Libro delle ore

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Miniatura dal Libro delle Ore di Llanbeblig

Il libro delle ore comprende la raccolta delle ore liturgiche per i diversi periodi dell'anno. Per secoli uno dei libri che non mancava presso tutte le famiglie o le comunità che potevano permettersi di avere dei libri. Anche dopo la diffusione della stampa, i libri delle ore, anche di potenti personaggi laici, rimasero come espressione di prestigio e di amore per l'arte. Divenne anche ben presto, un oggetto riccamente miniato. Tra i libri delle ore più celebri si ricordano quelli di Filippo II.

Le comunità monastiche, così come quelle canonicali, erano solite recitare le ore in modo comunitario, in coro nella chiesa o nella sala capitolare. Il libro delle ore era pertanto unico, e splendidamente illustrato.

A fianco dell'edizione maggiore, con tutti i testi delle letture e dei salmi, già nel medioevo si era diffuso un indice di essi detto breviario

Con il Concilio di Trento il Breviario divenne, invece, un oggetto di uso quotidiano inteso come testo, facilmente trasportabile, che però permetteva all'ecclesiastico di recitare l'Ufficio divino senza dover ricorrere ad altri testi. Ogni ecclesiastico era obbligato ad averlo e a recitare le relative orazioni alle prescritte ore canoniche, ma non fu più inteso, salvo poche eccezioni come i Vespri solenni, come una pratica collettiva, bensì come una preghiera individuale.

I movimenti ecclesiali e laici, anche giovanili, riscoprirono a metà degli anni '50 il valore del libro delle ore. Questa tendenza fu confermata dal Concilio Vaticano II, che ha semplificato la struttura:

  • ha eliminato l'ora di Prima;
  • ha concesso la possibilità di recitare il Mattutino a qualsiasi ora cambiandone il nome in Ufficio delle Letture;
  • ha dato la possibilità di recitare una sola delle altre Ore (Terza, Sesta e Nona) chiamandola Ora media;
  • ha ridotto la struttura: i 150 salmi, che prima erano recitati integralmente nel corso di una settimana, sono stati ordinati in un ciclo di quattro settimane. Oltre a queste modifiche, si sono esclusi alcuni salmi detti imprecatori.

Questo ha comportato un fiorire di edizioni, tradotte nelle lingue volgari.

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