Ministero dell'Economia e delle Finanze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ministero dell'Economia e delle Finanze
MinisteroEconomiaFinanze.gif
Ministero dell'Economia e delle Finanze.jpg
Palazzo delle Finanze, cortile interno
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla MEF
Istituito 2001
da Governo Berlusconi II
Predecessore Fabrizio Saccomanni
Ministro Pier Carlo Padoan
Viceministri

Sottosegretari
Luigi Casero, Enrico Morando

Pier Paolo Baretta, Enrico Zanetti, Paola De Micheli

Sede Palazzo delle Finanze
Indirizzo via XX Settembre, 97 -
00187 Roma
Sito web www.mef.gov.it

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, noto anche con l'acronimo MEF, è uno dei più importanti e influenti dicasteri del Governo Italiano che ha il compito di controllare le spese pubbliche, le entrate dello Stato, nonché sovraintendere alla politica economica e finanziaria, nonché ai processi e agli adempimenti di politica di bilancio sul bilancio pubblico.

Attuale ministro è Pier Carlo Padoan.

Sede del Ministero è lo storico Palazzo delle Finanze (1872-1876).

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia).

Già nel 1947 il Governo De Gasperi III aveva provato ad accorpare i ministeri del Tesoro e delle Finanze, ma l'esperimento trovò forte opposizione politica per il largo potere concentrato nelle mani del ministro Piero Campilli, e fu quindi rapidamente abbandonato per oltre cinquant'anni.

Il Ministero dell'Economia nacque quindi in seguito alla Riforma Bassanini che col decreto legislativo n. 300 del 1999, accorpò i Ministeri economici. Nel 2001 il Governo Berlusconi II, attuò tale riforma, e pertanto nacque il Ministero dell'Economia e delle Finanze che assorbì i precedenti dicasteri: il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica con il Ministero delle Finanze.

Già nel 1999 erano nate le 4 Agenzie fiscali: l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia del Territorio, l'Agenzia del Demanio e l'Agenzia delle Dogane. Pur essendo completamente autonome, esse lavorano in stretta interdipendenza con il MEF.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ai sensi del D. Lgs. n. 300/1999, esercita le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politica economica, politica finanziaria e di bilancio, in relazione alla programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane, programmazione, coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale e politiche di coesione. Ha il compito precipuo di organizzare la formazione e gestione del bilancio dello Stato, compresi gli adempimenti di tesoreria e la verifica dei relativi andamenti e flussi di cassa, assicurandone il raccordo operativo con gli adempimenti in materia di copertura del fabbisogno finanziario, nonché alla verifica della quantificazione degli oneri derivanti dai provvedimenti e dalle innovazioni normative ed al monitoraggio della spesa coordinandone e verificandone gli andamenti e svolgendo i controlli previsti dall'ordinamento. Cura la programmazione economica e finanziaria, il coordinamento e la verifica degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale e delle politiche di coesione, anche avvalendosi delle Camere di commercio, con particolare riferimento alle aree depresse, esercitando a tal fine le funzioni attribuite dalla legge in materia di strumenti di programmazione negoziata e di programmazione dell'utilizzo dei fondi strutturali comunitari. In materia finanziaria, ai sensi dell'art. 56 del D.Lgs. 300/1999, cura l'analisi del sistema fiscale e delle scelte inerenti alle entrate tributarie ed erariali in sede nazionale, comunitaria e internazionale, nonché alle attività di coordinamento.

La sua attività va coordinata con le 4 Agenzie Fiscali, regolate da apposita convenzione, cui il Ministero, per conto dello Stato, detta gli obiettivi da conseguire, e di cui nomina i vertici.

Infine, il Ministero svolge i compiti di vigilanza su enti e attività e le funzioni relative ai rapporti con le autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge, ai sensi dell'art. 23, comma 2, D.Lgs. 300/1999.

Il Ministro è componente del Consiglio Supremo di Difesa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero ha una struttura centrale e territoriale alquanto complessa e variegata, frutto dell'accorpamento dei vecchi dicasteri, variamente rivisitata negli ultimi anni: il D. Lgs. 3 luglio 2003, n. 173, recante la Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali, ex art. 1 legge 6 luglio 2002 n. 137, e il DPR 3 luglio 2003 n. 227, concernente il Regolamento per la riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'economia e delle finanze. Da ultimo è stato riorganizzato con DPR 30 gennaio 2008 n. 43, recante Regolamento di riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, pubblicata in GURI 18 marzo 2008 n. 66 S.O., in uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero.

Sono uffici di diretta collaborazione:

  • l'ufficio del capo di gabinetto;
  • il capo segreteria;
  • la segreteria particolare;
  • il portavoce;
  • il capo ufficio stampa;
  • il consigliere del ministro;
  • il consigliere politico;
  • il consigliere diplomatico;
  • l'aiutante di campo;
  • il Servizio di controllo interno - SECIN.

Sono uffici propri del Ministero i quattro dipartimenti da cui è costituito:

Uffici territoriali[modifica | modifica wikitesto]

A livello periferico il Ministero dell'Economia e delle Finanze è organizzato in Ragionerie Territoriali dello Stato (o RTS), che dipendono organicamente e funzionalmente dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e sono costituite nel numero complessivo superiore a 63, su base regionale ovvero interregionale ed interprovinciale.

Fino al 28 febbraio 2011 esistevano anche le Direzioni Territoriali dell'Economia e delle Finanze, o DTEF, che dipendevano organicamente e funzionalmente dal Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi ma con DM 23/12/2010 ne è stata stabilita la cessazione delle attività.

Le competenze delle DTEF sono state assorbite in gran parte dalle Ragionerie Territoriali dello Stato.

Agenzie fiscali[modifica | modifica wikitesto]

In stretto coordinamento con il Ministro, ma del tutto autonome, sono le agenzie fiscali:

Le sedi centrali delle Agenzie sono a Roma. Presenti in tutto il territorio nazionale troviamo gli Uffici periferici delle Agenzie.

Altri uffici[modifica | modifica wikitesto]

Infine, sempre nell'ambito del dicastero operano alcuni uffici ad ordinamento particolare:

  • la Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze (SSEF), che gode di una completa autonomia organizzativa, gestionale e contabile quale autonomo centro di responsabilità dell’amministrazione economica e finanziaria;
  • il Servizio Consultivo ed Ispettivo Tributario;
  • la Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica ex art. 1, comma 474, legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • il Comitato Permanente per il Coordinamento delle Attività in Materia di Finanza Pubblica;
  • il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento della Fiscalità.

Guardia di Finanza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guardia di Finanza.

Dal Ministro dell'Economia e delle Finanze dipende funzionalmente anche la Guardia di Finanza, forza di polizia ad ordinamento militare con compiti di accertamento, prevenzione e repressione delle violazioni amministrative e penali in materia tributaria, doganale e fiscale in genere. Il corpo dipende gerarchicamente dal Comando Generale della Guardia di Finanza con sede a Roma.

Giustizia Tributaria[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha sede il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, organo di autogoverno dei Giudici tributari, con compiti simili al Consiglio Superiore della Magistratura. I giudici tributari, che operano presso le Commissioni Tributarie e hanno lo status di magistrati onorari, e sono nominati dal Ministro dell'Economia e delle Finanze su designazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Il MEF vigila sui seguenti Enti:

  • la Cassa Ufficiali della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale ed assistenziale dei soli ufficiali appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza;
  • il Fondo di previdenza per il personale appartenente ai ruoli di ispettori, sovrintendenti, appuntati, finanzieri della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale per il personale del Corpo della Guardia di Finanza, ad esclusione degli ufficiali;
  • il Fondo di previdenza per il personale dell'ex Ministero delle Finanze, ente di sostegno previdenziale per gli appartenenti all'ex dicastero delle Finanze, incorporato dal 2001 nel MEF;
  • l'Istituto di Studi ed Analisi Economica - ISAE, ente di ricerca nel campo giuridico-economico.

Elenco dei Ministri economici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei Ministri dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana.

L'elenco comprende i nominativi dei ministri che hanno dal 2001, col Governo Berlusconi II, ricoperto l'incarico di Ministro nel MEF. Nella pagina sono anche presenti i collegamenti degli elenchi dei Ministri delle Finanze, del Tesoro, del Bilancio e delle Partecipazioni Statali, per i periodi ivi indicati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]