NGC 752

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NGC 752
Ammasso aperto
NGC 752
NGC 752
Scoperta
Scopritore Giovanni Battista Hodierna
Anno 1654
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Andromeda
Ascensione retta 01h 57m 41s [1]
Declinazione +37° 47′ 06″[1]
Distanza 1490[2] a.l.
(457[2] pc)
Magnitudine apparente (V) 5,7[1]
Dimensione apparente (V) 50'
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso aperto
Classe II 2 r
Età stimata 1,12 miliardi di anni[2]
Altre designazioni
C 28; Mel 12; Cr 23; OCl 363[1]
Categoria di ammassi aperti

NGC 752 (noto anche come C 28) è un grande ammasso aperto situato nella costellazione di Andromeda.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Mappa per individuare NGC 752.

Si individua senza difficoltà a nord della costellazione del Triangolo, circa 3,5° a nordest della stella β Trianguli; è visibile pure ad occhio nudo nelle notti più limpide e buie e appare come un leggero alone chiaro, mentre un binocolo dà già la soddisfazione di risolvere per intero l'ammasso, che si presenta come un insieme molto sparso di diverse decine di stelle, il cui colore dominante è il giallo e l'arancio. Attraverso un telescopio di 100mm di apertura il campo visivo è interamente pervaso da decine di stelle anche a bassi ingrandimenti; strumenti più grandi e focali lunghe non sono particolarmente adatti in quanto gli ingrandimenti eccessivi non consentono di avere una visione d'insieme.

La declinazione moderatamente settentrionale di quest'ammasso favorisce gli osservatori dell'emisfero nord, da dove è ben visibile durante la gran parte delle notti dell'anno; dall'emisfero australe la visibilità è un po' penalizzata, ma resta comunque osservabile anche alle latitudini medio-alte.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra settembre e marzo.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

NGC 752 venne individuato da Caroline Lucretia Herschel nel 1783 attraverso un telescopio riflettore da 4,2 pollici, segnalandolo in seguito a suo fratello William, che lo riportò nel suo catalogo nel 1786; egli lo descrisse come un ammasso molto esteso e disperso formato da stelle luminose, indicando anche che è visibile a occhio nudo come una macchia nebulosa. Vi sono tuttavia indizi che fanno ritenere che quest'oggetto fosse stato già osservato e riportato da Giovanni Battista Hodierna, già prima el 1654. John Herschel lo riosservò all'inizio dell'Ottocento e lo inserì poi nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 457.[4][5]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

NGC 752 è un ammasso aperto molto esteso e disperso; la sua distanza è stimata attorno ai 457 parsec (1490 anni luce)[2] ed è compreso all'interno del Braccio di Orione; la sua distanza è più o meno doppia rispetto all'Ammasso di Alfa Persei e viene così a trovarsi al di là delle nubi molecolari che oscurano la Via Lattea in direzione di Perseo e della Giraffa, trovandosi a una distanza simile a quella della Nube di Perseo.

Con un'età superiore al miliardo di anni, è uno degli ammassi aperti più antichi che si conoscano, sebbene risulti essere più giovane di M67 o di NGC 188; alcune stime arrivano a considerare per NGC 752 un'età di 2 miliardi di anni. Gran parte delle circa 80 stelle più luminose che lo compongono sono di classe spettrale F già nella fase di subgigante, mentre sono note almeno 15 giganti rosse;[5] la componente più luminosa è HD 11624, una gigante arancione con classe spettrale K0. Nonostante esista la possibilità che siano presenti numerose componenti di piccola massa come le nane rosse e forse anche qualche nana bianca, il loro contributo alla massa totale dell'ammasso appare essere trascurabile.[6]

Studi condotti attraverso il satellite ROSAT hanno permesso di individuare in questa direzione 49 deboli sorgenti di raggi X, delle quali almeno 7 potrebbero fare effettivamente parte dell'ammasso; fra queste, tre sono binarie di corto periodo, una sembrerebbe essere una blue straggler e una sarebbe una stella in rapida rotazione.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database in Results for NGC 752. URL consultato il 25 luglio 2013.
  2. ^ a b c d WEBDA page for open cluster NGC 752. URL consultato il 25 luglio 2013.
  3. ^ Una declinazione di 38°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 52°; il che equivale a dire che a nord del 52°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 52°S l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 752. URL consultato il 25 luglio 2013.
  5. ^ a b Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003. ISBN 0-521-55332-6.
  6. ^ Daniel, Scott A.; Latham, David W.; Mathieu, Robert D.; Twarog, Bruce A., A photometric and radial-velocity analysis of the intermediate-age open cluster NGC 752 in Publications of the Astronomical Society of the Pacific, vol. 106, n. 697, marzo 1994, pp. 281-308. DOI:10.1086/133379. URL consultato il 25 luglio 2013.
  7. ^ Belloni, T.; Verbunt, F., Soft X-rays from the intermediate-age open cluster NGC 752 in Astronomy and Astrophysics, vol. 305, gennaio 1996, p. 806. URL consultato il 25 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere generali[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003. ISBN 0-521-55332-6.
  • (EN) Jay M. Pasachoff, Atlas of the Sky in Stars and Planets, New York, NY, Peterson Field Guides, 2000, pp. 578 pg. ISBN 0-395-93432-X.
  • (EN) Sir Patrick Caldwell-Moore, Firefly: Atlas of the Universe, Firefly Books Limited, 2003. ISBN 1-55297-819-2.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987. ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998. ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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