Nebulosa Saturno

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Nebulosa Saturno
Nebulosa planetaria
La Nebulosa Saturno osservata dal telescopio spaziale Hubble (NASA/ESA)
La Nebulosa Saturno osservata dal telescopio spaziale Hubble (NASA/ESA)
Scoperta
Scopritore William Herschel
Anno 1782
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Acquario
Ascensione retta 21h 04m 10,877s [1]
Declinazione -11° 21′ 48,25″[1]
Distanza 2000-4000 a.l.
(774 pc)
Magnitudine apparente (V) +12.8[1]
Dimensione apparente (V) 25′[2]
Caratteristiche fisiche
Tipo Nebulosa planetaria
Magnitudine assoluta (V) 2,5 a 1
Altre designazioni
NGC 7009
Categoria di nebulose planetarie

La Nebulosa Saturno (NGC 7009) è una nebulosa planetaria situata nella costellazione dell'Aquario; il suo nome si deve al fatto che la nebulosa ricorda per certi versi l'omonimo pianeta e i suoi caratteristici anelli visti di taglio.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La nebulosa venne scoperta il 7 settembre 1782 da William Herschel, mentre conduceva delle osservazioni attraverso un telescopio di sua costruzione; fu una delle sue prime scoperte. Il nome le fu conferito da Lord Rosse negli anni quaranta del XIX secolo, quando le capacità tecniche dei telescopi di allora resero possibile appurarne l'effettiva somiglianza col pianeta degli anelli. William Henry Smyth la annovera tra i nove "Rari oggetti celesti" di Stuve.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La stella al centro della nebulosa è una nana bianca piuttosto brillante, di magnitudine 11,5.

La distanza dell'oggetto non è nota con precisione, dal momento che nelle sue vicinanze non sono presenti stelle di riferimento utilizzabili per la misurazione della parallasse. Hyvnes stimò inizialmente la distanza intorno ai 2.400 anni luce mentre nel 1963, O'Dell ha calcolato una distanza maggiore, quantificabile in 3.900 anni-luce.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Results for Saturn Nebula, SIMBAD Astronomical Database. URL consultato il 07-04-2009.
  2. ^ P. Murdin, Saturn Nebula (NGC 7009) in Encyclopedia of Astronomy and Astrophysics, 2000.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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