NGC 6193

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NGC 6193
Ammasso aperto
NGC 6193
NGC 6193
Scoperta
Scopritore James Dunlop
Anno 1826
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Altare
Ascensione retta 16h 41m 20s [1]
Declinazione -48° 45′ 48″[1]
Distanza 4240[2] a.l.
(1300[2] pc)
Magnitudine apparente (V) 5,2[1]
Dimensione apparente (V) 14'
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso aperto
Classe II 3 p
Età stimata 3 milioni di anni[2]
Caratteristiche rilevanti Nebulosa associata;
parte di Ara OB1a
Altre designazioni
C 82; Cr 310; OCl 975[1]
Categoria di ammassi aperti

NGC 6193 (noto anche come C 82) è un ammasso aperto piuttosto appariscente situato nella costellazione dell'Altare; fa parte di un'associazione OB nota come Ara OB1a ed è associato alla nebulosa NGC 6188.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 6193.

Si individua nella parte settentrionale della costellazione; la stella più vicina ben visibile a occhio nudo è ε Normae, situata circa 2 gradi a nordovest. Con un binocolo è visibile solo la caratteristica più importante, cioè la presenza di una coppia di stelle di magnitudine 5 e 6 che domina su un gruppetto di stelle di magnitudine 9 e 10; con un telescopio amatoriale è possibile risolvere completamente l'oggetto e con un riflettore di 200mm di apertura si noterà pure che le due componenti principali sono stelle doppie. Nelle foto a lunga esposizione si evidenzia inoltre una tenue nebulosità diffusa, illuminata dall'ammasso, conosciuta con la sigla NGC 6188.

A causa della sua declinazione fortemente meridionale, quest'ammasso può essere osservato soprattutto da osservatori situati nell'emisfero australe della Terra; la sua osservazione dall'emisfero nord è possibile solo in vicinanza delle latitudini subtropicali.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6193 è stato scoperto da James Dunlop, il quale lo inserì nel suo catalogo edito nel 1827; venne in seguito riosservato da John Herschel, che lo descrisse come un ammasso di una dozzina di stelle di magnitudine compresa fra la 10 e la 11, situato vicino a una debole nebulosa molto estesa. Il New General Catalogue ne fornisce una descrizione simile, ma più stringata.[4][5]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6193 costituisce il nucleo di una brillante associazione OB nota come Ara OB1a; la sua distanza, stimata attorno ai 1300 parsec (4240 anni luce),[2] la colloca vicino al bordo esterno del Braccio del Sagittario, in primo piano rispetto alla vicina regione di Scorpius OB1.

Le sue componenti fisiche sarebbero una sessantina, la maggior parte delle quali comprese fra le classi spettrali O, B e A; fra queste spicca HD 150135/6, la stella più luminosa dell'ammasso, costituita in realtà da un sistema doppio con componenti entrambe di classe O con un periodo orbitale di appena 2,66 giorni. La componente primaria sembra anche essere la stella più vicina al Sole a possedere la classe spettrale O3.[6] L'età delle componenti si aggira sui 3 milioni di anni appena. Studi condotti col telescopio Chandra hanno permesso di scoprire 43 sorgenti di raggi X con una massa pari ad almeno 1 massa solare, tutte racchiuse entro un raggio di 6,8' dalla stella centrale dell'ammasso.[7]

Numerose altre sorgenti di raggi X scoperte in questa regione possiedono anche una controparte visibile agli infrarossi e sono molto probabilmente membri effettivi dell'associazione. Sono state anche identificate 185 protostelle di Classe II, associate sia all'ammasso che alla nebulosa NGC 6188.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database in Results for NGC 6193. URL consultato il 12 giugno 2013.
  2. ^ a b c d e Wolk, S. J.; Comerón, F.; Bourke, T., The Ara OB 1a Association in Handbook of Star Forming Regions, Volume II: The Southern Sky ASP Monograph Publications, vol. 5, dicembre 2008, p. 388. URL consultato il 12 giugno 2013.
  3. ^ Una declinazione di 49°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 41°; il che equivale a dire che a sud del 41°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 41°N l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 6193. URL consultato il 12 giugno 2013.
  5. ^ Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55332-6.
  6. ^ Niemela, V. S.; Gamen, R. C., The nearest star of spectral type O3: a component of the multiple system HD 150136 in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 356, nº 3, gennaio 2005, pp. 974-978, DOI:10.1111/j.1365-2966.2004.08513.x. URL consultato il 12 giugno 2013.
  7. ^ Skinner, S. L.; Zhekov, S. A.; Palla, F.; Barbosa, C. L. D. R., Chandra X-ray observations of the young stellar cluster NGC 6193 in the Ara OB1 association in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 361, nº 1, luglio 2005, pp. 191-205, DOI:10.1111/j.1365-2966.2005.09154.x. URL consultato il 12 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 6191  •  NGC 6192  •  NGC 6193  •  NGC 6194  •  NGC 6195   
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