L'arcidiavolo (film 1966)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'arcidiavolo
L'arcidiavolo.JPG
Claudine Auger (Maddalena) e Vittorio Gassman (Belfagor)
Paese di produzione Italia
Anno 1966
Durata 103 min
Colore B/N, colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Ettore Scola
Soggetto Ruggero Maccari, Ettore Scola
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Ettore Scola
Produttore Mario Cecchi Gori
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Maurizio Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'arcidiavolo è un film del 1966, diretto dal regista Ettore Scola e girato in particolare a Firenze, Montepulciano, Monte Argentario[1] e Pienza. La trama riprende in maniera scherzosa le vicende descritte dal Machiavelli nella sua novella Belfagor arcidiavolo.

La pellicola si presenta come un colorito affresco storico in cui ancora una volta Gassman eccelle come attore "rinascimentale" di grande successo, con una caratteristica e riconoscibile parlata medievale che da colore al personaggio principale di Belfagor da lui interpretato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Come citano i riferimenti iniziali, la vicenda narrata nel film si svolge nel 1478, quando papa Innocenzo VIII e Lorenzo de Medici decidono di firmare una pace dopo un lungo periodo di ostilità che li aveva visti contrapporsi nella prima fase delle Guerre d'Italia. L'inferno, con a capo Belzebù, ovviamente ne è scosso e teme per la propria sorte: per questo viene deciso di inviare sulla terra l'arcidiavolo Belfagor il quale, assunte sembianze umane, uccide Franceschetto Cybo, il figlio del Papa, destinato a sposare la figlia di Lorenzo de' Medici, e ne assume l'identità. Così facendo si presenta alla corte medicea e, al momento di celebrare le nozze con Maddalena de' Medici, provoca un nuovo stato di guerra rifiutando di unirsi in matrimonio con la figlia del "Magnifico".

Fin dall'inizio Belfagor è accompagnato da Adramalek, un diavoletto pestifero e dispettoso che solo lui è in grado di vedere. A differenza di Belfagor, il diavoletto è incapace d'amare, e fin dall'inizio nell'antica Firenze sente freddo. Per il suo spirito diabolico, Belfagor arriva perfino a minacciare la verginità di Maddalena, la quale per tutta risposta lo consegna alla guardie del padre che lo imprigionano.

Fuggito dalle carceri, per beffa personale, l'arcidiavolo costringe Maddalena con un inganno a mostrarsi nuda al popolo fiorentino accorso sotto il palazzo, ma ella nuovamente riesce a giocarlo e imprigionarlo. Belzebù è irritato per la lentezza con la quale Belfagor sta portando a compimento il suo compito e per l'amore sincero che prova per Maddalena, e decide pertanto di privarlo dei suoi poteri demoniaci proprio quando viene condannato al rogo.

Solo l'intervento provvidenziale di Maddalena e di Lorenzo de' Medici (convintosi dell'innocenza del giovane) lo salverà da morte certa e gli consentirà una vita terrena felice e piena di onori. Adramalek torna all'inferno, mentre Belfagor resta in terra con Maddalena.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nei giardini del palazzo dei Medici compare una palla (che dal rumore che fa quando è colpita sembra di gomma), e tutti impazziscono per questo nuovo gioco, finché una delle dame di corte dice "di codesta palla fra un paio d'anni non se ne sentirà più parlare" (con un urlo della folla crescente a testimoniare l'inesattezza della previsione).
  • Per la scena del matrimonio tra Belfagor e Maddalena de' Medici è stato utilizzato l'esterno scenografico della Basilica di San Miniato al Monte, a Firenze.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Toscana Film Commission - Dipartimento di Fondazione Sistema Toscana

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema