l'opinione pubblica al tema della Shoah.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La serie fu trasmessa in Italia dalla RAI (Rete uno) nel maggio del 1979 in una versione di otto puntate di circa 50 minuti ("allungata" rispetto alla versione originale americana di quattro parti di due ore ciascuna) per otto domeniche consecutive.
  • Lo sceneggiato tornò poi in onda su Canale 5 nel 1986 con un doppiaggio tutto nuovo. La stessa versione trasmessa dagli allora canali Fininvest venne poi messa in commercio su vhs in un cofanetto di tre videocassette edito dalla Deltavideo.
  • Nel 2010 lo sceneggiato è uscito in DVD in un cofanetto suddiviso in tre dischi e contenente il film intero in cinque puntate con il doppiaggio originale della Rai, edito dalla Dall'Angelo Pictures. In questa versione DVD, è stata in parte tagliata una scena dove la signora Weiss e la figlia parlano del pianoforte di famiglia a loro espropriato insieme a tutti i loro beni mobili e immobili.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]