NGC 5694

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NGC 5694
Ammasso globulare
L'ammasso globulare NGC 5694
L'ammasso globulare NGC 5694
Scoperta
Scopritore William Herschel
Anno 1784
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Idra
Ascensione retta 14h 39m 37s
Declinazione -26° 32′ 18″
Distanza 113000 a.l.
(34641 pc)
Magnitudine apparente (V) 9,1
Dimensione apparente (V) 3,6'
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso globulare
Classe VII
Età stimata 17,5 miliardi di anni
Altre designazioni
C 66, ESO 512-SC010, GCL 29, H II-196, h 3576, GC 3954
Categoria di ammassi globulari

NGC 5694 (noto anche come C 66) è un ammasso globulare visibile nella costellazione dell'Idra; fu scoperto da William Herschel nella primavera del 1784.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un debole oggetto dall'aspetto sfuggente e dalle ridotte dimensioni apparenti; sebbene nelle sue immediate vicinanze non siano presenti stelle particolarmente brillanti, la sua individuazione è facilitata dalla presenza delle stelle σ Librae e π Hydrae, due astri di terza magnitudine sulla cui linea congiungente è possibile recuperare l'oggetto, leggermente più vicino alla prima stella. Un riferimento più vicino è dato un arco di stelle di quinta e sesta magnitudine situato poco ad est dell'ammasso stesso.

La sua declinazione è solo moderatamente australe, ciò fa sì che sia ben osservabile da entrambi gli emisferi terrestri senza eccessive difficoltà legate alla latitudine; tuttavia, dall'emisfero australe la sua osservazione è più facilitata.[1] Il periodo più adatto per la sua osservazione nel cielo serale va da aprile a luglio.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

La scoperta dell'ammasso risale alla fine del Settecento e avvenne ad opera di William Herschel, che lo individuò nella notte del 22 maggio 1784; la sua vera natura rimase a lungo sconosciuta, fino a quando, nel 1932, non venne riconosciuto come ammasso globulare.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

NGC 5694 è uno degli ammassi globulari più antichi che si conoscano appartenenti alla Via Lattea: la sua età pari a oltre 17 miliardi di anni lo rende simile ad altri ammassi molto vecchi, come M92 e Terzan 8, rispettivamente nelle costellazioni di Ercole e Sagittario; a causa di ciò, le sue stelle hanno una metallicità estremamente bassa. La sua distanza dal centro galattico è stimata sui 95.000 anni luce, il che lo rende anche uno degli ammassi più lontani; inoltre la sua alta velocità di allontanamento potrebbe portarlo a disperdersi all'esterno dell'alone galattico.[2] Secondo uno studio pubblicato negli anni ottanta questo ammasso si sarebbe originato nell'alone interno della Via Lattea e solo in un secondo momento ne sarebbe stato spinto via, probabilmente a causa dell'interazione fra la stessa Via Lattea e la Grande Nube di Magellano.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Una declinazione di 26°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 64°; il che equivale a dire che a sud del 64°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 64°N l'oggetto non sorge mai.
  2. ^ a b Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0521553326.
  3. ^ Ortolani, S.; Gratton, R., Deep photometry of globular clusters. XII - The metal-poor clusters NGC 5694 and Terzan 8 in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 82, nº 1, gennaio 1990. URL consultato il 6 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere generali[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0521553326.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 5692  •  NGC 5693  •  NGC 5694  •  NGC 5695  •  NGC 5696   
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